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"Governo Monti, la scuola va in piazza. Ma con le altre categorie", di Alessandro Giuliani

Lo sdegno crescente per la Legge di Stabilità e la decisione dei sindacati di indire uno sciopero dell’istruzione troppo lontano, hanno convinto alcune rappresentanze a manifestare sin da subito. All’iniziativa della Cgil del 20 ottobre a Roma “Prima di tutto il lavoro” ci saranno gli studenti della Rete e dell’Udu. Al “No Monti day” i movimenti dei precari e degli inidonei. Le reazioni di protesta per i provvedimenti legislativi adottati dal Governo Monti, dalla riforma delle pensioni alla Legge di Stabilità in procinto di essere esaminata dei due rami parlamentari, stanno determinando un fenomeno sinora poco conosciuto. Almeno per i lavoratori della scuola, per gli studenti e per le loro rappresentanze. Nelle ultime ore, infatti, alcune di queste componenti hanno deciso di aderire a mobilitazioni e manifestazioni non propriamente di settore. Complice la data ancora molto lontana dello sciopero di comparto, programmato per il 24 novembre (a tal proposito non sono mancate le critiche), e la crescente indignazione per l’ennesimo taglio di risorse alla scuola, nelle scuole si coglie l’esigenza di opporsi sin da subito. …

"Governo Monti, la scuola va in piazza. Ma con le altre categorie", di Alessandro Giuliani

Lo sdegno crescente per la Legge di Stabilità e la decisione dei sindacati di indire uno sciopero dell’istruzione troppo lontano, hanno convinto alcune rappresentanze a manifestare sin da subito. All’iniziativa della Cgil del 20 ottobre a Roma “Prima di tutto il lavoro” ci saranno gli studenti della Rete e dell’Udu. Al “No Monti day” i movimenti dei precari e degli inidonei. Le reazioni di protesta per i provvedimenti legislativi adottati dal Governo Monti, dalla riforma delle pensioni alla Legge di Stabilità in procinto di essere esaminata dei due rami parlamentari, stanno determinando un fenomeno sinora poco conosciuto. Almeno per i lavoratori della scuola, per gli studenti e per le loro rappresentanze. Nelle ultime ore, infatti, alcune di queste componenti hanno deciso di aderire a mobilitazioni e manifestazioni non propriamente di settore. Complice la data ancora molto lontana dello sciopero di comparto, programmato per il 24 novembre (a tal proposito non sono mancate le critiche), e la crescente indignazione per l’ennesimo taglio di risorse alla scuola, nelle scuole si coglie l’esigenza di opporsi sin da subito. …

"Un Governo "prudente" non fa mai il passo più lungo della gamba" di Mario Piemontese

Il 16 ottobre il Governo ha presentato alla Camera il testo del disegno di legge di stabilità 2013 ( C. 5534 ). Il testo è accompagnato come al solito dalla relazione tecnica. La parte che riguarda la scuola si trova a partire da pagina 147. In particolare ci occuperemo di quanto si legge a proposito del comma 42 dell’articolo 3 del disegno di legge. Ecco come il Governo intende utilizzare i docenti della scuola secondaria nelle 6 ore settimanali da aggiungere alle attuali 18 senza prevedere naturalmente nessun compenso, altrimenti non ci sarebbe nessun risparmio. Spezzoni orario coperti con ore eccedenti strutturali Si tratta degli spezzoni fino a 6 ore che i dirigenti scolastici assegnano ai docenti già in servizio nella scuola oppure in subordine a docenti precari utilizzando le graduatorie di istituto. Nella relazione si legge quanto segue: “All’incremento di sei ore settimanali dell’orario di servizio consegue naturalmente l’azzeramento delle ore eccedenti l’orario d’obbligo affidate al personale docente nominato sui posti dell’organico di diritto. Infatti le ore eccedenti sono assegnate dal dirigente scolastico a …

"Un Governo "prudente" non fa mai il passo più lungo della gamba" di Mario Piemontese

Il 16 ottobre il Governo ha presentato alla Camera il testo del disegno di legge di stabilità 2013 ( C. 5534 ). Il testo è accompagnato come al solito dalla relazione tecnica. La parte che riguarda la scuola si trova a partire da pagina 147. In particolare ci occuperemo di quanto si legge a proposito del comma 42 dell’articolo 3 del disegno di legge. Ecco come il Governo intende utilizzare i docenti della scuola secondaria nelle 6 ore settimanali da aggiungere alle attuali 18 senza prevedere naturalmente nessun compenso, altrimenti non ci sarebbe nessun risparmio. Spezzoni orario coperti con ore eccedenti strutturali Si tratta degli spezzoni fino a 6 ore che i dirigenti scolastici assegnano ai docenti già in servizio nella scuola oppure in subordine a docenti precari utilizzando le graduatorie di istituto. Nella relazione si legge quanto segue: “All’incremento di sei ore settimanali dell’orario di servizio consegue naturalmente l’azzeramento delle ore eccedenti l’orario d’obbligo affidate al personale docente nominato sui posti dell’organico di diritto. Infatti le ore eccedenti sono assegnate dal dirigente scolastico a …

"Ministro Profumo, non è questione di ore", di Marco Campione

«L’orizzonte della conoscenza che ci si apre davanti impone di ridisegnare il ruolo degli insegnanti». Una dichiarazione impegnativa quella del ministro Profumo. Ancor più impegnativa dal momento che è arrivata dopo alcuni giorni nei quali si sono inseguite voci, anticipazioni e mezze smentite di un presunto piano del governo per portare l’orario di insegnamento dei docenti della scuola secondaria a 24 ore settimanali, con conseguente riduzione delle supplenze annuali assegnate ai precari. Il ministero nei primi giorni non ha chiarito il contenuto preciso della proposta e per giorni si è discusso di problemi importanti, ma specifici: se questo carico di lavoro aggiuntivo fosse o meno a parità di salario, se consistesse in docenza o altre attività (corsi di recupero, funzioni strumentali, organico funzionale…), se riguardasse solo gli spezzoni di orario e le supplenze brevi oppure no… Una responsabilità in questo è anche di chi ha scelto di gettare benzina sul fuoco, commentando una bozza. Magari per migliorare la resa di uno sciopero che rischiava – in assenza di “stimoli” – di fallire, oppure per alzare …

"Ministro Profumo, non è questione di ore", di Marco Campione

«L’orizzonte della conoscenza che ci si apre davanti impone di ridisegnare il ruolo degli insegnanti». Una dichiarazione impegnativa quella del ministro Profumo. Ancor più impegnativa dal momento che è arrivata dopo alcuni giorni nei quali si sono inseguite voci, anticipazioni e mezze smentite di un presunto piano del governo per portare l’orario di insegnamento dei docenti della scuola secondaria a 24 ore settimanali, con conseguente riduzione delle supplenze annuali assegnate ai precari. Il ministero nei primi giorni non ha chiarito il contenuto preciso della proposta e per giorni si è discusso di problemi importanti, ma specifici: se questo carico di lavoro aggiuntivo fosse o meno a parità di salario, se consistesse in docenza o altre attività (corsi di recupero, funzioni strumentali, organico funzionale…), se riguardasse solo gli spezzoni di orario e le supplenze brevi oppure no… Una responsabilità in questo è anche di chi ha scelto di gettare benzina sul fuoco, commentando una bozza. Magari per migliorare la resa di uno sciopero che rischiava – in assenza di “stimoli” – di fallire, oppure per alzare …

"La battaglia delle ventiquattr’ore", di Maria Grazia Gerina

«Se diciotto ore di lezione in classe vi sembrano poche…». Il loro no gli insegnanti, precari e non, lo hanno già detto forte e chiaro. E lo stesso ministro dell’Istruzione Francesco Profumo ha già annunciato una possibile marcia indietro. Ma nel testo definitivo consegnato al parlamento la legge di stabilità fa ancora conto di poter fare cassa su di loro, aumentando a parità di stipendio l’orario di lavoro fino a 24 ore a settimana. Lavoro in classe. Perché poi c’è tutto il resto, i compiti da correggere, le lezioni da preparare, i consigli di classe, il collegio docenti, i consigli d’istituto. All’articolo 3, comma 42, il testo della legge di stabilità, così come licenziato dal governo, spiega che «a decorrere dal primo settembre 2013 l’orario di impegno per l’insegnamento del personale docente della scuola secondaria di primo e di secondo grado, incluso quello di sostegno, è di 24 ore settimanali». Più precisamente: «Nelle sei ore eccedenti l’orario di cattedra il personale docente non di sostegno… è utilizzato prioritariamente per la copertura di spezzoni di orario …