Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"Fondi Fas: sulla delibera Cipe governo battuto alla Camera", di Marco Mobili

Altro piccolo incidente per la maggioranza alla Camera. Il segno del malessere arriva ancora una volta sul Fas, il fondo per le aree sottoutilizzate che da due anni provoca tensione e rapporti difficilissimi all’interno del governo e fra maggioranza ed esecutivo. La commissione bilancio di Montecitorio ha bocciato ieri, con 19 no e 17 sì, il parere che avrebbe dovuto dare il via libera alla delibera Cipe del 13 maggio 2010: si tratta del provvedimento che quantifica i residui Fas in 1.424,2 milioni e li blindava fissando le priorità. Proprio su quel residuo avevano più volte posto le proprie mire diversi ministri rimasti esclusi dalla ripartizione dei mesi passati. Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, e Palazzo Chigi, aveva però sempre rispedito al mittente le richieste in arrivo dai Beni culturali, dallo Sviluppo economico, dagli Interni, dall’Istruzione sull’assegnazione di questi fondi e aveva deciso di tenerli a disposizione del fondo per la politica economica istituito presso la presidenza del consiglio. Con la delibera del 13 maggio venivano inoltre premiate alcune infrastrutture come il Mose e la …

“Manovra correttiva” del governo: l’ennesimo slogan

Finanziaria, Fassina: “Arriva la manovra correttiva, l’ennesima pezza”. Passa all’unanimità l’ emendamento del Pd per la promozione del turismo. Della Seta: “Vergogna Tremonti, quasi dimezzati i fondi al museo nazionale della Shoah”. Per ovviare alle proteste contro i tagli, inferti indistintamente dalla Finanziaria in tutti i settori dell’economia italiana, il ministro Tremonti ha lanciato un nuovo slogan che ora a buon dire si può definire elettorale. Si tratta del ‘Decreto Sviluppo’, un buon titolo, ma che di fatto nasconde dei contenuti pressappoco inesistenti. Secondo questa “Manovra Correttiva”, che dovrebbe ribaltare le sorti del nostro Paese, verranno erogati dei nuovi finanziamenti per rilanciare l’economia italiana. Di fatto si tratta di una ‘legge mancia’, così è stata definita dal Pd e dalle altre opposizioni, perché riguarda dei vecchi fondi già stanziati che sono stati sbloccati, con l’aggravante che questa ‘manovra correttiva’non dispone di un piano organico nazionale, ma finanzierà piccoli progetti scollegati tra loro con il risultato di spercare delle risorse utili. Mentre in Commissione Bilancio si cominciava a discutere della Finanziaria, le agenzie hanno annunciato l’arrivo …

PDL, piccole cricche crescono

a nord a sud la corruzione dilaga tra gli amministratori locali PDL: succede a Milano, Parma, Larino, nel Lazio e in Campania. Il PD campano annuncia interpellanze urgenti a Maroni. Cosa hanno in comune Milano, Parma, Larino, la regione Lazio e la Campania? Ieri gli amministratori locali del PDL hanno invaso le pagine dei quotidiani con le notizie di casi di vera e propria corruzione che si riflettono subito nella gestione anomala di fondi destinati al bene comune. Insomma politici che scendono in campo e fanno prevalere gli interessi personali sulla cosa pubblica. Dimenticandosi dei voti dei cittadini onesti, che hanno dato loro fiducia ed appoggio. Sembra quasi che l’imprinting valga in natura quanto in politica. La ‘grande cricca’, smascherata, ma non punita, nel Parlamento nazionale, ha figliato e si iniziano a veder crescere i piccoli della ‘cricca’, anche nei parlamentini regionali e provinciali: da Milano, come a Larino (Campobasso), dalla Regione Lazio, alla Regione Campania, a Parma. Ogni caso è a se ovviamente, ma con un unico denominatore comune che li caratterizza: l’uso privato …

"Virtuoso fuori luogo", di Massimo Gramellini

Ogni volta che vedete i roghi di Terzigno, prima di arrabbiarvi pensate a Vincenzo Cenname. Dopo vi arrabbierete molto di più. Cenname è un ingegnere ambientale, eletto sindaco di un Comune di duemila anime della provincia di Caserta, Camigliano. Alle spalle non ha né la destra né la sinistra, ma una laurea. Sulle spalle una testa. E dentro la testa un sogno: trasformare il suo borgo in una Svizzera col sole. Mette le luci a basso impatto energetico al cimitero e i pannolini lavabili all’asilo nido. Si inventa una moneta, l’eco-euro, spendibile solo in paese, con cui ricompensa i bambini che portano a scuola il vetro da riciclare. Giorno dopo giorno, senza alcun aumento dei costi, cattive abitudini inveterate si trasformano in comportamenti virtuosi, mentre la raccolta differenziata raggiunge percentuali scandinave. E i luoghi comuni sul Sud immutabile e inemendabile? Rottamati dal sogno di un sindaco casertano che ha meno di quarant’anni. Ci si aspetterebbe la fila di notabili alla sua porta: la prego, ingegner Cenname, venga a insegnarci come si fa. Arriva invece una …

"Cartellino giallo al governo", di Luigi La Spina

Le cifre possono sembrare modeste: per la Torino-Lione si tratta di un taglio di 9 milioni sui 671 stanziati; per la linea del Brennero la sforbiciata è più consistente, perché riduce il finanziamento di circa un quinto. La punizione dell’Europa per i ritardi e le inadempienze dell’Italia sulle grandi opere del trasporto ferroviario non è tale da compromettere, almeno per ora, la realizzazione dei progetti. Ma la gravità della mossa attuata dalla Commissione sta nel segnale che ha voluto trasmettere, prefigurando lo spettro di una colossale beffa ai nostri danni: il possibile trasferimento dei soldi promessi al nostro Paese ad altre nazioni europee più pronte ad utilizzarli nei loro territori. Dopo decenni di sostanziale blocco nella costruzione di importanti infrastrutture, l’Italia ha finalmente l’occasione di inserirsi in una grande rete di sviluppo del trasporto delle merci che dovrebbe aprire l’Europa a una nuova fase del mercato internazionale nell’era della globalizzazione. Con il contributo determinante di fondi Ue, il Nord-Ovest e il Piemonte occidentale, in special modo, potrebbe uscire dall’isolamento commerciale che rischia di strozzare il …

Lodo Alfano: Finocchiaro, "E' salvacondotto per Berlusconi. No mai e in nessun caso"

Questo Lodo Alfano, anche se costituzionale, reiterabile o non reiterabile che sia, è non solo l’ennesimo salvacondotto che il presidente Berlusconi chiede per se stesso ma davvero, come peraltro la stessa lettera del Presidente della Repubblica in un certo senso dimostra, ma è anche uno sconquasso ulteriore al nostro sistema costituzionale. Il nostro è un ‘no mai e in nessun caso’ perché è sbagliata l’idea in sé. Noi non crediamo che ci sia una persecuzione nei confronti del Presidente del Consiglio e gran parte dei processi che lo riguardano sono relativi a fatti e a indagini che lo riguardano prima che diventasse Premier. Crediamo poi che non bisogna introdurre un principio di disparita’ nell’ ordinamento, e vogliamo difendere l’articolo 96 della Costituzione come venne modificato. Noi poi non crediamo che questo provvedimento sia compatibile con il principio di uguaglianza , e non vogliamo che ci sia una sorta di immunita’ solo per il Presidente del Consiglio. E quando la maggioranza dice che in altri Paesi esiste questo scudo per le alte cariche dello Stato dice …

"Il governo di salvezza taglierebbe le tasse", di Gianni Del Vecchio

Si continua ad ipotizzare nuovi esecutivi postberlusconiani: e ci si interroga su eventuali programmi. «Come si può pensare che con milioni di disoccupati un governo, anche di breve durata, non si occupi dell’emergenza economica?». Massimo D’Alema ieri in tv ha rilanciato la proposta di un esecutivo di transizione, già condivisa da Fini sabato scorso ad Asolo. Un’idea questa che piace a più d’uno in parlamento, soprattutto all’area centrista casinian-rutelliana che del governo di responsabilità nazionale è da sempre grande sponsor. La vera novità delle ultime ore è che questo futuribile esecutivo non avrebbe come unico obiettivo quello di cambiare la legge elettorale e portare gli italiani alle urne. Dovrebbe anche occuparsi di un’altra emergenza imperante: la crisi economica. Il deputato d’area franceschiniana Sergio D’Antoni non ha dubbi: «S’è già aperta una nuova fase politica e un’eventuale governo di transizione non potrà limitarsi a discutere di legge elettorale ma dovrà giocoforza occuparsi anche dell’economia e di come portare l’Italia fuori dalle secche della crisi». Ma quali sono i punti sui quali è possibile trovare una convergenza …