Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"Una tradizionale famiglia italiana", di Daniela Del Boca e Chiara Saraceno

Per ora è solo un documento di intenti, ma “Verso un piano nazionale per la famiglia” indica gli strumenti per fornire un sostegno a chi ha figli o ha famigliari non del tutto autosufficienti: riforma del fisco, espansione dei servizi, costruzione di reti di solidarietà locali. Senza però far cenno a risorse o priorità. E in una visione tutta ideologica della famiglia, riconosciuta come tale solo quando è eterosessuale e basata sul matrimonio, mentre rimane indifferente di fronte ai cambiamenti e alla pluralizzazione dei modi di fare famiglia. “Verso un piano nazionale per la famiglia”, presentato in questi giorni a Milano, alla Conferenza nazionale per la famiglia, è, per ora, solo di un documento di intenti, preparato dall’Osservatorio nazionale sulla famiglia. Per diventare un vero documento programmatico dovrà, con eventuali emendamenti a ogni passaggio, passare al vaglio e alla approvazione delle varie istituzioni coinvolte: ministeri, Conferenza Stato-regioni, probabilmente anche Anci, prima di arrivare al Consiglio dei ministri ed eventualmente al Parlamento. Nel corso di questi passaggi, dovranno anche essere stabilite priorità e modalità di copertura …

Camera dei Deputati: informativa urgente del Ministro Maroni sui fatti accaduti alla questura di Milano (caso Ruby). Replica di Antonello Soro PD

Signor Presidente, signor Ministro, ieri abbiamo preso atto che i funzionari e gli agenti della questura di Milano in quella circostanza hanno rispettato la legge. È per questo che siamo ancora più grati e solidali a quegli agenti, a quei funzionari e a tutte le forze dell’ordine che, non solo a Milano, svolgono l’ordinario esercizio del dovere con la straordinaria fatica di conciliare fedeltà alle leggi e ai regolamenti con il condizionamento di un potere di Governo, con una pressione intrusiva e arrogante di un politico che invade il campo della pubblica sicurezza, che ignora il confine tra il pubblico e il privato, che ignora la distinzione dei poteri, che non possiede il senso dello Stato. Signor Ministro, lei ci ha deluso questa volta e ci ha sorpreso. Ci ha colpito l’incredibile dissociazione fra il tono burocratico, distaccato, da mattinale della sua relazione frettolosa, banalizzante, elusiva, e il senso comune degli italiani per una vicenda che incrocia plasticamente il crepuscolo personale e politico di un uomo che guida il Paese con il fallimento della prova …

"A L´Aquila percorso blindato il premier dribbla la protesta", di Antonello Caporale

Il presidente del Consiglio mancava da 9 mesi. Il popolo delle carriole tenuto a distanza. Anche a L´Aquila piove, anche qui la fastidiosa parola d´ordine, bunga bunga!, risuona davanti ai poliziotti che difendono l´accesso alla caserma di Coppito, il luogo blindato dove Silvio Berlusconi è atteso. È un ritorno frettoloso e chiuso ai cittadini. Il premier per altre ventinove volte è giunto in città, e in decine di occasioni ha salutato e abbracciato, baciato, pianto e sorriso. Non è tempo, fuori piove. La platea è ordinata secondo le gerarchie militari, nel senso proprio del termine. Militi che attendono il conferimento della medaglia d´oro della Protezione civile. Coppito è un comando sorvegliato oltre la misura e anche la forza dei dimostranti che arrestano il passo a tre chilometri di distanza. L´acqua e il fango e le carriole mostrano il segno della tormenta politica. Ne fa le spese chi capita a tiro. E a tiro, cioè in auto, giunge il vicecommissario delegato alla ricostruzione, dottor Cicchetti. Nomina tra le più infelici e contestate, figura opaca e assai …

Alluvione in Veneto. Letta «C'è grande rabbia», di Maria Zegarelli

«Due cose mi hanno colpito particolarmente: la rabbia della gente verso lo Stato – e quindi verso il governo – e il lavoro straordinario che i volontari, italiani e immigrati insieme, stanno facendo ancora in queste ore nelle zone devastate dall’alluvione». Enrico Letta, numero due del Nazareno, ieri mattina è andato in Veneto, prima a Vicenza, la città più colpita, poi a Verona, «perché il Pd sta preparando gli emendamenti alla Finanziaria ed era necessario rendersi conto di persona dell’entità dei danni». Insieme ai dirigenti locali del Pd, al sindaco di Vicenza – Achille Variati che ieri ha telefonato al Presidente della Repubblica – ieri ha incontrato tutte le categorie economiche alla Camera di Commercio. «C’è una grande tensione – racconta mentre corre verso l’aeroporto – e una grande preoccupazione perché ci sono intere zone devastate, colture di pregio, come i vitigni, ormai andate in malora, aziende fuori uso, abitazioni invase dal fango». Letta, ha sentito la novità? Dopo il vertice Lega-Pdl, Berlusconi e Bossi hanno annunciato che domani (oggi per chi legge, ndr ) …

Governo battuto alla Camera emendamento passa con voti di Fli

Con 274 voti a favore della mozione e 261 voti contrari è stato approvato la modifica presentata da Matteo Mecacci, radicale del Pd, alla mozione sul trattato di Amicizia Italia-Libia, che prevede l’impegno a chiarire i termini degli accordi . Il governo è stato battuto, nell’Aula della Camera che ha approvato l’emendamento presentato da Matteo Mecacci, radicale del Pd, alla mozione sul trattato di Amicizia Italia-Libia. Nell’emendamento si chiede che i respingimenti vengano effettuati in base agli accordi internazionali e ai principi umanitari. Il governo aveva dato parere contrario. Votando con l’opposizione su un emendamento alla mozione che impegna l’esecutivo a rivedere il trattato di “amicizia” con la Libia, con 274 voti a favore della mozione e 261 voti contrari Futuro e Libertà fa quindi il primo sgambetto all’esecutivo, dopo la rottura sancita da Gianfranco Fini a Bastia Umbra. Per ora, si tratta solo di una sorta di ‘prova di forza dimostrativa’. Ma resta un chiaro messaggio indirizzato al governo e al premier. L’emendamento, a firma del radicale Mecacci del gruppo Pd, richiede all’esecutivo di …

"Finanziaria o federalismo, la crisi passa anche da qui", di Raffaella Cascioli

Il Quirinale è preoccupato per la legge di bilancio, ma in parlamento ogni voto sarà un thrilling Il gioco del cerino è approdato in parlamento. Tra i giocatori – un po’ a sorpresa – è finito anche il ministro dell’economia Tremonti e nelle prossime settimane si capirà chi è destinato a bruciarsi e chi, invece, a salvarsi. Una prima precipitazione della situazione politica potrebbe arrivare già nelle prossime ore alla camera dove il doppio appuntamento della legge di stabilità in commissione bilancio e del decreto sui fabbisogni standard di comuni e province in bicameralina sul federalismo potrebbe essere foriero di sorprese. E non solo perché lo stesso ministro Tremonti, dopo aver chiesto e ottenuto la scorsa settimana, lo slittamento al 15 novembre per l’arrivo in aula della legge di stabilità (la ex Finanziaria) così da avere il tempo di inserire nel testo in commissione un maxiemendamento sullo sviluppo così da frenare l’emorragia di voti della maggioranza, ha deciso di giocare, ancora, al gatto e al topo. Quanto soprattutto perché sul federalismo ci potrebbe essere un …

"Gli ultimi giorni di Bondi? I democratici vogliono provarci", di Fabrizia Bagozzi

Domani il ministro riferisce alla camera. Possibile una mozione di sfiducia del Pd. In linea con la fase di fibrillazione parossistica del governo, non accenna a diminuire la bufera che si è scatenata sulla testa del ministro dei beni culturali nonché coordinatore del Pdl Sandro Bondi a causa del crollo dell’armeria dei gladiatori a Pompei. Su richiesta del capogruppo del Pd a Montecitorio, Dario Franceschini, Bondi riferirà domattina alla camera sui motivi che hanno portato a un incidente che, parole di Fini ha Perugia, «ha fatto il giro del mondo». Spiega Franceschini che «tra le cose possibili dell’esito dell’informativa c’è una mozione di sfiducia che, naturalmente, valuteremo insieme agli altri gruppi parlamentari». La vicenda di Pompei rischia dunque di avere una ricaduta politica di prima grandezza. I democratici cercano infatti l’innesco per arrivare a un’ampia convergenza parlamentare che segni nei fatti l’avvio di una crisi di governo che difficilmente potrebbe passare per una mozione di sfiducia a Berlusconi o all’esecutivo. Mozione che, allo stato dei fatti, i finiani farebbero a fatica a votare. Ma non …