«Quel Gheddafi è un mascalzone e bisognava pur fermarlo…», intervista a Pietro Ingrao di Bruno Gravagnuolo
Bruno Gravagnuolo
Bruno Gravagnuolo
Oggi alle ore 18.00 davanti Montecitorio saranno presenti Bersani, Bindi, Letta e Finocchiaro per dire basta con le amnistie personali, con le prescrizioni brevi, con le bugie, con le intimidazioni alla magistratura. Basta con l’umiliazione del Parlamento costretto ad approvare in fretta e furia leggi e leggine per salvare Silvio Berlusconi dai processi Basta con le amnistie personali, con le prescrizioni brevi, con le bugie, con le intimidazioni alla magistratura. Basta con l’umiliazione del Parlamento, costretto ad approvare in fretta e furia leggi e leggine per salvare Silvio Berlusconi dai processi e a far finta di credere, per di più con il sigillo di un voto di fiducia, che Ruby sia la nipote di Mubarak. Oggi pomeriggio, alle ore 18, il Partito Democratico organizza davanti a Montecitorio un presidio contro le forzature del Pdl, della Lega di Bossi, Calderoli e Maroni e dei cosiddetti responsabili che questa mattina alla Camera hanno imposto lo stravolgimento dei lavori parlamentari per parlare di processo breve e prescrizione breve. Saranno presenti il segretario nazionale Pier Luigi Bersani, il presidente …
La maggioranza chiede e ottiene di invertire l’ordine del giorno per dare un via libera immediato alla legge che sta a cuore al premier. Insorge l’opposizione. Franceschini: “Approfittano della tragedia di Lampedusa per coprire questo fatto gravissimo. Liberano i criminali”. Alle 18 sit in con Bersani davanti alla Camera. Alfano: “Indignazione programmata”. Blitz della maggioranza sul processo breve. Pdl e Lega hanno chiesto e ottenuto l’inversione dell’ordine del giorno dell’Assemblea scavalcando quindi la discussione sulla legge comunitaria e accelerando sulla legge che sta a cuore 1 al premier Berlusconi. Grida di “vergogna, vergogna” dai banchi dell’opposizione che valuta ogni forma possibile di ostruzionismo. Non a caso dai banchi del Pd è partita la richiesta a Fini di evitare il contingentamento dei tempi. Che Mossami Donandi dell’Idv circostanzia così: “C’è la possibilità su ogni emendamento di fare intervenire per 30 secondi metà dei deputati di ciascun gruppo in dissenso dal gruppo stesso”. IL COMMENTO DI EZIO MAURO 2 Durissimo l’intervento del capogruppo democratico Dario Franceschini: “Questa è l’ultima delle vergogne, se non avete la forza morale …
I dettagli, come dicono gli inglesi, sono cruciali, diabolici. E ci sono alcuni dettagli delle conclusioni del vertice europeo di Bruxelles del 24-25 marzo che sembrano essere passati in secondo piano soprattutto da noi, il paese toccato più da vicino da queste scelte. Il Patto di Stabilità e Crescita è stato resuscitato e reso più stringente e più forte di prima. Più stringente perché impone sentieri di rientro del debito e non più solo di contenimento del disavanzo maturato di anno in anno. Più forte perché si inverte l´onere della prova. Sin qui per varare sanzioni contro chi non lo rispettava, la Commissione aveva bisogno dell´approvazione del Consiglio a maggioranza qualificata. D´ora in poi dovranno essere i due terzi dei rappresentanti dei governi nazionali ad opporsi ad un´eventuale sanzione comminata dalla Commissione. E non si tratta di sanzioni modeste: contemplano, fin dall´apertura delle procedure di infrazione, il congelamento in depositi infruttiferi dello 0,2 per cento del Pil. Particolarmente rilevanti sono per noi le decisioni prese sui tempi con cui verranno messe in atto le nuove …
Oltre a segnare una nuova esplicita occasione di attrito tra il Quirinale e Palazzo Chigi, l’emergenza Lampedusa che ha superato ogni limite di tollerabilità è una chiara conseguenza dell’indebolimento del governo e del centrodestra in versione ridotta, con Bossi che, o detta la linea, o si mette di traverso. La visita di Berlusconi nell’isola annunciata per oggi difficilmente potrà essere risolutiva. Ma il Cavaliere si dev’essere reso conto che l’abbandono in cui è stato lasciato il problema degli sbarchi e le proteste dei cittadini di Trapani e Mineo per lo spostamento massiccio di clandestini dall’isola piccola a quella grande rischiano di compromettere il granaio di voti siciliani che ha sempre rappresentato una certezza per il Pdl. Se solo si riflette sulla velocità con cui tre anni fa il governo appena insediato aggredì il problema rifiuti di Napoli, o alla capacità di trasformare il terremoto in Abruzzo in un’occasione di solidarietà mondiale con il G8 dell’Aquila, è arduo spiegarsi la confusione, l’approssimazione e le goffaggini con cui è stato gestito il calvario di Lampedusa. A parte …
Sono settimane che in Italia si guarda a quel che accade in Libia e alla guerra che stiamo conducendo attraverso un´unica lente: nient´altro è per noi visibile se non quello che potremmo patire noi, se i fuggitivi arabi e africani continueranno a imbarcarsi verso le nostre coste. Non si discute che di Lampedusa assediata, di città italiane più o meno restie all´accoglienza. Per la verità non si parla di rifugiati ma di invasori, come se la vera guerra fosse contro di noi. l trauma è nostro monopolio, il mondo è un altrove che impaura e minaccia: da un momento all´altro, il favore di cui gode l´operazione in Libia potrebbe precipitare. Sembriamo molto lucidi e pratici, ma questo restringersi della visuale ci rende completamente ciechi: l´altrove mediterraneo resta altrove, solo la nostra quiete di nazione arroccata e aggredita ci interessa. Già alcuni parlano di tsunami, ed ecco paesi e persone degradati ad acqua che irrompe. Non ci interessa quel che fa Gheddafi (vagamente parliamo di massacri, in parte avvenuti in parte potenziali). Non ci interessano neanche …
Il 12 e il 13 giugno prossimi i cittadini avranno la possibilità di decidere su tre questioni importanti che riguardano la vita e il futuro di ognuno di noi. Per noi del Partito democratico la scelta è chiara: un sì contro il legittimo impedimento, un sì contro il nucleare, un sì per l`acqua pubblica e contro la privatizzazione forzata imposta dal governo Berlusconi e una nostra proposta di legge per il governo pubblico del servizio idrico integrato. Abbiamo sempre espresso con forza la nostra contrarietà al piano di ritorno al nucleare voluto dal governo Berlusconi. Lo ripetiamo da mesi e con motivazioni tutt`altro che ideologiche. Secondo il piano approssimativo del governo dovremmo importare una tecnologia vecchia e non ancora sperimentata, sopportare costi altissimi e per di più incerti, tempi lunghissimi di realizzazione degli impianti senza alcun piano certo di gestione delle scorie radioattive, neppure di quelle già esistenti nelle centrali non ancora smantellate. Il ritorno al nucleare voluto dal governo è una scelta sbagliata che non ha il consenso dei cittadini e che tanto più …