Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"Ultima chiamata", di Massimo Giannini

Solo i miopi attori del provinciale teatrino italiano possono credere alla quiete apparente che regna sui mercati finanziari. L’Italia non è il Belgio. Né per estensione geopolitica, né per dimensione socio- economica. Di fronte a un Paese «sgovernato» la comunità degli affari e l’establishment internazionale non possono indulgere troppo a lungo. Lo spread sui nostri titoli di Stato, che da tre giorni staziona miracolosamente intorno a quota 300, è solo «caos calmo». Pronto a riesplodere e a rifarsi «violento » di fronte al perdurare dell’instabilità. DUNQUE c’è poco da illudersi. Come dice giustamente il presidente della Repubblica, «la crisi non aspetta». L’Italia deve superare in fretta questo momento, e «darsi al più presto un governo ». In questa chiave la bocciatura decisa da Fitch, che ha retrocesso il nostro debito sovrano appena due gradini al di sopra del girone infernale denominato «spazzatura», suona davvero come l’ultima chiamata. I «signori del rating», per fortuna, non sono più da tempo i padroni del nostro destino. Le agenzie che decidono, spesso in conflitto di interessi, sul «merito» delle …

"Un patto per cambiare se non ora quando?", di Remo Bodei Roberta De Monticelli Tomaso Montanari Antonio Padoa-Schioppa Salvatore Settis Barbara Spinelli

Caro Beppe Grillo, cari amici del Movimento 5 Stelle, Una grande occasione si apre, con la vostra vittoria alle elezioni, di cambiare dalle fondamenta il sistema politico in Italia e anche in Europa. Ma si apre ora, qui e subito. E si apre in questa democrazia, dove è sperabile che nessuna formazione raggiunga, da sola, il 100% dei voti. Nessuno di noi può avere la certezza che l’occasione si ripresenti nel futuro. NON potete aspettare di divenire ancora più forti (magari un partitomovimento unico) di quel che già siete, perché gli italiani che vi hanno votato vi hanno anche chiamato: esigono alcuni risultati molto concreti, nell’immediato, che concernano lo Stato di diritto e l’economia e l’Europa. Sappiamo che è difficile dare la fiducia a candidati premier e a governi che includono partiti che da quasi vent’anni hanno detto parole che non hanno mantenuto, consentito a politiche che non hanno restaurato ma disfatto la democrazia, accettato un’Europa interamente concentrata su un’austerità che – lo ricorda il Nobel Joseph Stiglitz – di fatto «è stata una strategia …

"Ma l’Italia non fa eccezione", di Marc Lazar

Le elezioni del 24-25 febbraio sono state commentate in Italia soprattutto in funzione di criteri nazionali. Si è sottolineato, cercando di spiegarlo, il formidabile successo di Beppe Grillo, la vittoria strappata dal centro-sinistra, la rimonta di Silvio Berlusconi, il flop di Mario Monti. E si continua a disquisire sulla situazione inestricabile in cui il Paese si è venuto a trovare, con grave rischio di ingovernabilità. Se però questo voto interessa tutta l’Europa, non è solo per il profumo esotico che emana dai «due comici», secondo una formula in uso che ha suscitato molte polemiche; ma anche perché quanto avviene in Italia si riscontra, sotto forme diverse, in quasi tutti i Paesi europei. Di fatto, le elezioni nel Bel Paese sono state inficiate da tre crisi strettamente interconnesse: una crisi sociale, una crisi politica e una crisi europea. E la combinazione di questi tre ingredienti esplosivi non è certo una particolarità italiana. Nell’Eurozona, fatta eccezione per la Germania, l’Austria e la Finlandia, le politiche di austerità e di rigore stanno provocando effetti recessivi più o meno …

Napolitano: "Sono stato e sarò sempre dalla parte delle donne. Abbiate a cuore l'Italia, siate amiche del vostro paese che ha bisogno di voi, oggi come non mai"

Con un ringraziamento a “coloro che stanno per lasciare i loro incarichi istituzionali” e ” un sentito benvenuto alle molte giovani deputate” è iniziato il discorso del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, al Quirinale nella cerimonia per la Giornata internazionale della donna. “È una novità – ha proseguito il Capo dello Stato a proposito della schiera delle parlamentari – sul cui carattere positivo possiamo tutti concordare e sono certo che questa nutrita rappresentanza non dimenticherà di promuovere i diritti delle donne, di offrire alle ragazze italiane migliori prospettive di lavoro e di vita. A tutte le neoelette in Parlamento rivolgo l’augurio di adempiere con passione e serietà al proprio incarico, avendo come punto di riferimento l’interesse generale e il benessere del nostro Paese. Lo stesso augurio rivolgo anche ai prossimi presidenti delle Camere, ai membri del futuro esecutivo, a tutti coloro che saranno chiamati ad assumere diversi incarichi istituzionali. Sarebbe auspicabile e costituirebbe un segnale positivo per chi guarda all’Italia che le scelte relative, appunto, ai vertici delle istituzioni rappresentative, avvenissero in un clima disteso …

«Cancellate le ombre su me e i Ds, come per Telekom Serbia», di Giuseppe Vespo

Sindaco Fassino è soddisfatto? «Sì. Questa sentenza ristabilisce la verità e conferma che intorno a un’espressione ironica è stata imbastita una campagna denigratoria su di me e sui Democratici di Sinistra. È inoltre una conferma di quanto negli anni la politica sia stata inquinata da comportamenti illeciti. Mi riferisco alla strumentalizzazione di esodi analoghi, come gli scandali in- ventati di Telekom Serbia e della commissione Mitrokhin, o come molto più recentemente il caso del senatore De Gregorio e le sue dichia- razioni sulla compravendita di parlamentari per far cadere l’ultimo governo Prodi. È un modo di concepire la politica e l’azione politica privo di principi di legalità e finalizzato esclusivamente ad abbattere l’avversario. Pensi al caso Nixon, in altri Paesi per episodi simili cadono governi e presidenti. In Italia ci sono voluti otto anni per dimostrare l’uso illegittimo di quella intercettazione. E voglio ricordare che le mie parole non furono solo strumentalizzate ma anche manipolate. Dopo l’espressione ironica “abbiamo una banca”, io precisavo: “Scherzo, la banca è vostra”. Parole cancellate e mai pubblicate». Quell’intercettazione pesò …

"Beppe, permette una domanda?", di Curzio Maltese

A Berlusconi abbiamo fatto per anni tante domande, senza successo. A Grillo oggi se ne può rivolgere una sola. Questa: ma perché non consulta la sua base sull’eventuale alleanza col centrosinistra? Beppe Grillo ha detto alla stampa tedesca che vuole far decidere la permanenza o l’uscita dall’euro dell’Italia attraverso un referendum on-line. Sarebbe una scelta storica, con conseguenze colossali e forse catastrofiche per la vita del Paese e l’economia europea, mondiale. Ma, spiega Grillo, queste sono le regole della nuova democrazia nell’era di Internet, dove non ci sono leader, uno vale uno e su tutte le decisioni, anche le più gravi, bisogna consultare direttamente la base attraverso il voto on-line. Benissimo. E allora perché non chiedere alla base degli elettori M5S, con un referendum, se vogliono o non vogliono allearsi per pochi mesi con il Pd allo scopo di approvare in Parlamento qualche urgente riforma, peraltro contenuta nei loro programmi? Grillo, Casaleggio e tutti i cantori della democrazia on-line ammetteranno che si tratta di una scelta molto meno importante rispetto all’abbandono della moneta europea. Si …

"Grillismo, l’illusione della democrazia senza più partiti", di Giancarlo Bosetti

Il salto mortale logico sta nella pretesa che “conoscere” significhi di per sé “risolvere” i problemi come se non esistessero più le differenze di opinione.Una formazione nuova, ambiziosa con intenti radicalmente innovativi si è aggiunta a una situazione già molto difficile. Ma non si può fare a meno della rappresentanza. Fino a che punto può spingersi la sfida di Grillo alla democrazia rappresentativa? Il movimento ripudia espressamente la delega, propugna la disintermediazione, vuole aumentare le dosi di quello che i politologi chiamano “direttismo”. Quest’ultimo non è una novità nelle democrazie, ma è stato finora interpretato come un ampio ricorso ai referendum, una strategia applicata sistematicamente in Italia con alterni risultati, ma il “direttismo” del M5S non consiste in questo, bensì nell’uso della Rete per costruire il movimento e il consenso. Ma in che modo si passa dal consenso alla deliberazione e alla legislazione? Se si cerca una risposta nel video animato di Casaleggio, Gaia-The Future of Politics, sull’avvento del governo universale (dopo una sconvolgente guerra mondiale), si scopre che una risposta a questa domanda in …