Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

Attenti alle battute da due soldi di Berlusconi

“Berlusconi dice che la nostra situazione dipende dalla Germania? Bisogna stare attenti a queste battute da due soldi”. Così Pier Luigi Bersani, da Milano dove ha partecipato a un’iniziativa su Expo 2015 con Umberto Ambrosoli e Giuliano Pisapia, ha liquidato le affermazioni di Silvio Berlusconi, che in mattinata aveva parlato di un ‘braccio di ferro da vincere con la Germania’, pena ‘la fuoriuscita dall’euro, uno ad uno, di tutti i Paesi’. “Se noi avessimo fatto i compiti che dovevamo fare dopo l’euro e approfittato del calo degli interessi – ha ricordato Bersani –, certamente la Germania avrebbe ben meno da rimproverarci e potremmo parlare con voce più chiara, anche sulla Germania. Tutto quello che abbiamo buttato via ce l’hanno fatto buttare via loro, Berlusconi e la Lega. E adesso loro non hanno il diritto di lamentarsi”. Il segretario del Pd ne ha avuto anche per il M5S: “La proposta di Grillo di dare mille euro al mese a tutti per tre anni – ha detto – è una vergogna e mi indigna profondamente”. Quanto alle …

La sfida dei cattolici a sinistra, di Claudio Sardo

È rimasto deluso chi sperava che l’incoraggiamento dei vertici ecclesiali a Mario Monti si trasformasse in un imprimatur alla sua lista, in un nuovo «partito dei cattolici». Come erano rimasti delusi coloro che invocavano un investimento della Chiesa sul centrodestra post-berlusconiano, magari per renderlo più simile ai teocon americani che alla Cdu tedesca. Il pluralismo delle opzioni politiche dei credenti è ormai una realtà. È lo scenario della sfida che hanno di fronte la Chiesa nella sua missione e i laici cattolici nella loro vita di cittadini. Peraltro i sondaggi segnalano che oggi è il Pd il partito più votato dai cattolici praticanti: e questo oltre ad essere uno stimolo per rafforzare l’identità di partito di «credenti e non credenti» e per sviluppare ancor più la ricerca di un «umanesimo condiviso» dimostra l’originalità italiana, dove il personalismo e il solidarismo cristiano sono stati, e sono tuttora, alimento fondamentale della cultura della sinistra. Altro che «bipolarismo etico»! Se è vero che l’onda montante individualistico-radicale rischia di occupare tutti gli spazi della secolarizzazione, il pluralismo dei credenti …

Il discensore sociale, di Ilvo Diamanti

Il lavoro non è “finito”, come preconizzava Jeremy Rifkin. Ma è cambiato profondamente. Sulla spinta della crisi, oltre che delle trasformazioni economiche e tecnologiche. Anche gli orientamenti verso il lavoro, in Italia, sono cambiati, negli ultimi anni. In modo rapido e non lineare. È ciò che suggerisce la lettura dei dati del sondaggio condotto da Demos Coop per la Repubblica delle idee. 1. Il “lavoro in proprio” e la “libera professione” non costituiscono più un mito condiviso, come negli ultimi vent’anni. Nel 2004 – considerati insieme – costituivano il primo riferimento per oltre metà degli italiani (53%). OGGI per meno del 40%. Per contro, ha ripreso a farsi sentire il richiamo del lavoro dipendente nella piccola e, ancor più, della grande impresa. Ma, soprattutto, il “pubblico impiego” oggi è (ri) diventato il lavoro preferito dalla maggioranza degli italiani: il 31%, 5 punti più del 2004. Le spiegazioni di questo mutamento di opinione sono diverse. 2. La più importante, forse, è l’insicurezza. Tra coloro che, nell’ultimo anno, affermano di aver lavorato, la quota di quanti dichiarano …

Il Pd riparte dalla foto di Firenze, di Giovanni Cocconi

«Bersani e Renzi? Insieme vincerebbero» aveva detto Roberto Benigni quando, in piene primarie, forse nemmeno lui sperava di vederli insieme. La “foto di Firenze” scattata ieri in un teatro strapieno, palesemente inadeguato a contenere l’entusiasmo del Pd pride, è qualcosa di più del profumo di vittoria alle elezioni. E rende più concreta la certezza che Pier Luigi Bersani ha consegnato alla platea quando ha detto che «questo partito, che non ha nomi sul simbolo, fra dieci, venti, trent’anni sarà ancora qui». Ieri all’Obihall tra i due leader (arrivati insieme in auto elettrica) non è nato un ticket, il due di coppia non si ripeterà in campagna elettorale dove d’ora in poi ognuno andrà dove serve, ma l’evento sigilla l’esistenza di un Pd forte, largo, in salute (nonostante i sondaggi in calo), capace di lasciarsi alle spalle le tossine per lavorare in una sola direzione. Più comizio elettorale quello di Bersani, («il prossimo presidente del consiglio» lo ha salutato il sindaco di Firenze), più discorso sul futuro quello di Renzi, che ha usato la sua Firenze …

Mafia, ora lo Stato dichiari guerra, di Walter Veltroni

Caro direttore, occorre che lo Stato italiano entri in guerra. Che notifichi, all’avvio del prossimo Parlamento, una vera e propria dichiarazione di guerra alla mafia, alle mafie. Lo so, non ci sono ambasciatori e cancellerie a cui consegnare un documento formale. Ma la mafia, le mafie, sanno benissimo lanciare segnali e anche comprenderli. Se la politica, le istituzioni, i cittadini sono uniti (al di là di qualsiasi divisione) i poteri criminali capiranno che la Repubblica fa sul serio. Le mafie stanno divorando anima e corpo di questo Paese. La immensa disponibilità di denaro che deriva dalle attività illecite – in primo luogo droga, usura, racket – sta consentendo loro una penetrazione nell’economia reale che non ha precedenti, né per dimensione, né per estensione nazionale. Non c’è un pezzo di Paese che si possa considerare al riparo da questa invasione. E chi, per meschino calcolo elettorale, si ostini a negarlo, per il territorio che amministra, o è stupido o è complice. Le mafie si sono insediate a Roma, a Milano, in Emilia, in Liguria. Stanno approfittando …

Il Pd deve vincere come la Dc nel’48, di Alfredo Reichlin

La campagna elettorale mostra tutta la difficoltà non solo di discutere ma perfino di mettere a fuoco la questione su cui il Paese si sta giocando tutto: la «cosa» da cui dipendono tutte le altre, Imu compresa. Parlo della ridefinizione del «rapporto nazionale-internazionale», ovvero del rapporto Italia-mondo. Qui sta il grande cambiamento, che è in atto, e che è di natura storica. Ricordiamoci che l’Italia era cresciuta e si era affermata come media potenza mondiale grazie al ruolo di cerniera che aveva svolto nella strategia della guerra fredda, e quindi, sostanzialmente, in base a un rapporto speciale con gli Stati Uniti. Questo è cambiato. Il futuro della Penisola dipende adesso dal nostro rapporto con la costruzione della Comunità europea. Una costruzione travagliata e percorsa da difficili problemi, compreso quello di non subire passivamente l’egemonia monetaria tedesca, ma che rappresenta la potenza necessaria minima per fronteggiare il potere della finanza mondiale e perché gli europei con la loro civiltà possano tornare ai vertici dello sviluppo mondiale. È evidente quindi che la scelta che sta di fronte …

Non si parli di voto utile, ma disgiunto sì, eccome, di Fabrizia Bagozzi

Senza scomodare il voto utile, se le cose per il senato non vanno bene, perché non pensare almeno quello disgiunto? Scivolata dopo scivolata, il leader di Rivoluzione civile Antonio Ingroia sta perdendo per strada la spinta propulsiva che gli aveva garantito il colpo di scena iniziale: la sua candidatura da magistrato simbolo di un modo di agire la lotta antimafia gradito a una certa sinistra alla testa di una lista di resistenza civile (così definita da uno dei deus ex machina dell’operazione – insieme a Leoluca Orlando – Luigi de Magistris, non a caso raffreddatosi un po’). Una lista che doveva scardinare i tradizionali rituali e schemi partitisti, evitando il sequel della Sinistra Arcobaleno depurata da Sel e mettere al centro la società civile. Tant’è che fra i motori del processo svettavano i professori di Alba-Cambiare si può, ora defilatisi. Perché poi c’è stata la polemica sui segretari dei partiti (Idv, Prc, Verdi, Pdci) – i quali, usciti dalla porta, sono rientrati dalla finestra (e nelle liste) – che ha spaccato Cambiare si può e …