Prodi: "L'Ue diventi più forte. Altrimenti salta tutto", di Fabio Martini
Per temperamento Romano Prodi non ha mai coltivato allarmismi, ma stavolta proprio lui, il cultore dell’«adagio adagio», dice che «siamo ad un bivio della storia europea», non c’è più tempo da perdere, perché gli spiriti antieuropei emersi in Grecia accelerano una svolta in «tempi brevi», senza la quale l’Europa rischia «l’implosione». La diagnosi è cruda e chiara: «Poiché gli Stati nazionali hanno perso sovranità e non hanno la forza di opporsi da soli all’aggressività dei mercati», devono «riacquistare la sovranità persa, conferendola ad una Unione più forte» e finalmente dotata delle armi per spegnere l’incendio. Sempre in giro per il mondo – reduce da un convegno internazionale ad Addis Abeba sul futuro dell’Africa e pronto a ripartire per la Cina e gli Usa – l’ex presidente della Commissione europea si tiene sempre aggiornato sulle cose dell’Europa, conosce da vicino i leader, le loro virtù, i loro limiti. Nell’autunno del 2005 Hollande la invitò al congresso socialista di Le Mans, lei spiegò ai francesi le virtù delle Primarie appena vinte in Italia, loro ascoltarono e poi …
