Tutti gli articoli relativi a: scuola | formazione

"A proposito dell’INVALSI…", di Donatella Poliandri *

In questi mesi molto si è letto sulle prove INVALSI, e in molti hanno sostenuto come, alle scuole italiane, non possano bastare i risultati delle prove per migliorare. Nessuno si è però soffermato a segnalare quali altre ricerche l’INVALSI svolge e in che modo cerca di esplorare cosa accade all’interno delle istituzioni scolastiche, promuovendo il confronto e il miglioramento. In questi mesi molto si è letto sulle prove INVALSI, e in molti hanno sostenuto come, alle scuole italiane, non possano bastare i risultati delle prove per migliorare, in quanto gli apprendimenti degli studenti rappresentano l’esito di complessi processi individuali e sociali che i cosiddetti ‘test’ sono in grado di cogliere ‘solo’ in parte. Nessuno si è però – ovviamente – soffermato a segnalare quali altre ricerche l’INVALSI svolge e in che modo cerca di esplorare cosa accade all’interno delle istituzioni scolastiche, promuovendo il confronto e il miglioramento. Proprio in quest’ottica, grazie al contributo dei fondi strutturali europei, L’INVALSI ha messo a punto il progetto “Valutazione e Miglioramento” (VM) che coinvolge circa 360 fra scuole del …

"La scuola del duemila, poche risorse addio equità", di Benedetto Vertecchi

La funzione di mobilità ascendente dell’istruzione sempre più compromessa dagli ultimi interventi. Gli interventi sul funzionamento del sistema scolastico che hanno caratterizzato i governi della Destra (non solo quello attuale, ma anche il governo che è rimasto in carica fra il 2001 e il 2006) hanno perseguito una medesima linea di contenimento della spesa per l’istruzione, giustificata dalla necessità di razionalizzare l’organizzazione del servizio e al tempo stesso di migliorarne la qualità. Con tali argomenti sono stati diminuiti gli organici, rivista la distribuzione territoriale delle scuole, ridotti gli orari delle lezioni (e, purtroppo, anche quelli già limitati di funzionamento complessivo delle scuole), diminuita l’offerta di sostegno specializzato per allievi con speciali esigenze e via lamentando. L’obiettivo di una più elevata qualità degli studi si è ridotto per lo più a richiami ideologici al merito, che sono serviti solo a nascondere la crescente incidenza del condizionamento sociale sull’educazione di cui gli allievi fruiscono. Sotto questo aspetto, c’è stato un vero e proprio ribaltamento fra gli orientamenti prevalenti nello sviluppo del sistema educativo dalla riforma della scuola …

"Dislessia, da settembre ausili per 70 mila studenti", da www.lastampa.it

Firmato il decreto attuativo della legge che riconosce dislessia, disortografia, disgrafia e discalculia come disturbi specifici di apprendimento. Gelmini: ”I casi potrebbero essere anche 200 mila”. Al via a settembre alle misure a favore degli studenti con Disturbi specifici di apprendimento (Dsa) per scuola e università. A darne l’annuncio questa mattina durante una conferenza stampa tenutasi presso il Senato il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini che ha firmato il decreto attuativo della legge 170/2010 che riconosce la dislessia, la disortografia, la disgrafia e la discalculia come disturbi specifici di apprendimento. «Un provvedimento importante – ha spiegato il ministro – che va incontro oggi ai 70 mila studenti a cui è stato diagnosticato un disturbo specifico dell’apprendimento, ma potrebbero essere molti di più i casi, intorno ai 200 mila. La scuola deve dare risposte e sostenere le famiglie e questi studenti che sono normodotati, anzi qualche volta con un talento superiore alla media. Hanno solo disturbi particolari per quanto riguarda per esempio la discalculia, la disgrafia, la dislessia». Secondo le ultime rilevazioni del Miur del febbraio 2011, …

"Istruzione, scatta la manovra migliaia di scuole senza presidi", di Salvo Intravaia

Duemila istituti minori non avranno più un dirigente, molti dovranno trasferirsi. Ma già ora, per effetto dei tagli, sono oltre 2500 le sedi gestite contemporaneamente dallo stesso dirigente. E la didattica va in affanno. Il governo colpisce il vertice dell’istruzione pubblica mettendone a rischio la governabilità. Per effetto della manovra, sulle presidenze di tutta Italia sta per abbattersi un vero e proprio ciclone. Quasi 2 mila piccoli istituti rimarranno per sempre senza un preside titolare e migliaia di dirigenti scolastici saranno costretti a fare la spola fra due scuole. Centinaia di colleghi, per effetto della norma taglia-dirigenze, dovranno fare le valigie e cercarsi in fretta e furia un’altra sede e migliaia di scuole non potranno più avere il vicario con l’esonero o il semiesonero dall’insegnamento per affiancare il preside nella gestione della scuola. L’Andis, l’Associazione nazionale dirigenti scolastici, “rileva la preoccupante situazione di criticità che viene a determinarsi nella gestione delle istituzioni scolastiche”. E “pur nella consapevolezza che il problema del debito pubblico è serio – prosegue il comunicato sulla manovra dell’ufficio di presidenza dell’Andis …

"Tagli alla scuola, in regione 10mila firme", da Il Resto del Carlino Modena

Ieri una folta delegazione di genitori ed amministratori ha incontrato in Regione l’assessore Patrizio Bianchi per consegnare le oltre 10.000 firme raccolte nelle ultime settimane per protestare contro i tagli agli organici nelle scuole modenesi. I genitori hanno espresso «tutte le preoccupazioni ed i timori per i gravi tagli al sistema scolastico modenese che stanno mettendo a rischio la qualità dell’istruzione — spiegano i genitori — La nostra scuola pubblica, da sempre percepita dalle famiglie, come opportunità positiva per i figli, rischia di trasformarsi in un luogo dove anziché istruzione e formazione si fa della semplice vigilanza. Gli amministratori hanno a loro volta rivendicato con forza la specificità della nostra provincia dove nel corso degli ultimi decenni le amministrazioni precedenti sono riuscite a creare un sistema diffuso di servizi sociali (asili nido e scuole materne), un sistema diffuso di tempo pieno nelle scuole primarie e di tempo prolungato nelle scuole secondarie che ha consentito a Modena di diventare la provincia italiana col più alto tasso nazionale di occupazione femminile. L’assessore regionale, che ringraziamo a nome …

"Il blocco degli scatti", di Osvaldo Roman

Proroga fino al 31 dicembre 2014 delle disposizioni in materia di scatti stipendiali: per il governo i tre anni di servizio 2010, 2011, 2012 non esistono più. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze con la circolare n. 12, emanata ad aprile e resa nota a giugno, interpreta la legge 122 del luglio 2010, quella che ha bloccato contratti e anzianità nel settore della scuola e, in forme diverse, nel resto del pubblico impiego. A pag. 9 della suddetta circolare si afferma: “L’art. 9, comma 23, primo periodo, stabilisce che per il personale docente, amministrativo, tecnico ed ausiliario (ATA) della Scuola gli anni 2010, 2011 e 2012 non sono utili ai fini della maturazione delle posizioni stipendiali e dei relativi incrementi economici previsti dalle disposizioni contrattuali vigenti. Ferma restando la non utilità ai fini della maturazione delle posizioni stipendiali e dei relativi incrementi economici dell’intero triennio 2010/2012, si evidenzia comunque la possibilità di intervenire sugli effetti della norma in esame ai sensi del combinato disposto di cui all’art. 8, comma 14, e all’art. 9, commi 1 …

"Pochi prof. le scuole iniziano a rifiutare studenti", di Fabio Luppino

Non sarà come essere rifiutati da quattro ospedali e poi morire. Ma non trovare una scuola, vedere rifiutata la propria iscrizione e andare a studiare sempre più lontani da casa è quasi come una morte. Traslata, nel tempo, che pagherà il soggetto, ma anche tutti noi, lo Stato. Incredibile, ma vero sta accadendo in questi giorni per un gran numero di studenti in ogni parte del Paese. La riduzione dei docenti per l’ulteriore attuazione anche nei licei della riforma Gelmini e l’applicazione rigida (su disposizione del Miur) della possibilità massima di alunni per classe (circa 30, a volte anche di più) hanno come conseguenza il rifiuto delle iscrizioni. L’organico è fatto e non più allargabile, le sezioni anche. Tanti saluti a chi cerca di cambiare scuola per un pronto riscatto o a quei ripetenti che vedono off limits a volte poter rimanere nel loro istituto. Arrivano segnalazioni dal Lazio e anche dal Nord: il sindacato nazionale se ne sta già occupando. È un fenomeno su cui riflettere. Di solito questo è accaduto, o poteva accadere, …