Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

«"E' arrivato il soccorso rosso". Il Cavaliere brinda alle liti PD», di Francesco Bei

Allo studio un mini-rimpasto per far posto ai centristi. “Ero già sicuro di vincere se andiamo alle elezioni. Ma adesso…”. Fitto verso lo Sviluppo Le contromisure dei finiani – esposti contro Mediaset, mozioni contro Minzolini e Masi – sono all´altezza della sfida. Ma c´è qualcosa che in questi giorni fa tornare il sorriso a Berlusconi. Qualcosa che rende meno rischioso immaginare, come gli chiedono i leghisti, di tornare al voto in primavera. Quel “qualcosa” è lo stato in cui si trova l´opposizione e in primo luogo il Partito democratico. Venerdì è stata giornata di incontri per il premier a palazzo Grazioli, sono sfilati prima Angelino Alfano e Michela Vittoria Brambilla, poi i dissidenti toscani del Pdl che ce l´hanno con Verdini. A tutti il Cavaliere è apparso rilassato, a tratti persino divertito via via che Paolo Bonaiuti gli segnalava le agenzie sullo scontro interno al Pd. «Guarda – ha confessato ridendo a un ministro – mi sono dovuto stropicciare gli occhi perché non credevo a quello che stavo leggendo: sembrava una fiction!». Berlusconi, racconta l´interlocutore, …

«Lo Stato tra quei banchi», di Michele Serra

Miracolo a Roma. Il ministro Gelmini ha chiesto alla direzione scolastica di Adro di far rimuovere i simboli “padani” dalla locale scuola pubblica (ci vorrà tempo, perché ci vorranno gli scalpelli…). Non riesco a immaginare niente di più triste di un “aperitivo padano” con il figliolo del Bossi, a Bologna, in un ristorante che si chiama Kristal. Immagino i salatini, il prosecchino, i brindisi, e un cameriere (napoletano) che per favorire i clienti serve anche qualcosa di verde, per esempio sciroppo di menta allungato con acqua brillante. Una festa. Eppure è proprio dal Kristal, secondo le cronache, che la Lega scatena la sua grande campagna per la padanizzazione di Bologna, che secondo il Trota è “stanca del rosso”. Veramente di rosso, a Bologna, è rimasto pochino: per avere vent´anni, il giovane Bossi parla come un articolo del “Carlino” di quarant´anni fa, quando Bologna era rossa davvero e i brindisi si facevano nelle osterie, altro che Kristal. Oggi i “rossi”, a Bologna, vivono soprattutto di ricordi. Ma se davvero il candidato sindaco del centrodestra fosse leghista, …

Nessun pacco dono a Berlusconi

Bersani: “Non vorrei si facesse un pacco dono a Berlusconi. La palla è da quella parte, dobbiamo parlare dei problemi del paese. Le elezioni anticipate ci saranno, perché tre anni sono lunghi. Ci saranno e avranno un padre ed una madre, Silvio Berlusconi e il suo fallimento. Il problema adesso è capire che il paese vive un momento difficile e bisogna offrire prospettive molto concrete: lavoro, fisco e scuola. Se la palla è nel campo del governo, non bisogna ributtarla noi dalla nostra parte” È normale che in un paese europeo ci sia una maggioranza e una minoranza. È in corso una ristrutturazione della minoranza. Anche questo è normale. Ma non vorrei si facesse un pacco dono a Berlusconi. La palla è da quella parte, dobbiamo parlare dei problemi del paese”. Così Pier Luigi Bersani, segretario del Partito democratico, durante la trasmissione “Porta a porta” su Rai1. “Le elezioni anticipate – ha ribadito il leader democratico – ci saranno, perché tre anni sono lunghi. Ci saranno e avranno un padre ed una madre, Silvio Berlusconie …

"Il mercato del premier", di Massimo Giannini

La «compravendita degli ascari» è l´ultimo atto di un dramma italiano. Con il rozzo tentativo di assoldare un drappello di centristi «responsabili» per sostituire una truppa di «futuristi» finiani, Silvio Berlusconi completa il suo capolavoro della tarda modernità. Ha svuotato la democrazia, trasformandola in un brand. E ha svilito la politica, trasformandola in una merce. È uno sbocco naturale, per l´uomo che dal ´94 in poi ha conquistato il consenso e gestito il governo con le leggi del marketing. Ma accelera la dissoluzione istituzionale, e alimenta la disaffezione sociale. Il presidente del Consiglio può anche smentire, come risulta abbia fatto durante il Consiglio dei ministri di ieri. Può anche giurare che «non c´è stata nessuna compravendita», e che «quasi tutti» i parlamentari che confluiranno nel nuovo gruppo messo in piedi appositamente dal repubblicano Nucara sono stati eletti nel centrodestra. Purtroppo la meschina «campagna acquisti» come metodo di cooptazione politica risulta agli atti di diverse inchieste: fanno fede le intercettazioni telefoniche del 2008 tra il premier e Agostino Saccà (dalle quali risulta il tentativo di convincere …

"Gli irresponsabili", di Tito Boeri

Si fanno chiamare i “responsabili”, ma è difficile trovare per loro un appellativo maggiormente inappropriato. Il gruppo di deputati che si appresterebbe a tenere in vita l´attuale governo in occasione del voto di fiducia di fine settembre mostra tutt´altro che senso di responsabilità. La prima responsabilità di un eletto è quella che ha nei confronti degli elettori e il cambio di campo dietro alla promessa di una riconferma alle prossime elezioni, con questa legge elettorale, significa solo sfuggire al giudizio dei cittadini. Si rendono di fatto irresponsabili, nel senso di non accountable, non giudicabili dagli elettori, anche quei deputati che presumibilmente salveranno il governo solo per prolungare il proprio mandato parlamentare. Ma la responsabilità che questi deputati invocano è quella nei confronti dell´andamento della nostra economia. Si potrebbe ironizzare sul fatto che si chiamino in causa le difficoltà della nostra economia solo in questi frangenti, dopo aver per mesi cercato di convincere tutti che l´emergenza è finita, che siamo fuori dalla crisi. Ma il punto è un altro: non è scritto da nessuna parte che …

"La febbre delle riforme sbagliate", di Luigi La Spina

L’invito, del tutto condivisibile, arriva anche da personalità molto autorevoli, come il presidente della Repubblica: basta con le polemiche a suon di pettegolezzi e di insulti, discutiamo e variamo finalmente le grandi riforme necessarie per l’avvenire del nostro Paese. L’intento è lodevole, ma il riformismo, di per sé, non garantisce un buon risultato. Anche se la diagnosi del male che si vuol curare è giusta, ci sono terapie inefficaci e addirittura medicine che aggravano il male, con effetti opposti a quelli che si volevano ottenere. Come ha scritto, qualche giorno fa, Bill Emmott sulla Stampa, pure copiare la formula vincente all’estero non assicura all’Italia lo stesso successo. L’esempio più efficace e clamoroso di questo cattivo riformismo si trova nel settore dove, negli ultimi tempi, più si è rovesciata la furia di cambiamento dei vari governi, di entrambi gli schieramenti: l’università. Una specie di campo di esercitazione per la volontà dei vari ministri che si sono succeduti su quella poltrona di iscrivere il loro nome nella storia delle «svolte epocali» di questa istituzione. Con il risultato …

L´Italia perde tutte le poltrone ecco il declino dall´Onu alla Ue

Assente nelle istituzioni internazionali, e Draghi rischia alla Bce. Deteriorata l´immagine all´estero, i posti chiave a Spagna, Germania e Francia. Nel 2000 Prodi guidava l´Europa, Monti e Bonino commissari, Ruggero al Wto. Quattro sconfitte in quattro partite. L´Italia esce (ancora una volta) con le osse rotte dall´ultima tornata della Champion´s League della diplomazia internazionale. Massimo D´Alema, lanciatissimo verso il titolo di Mister Pesc, è stato superato sul filo di lana dall´inglese Catherine Ashton nella corsa al ministero degli esteri Ue. Mario Mauro, candidato tricolore (e dato favorito dai bookmaker) come presidente del Parlamento europeo, è stato battuto dall´outsider polacco Jerzy Buzek. Giulio Tremonti, vista la mala parata, si è ritirato in “zona Cesarini” dalla corsa al vertice dell´Eurogruppo. E, nei giorni scorsi, l´ultimo schiaffo: nella girandola della riorganizzazione degli ambasciatori Ue, Roma è uscita con le ossa rotte: due sedi conquistate (Albania e Uganda) su 29, contro le 5 della Spagna e i pezzi più pregiati (Cina e Giappone) finiti a Germania e Austria. Un eccezione? No, purtroppo è la regola. «Siamo nel punto più …