Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

“Perchè nel paese si continua a rubare”, di Eugenio Scalfari

Vent’anni dopo Tangentopoli la Corte dei conti, ripetendo una denuncia più volte portata all´attenzione del governo, del Parlamento e della pubblica opinione, ha segnalato che la corruzione è il male più diffuso nella società italiana e l´ha quantificata in 60 miliardi annui. Sommandola all´effetto tributario di minori entrate derivanti dall´evasione (quantificabile in 120 miliardi), si ha una cifra complessiva di 180 miliardi. C´è una differenza tra il 1992 ed oggi, è stato chiesto a Gerardo D´Ambrosio che fu uno dei protagonisti della stagione di Mani pulite? Ha risposto: «Sì, allora si rubava per il partito, oggi si ruba per se stessi». Comunque si continua a rubare. Abbiamo un primato sugli altri Paesi dell´Occidente, in fatto di corruzione li superiamo largamente ed invece siamo largamente in coda alla classifica per quanto riguarda la competitività. Evidentemente esiste un nesso tra quei due fenomeni. Ci sono poi altri aspetti della nostra società che fanno riflettere: la disoccupazione dei giovani tra i 15 e i 24 anni è del 31 per cento (nel Sud molto di più); il precariato …

"Fornero stoppa la Cigs. Sindacati sul piede di guerra", di Luigina Venturelli

Sui tempi di discussione della riforma del mercato del lavoro, la ministra Elsa Fornero ha ribadito ai colleghi europei riuniti ieri a Bruxel- les quanto già detto alle parti sociali italiane: il governo conta di completarla «entro il mese di marzo» e «con il massimo consenso possibile». Sull’applicazione delle novità da introdurre, invece, la responsabile del Welfare ha parlato di «operatività non immediata», soprattutto per quanto riguarda la revisione degli ammortizzatori sociali, che sarebbe rimandata al dopo crisi. Gli «sgravi fiscali e nuovi servizi anche sostenuti dal fondo sociale Ue» per favorire l’occupazione femminile e al Sud, invece, sono stati già previsti nel decreto Salva-Italia di dicembre, e difficilmente si troveranno nuove risorse per introdurne di ulteriori. CASSA E INDENNIZZO La trattativa con i sindacati e le associazioni imprenditoriali, finalmente entrata nella sua fase decisiva, sarà comunque a tutto campo. Lunedì mattina, al prossimo incontro previsto nella sede del ministero di via Veneto, si parlerà innanzitutto del riordino dei contratti di lavoro, visto che «in Italia abbiamo troppe tipologie che hanno creato molta precarietà, specialmente …

“Fornero stoppa la Cigs. Sindacati sul piede di guerra”, di Luigina Venturelli

Sui tempi di discussione della riforma del mercato del lavoro, la ministra Elsa Fornero ha ribadito ai colleghi europei riuniti ieri a Bruxel- les quanto già detto alle parti sociali italiane: il governo conta di completarla «entro il mese di marzo» e «con il massimo consenso possibile». Sull’applicazione delle novità da introdurre, invece, la responsabile del Welfare ha parlato di «operatività non immediata», soprattutto per quanto riguarda la revisione degli ammortizzatori sociali, che sarebbe rimandata al dopo crisi. Gli «sgravi fiscali e nuovi servizi anche sostenuti dal fondo sociale Ue» per favorire l’occupazione femminile e al Sud, invece, sono stati già previsti nel decreto Salva-Italia di dicembre, e difficilmente si troveranno nuove risorse per introdurne di ulteriori. CASSA E INDENNIZZO La trattativa con i sindacati e le associazioni imprenditoriali, finalmente entrata nella sua fase decisiva, sarà comunque a tutto campo. Lunedì mattina, al prossimo incontro previsto nella sede del ministero di via Veneto, si parlerà innanzitutto del riordino dei contratti di lavoro, visto che «in Italia abbiamo troppe tipologie che hanno creato molta precarietà, specialmente …

"Primarie preziose contro l'antipolitica", di Paola Gaiotti de Biase

Il caso delle primarie di Genova è un dato della situazione politico-psicologica del Paese che deve fare oggetto di tutta la nostra attenzione. C’è, ed è forse prevalente rispetto all’esplicito appoggio al Pd, un area forte, motivata, non qualunquista né populista del Paese che si attende dal Pd un apporto al rinnovamento dello stile politico maggiore di quello effettivamente visibile. Il messaggio trasmesso in questi anni da Bersani è incontestabile e apprezzato, anche proprio per quello che riguarda il ruolo delle primarie nell’ascolto delle attese autentiche dei cittadini e della piena legittimazione delle loro scelte: un segnale del dover essere le primarie un segno dell’attenzione al Paese e non uno strumento della classe politica, di cui rischia di esprimerecomeaccaduto a Genova più le rivalità interne che la forza della governance. Semmai riduce l’efficacia del segnale una stampa troppo disattenta a tante cose positive che il Pd è andato maturando e costruendo per il Paese, fino a considerarlo talora estraneo e inesistente rispetto alla svolta radicale, e positiva, che stiamo vivendocon il governo Monti. Ma le …

“Primarie preziose contro l’antipolitica”, di Paola Gaiotti de Biase

Il caso delle primarie di Genova è un dato della situazione politico-psicologica del Paese che deve fare oggetto di tutta la nostra attenzione. C’è, ed è forse prevalente rispetto all’esplicito appoggio al Pd, un area forte, motivata, non qualunquista né populista del Paese che si attende dal Pd un apporto al rinnovamento dello stile politico maggiore di quello effettivamente visibile. Il messaggio trasmesso in questi anni da Bersani è incontestabile e apprezzato, anche proprio per quello che riguarda il ruolo delle primarie nell’ascolto delle attese autentiche dei cittadini e della piena legittimazione delle loro scelte: un segnale del dover essere le primarie un segno dell’attenzione al Paese e non uno strumento della classe politica, di cui rischia di esprimerecomeaccaduto a Genova più le rivalità interne che la forza della governance. Semmai riduce l’efficacia del segnale una stampa troppo disattenta a tante cose positive che il Pd è andato maturando e costruendo per il Paese, fino a considerarlo talora estraneo e inesistente rispetto alla svolta radicale, e positiva, che stiamo vivendocon il governo Monti. Ma le …

"Il peso delle regole e lo spread legale", di Luigi Ferrarella

In Germania il capo dello Stato si dimette appena i magistrati chiedono al Parlamento di revocargli l’immunità, in Italia il Parlamento vota che Ruby è la nipote di Mubarak. Lo spread vero tra i due Paesi, oltre che nei titoli di Stato, sta forse tutto qui. Tanto più che in Germania il presidente della Repubblica Christian Wulff, protetto da un’immunità che i politici italiani si sognano, si è dimesso appena la Procura di Hannover ha domandato al Parlamento federale di revocarla per poter aprire un’indagine su un prestito controverso e sul successivo tentativo di impedire che la notizia fosse pubblicata dal quotidiano popolare Bild. In Italia invece 314 parlamentari, molti dei quali gravati da sentenze definitive o indagini serie, hanno votato che Ruby potesse davvero essere creduta la nipote di Mubarak, hanno contestato con delibere alla Consulta che indagini su premier e ministri (Berlusconi, Matteoli, Mastella) non potessero essere svolte dalla magistratura ordinaria, e hanno più volte sottratto alla custodia cautelare parlamentari (Milanese, Cosentino, Tedesco) di destra e sinistra. Ancor più impressionanti in Germania, per …

“Il peso delle regole e lo spread legale”, di Luigi Ferrarella

In Germania il capo dello Stato si dimette appena i magistrati chiedono al Parlamento di revocargli l’immunità, in Italia il Parlamento vota che Ruby è la nipote di Mubarak. Lo spread vero tra i due Paesi, oltre che nei titoli di Stato, sta forse tutto qui. Tanto più che in Germania il presidente della Repubblica Christian Wulff, protetto da un’immunità che i politici italiani si sognano, si è dimesso appena la Procura di Hannover ha domandato al Parlamento federale di revocarla per poter aprire un’indagine su un prestito controverso e sul successivo tentativo di impedire che la notizia fosse pubblicata dal quotidiano popolare Bild. In Italia invece 314 parlamentari, molti dei quali gravati da sentenze definitive o indagini serie, hanno votato che Ruby potesse davvero essere creduta la nipote di Mubarak, hanno contestato con delibere alla Consulta che indagini su premier e ministri (Berlusconi, Matteoli, Mastella) non potessero essere svolte dalla magistratura ordinaria, e hanno più volte sottratto alla custodia cautelare parlamentari (Milanese, Cosentino, Tedesco) di destra e sinistra. Ancor più impressionanti in Germania, per …