Tutti gli articoli relativi a: scuola | formazione

"Bimbi fuori dalle materne addio tempo pieno, classi "pollaio": si parte così", di Valeria Tancredi

A pochi giorni dall’inizio della scuola, la confusione e lo sgomento degli operatori scolastici non accennano a diminuire. La drammatica situazione in cui si trova la scuola bolognese, tra le più penalizzate d’Italia dai tagli ai fondi per la scuola pubblica, non verrà infatti alleviata da nessuna misura straordinaria, pur necessaria, di aumento dell’organico di diritto. Il cahier dès dòleances lo stila Sandra Soster, segretaria della Cgil Flc, che ci racconta i «problemi aperti più clamorosi». Intanto, «proprio nella terra che ha visto nascere e svilupparsi una scuola d’infanzia di eccellenza dice Soster-invidiata e studiata in tutto il mondo, quest’anno per la prima volta ben 450 bambini dai 3 ai 5 anni di età resteranno fuori da qualsiasi struttura, statale, comunale o privata. Vale a dire che viene negato un diritto a tantissime famiglie e si arriverà al paradosso che molti bimbi, dopo aver frequentato i nidi, resteranno a casa». L’assessore regionale Marzocchi aveva ipotizzato di finanziare con proprie risorse almeno 40 sezioni per tamponare l’emergenza, ma l’ulteriore mannaia ai trasferimenti agli enti locali contenuta …

"Scuola, bilancio di tre anni con luci e tante ombre", di Manuela Ghizzoni

Nei prossimi giorni si aprirà un anno scolastico carico di problemi per la condizione della scuola pubblica e per la situazione generale del nostro Paese. È forse il momento di fare un bilancio del triennio che ci lasciamo alle spalle, nel corso del quale gli uffici periferici dello Stato e il mondo della scuola hanno dovuto fronteggiare la più pesante, e dannosa, operazione chirurgica portata ai danni del corpo della scuola pubblica nel dopoguerra. Bene ha fatto il prof. Malaguti, nel ripercorrere la sua esperienza triennale di dirigente scolastico, a richiamare il Rapporto sulla qualità di Tuttoscuola che vede balzare dal 16° al 6° posto la scuola modenese. Ma questo merito va attribuito a chi, ogni giorno, con fatica e passione, nella scuola e per la scuola lavora, e al contributo che la società e gli enti locali modenesi hanno dato per garantire gli alti standard raggiunti in anni di proficua collaborazione. Meriti non certamente attribuibili a chi in questi anni ha pensato che la scuola fosse un bancomat per risolvere i problemi di finanza …

"Riordino rete scolastica: Si parte tra le polemiche", di R.P. da La Tecnica della Scuola

In Emilia-Romagna non ci stanno. La Flc di Modena sottolinea: “Le scuole della regione hanno 900 alunni in media, da altre parti ne hanno meno della metà. Siamo stufi di fare i primi della classe”. Con l’avvio dell’anno scolastico si inizia a parlare in molte realtà territoriali di riorganizzazione delle rete scolastica: la questione, come si ricorderà, è stata posta dal decreto di luglio contenente la prima manovra finanziara (4° comma dell’articolo 19 della legge n. 111) che prevede la soppressione di tutte le direzioni didattiche e di tutte le secondarie di primo e l’istituzione di istituti comprensivi che abbiano però almeno 1.000 alunni (il tetto si abbassa a 500 nelle aree montane). A chi non sta nei parametri non verrà più riconosciuta l’autonomia scolastica e quindi non potrà più contare su un proprio dirigente scolastico. E, qua e là, si segnalano già prese di posizione contro l’operazione. Particolarmente significativa è quella assunta dalla Flc-Cgil di Modena che fornisce dati interessanti sulle conseguenze di una riorganizzazione effettuata senza un attenta valutazione dell’esistente. In alcuni Comuni …

"Un nuovo patto per i disabili", di Franco Bomprezzi

Può iniziare l’anno con la coscienza a posto una scuola che non tenga conto, in modo dignitoso e sereno, dei diritti e delle esigenze di oltre centonovantamila alunni? La domanda, legittima, riguarda gli alunni con disabilità, poco più del due per cento della popolazione scolastica. Mai come adesso la preoccupazione è palpabile. Impossibile e inutile, qui, addentrarsi nelle circolari ministeriali, nei combinati disposti, nei riferimenti normativi che si sono sovrapposti e spesso contraddetti negli ultimi tempi. Un diritto, sancito in modo chiaro dalla legislazione italiana, all’inclusione scolastica degli alunni con disabilità fisica, sensoriale o intellettiva, si sta scontrando con le restrizioni e con i tagli della spesa pubblica. Per garantire la frequenza scolastica di alunni disabili non si deve pensare infatti solo alla presenza, numericamente sufficiente, di insegnanti di sostegno, ma anche ad altre figure professionali, come gli assistenti per l’igiene personale, e a servizi fondamentali, come il trasporto. La tendenza in atto è quella di garantire i servizi “al minimo”, limando ore di sostegno e numero di docenti, aumentando gli iscritti per classe anche …

"Piove sul bagnato", di Antonio Valentino

C’è il rischio che il nuovo anno scolastico sia particolarmente rovinoso per la nostra scuola. Certamente perché i tagli al personale degli ultimi anni e le difficoltà finanziarie delle scuole non sono fattori che favoriscono non dico l’innovazione, ma almeno la necessaria regolarità nella gestione delle scuole. Certamente perché l’opacità dell’azione ministeriale – nell’accompagnamento dei processi di riordino in atto – non lascia presagire niente di buono; c’è anzi il rischio che la demotivazione e il disinteresse crescano ulteriormente. Ma quest’anno c’è una ragione in più. La manovra finanziaria dello scorso luglio ha infatti cancellato la deroga, per scuole con più sedi, al numero di classi (da 32 a 40) necessario per la concessione dell’esonero o del semiesonero del docente collaboratore del Dirigente. Pertanto le scuole che non raggiungono il limite previsto di 40 classi, quale che sia la loro situazione (sezioni staccate, sezioni associate, corsi serali), non potranno più fruire del semiesonero; e quelle che non avranno raggiunto il limite delle 55 classi non potranno godere dell’esonero. (Precedentemente, rispetto all’esonero, era prevista la deroga …

"Gelmini, sono troppi. Lasciali a casa", di Mila Spicola

L’ 1 settembre di ogni anno è il primo giorno per i docenti italiani, che sono troppi, per i bidelli che sono più dei carabinieri, e per il personale amministrativo, quello che in Presidenza si affanna tra iscrizioni, certificati e circolari, troppi anche loro. Dovevo scriverne di quel primo giorno…non ce l’ho fatta. L’ho mantenuto un “fatto privato”. Il primo collegio dei docenti, il nuovo preside, l’inizio della programmazione, i compiti assegnati, i nuovi colleghi (precari), i vecchi colleghi (precari anch’essi con minore consapevolezza)…Un rito che si ripete ogni anno e..però… vedo intorno a me visi sempre più rassegnati e già stanchi. Leggo la nausea, se mai si potesse leggere. Una ministra con pettinatura nuova di zecca lancia numeri come al lotto, forse se li è sognati stanotte, un paese intero le dà credito, persino a sinistra, nell’accogliere quei numeri falsati, per raccontarci tra le righe che “tutto è a posto, tutto è in ordine e l’anno scolastico inizierà regolarmente e mai come oggi è andata così bene”. Magia dei numeri. Che ci sta a …

"L'inizio dell'anno e le bufale di Gelmini", di Roberto Ciccarelli

Nel quarto anno della guerra contro la scuola pubblica è arrivato il tempo di interderci sulle parole. Quando il ministro dell’Istruzione Gelmini sostiene, com’è avvenuto ieri in occasione della conferenza stampa sull’inizio dell’anno scolastico, che sarà «regolare» significa che è confermato il blocco degli scatti di anzianità che colpisce docenti e personale amministrativo. Quando Gelmini afferma che la scuola è stata risparmiata da un nuovo tsunami di 11 miliardi di tagli alle spese dei ministeri previsto dalla manovra correttiva non dice il vero, salvo correggersi in tempo reale: il taglio all’istruzione ci sarà, ma non inciderà sugli organici e sul funzionamento delle scuole. Verrà riassorbito da una razionalizzazione della spesa: 700 milioni di euro ottenuti dalla digitalizzazione e 300 dalla rescissione dei contratti con le ditte esterne delle pulizie. Non è la prima volta che questa cifra viene rivendicata dal ministro. Ammesso che sia vera, e non il consueto gioco delle tre carte, si può concludere che il «risparmio» sulla scuola sarà di un miliardo e andrà ad aggiungersi agli otto tagliati da Tremonti dal …