Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

” Marciare insieme è un bene per tutto il Paese”, di Bruno Ugolini

L’appuntamento del 13 aprile potrebbe rappresentare una data decisiva. Tornano in campo, questa volta insieme, i sindacati, dopo tanti distinguo e tante polemiche spesso poco chiare alla moltitudine del mondo del lavoro. Non solo Cgil, Cisl e Uil, stavolta, ma anche l’Ugl. Non è la prova di un superamento delle difficoltà. un nuovo cammino, la consapevolezza che solo stando insieme si può realmente incidere negli equilibri politici e aiutare a trovare soluzioni che garantiscano i diritti dei lavoratori. La motivazione dello sciopero riguarda i cosiddetti «esodati», nonché i lavori usuranti. Il linguaggio burocratico nasconde una drammatica realtà che grida vendetta al cielo. Si tratta, infatti, di donne e di uomini (centinaia di migliaia), non più in tenera età, che avevano accettato di lasciare l’azienda dove avevano trascorso gran parte della propria vita per incamminarsi verso la pensione. Persone che nel ciclone della crisi non possono certo confidare in nuovi lavori. Sono stati condannati dall’ennesima riforma previdenziale. Sono rimasti imprigionati in una tagliola disperante. Non avranno più né lavoro né salario né pensione. Fermi in mezzo …

"L´ideologia dei tecnici", di Gad Lerner

Il disincanto con cui Monti il tecnico si rivolge dall´estero al Paese malato che gli tocca governare – considerandolo impreparato a comprendere del tutto la terapia da lui somministrata, e però ben allertato contro la malapolitica dei partiti – ormai sta assumendo i tratti di una vera e propria ideologia. Poco importa se il premier la lasci trasparire per passione, per stanchezza o per calcolo: anche i tecnici hanno un cuore e, dunque, un credo. Resta da vedere se tale ideologia tecnica, niente affatto neutrale, risulti adeguata a corrispondere e guidare lo spirito dei tempi, in una società traumatizzata dalla crisi del suo modello di sviluppo. O se invece si riveli anch´essa retaggio di un´epoca travolta da una sequenza di avvenimenti nefasti che non aveva previsto e che ha contribuito a provocare. Per prima cosa Monti insiste a comunicarci la sua provvisorietà, e non c´è motivo di dubitare che sia sincero. Che sia per modestia o al contrario per supponenza, poco importa, egli si compiace di descriversi quale commissario straordinario a termine: «Sarà fantastico, per …

“L´ideologia dei tecnici”, di Gad Lerner

Il disincanto con cui Monti il tecnico si rivolge dall´estero al Paese malato che gli tocca governare – considerandolo impreparato a comprendere del tutto la terapia da lui somministrata, e però ben allertato contro la malapolitica dei partiti – ormai sta assumendo i tratti di una vera e propria ideologia. Poco importa se il premier la lasci trasparire per passione, per stanchezza o per calcolo: anche i tecnici hanno un cuore e, dunque, un credo. Resta da vedere se tale ideologia tecnica, niente affatto neutrale, risulti adeguata a corrispondere e guidare lo spirito dei tempi, in una società traumatizzata dalla crisi del suo modello di sviluppo. O se invece si riveli anch´essa retaggio di un´epoca travolta da una sequenza di avvenimenti nefasti che non aveva previsto e che ha contribuito a provocare. Per prima cosa Monti insiste a comunicarci la sua provvisorietà, e non c´è motivo di dubitare che sia sincero. Che sia per modestia o al contrario per supponenza, poco importa, egli si compiace di descriversi quale commissario straordinario a termine: «Sarà fantastico, per …

“L´ideologia dei tecnici”, di Gad Lerner

Il disincanto con cui Monti il tecnico si rivolge dall´estero al Paese malato che gli tocca governare – considerandolo impreparato a comprendere del tutto la terapia da lui somministrata, e però ben allertato contro la malapolitica dei partiti – ormai sta assumendo i tratti di una vera e propria ideologia. Poco importa se il premier la lasci trasparire per passione, per stanchezza o per calcolo: anche i tecnici hanno un cuore e, dunque, un credo. Resta da vedere se tale ideologia tecnica, niente affatto neutrale, risulti adeguata a corrispondere e guidare lo spirito dei tempi, in una società traumatizzata dalla crisi del suo modello di sviluppo. O se invece si riveli anch´essa retaggio di un´epoca travolta da una sequenza di avvenimenti nefasti che non aveva previsto e che ha contribuito a provocare. Per prima cosa Monti insiste a comunicarci la sua provvisorietà, e non c´è motivo di dubitare che sia sincero. Che sia per modestia o al contrario per supponenza, poco importa, egli si compiace di descriversi quale commissario straordinario a termine: «Sarà fantastico, per …

"La faticosa riscossa delle donne dai ruoli maschili al Quirinale (forse)", di Isabella Bossi Fedrigotti

Liste civiche di sole donne alle prossime elezioni, signore sindaco e signore assessore (non più sempre soltanto «alla cultura» o «al tempo libero») che si moltiplicano a nord come a sud in tutto il Paese, in grandi come in piccoli centri: non è solo cronaca, forse è un segnale. E pazienza se la cosa appare ancora un po’ bizzarra, molto più bizzarra, in verità, di quanto non appaiano le innumerevoli giunte formate esclusivamente da uomini. Poi c’è la dichiarazione del presidente Giorgio Napolitano che auspica una donna come suo successore al Quirinale. Potrebbe essere stata espressione della sua galanteria, una bella frase ad effetto buttata lì secondo l’uso dei politici, ma a molti è sembrato qualcosa di più e di più serio. Che stia davvero iniziando a cambiare la cultura, la mentalità? Non è che per le donne sia cambiato poi tanto nel nostro Paese: l’avvilente catalogo, con i suoi assurdi capitoli, è noto. Si comincia con l’evidenza che, a pari qualifica professionale, una donna in Italia (ma, in verità, non soltanto in Italia) guadagna …

“La faticosa riscossa delle donne dai ruoli maschili al Quirinale (forse)”, di Isabella Bossi Fedrigotti

Liste civiche di sole donne alle prossime elezioni, signore sindaco e signore assessore (non più sempre soltanto «alla cultura» o «al tempo libero») che si moltiplicano a nord come a sud in tutto il Paese, in grandi come in piccoli centri: non è solo cronaca, forse è un segnale. E pazienza se la cosa appare ancora un po’ bizzarra, molto più bizzarra, in verità, di quanto non appaiano le innumerevoli giunte formate esclusivamente da uomini. Poi c’è la dichiarazione del presidente Giorgio Napolitano che auspica una donna come suo successore al Quirinale. Potrebbe essere stata espressione della sua galanteria, una bella frase ad effetto buttata lì secondo l’uso dei politici, ma a molti è sembrato qualcosa di più e di più serio. Che stia davvero iniziando a cambiare la cultura, la mentalità? Non è che per le donne sia cambiato poi tanto nel nostro Paese: l’avvilente catalogo, con i suoi assurdi capitoli, è noto. Si comincia con l’evidenza che, a pari qualifica professionale, una donna in Italia (ma, in verità, non soltanto in Italia) guadagna …

“La faticosa riscossa delle donne dai ruoli maschili al Quirinale (forse)”, di Isabella Bossi Fedrigotti

Liste civiche di sole donne alle prossime elezioni, signore sindaco e signore assessore (non più sempre soltanto «alla cultura» o «al tempo libero») che si moltiplicano a nord come a sud in tutto il Paese, in grandi come in piccoli centri: non è solo cronaca, forse è un segnale. E pazienza se la cosa appare ancora un po’ bizzarra, molto più bizzarra, in verità, di quanto non appaiano le innumerevoli giunte formate esclusivamente da uomini. Poi c’è la dichiarazione del presidente Giorgio Napolitano che auspica una donna come suo successore al Quirinale. Potrebbe essere stata espressione della sua galanteria, una bella frase ad effetto buttata lì secondo l’uso dei politici, ma a molti è sembrato qualcosa di più e di più serio. Che stia davvero iniziando a cambiare la cultura, la mentalità? Non è che per le donne sia cambiato poi tanto nel nostro Paese: l’avvilente catalogo, con i suoi assurdi capitoli, è noto. Si comincia con l’evidenza che, a pari qualifica professionale, una donna in Italia (ma, in verità, non soltanto in Italia) guadagna …