Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"Non ripetere i vecchi errori", di Claudio Sardo

La crisi che stiamo vivendo è persino più grave di quella del ’93 e del ’94. Perché più pesanti sono i costi sociali della recessione, più diffusa è la corruzione, più grandi sono la sfiducia, lo smarrimento e la rabbia dei cittadini, più fragili appaiono le stesse istituzioni. La cosiddetta seconda Repubblica è arrivata al capolinea, siamo davanti ad un passaggio storico e avvertiamo chiaramente il pericolo di restare intrappolati nelle macerie. Bisogna reagire. Ci sono le forze per reagire. Ci sono le donne e gli uomini capaci di costruire riscossa civica e reti di solidarietà. E ci sono persone che nelle istituzioni e nella società hanno tenuto la schiena dritta, con senso del dovere e del bene comune.Bersani, Vendola e Nencini hanno presentato ieri la Carta d’Intenti, che costituisce la base ideale del progetto di governo del centrosinistra. Non è solo il perimetro del campo di gioco delle primarie. È una sfida con se stessi, con i propri partiti, con i limiti della politica a tutti evidenti. Le primarie non sono un fine ma …

"Non ripetere i vecchi errori", di Claudio Sardo

La crisi che stiamo vivendo è persino più grave di quella del ’93 e del ’94. Perché più pesanti sono i costi sociali della recessione, più diffusa è la corruzione, più grandi sono la sfiducia, lo smarrimento e la rabbia dei cittadini, più fragili appaiono le stesse istituzioni. La cosiddetta seconda Repubblica è arrivata al capolinea, siamo davanti ad un passaggio storico e avvertiamo chiaramente il pericolo di restare intrappolati nelle macerie. Bisogna reagire. Ci sono le forze per reagire. Ci sono le donne e gli uomini capaci di costruire riscossa civica e reti di solidarietà. E ci sono persone che nelle istituzioni e nella società hanno tenuto la schiena dritta, con senso del dovere e del bene comune.Bersani, Vendola e Nencini hanno presentato ieri la Carta d’Intenti, che costituisce la base ideale del progetto di governo del centrosinistra. Non è solo il perimetro del campo di gioco delle primarie. È una sfida con se stessi, con i propri partiti, con i limiti della politica a tutti evidenti. Le primarie non sono un fine ma …

"Il Ventennio di Formigoni l’uomo vittima del suo potere", di Michele Brambilla

Forse più della mannaia dei leghisti colpisce il silenzio di quello che una volta era il suo mondo. Nessuno, a quanto pare, considera più difendibile Roberto Formigoni: neanche gli amici, i quali per tempo, ma inutilmente, gli avevano consigliato di cambiare frequentazioni e di abbandonare supponenza e ostinazione. Finisce così, salvo colpi di scena (quando c’è di mezzo la Lega c’è sempre da aspettarsi di tutto) una delle più lunghe monarchie della democrazia italiana. Il vero ventennio della Seconda Repubblica non è stato infatti quello di Berlusconi, ma quello di Formigoni. Il quale diventa presidente della Regione Lombardia, per la prima volta, nel 1995: solo un anno dopo la prima vittoria di Berlusconi alle politiche. Ma quando Formigoni si insedia al Pirellone, il Cavaliere è già stato fatto sloggiare da palazzo Chigi. Quando poi Formigoni, presumibilmente nell’aprile dell’anno prossimo, lascerà il suo trono, Berlusconi sarà lontano dal comando già da quasi due anni. E comunque: in questo ventennio Berlusconi a volte ha vinto e a volte ha perso le elezioni; a volte è stato al …

"Il Ventennio di Formigoni l’uomo vittima del suo potere", di Michele Brambilla

Forse più della mannaia dei leghisti colpisce il silenzio di quello che una volta era il suo mondo. Nessuno, a quanto pare, considera più difendibile Roberto Formigoni: neanche gli amici, i quali per tempo, ma inutilmente, gli avevano consigliato di cambiare frequentazioni e di abbandonare supponenza e ostinazione. Finisce così, salvo colpi di scena (quando c’è di mezzo la Lega c’è sempre da aspettarsi di tutto) una delle più lunghe monarchie della democrazia italiana. Il vero ventennio della Seconda Repubblica non è stato infatti quello di Berlusconi, ma quello di Formigoni. Il quale diventa presidente della Regione Lombardia, per la prima volta, nel 1995: solo un anno dopo la prima vittoria di Berlusconi alle politiche. Ma quando Formigoni si insedia al Pirellone, il Cavaliere è già stato fatto sloggiare da palazzo Chigi. Quando poi Formigoni, presumibilmente nell’aprile dell’anno prossimo, lascerà il suo trono, Berlusconi sarà lontano dal comando già da quasi due anni. E comunque: in questo ventennio Berlusconi a volte ha vinto e a volte ha perso le elezioni; a volte è stato al …

"Milano e la follia della tragica grandeur", di Michele Serra

Tra i milanesi e i lombardi che ancora si occupano della cosa pubblica (non pochi, nonostante tutto) la fase terminale del lungo potere di Formigoni suscita, più ancora che scandalo, una specie di muto sgomento. NEL caparbio arroccarsi a Palazzo, nel rifiutarsi di prendere atto che le mura crollano, nei toni stizziti e immotivatamente offesi dell’indiscusso protagonista del dramma in corso, balena un raggio di follia di non facile lettura in una città pragmatica e spiccia, che al potere ha sempre chiesto di non essere troppo ingombrante e di essere possibilmente efficiente. Magari onestà e trasparenza non sono attitudini altrettanto richieste: non dalla totalità dei milanesi e dei lombardi, perlomeno, viste qualità e quantità degli scandali in corso, tutti fondati su una vistosa compartecipazione tra Palazzo e società. Ma perfino nel malaffare, dalle manfrine spicciole su appalti e subappalti alle grandi spartizioni finanziarie, Milano genera raramente quelle schiume da basso impero che lordano il sottopotere romano. I suoi scandali fanno poco colore e poco folklore, così da far risultare fuori ordinanza, e parecchio incongrui, le …

"Milano e la follia della tragica grandeur", di Michele Serra

Tra i milanesi e i lombardi che ancora si occupano della cosa pubblica (non pochi, nonostante tutto) la fase terminale del lungo potere di Formigoni suscita, più ancora che scandalo, una specie di muto sgomento. NEL caparbio arroccarsi a Palazzo, nel rifiutarsi di prendere atto che le mura crollano, nei toni stizziti e immotivatamente offesi dell’indiscusso protagonista del dramma in corso, balena un raggio di follia di non facile lettura in una città pragmatica e spiccia, che al potere ha sempre chiesto di non essere troppo ingombrante e di essere possibilmente efficiente. Magari onestà e trasparenza non sono attitudini altrettanto richieste: non dalla totalità dei milanesi e dei lombardi, perlomeno, viste qualità e quantità degli scandali in corso, tutti fondati su una vistosa compartecipazione tra Palazzo e società. Ma perfino nel malaffare, dalle manfrine spicciole su appalti e subappalti alle grandi spartizioni finanziarie, Milano genera raramente quelle schiume da basso impero che lordano il sottopotere romano. I suoi scandali fanno poco colore e poco folklore, così da far risultare fuori ordinanza, e parecchio incongrui, le …

C'era una volta la Lega

Oggi sono di lotta e di cadrega. Lo scandalo alla Regione Lombardia, il Pirellone assediato, l’ombra della ‘ndrangheta: non è mai abbastanza per arrendersi. Duri e puri. Lontani dagli scandali dei palazzi romani, predicavano la secessione, l’amore incondizionato per la Padania, leggendario territorio bagnato dal fiume sacro Po. Come delle incarnazioni di William Wallace anche loro, cuori impavidi, urlavano libertà. Erano i leghisti, i verdi paladini della sicurezza incontaminata del Nord. Oggi Lega fa rima con “cadrega”, ovvero poltrona: non certo un modello Ikea ma uno scranno rosso . Lo scandalo nella Regione Lombardia è un esempio della conversione. Si comincia la mattina dopo l’arresto dell’assessore regionale Domenico Zambetti con le dichiarazioni del segretario lombardo Matteo Salvini che annuncia in uno stato ancora onirico di essere “orgoglioso dei nostri consiglieri e assessori perché disposti a dimettersi, dimostrando così che non siamo attaccati alle poltrone. Vorrei che fosse chiaro a tutti – aggiunge forse alzando il kilt scozzese in segno di sfida – che per noi la puzza della ‘ndrangheta dentro l’istituzione Regione è insopportabile”. Non …