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"Cinque mosse per la scuola", di Benedetto Vertecchi

Quella che stiamo attraversando è una fase critica nello sviluppo del nostro sistema scolastico. Ci troviamo infatti di fronte a cambiamenti capaci di incidere profondamente. Autentiche «mutazioni» che riguardano, non solo il modo in cui la scuola esercita il proprio compito di educazione, ma la stessa interpretazione di tale compito. Molti di questi cambiamenti sono comuni al nostro sistema scolastico e a quelli di altri paesi industrializzati, in Europa e altrove. La motivazione degli allievi nei confronti dell’apprendimento è cambiata, la professione degli insegnanti ha perso molte delle caratteristiche che in altri momenti le avevano conferito credito sociale, le famiglie rivolgono alle scuole una domanda di educazione che non si limita alla sola trasmissione di una cultura organizzata, ma si estende ad aspetti (sia cognitivi, sia affettivi e di relazione) che hanno acquistato rilevanza nella vita sociale. Il fatto è che le scuole si trovano a far fronte alle nuove esigenze in un contesto sempre più difficile. Ed è il modo in cui si affrontano le difficoltà che distingue le politiche scolastiche nei diversi paesi. …

"Cinque mosse per la scuola", di Benedetto Vertecchi

Quella che stiamo attraversando è una fase critica nello sviluppo del nostro sistema scolastico. Ci troviamo infatti di fronte a cambiamenti capaci di incidere profondamente. Autentiche «mutazioni» che riguardano, non solo il modo in cui la scuola esercita il proprio compito di educazione, ma la stessa interpretazione di tale compito. Molti di questi cambiamenti sono comuni al nostro sistema scolastico e a quelli di altri paesi industrializzati, in Europa e altrove. La motivazione degli allievi nei confronti dell’apprendimento è cambiata, la professione degli insegnanti ha perso molte delle caratteristiche che in altri momenti le avevano conferito credito sociale, le famiglie rivolgono alle scuole una domanda di educazione che non si limita alla sola trasmissione di una cultura organizzata, ma si estende ad aspetti (sia cognitivi, sia affettivi e di relazione) che hanno acquistato rilevanza nella vita sociale. Il fatto è che le scuole si trovano a far fronte alle nuove esigenze in un contesto sempre più difficile. Ed è il modo in cui si affrontano le difficoltà che distingue le politiche scolastiche nei diversi paesi. …

"Il Movimento Cultura e Scuola nasce dalla base. L’esigenza di una connessione fra politica e logica", di Giuseppe Grasso

È tempo di impegno e di mobilitazioni. Anche per il sistema della conoscenza. Il Comitato promotore del Movimento Cultura e Scuola, sorto dal seno del Comitato Civico “Quota 96”, ha provveduto a ratificare qualche giorno fa, nello studio di un noto avvocato romano, la nascita dello stesso, del quale è stato approvato un documento con il programma/manifesto in vista dell’ormai imminente costituzione in cui saranno eletti presidente e segretario politico (per il momento nulla è trapelato). Alla prossima riunione del Comitato verranno infatti sottoscritti l’atto costitutivo e lo statuto, operazioni a seguito delle quali saranno predisposte le relative schede di adesione. Chi vivrà – come si dice – vedrà. Intanto cerchiamo di capire di cosa si tratta. Il Movimento Cultura e Scuola, che ingloba più comparti della conoscenza, intende «puntare ai contenuti» e «dialogare con i partiti» – recita il programma/manifesto – «nel rispetto della propria autonomia». Se è vero che il sistema educativo e i giovani costituiscono la vera «ricchezza» del Paese, non è meno vero che questi due momenti della vita nazionale sono …

"Il Movimento Cultura e Scuola nasce dalla base. L’esigenza di una connessione fra politica e logica", di Giuseppe Grasso

È tempo di impegno e di mobilitazioni. Anche per il sistema della conoscenza. Il Comitato promotore del Movimento Cultura e Scuola, sorto dal seno del Comitato Civico “Quota 96”, ha provveduto a ratificare qualche giorno fa, nello studio di un noto avvocato romano, la nascita dello stesso, del quale è stato approvato un documento con il programma/manifesto in vista dell’ormai imminente costituzione in cui saranno eletti presidente e segretario politico (per il momento nulla è trapelato). Alla prossima riunione del Comitato verranno infatti sottoscritti l’atto costitutivo e lo statuto, operazioni a seguito delle quali saranno predisposte le relative schede di adesione. Chi vivrà – come si dice – vedrà. Intanto cerchiamo di capire di cosa si tratta. Il Movimento Cultura e Scuola, che ingloba più comparti della conoscenza, intende «puntare ai contenuti» e «dialogare con i partiti» – recita il programma/manifesto – «nel rispetto della propria autonomia». Se è vero che il sistema educativo e i giovani costituiscono la vera «ricchezza» del Paese, non è meno vero che questi due momenti della vita nazionale sono …

"Istruzione per adulti: approvato il Regolamento definitivo", di R.P. da La Tecnica della Scuola

Lo schema iniziale risaliva al giugno 2009. Coperto finalmente un vuoto che durava da troppo tempo. I centri potranno accogliere anche i sedicenni che non hanno assolto l’obbligo. Nella seduta del 4 ottobre il Consiglio dei Ministri ha aggiunto uno degli ultimi tasselli mancanti al complesso mosaico della riforma del sistema scolastico previsto dall’articolo 64 della legge 138. E’ stato infatti approvato in via definitiva il Regolamento per la ridefinizione dell’organizzazione didattica dei Centri d’istruzione per gli adulti che era stato adottato in prima lettura il 12 giugno 2009. Il provvedimento offre una risposta importante, attesa da anni, per superare il preoccupante “deficit formativo” della popolazione, che ancora permane in Italia, dove oltre 28 milioni di cittadini adulti sono in possesso, al massimo, di un titolo di studio conclusivo del primo ciclo e oltre l’80% della popolazione adulta non raggiunge il livello 3, ovvero “il livello necessario per garantire il pieno inserimento nella società della conoscenza”. La ridefinizione dell’organizzazione didattica – spiega il Governo in un ampio comunicato – è giustificata anche da alcuni importanti …

"Istruzione per adulti: approvato il Regolamento definitivo", di R.P. da La Tecnica della Scuola

Lo schema iniziale risaliva al giugno 2009. Coperto finalmente un vuoto che durava da troppo tempo. I centri potranno accogliere anche i sedicenni che non hanno assolto l’obbligo. Nella seduta del 4 ottobre il Consiglio dei Ministri ha aggiunto uno degli ultimi tasselli mancanti al complesso mosaico della riforma del sistema scolastico previsto dall’articolo 64 della legge 138. E’ stato infatti approvato in via definitiva il Regolamento per la ridefinizione dell’organizzazione didattica dei Centri d’istruzione per gli adulti che era stato adottato in prima lettura il 12 giugno 2009. Il provvedimento offre una risposta importante, attesa da anni, per superare il preoccupante “deficit formativo” della popolazione, che ancora permane in Italia, dove oltre 28 milioni di cittadini adulti sono in possesso, al massimo, di un titolo di studio conclusivo del primo ciclo e oltre l’80% della popolazione adulta non raggiunge il livello 3, ovvero “il livello necessario per garantire il pieno inserimento nella società della conoscenza”. La ridefinizione dell’organizzazione didattica – spiega il Governo in un ampio comunicato – è giustificata anche da alcuni importanti …

"DDL 953: l'iter non è concluso", da La Tecnica della Scuola

L’approvazione del testo unificato del disegno di legge sulle norme di autogoverno delle scuole è stata rinviata ad altra seduta della Commissione Cultura della Camera. Il passaggio al Senato entro la fine del mese. L’iter legislativo in Commissione Cultura del ddl 953 sulle norme di autogoverno delle scuole non è ancora terminato e sono quindi destituite di fondamento le voci che danno per già approvato il provvedimento. In realtà durante la seduta del 3 ottobre la presidente della Commissione Manuela Ghizzoni si è limitata a comunicare che sugli ultimi emendamenti approvati è stato acquisito il parere delle altre Commissioni. I pareri sono stati letti e l’esame definitivo del provvedimento è stato rinviato ad altra seduta. E’ probabile che il voto finale possa esserci la prossima settimana, sempre che l’esame del ddl venga inserito nell’ordine del giorno. Il passaggio al Senato potrebbe quindi avvenire entro la fine del mese. Dopo di che bisognerà che i senatori lavorino bene e in fretta per far sì che il provvedimento venga approvato in via definitiva entro la fine del …