Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"Parola di Gran Bugiardo", di Giuseppe D'Avanzo

Al Gran Bugiardo, che ieri ha afflitto il Paese con un terzo videomessaggio, si deve ricordare che la verità è una condizione necessaria in una democrazia. Nutre la fiducia del cittadino nello Stato e ha un presupposto nella convinzione che lo Stato – e chi momentaneamente lo rappresenta – non ingannerà il cittadino. La verità è anche il presupposto indispensabile per il cittadino di esercitare la sua libertà perché se falsifichi la realtà, manipoli gli eventi, allevi imbrogli e confusione, alteri il bianco nel nero, pregiudichi il possibile esercizio della libertà.È un forte argomento anti-tiranny – ricorda Michele Taruffo (La semplice verità) – che le azioni illegittime compiute da chi esercita il potere debbano poter essere rivelate e afferrate, ma «ciò implica che informazioni veritiere siano disponibili per le potenziali vittime del tiranno». Solo in questo modo, il cittadino potrà controllare le modalità con cui il potere viene esercitato. Con il tempo abbiamo compreso che la politica di Silvio Berlusconi è soprattutto arma psicologica e l´unico antidoto all´illusionismo del Gran Bugiardo è un´adeguata sintassi. Consente …

"Il federalismo aiuti controlli e trasparenza", di Alberto Cisterna*

Nessuno può pensare o accettare che i processi economici e sociali del Paese possano subire il condizionamento delle mafie. Così, ad esempio, si può essere favorevoli o contrari al Ponte sullo Stretto, ma è inaccettabile che la scelta sia fatta agitando lo spettro dell’occupazione mafiosa dei cantieri. E’ ovvio che spetta allo Stato assicurare la legalità degli appalti e la trasparenza democratica delle decisioni impedendo che il fardello delle cosche possa condizionare scelte così importanti. E’ giusto ritenere che il federalismo sia un’opzione irrinunciabile per il Paese, addirittura indispensabile per la riorganizzazione della responsabilità politica. Anzi, in modo più netto, il trasferimento dei poteri pubblici e delle risorse alla comunità locali può costituire un’occasione decisiva per il recupero dell’etica repubblicana. Tuttavia è una svolta che, anche per garantire questi obiettivi, necessita di alcune consapevolezze. Il sistema elettorale nazionale, benché pessimo per i diritti di cittadinanza, ha mandato letteralmente in fumo il potere delle cosche di condizionare l’elezione dei parlamentari. Le liste di «nominati» su base regionale sono una vera e propria dannazione per i padrini …

"Quel fango su tutti noi", di Roberto Saviano

Per vedere quello che abbiamo davanti al naso – scriveva George Orwell – serve uno sforzo costante. Capire cosa sta avvenendo in Italia sembra cosa semplice ed è invece cosa assai complessa. Bisogna fare uno sforzo che coincide con l´ultima possibilità di non subire la barbarie. Perché, come sempre accade, il fango arriva. La macchina del fango sputa contro chiunque il governo consideri un nemico. Ieri è toccato al pm di Milano Ilda Boccassini.L´obiettivo è un messaggio semplice: siete tutti uguali, siete tutti sporchi. Nel paese degli immondi, nessuno osi criticare, denunciare. La macchina del fango, quando ti macina nel suo ingranaggio, ti fa scendere al livello più basso. Dove, ricordiamocelo, tutti stiamo. Nessuno è per bene, tutti hanno magagne o crimini da nascondere. L´intimidazione colpisce chiunque. Basta una condizione sufficiente: criticare il governo, essere considerato un pericolo per il potere. Il fango sulla Boccassini viene pianificato, recuperando una vicenda antica e risolta che nulla ha a che vedere con il suo lavoro di magistrato. Quattro giorni fa il consigliere della Lega al Csm chiede …

"La notte della Repubblica", di Massimo Giannini

Questa è la notte della Repubblica. La crisi del berlusconismo precipita il Paese nel «conflitto istituzionale permanente». Parlamento contro Procure. Presidente del Consiglio contro presidente della Camera. Palazzo Madama contro Montecitorio. Ministro degli Esteri contro terza carica dello Stato. Nessuna delle istituzioni repubblicane è ormai più al riparo.n questa disperata guerra per la sopravvivenza dichiarata al resto del mondo, il Cavaliere è ormai pronto ad usare tutte le armi possibili. Bugie pubbliche e forzature politiche. Abusi di potere e dossier avvelenati. È la «strage delle regole». Tutto quello che avviene è ai margini o al di fuori del sistema delle norme codificate. Lo è lo spettacolo andato in onda alla Camera, dove la Giunta per le autorizzazioni a procedere ha deciso di rinviare a Milano gli atti dell´inchiesta su Ruby, stabilendo una singolare competenza: quella del Tribunale dei ministri che giudica nel «merito» delle accuse. Lo è lo spettacolo andato in onda al Senato, dove Franco Frattini si è trasformato per un quarto d´ora in un pubblico ministero, emettendo una sua singolare «sentenza»: il governo …

"Perché gli italiani tollerano l'edonismo di Berlusconi? Se ne discute sul New York Times", di Elysa Fazzino

“Perché gli italiani – soprattutto le donne – hanno tollerato le buffonerie di Berlusconi per così tanto tempo? C’è un punto critico per gli italiani?”. E’ quanto si domanda il New York Times nell’introdurre un dibattito online su “Decadenza e democrazia in Italia”. La discussione si allarga dal premier al paese che lo appoggia: “Cosa ci dice sugli italiani la tolleranza che hanno per l’edonismo di Berlusconi?”, incalza il Nyt. Le opinioni, ospitate nella rubrica “Room for Debate”, tentano di fare luce sul fenomeno. L’élite italiana preferisce Berlusconi, sostiene Federico Varese, docente di criminologia all’Università di Oxford. La gente comune avrà anche raggiunto il punto di saturazione, ma “non l’élite economica, sociale e politica”. A suo parere, per lo più, i leader imprenditoriali “preferiscono tuttora il governo Berlusconi piuttosto che uno guidato dalla sinistra”. E il Vaticano “è stato molto timido nella sua critica”. Chiara Volpato, docente di psicologia alla Bicocca, sottolinea il ruolo “decorativo” delle donne nei media di Berlusconi. In una società dove le donne svolgono un ruolo subordinato, “alcune donne cercano di …

"Il rischio-caos che minaccia il Paese", di Federico Geremicca

Un cumulo di macerie fumanti, circondate da miasmi venefici, mentre fango e melma ricoprono quel che non è stato ancora distrutto del tutto. Come se un terremoto si fosse abbattuto sulle istituzioni repubblicane, ecco quel che si osservava ieri, alle otto della sera, di uno dei giorni più neri che la Repubblica ricordi: un panorama sudamericano. In una sorta di resa dei conti finale, infatti, in questa guerra autodistruttrice di tutti contro tutti, non una istituzione – e non un uomo che la rappresenti – ha mantenuto intatto il prestigio e il decoro che dovrebbero legittimarla. Così, non è un caso se dall’alto del Colle del Quirinale – unico e preoccupato riferimento in questi giorni di convulsioni – filtri una sola e allarmata considerazione: «Una situazione ingestibile». I giornali che stampano in prima pagina l’ennesima slavina di ricatti, bugie e miserie intorno alle notti e alle frequentazioni del presidente del Consiglio sono solo la premessa al peggio che sta per arrivare. E il peggio è presto raccontato, in una sequenza impietosa che mostra – soprattutto …

«Non solo Pompei: così il ministro ha umiliato il Belpaese», di Luca Del Fra

Dopo ogni annuncio in pompa magna ecco i tagli, e poi i crolli e nei casi più drammatici anche le inchieste. Fenomenologia del filosofo che ha trasformato il permanente in transeunte… I galantuomini della cricca afflitti dall’inchiesta sulla protezione civile lo chiamavano «quello che lavora con Nastasi». Nessuna definizione scolpisce meglio. Sandro Bondi come ministro dei Beni e delle Attività Culturali (Mbac): un’ombra nascosta dietro il suo capogabinetto – il dinamico e discusso Salvo Nastasi –, mentre l’intero settore culturale italiano si sfarinava, tra la drammatica diminuzione delle risorse economiche pubbliche e gli sperperi. Predicatore di efficienza, nemico giurato dei cosiddetti privilegiati della cultura e quindi ministro assenteista quant’altri mai, Bondi in circa tre anni al Collegio Romano c’è stato poco, mostrando fin da subito un sovrano disinteresse per il suo dicastero. Il che non gli ha impedito di dettare le sue surreali linee guida per il Mbac già dalla primavera del 2008 quando, fresco di nomina e ancor gonfio della vittoria elettorale, al Teatro Argentina di Roma ha incontrato il mondo dello spettacolo per …