Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"La maggioranza lontana dalla democrazia", di Stefano Rodotà

Siamo di fronte ad una aggressione continua, manifestazione pericolosa di una ossessione quotidiana di un presidente del Consiglio che, privo da sempre del senso delle istituzioni, affida la propria sopravvivenza alla riduzione d´ogni istituzione ad un cumulo di macerie. La sua furia si nutre di insinuazioni, minacce, aggiunge all´attacco alla magistratura, abituale oggetto polemico, un nuovo affondo contro la scuola pubblica. In questi giorni la Repubblica italiana sta prendendo congedo dall´Europa e dalla sua stessa Costituzione. Sta così tagliando le proprie radici. Non siamo solo di fronte ad una crisi istituzionale e politica, pur profondissima. Sprofondiamo in un tunnel oscuro, diviene sempre più evidente una “tirannia della maggioranza” ben al di là dei timori manifestati da Alexis de Tocqueville, perché la perversa legge elettorale maggioritaria e la sciagurata deriva verso il bipolarismo hanno separato i “designati” dai cittadini, hanno fatto perdere al Parlamento la sua virtù rappresentativa. Ha scritto un filosofo liberale, Ronald Dworkin, che «l´istituzione dei diritti è cruciale perché rappresenta la promessa della maggioranza alla minoranza che la sua dignità ed eguaglianza saranno …

«Scuola statale a rischio», di Maurizio Tiriticco

Non mi scandalizza tanto l’ulteriore attacco di Berlusconi alla scuola statale e ai suoi insegnanti, accusati non solo di essere di sinistra, ma addirittura di inculcare nei loro alunni ideologie e valori diversi da quelli della famiglia (sic!), quanto il battimani della platea e, forse, il consenso di tanti genitori sempre pronti a difendere l’ignoranza dei figli contro le sincere preoccupazioni che manifestano tanti insegnanti onesti e preparati, di sinistra o di destra che siano. D’altronde, secondo il Berlusconi-pensiero, anche se esistessero insegnanti disponibili ad inculcare i principi e i valori della famiglia, come potrebbero fare? Con tutti i testi di sinistra che girano, l’impresa è davvero ardua! Ma qui c’è il vigoroso sostegno della Carlucci sorella che, dopo attente disamine sui testi scolastici, dichiara che occorre provvedere al più presto ad un’opera di bonifica, se non ad una loro totale riscrittura! “Dio, Patria e Famiglia” sarà il nuovo brand (diciamolo all’inglese, ricordando una delle tre I) della nuova scuola statale berlusconiana! L’attacco berlusconian/carlucciano non è affatto cosa da sottovalutare: fa pendant con le scelte …

Intervista a Gerardo D’Ambrosio «La democrazia è in pericolo come negli anni di piombo», di Andrea Carugati

Sentire il presidente del Consiglio che paragona i giudici all’eversione mi fa venire i brividi lungo la schiena», dice il senatore Pd Gerardo D’Ambrosio, che da magistrato per lunghi anni ha indagato su terrorismo e stragi. «Negli anni di piombo avevamo paura per la tenuta della nostra giovane democrazia. La stessa forte preoccupazione che avverto oggi, davanti a un pericolo diverso ma forse più insidioso. Senza accorgercene, rischiamo di finire in uno stato autoritario». Perché più insidioso? «Perché è un rischio molto più difficile da combattere. Negli anni di piombo il pericolo si vedeva e ci fu una reazione popolare molto forte. Penso alle mobilitazioni dopo la strage di piazza Fontana, alla reazione di popolo che seguì l’omicidio di Emilio Alessandrini. La gente scese in piazza spontaneamente e stroncò i disegni autoritari. E fu l’inizio della fine del terrorismo». E oggi, invece? «Oggi non c’è una reazione popolare paragonabile al rischio che stiamo correndo. Anzi, si assiste a manifestazioni sotto il palazzo di Giustizia di Milano che inneggiano a Berlusconi che attacca i giudici. Sono …

"La politica curi la sua malattia", di Giuliano Amato

L’uscita di Emma Marcegaglia sulla solitudine degli imprenditori ha provocato una pluralità di commenti, nutriti in più casi da spunti velatamente o anche esplicitamente critici nei suoi confronti, che sembrano tuttavia non vedere la piaga su cui la presidente di Confindustria ha messo giustamente il dito. C’è chi ha letto nelle sue parole la nostalgia per i vecchi incentivi che oggi la politica non offre più e ha auspicato al loro posto una politica industriale fatta largamente dal basso dalle stesse imprese, innovando e puntando sulle esportazioni. C’è chi ha invitato gli imprenditori ad assumersi le responsabilità che non si assumono, perché ciò che non va non è tanto la politica, quanto il fatto che tutti si comportano come i politici, ripetono cioè gli elenchi, noti e stranoti, delle cose da fare, ma non hanno il coraggio di spendersi per la loro realizzazione. Ebbene, c’è sempre una parte di ovvia verità in affermazioni del genere. Ma la ragione della solitudine denunciata da Emma Marcegaglia non è la mancanza d’incentivi. La questione da lei sollevata è …

"Comune di Parma a rischio per i debiti delle partecipate", di Giuseppe Oddo

La città che nel dicembre 2003 assistette disorientata al crack Parmalat, da qualche settimana è ritornata a fibrillare. Stavolta, però, i problemi non arrivano da Collecchio, il paese in cui ha sede il gruppo fondato (e affondato) da Calisto Tanzi. I timori arrivano da Parma, dal vetusto edificio di Piazza Garibaldi che ospita il municipio. La principale preoccupazione della giunta di centro-destra, guidata dal sindaco Pietro Vignali, sono i conti del Comune. O meglio l’indebitamento delle sue partecipate, di cui risponde in solido l’amministrazione comunale. La società di revisione Kpmg lo ha valutato in 320 milioni al 31 dicembre 2009, 262 dei quali verso le banche, ma la stima per il 2011 è di 500 milioni, un dato davvero preoccupante. L’opposizione di centro-sinistra ritiene che l’ente locale rischi il dissesto. E rilievi particolarmente critici sono emersi da una delibera della Corte dei conti dell’Emilia Romagna depositata il 7 aprile. La magistratura contabile, che sulla vicenda ha peraltro in corso una propria attività istruttoria, segnala l’esistenza di «gravi irregolarità» nel bilancio preventivo del 2010 dovute al …

"Bazoli: clima teso, rischioso cambiare la Costituzione ora", di Francesco Antonioli

«La Costituzione va difesa. Non è il momento più adatto per rivederla: non stiamo dando il meglio di noi, come italiani; mancano passione civile, valori comuni. Altro che nuova Costituente… Si respira un “estremismo estremo”. È preoccupante che le ragioni dell’unità risultino offuscate». Parole, appassionate, di Giovanni Bazoli, classe 1932, presidente del Consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo, intervenuto ieri alla «Biennale Democrazia» in corso a Torino. A Palazzo Madama ha dialogato con il direttore de La Stampa Mario Calabresi sulla nostra carta fondamentale. «Non mi sono mai sbilanciato in politica – incalza il banchiere bresciano –; mi espongo, invece, per sostenere la Costituzione, la casa comune che mantiene e costruisce l’unità del nostro Paese». Bazoli – una professione di avvocato lasciata per gli impegni nel mondo della finanza, giurista di formazione, poi docente alla Cattolica di diritto amministrativo e diritto pubblico – ha argomentato le sue tesi sul filo della memoria personale. Del padre Stefano, soprattutto, deputato democristiano alla Costituente: «Ha saputo trasmettermi l’entusiasmo di quegli anni». Un’energia – precisa – che nel genitore …

"Privatizzare la libertà statale", di Adriano Prosperi

Sulle mura di Milano è ancora fresca la colla dei manifesti che attaccano i giudici come terroristi dando voce alle irresponsabili piazzate di un capoparte populista: e oggi è sempre lo stesso capoparte che si lancia in un nuovo attacco a testa bassa, questa volta contro la scuola pubblica. Si tratta di attacchi eversivi nel senso proprio del termine, diretti cioè a distruggere le istituzioni statali. Non è per caso se si è passati dai giudici delle Procure alla scuola pubblica. Sono i luoghi dove per definizione tutti i cittadini sono o dovrebbero essere posti in condizioni di uguaglianza nel godimento di diritti fondamentali. Se non lo sono, questo accade per strozzature sociali a monte che i padri costituenti della Repubblica ebbero ben presenti e indicarono come ostacoli da rimuovere. Oppure accade per strozzature a valle, perché le risorse disponibili sono scarse, perché si taglia il personale che dovrebbe garantire il funzionamento delle istituzioni pubbliche più delicate. Sappiamo molto bene come, riducendo mezzi e persone, chi manovra le finanze statali possa uccidere le reti istituzionali …