Tutti gli articoli relativi a: scuola | formazione

"Emilia Romagna: Duemila precari a rischio umiliati i docenti malati", di Claudio Visani

Bocco degli stipendi e del turn over, cancellati i vice presidi e chiusi gli istituti con meno di mille iscritti. Morsia (Cgil): «Così non si regge, subito in piazza». L’ ultima umiliazione è per gli insegnanti con problemi di salute ritenuti dalla commissione medica dell’Asl inidonei all’insegnamento. Qualche migliaio in Italia, alcune centinaia in Emilia-Romagna. Docenti che per patologie diverse non possono più avere un rapporto diretto con la classe, e per questo fino ad oggi impegnati nelle biblioteche o in altre mansioni educative. Insegnanti in prevalenza di una certa età, che però vedono di anno in anno allontanarsi il traguardo della pensione. Ebbene, nel testo della manovra di Tremonti è stato inserito una norma che destina questi insegnanti a fare gli impiegati di segreteria o gli assistenti di laboratorio. Il Governo li vuole mandare a coprire i buchi del personale Ata. E se non accetteranno il “demansionamento” verranno messi in “mobilità intercompartimentale”, cioè destinati ad altri settori della pubblica amministrazione, anche fuori regione. DUEMILA POSTI A RISCHIO. La scuola è tra i settori più …

"Sarà un anno di lacrime e sangue", da La Tecnica della Scuola

Lo sostengono i senatori Pd che fanno parte della Commissione Istruzione: preoccupa la terza tornata di tagli agli organici mentre cresce il numero degli alunni. Critiche alla Finanziaria: in una scuola con 700 alunni non ci sarà il preside, il vicepreside andrà in classe e crollerà la presenza del personale ausiliario. Sarà un anno scolastico di lacrime e sangue. Ne è convinto il Partito democratico, subito dopo aver preso visione dell’ulteriore “razionalizzazione” delle spese per la scuola decise dal Governo attraverso la Manovra economica 2011. A farlo presente ai rappresentanti del Governo e della Commissione Istruzione del Senato è stata la senatrice del Pd Vittoria Franco, durante un’audizione tenuta il 5 luglio. “Sta passando sotto silenzio – ha detto Franco – ma il prossimo anno sarà di lacrime e sangue per la scuola italiana. La ministra Gelmini chiama razionalizzazione e rimodulazione un vero e proprio piano di tagli che metterà la scuola ancora di più in sofferenza: tagli al corpo docente e Ata mentre cresce il numero degli studenti; tagli agli insegnanti e alle classi, …

Accademie di Belle Arti in rivolta «Da decenni senza pari dignità», di Luca Del Frà

Da sette giorni gli studenti e i professori delle Accademie di Belle Arti sono in sciopero della fame per l’equiparazione del titolo di studio alla laurea universitaria. Una richiesta che va avanti da anni, mai soddisfatta. Sono sette giorni che un folto gruppo di studenti e professori delle Accademie di Belle Arti (Aba) stanno facendo lo sciopero della fame. Il motivo è l’ennesimo episodio di italico lassismo politico che lascia l’Alta Formazione Artistica e Musicale in un limbo, e mentre il mondo della cultura comincia a stringersi intorno agli scioperanti, in Parlamento pende un disegno di legge, il 1693 – primo firmatario Asciutti– che renderebbe le cose ancora più confuse e problematiche. Risale addirittura a 21 anni fa la prima proposta di equiparare le Aba alle università come nel resto d’Europa – tra i firmatari Giulio Carlo Argan–, ma è solo nel 2000 che arriva un primo passo con una legge che ricomprendeva anche le altre Accademie e i Conservatori. Confuso e poco realistico, per diventare operativo quel provvedimentorimandava a una serie di decreti attuativi, …

"Il prof diventa Ata per salvarsi", di Alessandra Ricciardi

Sono anni che i docenti inidonei al lavoro, per motivi di salute, sono in attesa di capire il loro destino. I numeri oscillano tra i 5 mila e i 6 mila. La mobilità intercompartimentale, anche a causa delle resistenze delle amministrazioni riceventi, è sempre rimasta sulla carta, lasciando così sullo sfondo il rischio finale del licenziamento. Ora prova a risolvere una volta per tutte il problema la manovra finanziaria, messa a punto dal ministro dell’economia, Giulio Tremonti: i docenti hanno 30 giorni di tempo, dalla conversione in legge del dl, per chiedere di assumere il ruolo di assistenti tecnici e amministrativi nelle scuole della stessa provincia. Purché ci siano posti disponibili nell’ambito del piano di assunzioni «previsto dalla normativa vigente». Il che significa che se tutti decideranno di transitare nelle piante organiche degli assistenti, rischiano di sparire i posti che dovrebbero essere disponibili per il prossimo anno nell’ambito delle immissioni in ruolo previste dal decreto Sviluppo. Ma se i docenti non dovessero fare domanda, scatterà la mobilità verso altri comparti: amministrazioni statali, agenzie, enti pubblici …

Corsi di recupero, solo otto/dieci ore tagliati i fondi: appena 27 milioni", di Salvo Intravaia

La denuncia della Flc Cgil: “Somma irrisoria rispetto alle necessità”. Nel 2008, quando fu rientrodotta la possibilità di rimandare, furono circa 210 milioni di euro. Corsi di recupero, solo otto/dieci ore tagliati i fondi: appena 27 milioni. Otto al massimo dieci ore per recuperare le lacune accumulate nel corso di un intero anno scolastico. Al via i corsi di recupero per gli oltre 500 mila gli studenti delle superiori rimandati a settembre, ma i fondi scarseggiano. Il ministero dell’Istruzione ha decimato le risorse assegnate alle scuole per svolgere i corsi e la Flc Cgil protesta. “Per l’anno scolastico 2010/2011 – si legge in una nota della Flc Cgil – scendono a 27 milioni i fondi relativi ai corsi di recupero estivi per gli studenti, una somma assolutamente irrisoria rispetto all’effettivo fabbisogno delle scuole”. Secondo il sindacato, si tratta di un “taglio a dir poco scandaloso se si considera che l’anno scorso le scuole hanno ricevuto 45 milioni di euro e l’anno prima 53”. Ma quando nel 2008 il ministro della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni, reintrodusse …

"Le piccole scuole restano senza preside", di Francesca Milano

Scompariranno circa mille piccole scuole. O, meglio, scompariranno i loro presidi. È questa la conseguenza della norma sugli istituti sottodimensionati prevista dalla manovra. Viene infatti stabilito che – a partire dal prossimo anno scolastico – scuole dell’infanzia, scuole primarie e scuole secondarie di primo grado verranno aggregate in istituti comprensivi, «per garantire un processo di continuità didattica», come è scritto nel testo in attesa di pubblicazione. Alle scuole con meno di 500 alunni (che scendono a 300 nelle piccole isole, nei comuni montani e nelle aree geografiche caratterizzate da specificità linguistiche) non sarà assegnato un dirigente scolastico, ma l’istituto verrà diretto da un “reggente” con incarico su un’altra scuola. In più, per acquisire autonomia, gli istituti comprensivi dovranno contare su almeno mille iscritti (500 per le scuole localizzate nelle isole e nelle comunità montane). Secondo le stime dell’Associazione nazionale presidi, il numero di scuole coinvolte nelle cura dimagrante sono 2mila. Per queste “resisteranno” solo mille presidi. «Ma se le scuole si accorpano – spiega Giorgio Rembado, presidente dell’Anp – il carico di lavoro aumenta perché …

"Scuola: la Lega ci prova ancora", di Marina Boscaino

La manovra economica interesserà pesantemente la scuola. Ghizzoni (capogruppo Pd alla commissione Cultura della Camera), spiega come vengono messi in ginocchio i precari (quelli percossi davanti a Montecitorio): esclusione dall’applicazione della norma europea sulla trasformazione a tempo indeterminato del contratto svolto per tre anni consecutivi nello stesso ente o azienda; fantomatico piano di assunzioni 2011-13, privo di quantificazione; estromissione in extremis di 20 mila giovani abilitati e abilitandi da graduatorie di accesso a ruolo e supplenze annuali. Presto conosceremo gli ulteriori tagli. È noto che l’emendamento al Dl presentato dalla Lega sul “bonus residenza”, ultimo tentativo di avviare la creazione di un sistema scolastico autarchico e privilegiato, è stato stralciato. Ma non abbassiamo la guardia. “La norma non è contro il Sud. Ci riproveremo nella manovra sui conti pubblici” è la promessa dell’ideatore, Pittoni. Il bonus si integra molto bene in un programma politico scandito da appelli a segregazione, divisione, negazione del principio di uguaglianza: di individui, lavoratori, opportunità. L’intenzione affermata anche stavolta era consentire ai docenti delle regioni del Nord di non esser sorpassati …