Tutti gli articoli relativi a: scuola | formazione

"Scuola. Pensione ritardata di un anno" da Tuttoscuola

La manovra bis di ferragosto, contenuta nel decreto legge 13 agosto 2011, n. 138 e, dopo la sua pubblicazione in Gazzetta ufficiale, già entrata in vigore da sabato 13, precisa meglio l’operazione “finestra” di cui aveva parlato il ministro Sacconi dopo le decisioni del Consiglio dei Ministri. Il personale della scuola che matura il requisito per il pensionamento dopo il 31 dicembre prossimo dovrà attendere un anno di più per il pensionamento. La “finestra” di uscita dal servizio, da sempre prevista per la scuola al 1° settembre dell’anno in cui si matura il diritto a pensione, viene spostata in avanti di un anno. Per effetto della modifica apportata dal decreto legge, la vecchia disposizione risulta così integrata: Per il personale del comparto scuola resta fermo, ai fini dell’accesso al trattamento pensionistico, che la cessazione dal servizio ha effetto dalla data di inizio dell’anno scolastico e accademico dell’anno successivo, con decorrenza dalla stessa data del relativo trattamento economico nel caso di prevista maturazione del requisito entro il 31 dicembre dell’anno. La “finestra” avrà l’effetto di far …

"Chiudono le serali Le classi dei «poveri» schiacciate dai tagli", di Luciana Cimino

Hanno rappresentato una delle più importante conquiste civili e sociali degli anni ‘60 e ‘70. Le scuole serali hanno garantito per decenni l’istruzione degli studenti lavoratori, dei più poveri, di chi aveva percorsi umani e professionali tortuosi, nella piena attuazione dell’articolo 34 della Costituzione. Oggi la scure dei tagli Gelmini- Tremonti si abbatte anche su quella che è considerata, appunto, la “cenerentola” della scuola pubblica. Dall’anno scolastico 2011/2012 le prime classi verranno abolite, lasciando così morire progressivamente un’istituzione che negli anni ha svolto un funzione centrale in Italia. «Le scuole serali permettevano a chi era fuori dal giro dell’istruzione di rientrarci – spiega Anna Fedeli, della segreteria della Flc Cgil – non era frequentata solo da chi a scuola non ci era potuto andare ma anche dagli analfabeti di ritorno, che rischiavano l’espulsione anche dai lavori più umili e avevano bisogno di una qualifica ». E oggi anche dagli immigrati. «Ma attenzione – nota Fedeli – le serali non sono scuole di italiano, questi migranti hanno già untitolo di studio di alto grado nel loro …

"Assunzioni a rischio e caos graduatorie. Altro colpo alla scuola", di Mariagrazia Gerina

Immissioni in ruolo incerte nei prossimi anni. Cgil: presto mobilitazione. In 30mila conquistano la cattedra, ma la «pagano» con stipendi ridotti. Dovevano essere, almeno per una parte degli oltre 230mila precari iscritti nelle graduatorie dei docenti abilitati, la fine del tunnel, e invece le 66.800 assunzioni decise dal governo, di cui solo 30.308 sono per i docenti, il resto per il personale tecnico amministrativo, si sono già trasformate nell’ennesima, crudele, lotteria. A restare fuori, per effetto dei tagli che si sono mangiati circa 140mila posti di lavoro in tre anni (89mila solo tra gli insegnanti), saranno comunque troppi. E per loro non c’è nessuna certezza, visto che le assunzioni previste per i prossimi due anni sono subordinate alle decisioni draconiane che il governo vorrà prendere sul pubblico impiego. I “fortunati”, invece, che rientreranno nella tranche di quest’anno, calcolata sui posti vacanti al netto dei tagli decisi negli scorsi anni, pagheranno comunque l’assunzione una diminuzione del salario e dei diritti, dal momento che (per effetto dell’accordo, che la Cgil ha rifiutato di siglare) il primo scatto …

"Ricerca e istruzione: solo così si uscirà dalla crisi", di Francesca Puglisi*

Lo dice Europa 2020: per battere la crisi e tornare a crescere dobbiamo investire in istruzione. Occorre promuovere una crescita inclusiva che non lasci indietro nessuno. La Germania ha riunificato il Paese grazie a imponenti investimenti in asili, scuola e università. Paesi emergenti come Brasile e India stanno riducendo il gap investendo in istruzione. Obama nel tempo della crisi che morde, con il “No Child Left Behind Act” ha deciso di investire nella formazione degli insegnanti per alzare i livelli di apprendimento e contrastare l’abbandono scolastico, per far sì che nessun bambino americano sia lasciato indietro. Il nostro è l’unico Paese dove il governo scrive con chiarezza nel Def che il già magrissimo investimento del 4,2% del Pil, che rende l’Italia fanalino di coda tra i Paesi Ocse (dietro di noi c’è rimasta la Slovacchia, davanti a noi persino l’Estonia), continuerà a scendere fino al 3,4% del Pil nel 2025. La mannaia che si è abbattuta sulla scuola e sui bilanci degli enti locali nel triennio berlusconiano aggravata dall’ultima manovra, avrà un costo sociale e …

E' ora di investire nell'istruzione. Nuovi tagli sarebbero insostenibili", di Benedetto Vertecchi

Risparmiare nella scuola non significa cancellare risorse, ma impiegarle al meglio. Nonostante la crisi le forze politiche democratiche non devono rinunciare ai fondamentali traguardi di equità sociale. Se c’è qualcuno (e purtroppo c’è) che pensa di por mano ai tagli sulla spesa per l’istruzione per rientrare nei limiti indicati dalla Ue, non si può che sperare in una risposta pronta da parte delle forze politiche e dei sindacati. Per cominciare, occorre tener conto che da troppo tempo il sistema educativo è stato considerato una sorta di pozzo. Una riserva inesauribile dalla quale si poteva attingere secondo le necessità del momento, ovviamente non di quelle che avrebbero consentito di migliorare la qualità delle scuole o di promuovere la ricerca. La conseguenza di questa politica di taglio delle risorse è stato il deterioramento continuo delle condizioni di funzionamento del sistema. Il fatto è che la politica dei tagli ha aperto una contraddizione insanabile proprio con la nozione di sistema. Per esempio, ridurre l’orario scolastico non significa solo diminuire l’organico degli insegnanti, ma affermare un’idea dell’educazione formale limitata …

"Precari: La doppia fregatura dell'anzianità bloccata", di Pippo Frisone

Il varo del piano triennale sulle assunzioni e il blocco delle anzianità per otto anni, hanno un riflesso anche sul contenzioso in atto. Le brutte sorprese per i precari della scuola non finiscono mai. Prima col collegato lavoro, poi col decreto sviluppo e per ultimo, con l’accordo Aran-Sindacati del 4 agosto. Questa volta l’assunzione in ruolo i precari la dovranno pagare a caro prezzo. Col blocco delle anzianità fino a 6 anni una maestra ci rimette 3.393 euro mentre un docente laureato della secondaria 7.722 euro. Si , perché l’accordo in deroga al CCNL firmato il 4 agosto, con l’astensione della Cgil, prevede per i neoassunti l’eliminazione del secondo gradone di anzianità 3-8, portando cosi il gradone iniziale dallo 0-2 attuale a 0-8. Per entrare nel ”nuovo” secondo gradone 9-14 , ad un precario occorrono almeno 11 anni , perché solo i primi 4 anni sono valutati per intero mentre gli altri 7 anni sono ridotti di 1/3 . L’anzianità media dei precari inseriti in graduatoria oscilla attorno ai sette anni per gli ATA e …

"Sostegno col contagocce e classi sovraffollate: Esiste sempre il TAR", di Salvatore Nocera*

Niente remissività, nei confronti delle violazioni della qualità dell’inclusione scolastica, ma ricorso alle vie legali – ovvero ai Tribunali Amministrativi Regionali (TAR) – sia per quanto riguarda le ore di sostegno in meno, sia in caso di classi sovraffollate. Un messaggio rivolto sia ai genitori che alle organizzazioni che li sostengono Ho letto qualche giorno fa in Superando l’intervento di Davide Del Duca, direttore della Fondazione Bambini e Autismo di Pordenone, assai preoccupato per i tagli alle ore di sostegno all’inclusione scolastica e mi ha colpito il tono di rassegnazione dal quale era pervaso [tale testo è disponibile cliccando qui, N.d.R.]. MI permetto dunque di rammentare a tutti i genitori e alle organizzazioni che li sostengono che esiste un’importantissima Sentenza della Corte Costituzionale, la 80/10, che ha annullato una norma della Legge Finanziaria del 2007, proprio nella parte in cui essa non garantiva ore di sostegno didattico «secondo le effettive esigenze», di cui all’articolo 1, comma 605, lettera b della Legge 296/06. Pertanto, i genitori che ritengono non vengano rispettate le ore corrispondenti alle «effettive …