Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"Così, davanti al supermercato, ho visto crescere una rivoluzione", di Michele Nicoletti

Chiunque abbia fatto la campagna elettorale volantinando fuori dai supermercati là dove hai modo di incontrare lo spaccato del Paese reale e non una sua fetta che ti scegli a piacimento perché a fare la spesa ci vanno tutti si è reso facilmente conto che era arrivato il dies irae, il giorno dell’ira e della punizione divina. «Fate campagna elettorale con i soldi nostri» dicevano i pensionati. «I soldi per pagarvi i volantini lo Stato ve li dà, a noi non dà i soldi per comprarci il pane. È giustizia questa? È uguaglianza di trattamento?» Agli imprenditori piaceva l’idea di sbloccare i crediti che le imprese vantano nei confronti dello Stato, ma la musica era la stessa: «Non ci importa quanto siete pagati, ma perché i vostri crediti non si bloccano mai? Perché ogni mese arrivano puntualmente i pagamenti delle indennità, dei costi per i gruppi consiliari, dei rimborsi elettorali e i pagamenti alle imprese non arrivano mai? Bloccate i finanziamenti ai partiti fino a che non avrete sbloccato i crediti alle imprese, così sarete …

"L’opportunità del cambiamento", di Claudio Sardo

Fa paura lo stallo post-elettorale. Perché c’è un’Italia che soffre, perché l’Europa è tuttora intrappolata in una politica suicida di austerità, perché la quiete dei mercati non durerà a lungo senza risposte efficaci, perché siamo alle prese con una frattura politica e sociale che mette a rischio la stessa unità del Paese. È una crisi di sistema quella che il voto ha squadernato. Ma in questo risultato c’è anche l’opportunità di cambiare e di ripartire. Anzi, si può ripartire proprio perché gli elettori hanno chiesto un cambiamento profondo. Il Pd pensava che il suo progetto avesse la capacità di rassicurare sulla tenuta dell’Italia, e al tempo stesso la forza di promuovere un’opera di ricostruzione. Gli elettori invece lo hanno percepito al di sotto della necessità di innovazione della politica. Ora il passaggio è reso difficile non solo dai numeri, ma anche dall’urgenza di una soluzione. Il Pdl, purtroppo, non aiuta: il Paese avrebbe bisogno di una destra democratica, europea, capace di assumersi all’occorrenza una responsabilità nazionale. Invece è sempre più arroccata in difesa di Berlusconi, …

"Dal Pd voto «last minute» per Grillo", di Luca Comodo

I risultati delle elezioni politiche hanno prodotto una scossa che sembra andare in profondità e mettere in discussione gli assetti e lo scacchiere politico come lo abbiamo conosciuto negli ultimi vent’anni. La crescita dell’astensione è stata netta: 5 punti in più rispetto alle politiche 2008. Tuttavia la fuga dalle urne che emergeva dai sondaggi sino a poche settimane prima del voto non si è verificata. La delusione si è tramutata in voto per Grillo. Gli astensionisti, che nei momenti in cui erano più alti nei sondaggi avevano attratto fette di elettorato “dinamico”, tornano ad essere molto simili al profilo tradizionale di chi non vota: età elevata, basso titolo di studio, con la televisione come veicolo principale quando non esclusivo di informazione. Tutti i partiti tradizionali vengono fortemente penalizzati: il Pdl perde oltre 6 milioni di voti, quasi 3 milioni e mezzo il Pd, 1 milione e mezzo l’Udc, la Lega smarrisce più di metà dei propri elettori, ma anche Rivoluzione civile, rispetto alle forze che la sostenevano perde quasi due milioni di voti. Queste perdite …

"Lo strappo dei sindaci: 9 miliardi alle aziende contro il patto di Stabilità", di Antonella Baccaro

«Non si può aspettare ancora: serve un decreto che autorizzi i Comuni a rivedere il patto di Stabilità». I sindaci dell’Anci vogliono risolvere il problema dei debiti della pubblica amministrazione (ammontano a più di 80 miliardi), una piaga che ha messo in ginocchio le imprese. La proposta: pagare almeno 8-9 miliardi di crediti per circa 20 mila appalti già assegnati. La certificazione dei crediti non ha funzionato, sostengono i sindaci: bisogna cambiare il patto. Pronti a tutto. Anche a infrangere il patto di Stabilità interno pur di salvare milioni di piccole e medie imprese. Pagandole finalmente. Sì, perché i sindaci dell’Anci, guidati da Graziano Delrio, hanno in mente una mobilitazione senza precedenti per risolvere il problema dei mancati pagamenti della pubblica amministrazione alle imprese che ormai ammontano a più di 80 miliardi. Una piaga che sta mettendo in ginocchio il tessuto produttivo del Paese e rispetto alla quale l’Anci ha una sola ricetta: «Pagare almeno 8-9 miliardi di crediti riferiti a circa 20 mila appalti già assegnati — dice Delrio — per rimettere in moto …

"Se la diagnosi clinica svela l’ultimo inganno", di Francesco Merlo

L’imboscato, il disertore vile, il pavido che si rintana in un letto … Attenti a ridere perché questa è l’Italia rancida dove Silvio Berlusconi ha ormai corrotto tutto, anche la medicina e persino il linguaggio dei suoi servi che parlano letteralmente di «medici nazisti» e «di tribunali stalinisti» evocando dunque le tragedia della grande storia. Ma solo per spiegare il più misero degli inguaccchi. Com’è possibile che un poveraccio così debba ancora avere in mano le sorti del governo di un paese nonostante tutto civile, come si può ancora pensare di fare accordi o brigare sotto banco per realizzare inciuci con lui, offrire poltrone a uno che si finge malato come i fannulloni del suo Brunetta, i travet sleali che hanno alimentato la commedia all’italiana? Anche gli italiani di destra capiscono quanto sia tristemente comica l’idea che un’équipe di medici nazisti sia stata assoldata dai giudici stalinisti contro un malato misteriosamente colpito ad un occhio. E va bene che la medicina è una scienza incerta e barcollante ma non si era ancora vista un’infiammazione che …

"Dalle operazioni di Previti alla conversione di Razzi e Scilipoti tutte le campagne acquisti di Silvio", di Sebastiano Messina

E ancora una volta gli aveva affidato il comando delle operazioni, diciamo così, sotto copertura. Il guaio numero uno, il Grosso Guaio, era che il Polo aveva vinto le elezioni del 27 marzo 1994 ma non aveva la maggioranza al Senato: servivano almeno altri tre voti, oltre ai suoi 156, per ottenere la fiducia. Il guaio numero due, il problema del giorno, era che alla prima votazione per il presidente del Senato era in vantaggio Giovanni Spadolini. Ed era stato proprio Previti, quando Berlusconi era tornato dal Quirinale rivelando di aver confidato a Scalfaro la propria disponibilità a votare per Spadolini, a stopparlo seccamente: «Abbiamo vinto noi, le presidenze ce le prendiamo tutte e due: la Pivetti alla Camera e Scognamiglio al Senato ». Berlusconi, alla fine, si era convinto. Ma adesso le cose non stavano andando come dovevano andare, e Previti era a caccia di voti. «Ci hanno presi uno per uno, promettendoci questo e quello» confidò sottovoce a un cronista il romagnolo Romano Baccarini, senatore centrista e dunque – sulla carta – corteggiabile. …

«Quello che emerge è un attacco alla democrazia», di Giulio Santagata

Giulio Santagata non è stato chiamato a testimoniare dalla procura di Napoli. Oggi è un consulente di Nomisma, fuori dalle luci della politica. All’epoca dei fatti su cui si indaga, però, era forse l’uomo più vicino al premier Romano Prodi, in qualità di ministro per l’Attuazione del programma. E ripensando a quei tempi, a quelle sedute al cardiopalma, con i Turigliatto, i Mastella, i senatori a vita da richiamare, vede un filo rosso che da quella tormentata vicenda porta al «momento complicato» di cui parla Napolitano. Ebbe la sensazione allora che ci fossero queste compravendite di parlamentari? «Mi auguro ancora che le vicende ipotizzate non siano vere, cioè più che altro continuo a sperarlo, a sperare che in questo Paese non sia stato raggiunto un simile livello di degrado dell’azione politica. Ma non mi stupisco più di niente. E quando vedo il distacco che c’è tra i cittadini e la politica, il disgusto che accomuna tutti, trovo una giustificazione. Ora si ricorda di quel tempo solo la litigiosità ma Prodi non galleggiava, governava, riuscendo a …