Tutti gli articoli relativi a: scuola | formazione

La buona educazione ecco la scuola che vogliamo", di Marc Fumaroli e Mariapia Veladiano

Colpita dai tagli, stremata da continue riforme che le hanno tolto centralità e ruolo, la scuola resta decisiva per il futuro del Paese. Così nonostante le difficoltà, alla vigilia del ritorno in classe, è bello immaginare come insegnanti, ragazzi e genitori possano provare a salvarla. Copiando esperienze importanti, dalla Finlandia a Napoli, o rinnovando modelli perduti. Perché la scuola è di tutti: dall´impegno dei maestri precari ai desideri degli studenti, è ancora possibile trovare energie e passioni da spendere in un progetto di rinnovamento. Lo scenario attuale è scoraggiante, eppure vale la pena cercare idee per ripensare i programmi, ricostruire il rapporto con le nuove generazioni, progettare spazi diversi da quelli burocratici. Dalle bocciature al voto di condotta, dalle letture in classe al rapporto con i genitori fino alla costruzione di un archivio di storie della scuola fatte dai ragazzi, ecco alcune proposte per una buona educazione. ****** “La buona educazione”, di Mariapia Veladiano La scuola è nostra. Di tutti noi. Non mia, non loro. È di chi non ha figli nelle aule e di …

Per sempre scuola

Pesaro in piazza del popolo si discute della situazione e del futuro della scuola italiana. E’ di scena il dibattito dal titolo “L’Italia di domani: una scuola che non lascia nessuno indietro”, con Francesca Puglisi – responsabile nazionale del settore scuola per il Pd, Giovanni Bachelet – deputato e presidente del Forum Nazionale Politiche dell’Istruzione del Pd, Andrea Gavosto – direttore della fondazione Giovanni Agnelli. Coordina il giornalista Mediaset Alessandro Banfi. Al centro delle osservazioni iniziali degli ospiti l’articolo di Marco Lodoli, apparso su Repubblica il 31 Agosto scorso, “Basta con la scuola del cuore, ricominciamo a far pensare”. Concetto principale di questo scritto è la convinzione secondo cui la situazione della scuola italiana è iniziata a precipitare da quando l’emotività è stata considerata l’unico campo in cui si realizza un giovane in formazione. Bisognerebbe pertanto ritornare a concentrarsi sulla ragione. Francesca Puglisi si dichiara parzialmente d’accordo con questa posizione, aggiungendo però che “come afferma anche il presidente Napolitano prima della ragione viene il desiderio”. Entra poi decisamente nel merito della questione: “secondo le direttive …

"Una proposta per il futuro dell'inclusione scolastica", di Salvatore Nocera *

Il 14 giugno scorso è stato presentato e discusso in un convegno a Roma il rapporto denominato “Gli alunni con disabilità nella scuola italiana: bilancio e proposte” – pubblicato da Erickson – a cura dell’Associazione TreeLLLe e della Caritas Italiana, con il sostegno della Fondazione Giovanni Agnelli. Si tratta di un testo che propone una rivoluzionaria riforma dell’attuale sistema di inclusione scolastica in Italia, prendendo le mosse dalle numerose carenze attuali in termini di mancato coordinamento di tutti gli interventi, dell’eccessiva delega ai docenti per il sostegno, della deriva giudiziaria per l’assegnazione delle ore di sostegno e della mancata valutazione di efficacia e di efficienza dell’intero processo. Molto in sintesi, si propone sostanzialmente l’abolizione della figura del docente per il sostegno, così come la conosciamo, in quanto di tutti gli oltre 90.000 docenti per il sostegno, il 10 o il 20% verrebbe selezionato e formato per diventare “figura di tutoraggio e di supervisione” deambulante per le scuole appartenenti a un determinato ambito territoriale, con il coordinamento di un Centro Territoriale per l’Integrazione Scolastica (d’ora in …

"Amo la scuola pubblica tradita non solo da Gelmini e Tremonti", di Mila Spicola

Sto andando al «presidio dei bidelli », davanti la sede del governo regionale siciliano. Perché ho deciso di aderire allo sciopero della fame di Calogero Fantauzzo, di Pietro Musso, di Filippo La Spisa a Palermo e di Pietro Aprile, di Vincenzo Figura edi Giuseppe Agosta a Ragusa? Io, quella del «non ci credo agli scioperi della fame, sono ricatti morali»? E poi perché, dopo anni di affanni e grida, non sai più come rompere le cecità e le sordità. Non solo di coloro che stanno «su di noi», bensì di quelli che stanno accanto a noi. Siamo perfettamente consapevoli che lo scempio della scuola statale non porta un’unica firma, Gelmini, né Tremonti, né Berlusconi, ma porta milioni di firme di italiani e la politica non ha fatto altro che andar dietro. La politica italiana: quella che va dietro. Vorrei, mi batto, ci credo, in tutt’altro: in una politica che preceda, disegni, prefiguri e guidi l’Italia e i suoi italiani. Chedica parole chedisegnino direzioni condivise e condivisibili, credute e credibili, non scatole vuote. La scuola statale …

"Pensione più lontana per 17 mila", di Alessandra Ricciardi

Le ultime modifiche sono attese per oggi, quando la manovra bis correttiva dei conti pubblici sarà all’esame dell’aula del senato. Saranno poche e ben ponderate, promettono dalla maggioranza di governo. Dopo il via vai di modifiche, che hanno caratterizzato finora il percorso del decreto legge varato il 13 agosto scorso, non sono ammessi stravolgimenti. I rumors di palazzo raccontano che tra via XX Settembre, via Veneto e viale Trastevere si starebbe esaminando anche una proposta per rimodulare il rinvio di un anno delle pensioni nella scuola. Un correttivo, quello prospettato dal ministro dell’istruzione, Mariastella Gelmini, ai colleghi dell’Economia e del Lavoro, rispettivamente Giulio Tremonti e Maurizio Sacconi, che sarebbe dettato dalla necessità di non penalizzare eccessivamente la scuola, dove per il particolare sistema della finestra unica a settembre l’attesa potrebbe arrivare a 20 mesi; e al tempo stesso di non compromettere i prossimi due anni del piano triennale di assunzioni approvato con la precedente manovra. Il testo in ingresso del decreto legge n. 138, all’articolo 1, comma 21, dispone che dal 2012, e con esclusivo …

"Didattica mirata per i casi di dislessia", di Franco Portelli

Con il nuovo anno scolastico arrivano importanti novità per gli alunni dislessici. Sono circa duecentomila i soggetti potenzialmente interessati. La dislessia, la disortografia, la disgrafia e la discalculia sono adesso riconosciuti come disturbi specifici di apprendimento (Dsa). La dislessia è un disturbo che può manifestarsi, negli alunni, appena sottoposti all’apprendimento della lettura e della scrittura. Queste difficoltà provocano conseguenze sia sul piano degli apprendimenti, sia sul piano psicologico. Fino a oggi, in diversi casi, questi alunni hanno dovuto subire ingiuste bocciature e umilianti trattamenti, perché considerati come svogliati e poco attenti, piuttosto che persone con difficoltà con la necessità di essere seguiti attraverso interventi didattici mirati. Il decreto attuativo e le linee guida, che arrivano dopo la legge 170/2010, attesa da dieci anni e recentemente approvata, prevedono misure in grado di favorire il successo scolastico di questi alunni. Arriveranno, adesso, nelle scuole, strumenti utili come registratori vocali, programmi di videoscrittura con correttore ortografico e calcolatrici. Le scuole hanno il compito di segnalare alle famiglie le eventuali evidenze di disturbi specifici di apprendimento, in modo da …

"Concorso dirigenti: Errori e polemiche", di R.P. da La Tecnica della Scuola

Mano a mano che ci stiamo avvicinando alla data del 5 ottobre, quando più di 40mila docenti dovranno sottoporsi alla prova pre-selettiva per accedere successivamente alle prove concorsuali per il reclutamento di 2.386 dirigenti scolastici, le polemiche (e le proteste) sulle modalità di svolgimento della prova si intensificano. Secondo quanto comunicato nei giorni dal Ministero, a tutti i candidati dovrebbe infatti essere consegnato un bel volumone con i 5663 quesiti predisposti dagli esperti del Ministero; con il “questionario” verranno date anche un paio di paginette con l’elenco dei quesiti selezionati. I candidati, quindi, dovranno rintracciare nel volumone il quiz da risolvere e quindi dare la risposta che considerano esatta. Insomma, più che un test per saggiare le conoscenze di base dei candidati sembra che si tratti di una prova mirata a misurare la saldezza di nervi dei futuri dirigenti scolastici (bisogna anche ammettere, peraltro, che per fare il dirigente di una scuola i nervi saldi servono forse molto di più della conoscenza delle norme !). In questo modo, dicono dal Ministero, si riduce al minimo …