Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

Tutti in tv ma senza duello, di Filippo Ceccarelli

TUTTI IN TV MA SENZA DUELLO FILIPPO CECCARELLI Ieri notte, del resto, a Porta a porta Oscar Giannino, vestito appena meno eccentrico del solito, si è messo le catene ai polsi e Bruno Vespa ha fatto finta di stupirsi, «oh Dio!», prima di cedere a una misurata soddisfazione. Da un po’ la scenetta dell’incatenamento riscuote successo. O almeno, in questo modo, fuori dagli studi de La7, Berlusconi ha salutato Ingroia, che a sua volta il giorno appresso si è fatto allegramente ammanettare negli studi videoradiofonici di Un giorno da pecora. Al rotocalco della Real Casa, l’imperdibile Chi, il pm antimafia ha raccontato che da giovane voleva fare il regista, e ora lo è senz’altro di se stesso. E mai campagna elettorale è apparsa così ricca di spettacoli, ma anche così buffonesca, così spudorata, così selvatica, così pazzoide. A Domenica live il Cavaliere ha annunciato il proprio fidanzamento con una ragazza di 27 anni; a Omnibus ha battuto una certa lavagnetta in testa a un giornalista; ma forse non si è attribuita il giusto peso e …

Silvio il nostalgico,di Barbara Spinelli

Fece bene quando uccise Matteotti, incarcerò gli oppositori? Quando inviò l’esercito in Etiopia, ordinandogli di usare i gas asfissianti a scopo di sterminio? Quando entrò in guerra accanto a Hitler, e non per evitare una vittoria tedesca troppo vasta ma convinto da sempre che urgeva vendicare l’oltraggio del ’14-18? Oppure fece bene perché seppe governare accentrando tutti i poteri, reintroducendo la pena di morte, soggiogando l’amministrazione della giustizia? Quando si incontra un politico provocatore, che consapevolmente sceglie il giorno in cui si ricorda la Shoah per inquinare il consenso antifascista da cui è scaturita la Costituzione, è sempre la seconda domanda quella che conta, che aiuta a capire, e la seconda domanda purtroppo è mancata. Ma in fondo quel che vorremmo sapere lo sappiamo già, perché Berlusconi non è caduto dal cielo: né oggi né nel ’94. Perché quel consenso è stato gracile sempre, a dispetto delle commemorazioni, e lui quest’oscurità italiana la sa, l’attizza, ne fa tesoro. Non aveva mai parlato in questo modo del fascismo, ma sul Regime, e sulla Resistenza, ha già …

Comizi addio? Spostarono voti ma solo fino al 48, di Paolo Conti

Per capire cosa fosse un comizio nell’immediato dopoguerra (magari può venir utile anche a Mario Monti che ha ammesso ieri a La7 di non «saper bene cosa sia un comizio») e quale complessa macchina organizzativa si avviasse per realizzarlo, basta analizzare il filmato «Togliatti è ritornato» così come appare, in forma integrale, su www.cinemadipropaganda.it, in cui sono congiuntamente confluiti i materiali storici della Dc e del Pci. È il 26 settembre 1948, al Foro Italico di Roma i comunisti festeggiano il ritorno del loro segretario alla vita politica dopo l’attentato del 14 luglio. L’evento è raccontato puntigliosamente: l’arrivo a Roma di camion e autobus, i treni strapieni, il lavoro degli artigiani e del servizio d’ordine, i cortei per Roma, l’organizzazione dei banchi alimentari, le bandiere, i bambini in fila con i palloncini, gli striscioni ideologici. Un rito complesso. Lungo. Preparato nel dettaglio. Tutto questo è oggi scomparso, probabilmente per sempre, perché «ormai l’unica piazza della politica è quella televisiva, come dimostrano le continue variazioni dei sondaggi subito dopo le apparizioni dei leader», come spiega Pier …

Marioska

Monti: prometto meno tasse. Pd: non è che sotto il loden spunta Berlusconi? Anche Mario Monti annuncia che abbasserà le tasse, alcune delle quali lui stesso ha introdotto o innalzato (tagli a Imu, Irap e irpef, meno tasse per quasi 30 miliardi). All’apprendere la notizia del meno tasse in versione montiana, Silvio Berlusconi ha prontamente rilanciato: all’Imu lui affianca anche l’introduzione del quoziente familiare “a partire dal 2014”, l’abbassamento dell’Irap, e – entro il 2015 – l’introduzione di sole due aliquote Irpef del “23 e del 33%” se sotto oppure sopra i 40mila euro di reddito. Berlusconi spiega che la copertura di questi interventi arriverebbe dalla riduzione della spesa pubblica “di almeno il 10% in 5 anni” che produrrebbe “un risparmio di almeno 80 miliardi in 5 anni”. Chi offre di più? “Dopo le promesse di sgravi fiscali di questa mattina a Omnibus, c’è da chiedersi se sotto il loden di Monti non si stia nascondendo Silvio Berlusconi”, chiosa Antonio Misiani deputato e tesoriere del Pd. “Il presidente del Consiglio ha improvvisamente scoperto che si …

Il requisito minimo della credibilità, di Luca Ricolfi

Ieri su “La Stampa” abbiamo pubblicato i dati sul grado di rinnovamento dei partiti: quanti giovani, quante donne, quanti nuovi parlamentari. Oggi ci occupiamo invece di pulizia delle liste. Prima di presentare i dati, però, devo dire qualcosa sul concetto di «pulizia». Personalmente sono dell’idea che, salvo casi eccezionali (qualcuno ricorda il caso Tortora?) un partito non dovrebbe presentare nemmeno un candidato che abbia o abbia avuto problemi con la giustizia, a meno che la sua vicenda si sia risolta con un’archiviazione o un’assoluzione senza ombre. E’ quel che succede in qualsiasi Paese di cultura occidentale, dove basta poco per costringere i politici al passo indietro. E’ una questione di opportunità, di cautela e di decenza. A questa mia posizione ultra-severa, tuttavia, si può obiettare che talora gli indagati di oggi non vengono condannati domani, e in qualche caso non vengono nemmeno rinviati a giudizio. Inoltre, nulla assicura che la magistratura italiana eserciti lo stesso livello di attenzione e vigilanza verso tutti i partiti. Ad esempio è possibile che i partiti al governo siano monitorati …

Grillo, la tv e la parabola del buffon prodigo, di Francesco Merlo

È un colpo di tamburo televisivo che sta facendo impallidire Berlusconi e certamente lo farà rosicare perché Grillo lo ha abilmente fregato e e definitivamente superato nel suo mestiere di imbonitore di genio: c’è in Italia un Berlusconi più Berlusconi di lui. Solo a prima vista, infatti, la decisione di Grillo di andare in tv – “non escludo di scegliere la Rai” – è la parabola del buffon prodigo, con la televisione che si prepara ad ammazzare il vitello grasso perché il suo figlio più autentico torna in onda. In realtà Beppe Grillo non rimpatria perché non se n’è mai andato: prima diceva alla tv che non voleva andare in tv e ora dice alla tv che torna in tv. E mi raccontano pure che il suo Rasputin, cioè Casaleggio, sta già trattando con Bruno Vespa perché l’evento deve segnare “un nuovo cambio di marcia della campagna elettorale” come Berlusconi da Santoro, più ancora di Berlusconi da Santoro. La sola novità è che finalmente Grillo svela anche a noi, poveri allocchi teledipendenti, il suo trucco, …

L'uomo del Monte

Mario Monti attacca il Pd sulla vicenda Mps. Intanto candida Alfredo Monaci, nel cda della banca dal 2009 al 2012, e attuale presidente di Mps Immobiliare Fuori la politica dalle banche. Non è uno dei tanti slogan della campagna elettorale ma le parole di Mario Monti che interviene sulla vicenda MPS. “Il PD c’entra in questa vicenda perché ha sempre avuto molta influenza sulla banca e sulla vita politica. Il mio non e’ un attacco a Bersani ma al fenomeno di commistione tra banca e politica che va sradicato”, ha dichiarato l’ex premier ai microfoni di ‘Radio Anch’io’. A scorrere le liste di Monti intanto si legge che: Alfredo Monaci, candidato n. 3 della lista Monti in Toscana E’ stato membro del consiglio di amministrazione della Banca Mps dal 2009 al 2012, sotto la guida del presidente Mussari, E’ stato presidente di Biver banca, partecipata da Mps sino a pochi mesi fa; È tutt’ora Presidente Mps Immobiliare, società immobiliare del gruppo Mps. “Ma il Monti che attacca il PD sugli incroci politica-banche è lo stesso …