Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"Sull´orlo dell´abisso", di Tito Boeri

Le cronache di ieri ci assegnano il compito di stilare l´ennesimo bollettino di guerra. In questi notiziari si contano prima i morti e poi i feriti. Si cerca di fornire un´immagine anche visiva, il più possibile nitida, del fronte, degli schieramenti in campo e di come le loro strategie possono far evolvere gli equilibri futuri. Non può mancare, infine, un richiamo patriottico, possibilmente senza retorica, come si addice ai migliori italiani. Di morti, per fortuna, sin qui non ce ne sono stati. Le perdite patrimoniali di molti, anche di chi deteneva titoli di Stato e attività tradizionalmente considerate a basso rischio, non si sono ancora materializzate, se non in rarissimi casi. Ben pochi hanno dovuto sin qui liquidare posizioni fortemente svalutate. Né ci sono imprese che hanno dovuto chiudere i battenti. Certo, i capitali di famiglie e imprese si sono fortemente svalutati, pericolosamente assottigliati: la Borsa italiana da inizio luglio ha perso un quarto del proprio valore, gli spread sui nostri titoli di Stato sono tornati ai livelli raggiunti prima degli acquisti massicci della Bce. …

Napolitano: migliorare la manovra

Una manovra da cambiare e da rendere «più efficace e credibile» dopo che il responso dei mercati anche oggi è stato «allarmante», con una nuova «impennata» dello spread. Dopo giorni di pressing e moral suasion arriva l’affondo di Giorgio Napolitano sulla manovra, sicuro che «si è ancora in tempo» per introdurre nuove «misure capaci di rafforzarla» ora che approda in aula al Senato. Provvedimento che si stava avviando a una approvazione in tempi rapidi, rivisto e corretto dalla commissione Bilancio, probabilmente già mercoledì, rispondendo proprio al richiamo del Colle a fare presto, mantenendo il confronto responsabile tra le parti, ribadito più volte nei giorni scorsi. Ma dopo una nuova giornata di passione a Piazza Affari, Napolitano consegna una nota durissima a maggioranza e opposizione, chiarendo che «nessuno può sottovalutare il segnale allarmante rappresentato dall’odierna impennata del differenziale tra le quotazioni dei titoli del debito pubblico italiano e quelli tedeschi», segnale «di persistente difficoltà a recuperare fiducia come è indispensabile e urgente», facendo appello a «tutte le parti politiche perchè sforzi rivolti a questo fine non …

"Italia, maglia nera nell’occupazione dei più giovani", di Walter Passerini

Praticamente nulla è previsto dalle manovre di luglio, agosto e settembre a favore dei giovani, salvo un paio di impegni generici e tutti da verificare, uno per neo-imprenditori e un altro per giovani coppie con figli. Nulla di strutturale e di decisivo, che dia il segnale di un impegno non propagandistico e mediatico per le future generazioni. Si parla di caccia all’evasione e qualcuno arrischia ipotesi e cifre sulle possibili entrate. E allora, prendiamo sul serio la proposta in manovra e facciamo in modo che una cifra modesta ma significativa di risorse recuperate venga stanziata per favorire l’occupazione dei giovani. Attenzione. I diplomati e laureati al vertice delle loro preferenze mettono le grandi imprese. Forse non sanno che la domanda più dinamica di lavoro in Italia è quella delle piccole e medie imprese. Sono oltre 4,5 milioni le realtà di minori dimensioni che potrebbero essere aiutate a crescere. Come? Dando a ogni piccola impresa che assume stabilmente un giovane under 35 un bonus, uno sconto contributivo e fiscale. Si potrebbero ottenere almeno 100mila assunzioni coi …

"Come abolire il diritto al lavoro", di Luciano Gallino

Se diventano legge, le modifiche all´art. 8 del decreto sulla manovra economica avranno effetti ancor più devastanti per le condizioni di lavoro e le relazioni industriali di quanto non promettesse la prima versione. I ritocchi al comma 1 rendono più evidente la possibilità che sindacati costituiti su base territoriale – si suppone regionale o provinciale, e perché no, comunale – possano realizzare con le aziende intese che, in forza del successivo comma 2, riguardano la totalità delle materie inerenti all´organizzazione del lavoro e della produzione. Da un lato si apre la strada a una tale frammentazione dei contratti di lavoro e delle associazioni sindacali da rendere in pratica insignificante la presenza a livello nazionale dei sindacati confederali; un esito che la maggioranza di governo punta da anni a realizzare. Dall´altro lato la combinazione dei commi 1 e 2 darebbe origine a veri mostri giuridici. Il comma 2 stabilisce infatti che le intese sottoscritte da associazioni dei lavoratori più rappresentative anche sul piano territoriale valgono per la trasformazione dei contratti di lavoro e per le conseguenze …

"Avviso di Bankitalia: va aumentata l´Iva", di Massimo Giannini

L´autunno caldo è cominciato. «L´Italia deve scegliere: o lancia un vero segnale di svolta sulla manovra, o si offre in pasto ai mercati esponendo l´intera Eurozona a un enorme pericolo». Si apre una settimana che può cambiare il destino dell´italia e dell´Europa. In queste ore difficili, tra Banca centrale europea e Banca d´Italia, non c´è un solo interlocutore che non esprima «grandissima preoccupazione» per quello che sta accadendo nel nostro Paese. Il “caos totale” nel quale il governo è precipitato in questi ultimi due mesi, cambiando radicalmente per ben quattro volte il menu delle misure di risanamento per assicurare il pareggio di bilancio nel 2013, è una miccia accesa nel cuore della moneta unica. Per ora, a disinnescarla ha contribuito proprio la Bce, che ha comprato a piene mani i Btp sul mercato secondario, per disarmare la speculazione internazionale. Ma quanto può durare, l´ombrello aperto su di noi dall´Eurotower? È la domanda cruciale, alla quale la Bce proverà a dare una prima risposta giovedì prossimo, al primo board convocato per la ripresa dopo l´estate. A …

"Il bancomat del ricatto", di Curzio Maltese

Agli insegnanti, agli operai, agli impiegati e ai pensionati che sopravvivono sul filo dei 1500 euro al mese farà certo piacere apprendere che il capo del governo è stato per tutti questi anni un bancomat. Un bancomat sempre aperto a una nutrita corte dei miracoli composta da prostitute e magnaccia, spacciatori, mafiosi, politici voltagabbana, faccendieri, sfaccendati e soprattutto sfaccendate. Bastava inserire la carta di credito del ricatto e uscivano dalle casse del premier migliaia, decine e centinaia di migliaia, milioni di euro. In cambio di nulla, si capisce, né sesso né droga né voti. Per pura bontà d´animo di “papi” e ora “zio” Silvio che si descrive «fatto così, incapace di dire no a chi ha bisogno». Un benefattore, insomma. Sia pure soltanto per alcune curiose categorie. Mai una vecchina, un barbone, un orfano, un disoccupato, un terremotato, un bambino africano. Del resto, quale uomo di fronte alle fotografie delle Olgettine, ormai diffuse su tutti i giornali del mondo, non verrebbe mosso a compassione? Quale cuore di pietra davanti alle difficoltà dei coniugi Tarantini o …

Fassina : “ Il nostro sostegno allo sciopero generale del 6 Settembre”

Lavoro, contrattazione, Europa, economia con Stefano Fassina Responsabile nazionale economia e Lavoro pd., Gianni Pittella vicepresidente vicario del parlamento europeo, Michele Ventura deputato pd V commissione bilancio, tesoro e programmazione, Francesco Pugliese direttore generale Conad. Coordina Corrado Chiominto capo redattore economico Ansa. Come gli altri dibattiti della giornata, anche questo parte dall’ultima novità di oggi in manovra: la commissione bilancio in senato ha votato modifiche all’art 8 in tema di lavoro. Cosa è stato votato? Cosa cambia dopo questa modifica? Fassina risponde subito ricordando l’impianto già grave sia dell’art 8 sia del decreto che lo contiene, misura già dannosa quindi, ma potenziata nel suo effetto negativo sul welfare da questa ultima modifica. Con la quale salta il contratto nazionale e lo statuto dei lavoratori, istituti declassati da contratti aziendali, e trattative sindacali territoriali, possibilmente costruite all’uopo, caso per caso, impresa per impresa, lavoratore per lavoratore. Il mondo del lavoro non risponde più a leggi chiare e condivise a livello nazionale, ma a micro poteri e sistemi territoriali. Salta anche l’accordo congiunto fra sigle sindacali e …