Tutti gli articoli relativi a: scuola | formazione

"Niente scuola, siamo inglesi", di Caterina Soffici

Si dice che solo i treni hanno la strada segnata. Pure certi esseri umani hanno la strada segnata. I bambini inglesi, per esempio, hanno la strada più segnata di quelli italiani. Un’affermazione del genere nella culla della democrazia e della meritocrazia potrebbe sembrare un paradosso. Ma non è così. Il figlio di un idraulico di Tottenham ha meno probabilità di essere ammesso a Oxford di quante ne ha il figlio di un idraulico di Canicattì di entrare alla Bocconi. Quello della scuola inglese è un mito da sfatare: solo un certo provincialismo italico ci fa pensare che sia un modello imbattibile e da imitare. Non parliamo qui dei curricula e della didattica, ma del sistema scolastico. L’eccellenza inglese molto probabilmente è migliore dell’eccellenza italiana, perché è una scuola più moderna nei contenuti e più agile nei metodi di apprendimento. Ma nel Regno Unito l’istruzione d’eccellenza è quella privata. Nella pubblica il livello è così basso che ogni anno si moltiplicano gli appelli e le campagne per la scolarizzazione: un bambino di 11 anni che esce …

"Niente scuola, siamo inglesi", di Caterina Soffici

Si dice che solo i treni hanno la strada segnata. Pure certi esseri umani hanno la strada segnata. I bambini inglesi, per esempio, hanno la strada più segnata di quelli italiani. Un’affermazione del genere nella culla della democrazia e della meritocrazia potrebbe sembrare un paradosso. Ma non è così. Il figlio di un idraulico di Tottenham ha meno probabilità di essere ammesso a Oxford di quante ne ha il figlio di un idraulico di Canicattì di entrare alla Bocconi. Quello della scuola inglese è un mito da sfatare: solo un certo provincialismo italico ci fa pensare che sia un modello imbattibile e da imitare. Non parliamo qui dei curricula e della didattica, ma del sistema scolastico. L’eccellenza inglese molto probabilmente è migliore dell’eccellenza italiana, perché è una scuola più moderna nei contenuti e più agile nei metodi di apprendimento. Ma nel Regno Unito l’istruzione d’eccellenza è quella privata. Nella pubblica il livello è così basso che ogni anno si moltiplicano gli appelli e le campagne per la scolarizzazione: un bambino di 11 anni che esce …

"Salvate la geografia che cambia il sapere", di Franco Farinelli

Lettera aperta al ministro. La globalizzazione impone per la prima volta nella storia dell’umanità di fare i conti con la Terra così come davvero essa è: da qui l’urgenza di pensare nuovi modelli per scendere a patti con il mondo. Ministro ancora uno sforzo: «Geography is better than divinity», e non vi è alcun bisogno di tradurre. Si legge così nella prefazione alla Cosmographia di Peter Heylin, apparsa a Londra nel 1649 dunque due anni prima del Leviatano di Thomas Hobbes, il libro che fonda il moderno concetto di Stato. E testo, quello di Heylin, di cui ancora si parla nella aule universitarie anglosassoni, le stesse dove i colleghi ascoltano tra l’incredulo ed il divertito le attuali vicende del nostro sistema scolastico, incapaci di credere davvero che da noi ci si ostini a rischiare di dilapidare fino in fondo la nostra straordinaria capacità di manipolazione simbolica, accumulata in millenni di pratica culturale. Anche se semplici «valutazioni personali», come ha spiegato a Giovanni Reale sul Messaggero, le sue osservazioni sulla necessità di revisione dei programmi d’insegnamento …

"Salvate la geografia che cambia il sapere", di Franco Farinelli

Lettera aperta al ministro. La globalizzazione impone per la prima volta nella storia dell’umanità di fare i conti con la Terra così come davvero essa è: da qui l’urgenza di pensare nuovi modelli per scendere a patti con il mondo. Ministro ancora uno sforzo: «Geography is better than divinity», e non vi è alcun bisogno di tradurre. Si legge così nella prefazione alla Cosmographia di Peter Heylin, apparsa a Londra nel 1649 dunque due anni prima del Leviatano di Thomas Hobbes, il libro che fonda il moderno concetto di Stato. E testo, quello di Heylin, di cui ancora si parla nella aule universitarie anglosassoni, le stesse dove i colleghi ascoltano tra l’incredulo ed il divertito le attuali vicende del nostro sistema scolastico, incapaci di credere davvero che da noi ci si ostini a rischiare di dilapidare fino in fondo la nostra straordinaria capacità di manipolazione simbolica, accumulata in millenni di pratica culturale. Anche se semplici «valutazioni personali», come ha spiegato a Giovanni Reale sul Messaggero, le sue osservazioni sulla necessità di revisione dei programmi d’insegnamento …

"Insegnanti di sostegno", di Federica Cavadini

Pochi professori e nomine in ritardo. I genitori protestano contro i tagli MILANO — Le storie sono nei racconti di giornata dei presidi. L’ultima arriva da Milano, scuola elementare Fabio Filzi. «Oggi vengono i tecnici mandati dal Comune per mettere l’impianto di climatizzazione in una classe — racconta il capo d’istituto —. Abbiamo un bambino con una malattia rara, deve stare a una temperatura massima di 24 gradi». La premessa implicita è che la scuola deve saper accogliere tutti. È il modello italiano dell’inclusione degli studenti disabili, introdotta con una legge del ’77. Né classi né istituti speciali, invece scuole aperte pronte all’accoglienza. Per garantirlo servono maestri e professori dedicati, oltre all’aiuto degli educatori. E oggi nelle nostre scuole statali ne abbiamo arruolati quasi centomila. C’è un insegnante di sostegno ogni due studenti disabili. Ma è una media. Esiste un problema di numeri e di risorse e le associazioni chiedono anche insegnanti più specializzati, preparati sulle diverse patologie. Questo è il mese degli appelli perché arrivano le segnalazioni dalle famiglie, rischiano di dover tenere a …

"Insegnanti di sostegno", di Federica Cavadini

Pochi professori e nomine in ritardo. I genitori protestano contro i tagli MILANO — Le storie sono nei racconti di giornata dei presidi. L’ultima arriva da Milano, scuola elementare Fabio Filzi. «Oggi vengono i tecnici mandati dal Comune per mettere l’impianto di climatizzazione in una classe — racconta il capo d’istituto —. Abbiamo un bambino con una malattia rara, deve stare a una temperatura massima di 24 gradi». La premessa implicita è che la scuola deve saper accogliere tutti. È il modello italiano dell’inclusione degli studenti disabili, introdotta con una legge del ’77. Né classi né istituti speciali, invece scuole aperte pronte all’accoglienza. Per garantirlo servono maestri e professori dedicati, oltre all’aiuto degli educatori. E oggi nelle nostre scuole statali ne abbiamo arruolati quasi centomila. C’è un insegnante di sostegno ogni due studenti disabili. Ma è una media. Esiste un problema di numeri e di risorse e le associazioni chiedono anche insegnanti più specializzati, preparati sulle diverse patologie. Questo è il mese degli appelli perché arrivano le segnalazioni dalle famiglie, rischiano di dover tenere a …

Università: Ghizzoni, subito istruzione e conoscenza nell'agenda politica

“La politica deve affrontare di petto e con urgenza i problemi dell’accesso alla formazione superiore. Tali problemi stanno rendendo, di fatto, inesigibile il diritto allo studio universitario: così si tradisce il dettato costituzionale e si mortificano le aspettative degli studenti che dovrebbero essere i protagonisti del sistema di istruzione terziaria. – lo dichiara Manuela Ghizzoni, presidente della Commissione Cultura, Scienze e Istruzione della Camera dei Deputati, nel giorno delle proteste studentesche contro gli sbarramenti all’accesso universitario – Lo sbarramento allo studio superiore è sempre più ascrivibile da una parte alle condizioni sociali e geografiche e dall’altra alle difficoltà del sistema della conoscenza che non può che arrancare di fronte al progressivo definanziamento e alle inadeguate politiche scolastiche e universitarie degli ultimi anni. Non si può non vedere che investire nelle persone, nelle loro abilità e competenze, è la chiave per crescita e lavoro, quindi una chiave per il successo delle economie, delle società e dei loro cittadini. Gli ultimi dati OCSE mostrano, infatti, che anche durante questa fase recessiva un livello maggiore di formazione assicura …