"Controlli nella legge che non si legge", di Silvia Giannini e Maria Cecilia Guerra
Il decreto sviluppo interviene sui controlli amministrativi, non solo fiscali, operati da qualsiasi amministrazione, centrale e locale. Il tema della semplificazione dei controlli è molto caro alle imprese e l’intento del governo è ovviamente condivisibile, purché non vada a detrimento del rispetto delle regole. La norma però presenta difficoltà sia interpretative che di attuazione, affronta più la coda che la testa del problema e il suo impatto sulla crescita rischia di essere così incerto da sollevare dubbi sulla sua collocazione in un decreto con carattere di urgenza. Il 19 aprile, nell’audizione alla Camera sul Documento economico e finanziario, Giulio Tremonti aveva annunciato l’intenzione del governo di interrompere ”l’oppressione” sulle imprese fatta di controlli che ”hanno un costo”, fanno ”perdere tempo” e a volte portano a un ”meccanismo di corruzione”. Il tema è molto caro alle imprese e l’intento del governo è ovviamente condivisibile, purché non vada a detrimento del rispetto delle regole. La norma deputata al perseguimento di questo obiettivo, inserita nello schema di decreto legge sullo sviluppo (articolo 7: “semplificazione fiscale”), solleva problemi sia …
