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"Profumo: il carico orario è materia di contrattazione sindacale. Ne riparleremo nel 2014", di Pasquale Almirante

Salvo smentite dell’ultima ora, il ministro Profumo, di fronte allo stravolgimento dell’orario di servizio, che verrebbe portato da 18 a 24 ore, ha dichiarato:” Questo tema ha bisogno della contrattazione sindacale”. Tantissimi gli interventi dei nostri lettori, mentre il popolo del web si mobilita con una petizione. La dichiarazione è dunque ufficiale e al cronista del Messagero, che chiedeva spiegazioni sul ventilato aumento del carico di lavoro ai docenti da 18 a 24 ore, ha risposto che questo tema è di pertinenza sindacale; niente dunque fughe in avanti e niente leggi che improvvisamente stravolgono tutta l’impostazione didattica e organizzativa della scuola. Con ogni probabilità l’unanime grido di tutti i sindacati, a cui si sono uniti politici di peso, ha fatto capire a Profumo che non è tanto semplice andare avanti senza dialogo e senza confronto. Non pecchiamo dunque di ottimismo se pensiamo che la questione per lo più stia andando verso una soluzione onorevole e che se ne parlerà, forse, fra due anni, nel 2014, quando il ministro dell’istruzione non sarà più tecnico ma uscirà …

"Profumo: il carico orario è materia di contrattazione sindacale. Ne riparleremo nel 2014", di Pasquale Almirante

Salvo smentite dell’ultima ora, il ministro Profumo, di fronte allo stravolgimento dell’orario di servizio, che verrebbe portato da 18 a 24 ore, ha dichiarato:” Questo tema ha bisogno della contrattazione sindacale”. Tantissimi gli interventi dei nostri lettori, mentre il popolo del web si mobilita con una petizione. La dichiarazione è dunque ufficiale e al cronista del Messagero, che chiedeva spiegazioni sul ventilato aumento del carico di lavoro ai docenti da 18 a 24 ore, ha risposto che questo tema è di pertinenza sindacale; niente dunque fughe in avanti e niente leggi che improvvisamente stravolgono tutta l’impostazione didattica e organizzativa della scuola. Con ogni probabilità l’unanime grido di tutti i sindacati, a cui si sono uniti politici di peso, ha fatto capire a Profumo che non è tanto semplice andare avanti senza dialogo e senza confronto. Non pecchiamo dunque di ottimismo se pensiamo che la questione per lo più stia andando verso una soluzione onorevole e che se ne parlerà, forse, fra due anni, nel 2014, quando il ministro dell’istruzione non sarà più tecnico ma uscirà …

"Oltre al danno ai Prof, si aumentano le ore di lezione senza un progetto educativo?", di Giuseppe Grasso

Un genio del male impazza fra gli insigni tecnici di questo governo che si affaccenda ad aumentare il carico lavorativo dei docenti, un folletto insolente che sembra voler infierire, con ostinato e perverso accanimento, contro il mondo della conoscenza. E il bello è che l’aumento delle ore da 18 a 24, ormai semi-ufficiale, viene mascherato dall’invocazione di un «atto di generosità». Come se i docenti non fossero stati depredati abbastanza in questi ultimi decenni. Non si potrà infatti parlare, fino al 2014, di incrementi degli stipendi, congelati dal 2009, ma si potrà chiedere da subito, guarda caso, «una crescita dell’impegno sull’insegnamento, soprattutto fuori dalle classi». Grazie ai soldi accantonati con le ore di supplenza, non più necessarie, si potrà così investire, ha dichiarato il ministro Profumo a «repubblica», sulla «formazione degli stessi docenti» e sull’«edilizia scolastica». Ma che bella trovata. Bisogna davvero complimentarsi con tanta sapienza, per essere riuscita nel duplice intento di capitalizzare in formazione e in edilizia sulla pelle dei lavoratori. E poi in un periodo di recessione. Ma non è tutto. Il …

"Oltre al danno ai Prof, si aumentano le ore di lezione senza un progetto educativo?", di Giuseppe Grasso

Un genio del male impazza fra gli insigni tecnici di questo governo che si affaccenda ad aumentare il carico lavorativo dei docenti, un folletto insolente che sembra voler infierire, con ostinato e perverso accanimento, contro il mondo della conoscenza. E il bello è che l’aumento delle ore da 18 a 24, ormai semi-ufficiale, viene mascherato dall’invocazione di un «atto di generosità». Come se i docenti non fossero stati depredati abbastanza in questi ultimi decenni. Non si potrà infatti parlare, fino al 2014, di incrementi degli stipendi, congelati dal 2009, ma si potrà chiedere da subito, guarda caso, «una crescita dell’impegno sull’insegnamento, soprattutto fuori dalle classi». Grazie ai soldi accantonati con le ore di supplenza, non più necessarie, si potrà così investire, ha dichiarato il ministro Profumo a «repubblica», sulla «formazione degli stessi docenti» e sull’«edilizia scolastica». Ma che bella trovata. Bisogna davvero complimentarsi con tanta sapienza, per essere riuscita nel duplice intento di capitalizzare in formazione e in edilizia sulla pelle dei lavoratori. E poi in un periodo di recessione. Ma non è tutto. Il …

"Legge di stabilità, per chi rimane a 18 ore stipendio ridotto", di Alessandro Giuliani

È ciò che si deduce da una frase pronunciata dal ministro Profumo, dopo aver sottolineato che non vi saranno aumenti: “si potranno differenziare gli stipendi: più bassi per chi vuole lavorare solo la mattina, retribuzione piena per chi accetta l’aumento delle ore”. La categoria è già in fermento: si prevedono proteste vibranti. E per i parlamentari non sarà facile dire sì ad un progetto così crudele. Ora dopo ora, comincia a delinearsi la filosofia che avrebbe spinto il Governo Monti a voler incrementare, attraverso un decreto severissimo e inaspettato, l’orario dei docenti italiani. A far intendere dove vuole si vuole arrivare è il responsabile del Miur, Francesco Profumo, nel corso di un intervista al quotidiano “La Repubblica”: il Ministro sostiene che è ora di finirla di “ coltivare il luogo comune degli insegnanti italiani che guadagnano poco e lavorano poco: chiedo solo che siano più flessibili ”. Poi aggiunge la frasi chiave: “ Si potranno differenziare gli stipendi: più bassi per chi vuole lavorare solo la mattina, retribuzione piena per chi accetta l’aumento delle ore …

"Legge di stabilità, per chi rimane a 18 ore stipendio ridotto", di Alessandro Giuliani

È ciò che si deduce da una frase pronunciata dal ministro Profumo, dopo aver sottolineato che non vi saranno aumenti: “si potranno differenziare gli stipendi: più bassi per chi vuole lavorare solo la mattina, retribuzione piena per chi accetta l’aumento delle ore”. La categoria è già in fermento: si prevedono proteste vibranti. E per i parlamentari non sarà facile dire sì ad un progetto così crudele. Ora dopo ora, comincia a delinearsi la filosofia che avrebbe spinto il Governo Monti a voler incrementare, attraverso un decreto severissimo e inaspettato, l’orario dei docenti italiani. A far intendere dove vuole si vuole arrivare è il responsabile del Miur, Francesco Profumo, nel corso di un intervista al quotidiano “La Repubblica”: il Ministro sostiene che è ora di finirla di “ coltivare il luogo comune degli insegnanti italiani che guadagnano poco e lavorano poco: chiedo solo che siano più flessibili ”. Poi aggiunge la frasi chiave: “ Si potranno differenziare gli stipendi: più bassi per chi vuole lavorare solo la mattina, retribuzione piena per chi accetta l’aumento delle ore …

"Il Governo vuole docenti da record: i meno pagati, ma in classe più ore di tutti!", di A.G. da La Tecnica della Scuola

Lo dimostra uno studio della Uil Scuola sui dati forniti dalla banca dati europea Eurydice e dal titolo eloquente “Orario di insegnamento: siamo allineati agli altri paesi europei”: in confronto ai più sviluppati, i prof italiani stanno in classe come in Germania, mentre fanno più ore di Francia, Austria, Finlandia. Alla primaria 22 ore contro una media di 19,6; alle superiori 18 contro 16,3. Solo alle medie in linea: 18 contro 18,1. Di Menna: siamo molto oltre il paradosso, pronti a protestare per l’intero anno. Fare l’insegnante in Italia rischia di diventare una scelta quasi eroica. Alla recente pubblicazione dell’Ocse Education at a Glance , che posiziona i docenti italiani in fondo nella graduatoria degli stipendi fruiti in tutta l’area considerato, anche perché praticamente fermi (escludendo l’inflazione) a 12 anni fa , ora il Governo decide, attraverso un inatteso e unilaterale decreto, che tutti i titolari di un insegnamento, dalla primaria alle superiori, debbano svolgere 24 ore di lezioni settimanali. Andando così determinare una doppia penalizzazione: i docenti italiani dopo essere tra i peggio pagati, …