Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

Due innovatori a Firenze, di Stefano Menichini

Stasera torna sulla scena Matteo Renzi. Non sarà un one-man-show dei suoi, anzi l’opposto: sarà l’esaltazione dello spirito di squadra e di partito, lo spettacolo rassicurante e rinvigorente del candidato Bersani sostenuto dall’ex giovane sfidante. La rappresentazione, per una sera sola, del ticket che tanti ingenuamente sognavano ancora nel pieno dello scontro. La gran parte del Pd ha imparato ad apprezzare Renzi solo da sconfitto. Un po’ per un riflesso antico non proprio dei migliori, un sentimento collettivo che possiamo cogliere con un precedente illustre: quanto era popolare Pietro Ingrao nel Pci, a patto che rimanesse sempre ai margini… Molto però ha contato, in questa crescita di popolarità renziana ex post, il suo comportamento: fedele alla comunità (quando tanti amici e nemici lo davano per sicuro fuoriuscito), attento a non calarsi nel ruolo classico di capocorrente (alla fine davvero manderà in parlamento solo “i suoi amici”, alla lettera però, non in senso lato), non appiattito su una linea che aveva criticato e su un tipo di partito che voleva rovesciare dalle fondamenta. Quando Renzi dice …

Le politiche di Berlusconi e Lega, disastro per Nord e Sud, di Pierluigi Bersani

“Quando Nord e Sud si avvicinano, anche l’Italia si avvicina alle medie europee. Invece nei dieci anni dei governi di Berlusconi e della Lega è passata l’idea che il Nord avrebbe corso solo umiliando il Sud, e il risultato è stato il disastro sia al Nord che al Sud”. E’ quanto affermato da Pier Luigi Bersani a Napoli, dove oggi ha fatto tappa il suo viaggio elettorale nelle regioni italiane. “La Lega – ha aggiunto Bersani – ha seminato un pregiudizio che ha dato il segno al populismo in tutta Europa. E adesso si son messi in testa che in Italia suoniamo il mandolino a Napoli e a Varese, anche se siamo un Paese contributore netto”. Per il candidato premier “dobbiam dire all’Italia e all’Europa che siamo un solo Paese e un solo Continente, per questo vogliamo gli Stati Uniti d’Europa”. Ma, ha aggiunto il segretario del Pd, con un chiaro riferimento alle notizie sui problemi che si sono scatenati a Napoli, “serve anche il contatto con gli Enti locali e coerenza tra le dimensioni …

Tra Milano e Palermo uno scontro antico nato (anche) dalle inchieste su Berlusconi, di Giovanni Bianconi

Volano gli stracci, nel campo del cosiddetto «antiberlusconismo giudiziario» (se mai fosse lecito utilizzare questa espressione impropria, brandita con troppa disinvoltura da una parte del mondo politico). Ilda Boccassini, inquirente del Cavaliere a Milano, contro Antonio Ingroia, inquirente del Cavaliere a Palermo. Il quale ha riposto la toga nell’armadio e s’è candidato alle elezioni contro Berlusconi. Ilda Boccassini, invece, continua a occuparsi dei suoi processi e procedimenti, con l’impegno di sempre. Quello a carico dell’ex presidente del Consiglio e i tanti altri che ha sulla scrivania. Compresa l’inchiesta ereditata proprio dall’ufficio di Ingroia su Marcello Dell’Utri accusato di estorsione, con Berlusconi parte lesa. Dopo una breve parentesi trascorsa al loro fianco a metà degli anni Novanta, il procuratore aggiunto di Milano non ha mai avuto opinioni esaltanti sui metodi d’indagine dei colleghi palermitani. Lo stesso si può immaginare della scelta del collega Ingroia di entrare in politica, ma è sempre rimasta in silenzio. Finché lui non ha citato per l’ennesima volta Giovanni Falcone, paragonando la propria situazione a quella del magistrato assassinato vent’anni fa. Allora …

"L’irrazionale antica paura della sinistra", di Stefano Menichini

L’elettore di centrosinistra, si sa, è fragile. Ha sofferto molto, per molti anni. Come i tifosi di certe grandi e sfortunate squadre di calcio, porta la sconfitta dentro di sé e la rimira come un destino ineluttabile anche (anzi, soprattutto) nei momenti in cui le cose sembrano invece andare bene. È affetto da indicibili complessi d’inferiorità, figli di altrettanti complessi di superiorità. Infine, invariabilmente sotto elezioni dal ’94 in avanti, patisce la prepotente sicumera di Berlusconi, avversario mai attraversato dal dubbio, e tende a credere a qualsiasi cupa leggenda propalata da lui, o cresciuta nelle proprie stesse fila. Come la leggenda della Rimonta. La leggenda della Rimonta, accreditata da importante grande stampa e fin qui contrastata invano solo da Paolo Natale su Europa, sta scatenando una psicosi collettiva. Una corrente di pessimismo amplificata dall’inevitabile malignità giornalistica (ieri sul Fatto, per esempio) che non può essere arrestata dagli affollati comizi della campagna elettorale condotta praticamente in solitudine da Bersani (mica per altro: solo per colpa della dinamica nefasta del Porcellum, che non invoglia alla lotta i …

"Chi decide è altrove", di Concetto Vecchio

Il politologo Giorgio Galli: “Democrazia debole” «Il punto centrale dello scandalo Monte dei Paschi a me pare questo: c’è un potere insondabile che sta altrove e che decide carriere, impone decisioni, approfittando della debolezza del sistema politico, che in Italia non è mai stato così debole e screditato». Giorgio Galli, 85 anni, politologo, autore di molti saggi, dalla Dc alla P2, dal terrorismo rosso al nazismo magico di Hitler, dalla sua casa di Milano dice: «Le grandi concentrazioni economiche sono il nuovo Leviatano». Come definirlo? Un potere parallelo, un doppio livello? «La democrazia rappresentativa, come potere basato sul consenso, sui voti del Parlamento, è da tempo incrinata in favore di altri poteri, non trasparenti. Non è un problema solo italiano. Uno studioso americano, David Rothkopf, ha scritto un libro,Superclass. La nuove élite globale e il mondo che sta realizzando, in cui ha cercato di spiegare i meccanismi di cooptazione nei consigli d’amministrazione». Per l’onorevole Sposetti, del Pd, è una storia di massoneria. «Certe carriere appaiono inspiegabili. Ci si dà tanto da fare per eleggere parlamentari …

Lite tra la Boccassini e Ingroia “Vergogna, non sei come Falcone” “E tu pensa prima di parlare”, di Piero Colaprico

Finché Antonio Ingroia non ha “sconfinato”, Ilda Boccassini lo ha ignorato. Ma quando il neo-candidato ha accostato il suo nome a quello di Giovanni Falcone, Ilda Boccassini ha deciso che non era più il caso di tacere: «Ma come ha potuto Antonio Ingroia paragonare la sua piccola figura di magistrato a quella di Giovanni Falcone? Tra loro — sottolinea Ilda Boccassini — esiste una distanza misurabile in milioni di anni luce. Si vergogni». Una frase dura, che arriva all’indomani di una delle dichiarazioni di Ingroia a margine delle polemiche per le candidature: «Anche Falcone — diceva Ingroia — ha subito le critiche più forti dai colleghi magistrati ». In serata Ingroia partecipa a Ballarò e la sua non è una risposta altrettanto dura: «I miei maestri mi hanno insegnato a misurare le parole, Ilda Boccassini non ha letto le mie dichiarazioni. Quando sono entrato in politica, ho percepito una stizzita reazione, e questo ne è la riprova. Lo stesso era accaduto a Falcone, quando era andato al ministero. Prima di sparare a zero bisogna informarsi, …

Le stragi dell'anti-Stato, di Walter Veltroni

Per me le stragi degli anni ‘92-’93 sono le stragi dell’anti Stato. Ora che sono finiti i lavori della commissione antimafia (con la relazione del presidente Pisanu, che pure ha provato a ricostruire la storia di quel passaggio) dobbiamo dire che l’obiettivo più ambizioso – quello di una ricostruzione storica, prima ancora che giudiziaria – non è stato centrato. Che cosa è stata la stagione delle stragi di mafia in quel fatidico tornante della vita italiana dei primi anni Novanta? Proverò (l’ho fatto intervenendo in commissione) a mettere insieme una analisi di quello che è avvenuto, di quali piani e progetti si sono intrecciati in una vicenda segnata dalla trattativa tra Stato e mafia. La mia opinione è che probabilmente ci sono stati, come succede nella vita, piani paralleli, ma che uno è stato più grande dell’altro. Il piano più grande dell’altro è stato il modo attraverso il quale la mafia ha cercato – ed è riuscita – di contribuire a un disegno più grande di lei. Il disegno di una «stabilizzazione » politica di …