Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"Monti attacca i democratici. Con un compagno di viaggio, Beppe Grillo", di Fabrizia Bagozzi

La vicenda Monte dei Paschi si abbatte sulla campagna elettorale e sul Pd, attaccato non soltanto dal centrodestra o, sul versante opposto, dal leader di Rivoluzione civile Antonio Ingroia (che trova il modo di sparare su tutti, Udc e Pdl inclusi), ma da Mario Monti in persona che da qualche giorno non lesina colpi. Il premier apre le danze in mattinata a Radio Anch’io assolvendo il proprio esecutivo («Il governo non ha responsabilità) ma lanciando un siluro contro i democratici: «Non voglio attaccare Bersani, però il Pd c’entra nella questione Mps. È coinvolto in questa vicenda perché ha sempre avuto una grande influenza sulla banca attraverso la sua Fondazione e il rapporto storico con il territorio culturale e finanziario senese». In ogni caso, dice Monti, che peraltro apre (tatticamente?) alla collaborazione con un Pdl emendato da Berlusconi, «critico la commistione fra banche e politica». Parole che provocano la reazione democratica. Con il segretario Bersani: «Monti trova un difetto al Pd tutti i giorni, per un anno non ne ho mai sentiti». Ma non solo. Controbatte …

"Un’agenda per essere meno provinciali e più europei", di Nicola Cacace

RISPETTO A UNA CAMPAGNA ELETTORALE CHE PARLA DI ALLEANZE E DI TASSE, la Cgil costringe tutti a mirare più in alto, con un’agenda centrata sul lavoro negli Stati Uniti d’Europa. Un nuovo modello di sviluppo ecocompatibile, una ripresa della domanda interna trainata da consumi e investimenti pubblici e privati per mettere in sicurezza l’Italia, dal territorio ai suoi beni storico-artistici. Una nuova responsabilità pubblica nel finalizzare all’occupazione «piena e di qualità» gli investimenti necessari, nazionali ed europei, una nuova solidarietà europea che non disdegni di mutualizzare almeno il 20% dei debiti nazionali, così tagliando finalmente le unghie a una speculazione finanziaria vincente sinora più per carenze europee che nazionali, che pure non mancano. Il Piano parla di investimenti finalizzati al nuovo modello di sviluppo che, a norma delle linee guida già approvate dall’Europa ma non ancora rese esecutive dovranno poter essere detratte dal Fiscal compact. Di fronte ai passati decenni dove lo sviluppo era trainato da consumi e indebitamento e la finanza straripava sottraendo risorse all’economia reale e al lavoro, la Cgil propone con il …

"Bersani prova a dare una chance alla Cgil. Ma Barca lo stoppa", di Paolo Baroni

Sul lavoro, quello che drammaticamente oggi non c’è, ma soprattutto quello «buono», «vivo» e «qualificato», che si vorrebbe creare sono ovviamente tutti d’accordo, la Cgil, il Pd, Sel, la sinistra tutta. Idem sull’analisi della crisi terribile che sta vivendo l’Italia. È sulle ricette concrete che i conti non tornano. La Cgil lancia il suo «piano» da 60 miliardi, obiettivo portare in tre anni la disoccupazione al 7% puntando su investimenti pubblici e non (+10,3%) in modo tale da far crescere il Pil di 3 punti, ed incassa il consenso dell’intero centrosinistra che ieri schierava Bersani, Vendola, Tabacci e anche Giuliano Amato. «L’analisi della situazione dovrebbe essere patrimonio comune. Ma siamo d’accordo solo noi?» si chiede con un pizzico di polemica il leader del Pdi, che anche sul lavoro punge Monti. Susanna Camusso, giusto per mettere a tacere chi parla di collateralismo tra sindacato e futuro governo, chiarisce subito che sarebbe un «orrore» di sentirsi dire dai suoi ospiti «il tuo programma è il mio programma»: «l’esperienza ci dice che è strada sbagliata e scivolosa». E …

Se non ora mai Cambiamento: è una delle parole più gettonate. Finché si mette mano alle liste. Solo il PD ha il 40% di donne eleggibili

Cambiamento. E’ una delle parole più gettonate nella campagna elettorale 2013. Nei fatti le cose vanno diversamente. Solo il PD ha in lista il 40% di donne eleggibili e sono donne: 16 capolista su 38. Sel ha toccato il 46 per cento riservando la metà dei vertici alle donne confermando la volontà della coalizione Pd-Sel di puntare sulle donne che «per noi sono il motore del cambiamento» per dirla con la senatrice Anna Finocchiaro, capolista in Puglia per palazzo Madama, mentre per il Pdl le donne sono «una scocciatura da evitare». Ingroia e Monti, fanalino di coda, si collocano al 10%. L’immagine di copertina è presa dal film “The Brave”, che vuol dire ribelle. Ma l’assonanza italiana resta, nella maggior parte dei casi, solo un’enunciazione di principio: sono brave, si. E in coda.. ***** “La presenza femminile nelle nostre liste è intorno al 40 per cento. Una rivoluzione civile da valorizzare e segnalare”, aveva dichiarato Pier Luigi Bersani, aprendo la direzione del PD che ha approvato la composizione delle liste. Se il centrosinistra vincerà le …

Aggiusta l'Italia

“Questa è la coalizione che vuole lavorare per la vittoria. Noi governiamo già insieme e la nostra coalizione è stata verificata da milioni di persone e quindi siamo in condizione di offrire una prospettiva di governo”. Così il segretario del PD, Pier Luigi Bersani ha aperto la conferenza stampa di presentazione della coalizione del centrosinistra con Nichi Vendola, presidente di Sel e Bruno Tabacci, leader di Centro democratico. “L’esperienza dell’ultimo anno non poteva tracciare una grande prospettiva di cambiamento, un vasto programma di riforme e attenzione al sociale. Noi ci riteniamo in condizione di offrire una proposta di governo e allo stesso tempo di cambiamento” ha continuato Bersani. “Voi ci vedete qui, io Vendola, Tabacci. Noi la facciamo, la foto. Vorrei sommessamente invitare Monti a fare la foto con Casini e Fini, Berlusconi con Storace e Maroni e compagnia bella. Perché così la gente vede e si fa un’idea. Anche perché noi veniamo continuamente vivisezionati, mentre agli altri non si dice mai niente”. Meglio Monti o Ingroia, come alleato?. “E se noi vincessimo?”, chiede Pier …

"Il Veneto torna contendibile. Bersani e Renzi vanno là per tentare il colpaccio", di Rudy Francesco Calvo

A precipitare nelle stime di voto è soprattutto il Carroccio, che potrebbe diventare terzo partito. Di tutte le regioni in bilico era considerata la più difficile da espugnare. Oggi, invece, le speranze dei Democratici tornano a riaccendersi: in Veneto podemo farghela. A dirlo sono i sondaggi di questi giorni, che vedono il distacco tra centrodestra e centrosinistra passare dal 30 per cento delle regionali del 2010 ai pochi punti (3 o 4) di questi giorni, con il Pd primo partito intorno al 30 per cento. Ma soprattutto è il malumore diffuso tra gli ex elettori pidiellini e, soprattutto, leghisti a incoraggiare la corsa dei dem. I quali, non a caso, provano a giocare qui le loro carte migliori: lunedì Pier Luigi Bersani sarà al PalaGeox di Padova, seguito giovedì da Massimo D’Alema e il 15 febbraio da Matteo Renzi, che farà un tour nella regione (Verona, Vicenza, Belluno, Rovigo, Padova) su espressa richiesta del vertice nazionale del partito. Qui, infatti, il sindaco di Firenze può contare su un bacino radicato di sostenitori, che lo portarono …

"Consigli al Professore", di Michele Prospero

Monti adesso ha paura di Bersani e, davanti a ogni telecamera, grida forte il suo «attenti al lupo». Pare che dietro il suo struggente innamoramento per i toni caricaturali, prediletti da certi media sia vecchi che nuovi, ci sia lo zampino del guru di Barack Obama. Sembra anche che proprio da oltreoceano gli sia venuto il suggerimento di surriscaldare ad arte il volume della polemica per conquistare così un po’ di visibilità. Certo, lascia sgomenti un senatore a vita che sale in politica perché i vecchi professionisti erano alla guida di macchine urlanti e rissose, e poi assume anche lui un tono muscolare e aggressivo degno del peggior tempo antico. Il caldo febbraio del Professore, che preannuncia una inverosimile escalation della sua verve polemica, desta un immenso stupore. Poiché la comunicazione è sempre al servizio di una politica, altrimenti è solo una innocua esibizione in attesa di una porzione magica, non guasterebbe che Monti chiarisse a se stesso il senso della sua operazione politica. Che un tecnico, che ritiene giusto assegnare le pagelle sulla capacità …