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"Da insegnante precaria a disoccupata. Il rito del passaggio", di Cristina Ventura

Il Centro per l’Impiego di Milano, in Viale Jenner, apre alle 9.00. Ma il primo luglio, alle 7.45, ci sono quasi centocinquanta persone davanti alle porte. Il solito disoccupato organizzato, evidentemente esperto, tira fuori carta e penna e invita i presenti a scrivere il proprio nome secondo l’ordine di arrivo. Per evitare ressa e colpi di mano quando gli uffici apriranno. Al momento di inserirsi nell’elenco, due disoccupati nervosetti vengono alle mani. I presenti devono separarli. Arrivo alle 9.00 in punto e, dopo una piccola coda all’ingresso, raggiungo l’atrio, dove un impiegato urla “Insegnante?” , mi consegna un modulo da compilare e un bigliettino verde. Sono l’utente numero 302. Il primo luglio è il giorno della transustanziazione, proprio così: migliaia di insegnanti passano dallo stato di precari a quello di disoccupati. Un evento-miracolo che si ripete ogni anno, dopo la scadenza di gran parte dei contratti a tempo determinato il 30 giugno. Siamo tutti lì a richiedere la “ Dichiarazione di disponibilità al lavoro”, al fine di poter inoltrare all’INPS la domanda di disoccupazione ordinaria …

"Da dove verranno i nuovi tagli per l’istruzione?" di Osvaldo Roman

Credo che sia necessario avviare una riflessione sul fatto che il governo presenti in questi giorni in Parlamento una manovra economica, che riguarda ancora una volta nuove riduzioni per l’istruzione, senza che sino ad oggi sia stato oggetto di adeguate valutazioni, nel mondo della scuola, il contenuto in materia del DEF 2011. Con questo documento il Governo Berlusconi si era già proposto di ridurre la spesa in materia d’Istruzione e di Università portandola, nel 2015, dal 4,2% del 2010 al 3,7 %, del PIL. Si tratta di una riduzione strutturale della spesa nel settore, che riguarda i bilanci del MIUR e degli Enti locali, di quasi 8 miliardi di euro. Poiché, dei 4.651 milioni, a regime nel 2012, derivanti dai tagli sugli organici previsti dalla finanziaria 2007 e dall’art.64 della legge 133/2008, nel 2010 erano stati conseguiti strutturalmente 2.809 milioni, i residui 1.752 si conseguono nel 2011 e nel 2012. Risulta così che la prevista riduzione di 8 miliardi della spesa necessita di un nuovo taglio di 6.248 milioni. Questa è l’entità della riduzione strutturale …

"Le assunzioni ci saranno, ma in che misura?", di S.L.P. da La Tecnica della Scuola

La Gelmini rassicura i precari della scuola: le assunzioni si faranno come previsto nel decreto Sviluppo. Il piano riguarda circa 65mila precari. Ciò significa, che, malgrado qualche ora di trepidazione dopo la presentazione della manovra finanziaria che prevede il blocco del turn over in larga parte del pubblico impiego, è certo, da quanto dichiarato dalla Gelmini stamattina in un incontro a Roma, che la scuola non rientrerà in questo piano. Nelle prossime settimane, ha aggiunto il Ministro, ci sarà un tavolo tecnico a palazzo Chigi per definire le modalità di questo piano, tanto attese da tutti il mondo dei precari storici. Secondo le previsioni del governo per assorbire tutti i precari in lista potrebbero bastare anche meno di sei anni, in quanto il Piano triennale per le immissioni in ruolo prevede “l’assunzione a tempo indeterminato di docenti” e Ata (amministrativi, tecnici e ausiliari) “su tutti i posti disponibili e vacanti in ciascun anno”. Quest’anno i posti vacanti sono 67 mila: 30mila docenti e 37mila Ata. E dovrebbero essere proprio 67 mila i posti assegnati a …

"Scuola a maglie strette per disabili e sostegno", di Lorenzo Salvia

Dall’anno prossimo si dovrà rispettare solo il limite per le classi senza disabili: 29 alla materna, 27 alle elementari, 30 dalle medie alle superiori. Salta il tetto al numero degli alunni nelle classi dove ci sono ragazzi disabili. Oggi, dice la legge peraltro non sempre rispettata, possono essere al massimo 20. Ma dall’anno prossimo si dovrà rispettare solo il limite per le classi senza disabili: 29 alla materna, 27 alle elementari, 30 dalle medie alle superiori. Lo stabilisce la bozza della manovra, precisando che dall’anno prossimo la nuova regola varrà solo per le prime classi (come la prima elementare o la prima media) e a patto che sia garantito il rapporto di un insegnante di sostegno per ogni studente disabile. In generale il rapporto resta di due studenti per ogni insegnante di sostegno — come stabilito nella Finanziaria 2007 dal governo Prodi, con una norma poi bocciata dalla Corte costituzionale — e saranno ancora possibili le deroghe per «assicurare la piena tutela dell’integrazione» . Stretta sulle procedure per ottenere la certificazione della disabilità, con l’aggiunta …

"Tagli, meno precari e mancate assunzioni, nella scuola a rischio altri 100mila posti", di Salvo Intravaia

Saranno accorpate un terzo delle 10.452 istituzioni scolastiche per ridurre il personale. La nuova legge permette di non confermare 30mila docenti di sostegno a contratto, Niente immissioni in ruolo e concorso a preside, rivoluzione nelle direzioni didattiche e nelle scuole medie di tutta la penisola, piccole scuole costrette a tirare avanti con un preside a tempo parziale, blocco dello stipendio per tre anni e mano pesante sul sostegno a favore degli alunni disabili. Ecco l’impatto che, stando alle bozze che circolano in queste ore, la supermanovra economica da 44 miliardi potrebbe avere sulla scuola. Il condizionale è d’obbligo. Ma il mondo della scuola, nonostante le rassicuranti parole del ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, è in subbuglio. “Al momento – ha dichiarato – nessun taglio agli organici della scuola, ai fondi per l’università e sui finanziamenti alla ricerca è previsto nella manovra economica attualmente in discussione che sarà presentata in Consiglio dei ministri”. Ma, in effetti, l’articolato suscita più di una preoccupazione. Del resto, se è previsto un intero articolo dal titolo “Razionalizzazione della spesa relativa all’organizzazione …

"Finanziaria: Anche le assunzioni nella scuola a rischio? La logica dice che si faranno", da La Tecnica della Scuola

La norma che preoccupa i precari è quella che introduce il blocco del turn over nel pubblico impiego: tra le eccezioni non figura il comparto istruzione. Poiché nel Decreto sviluppo però si sostiene il contrario – immissione in ruolo su tutti i posti liberi – francamente appare improbabile che il Governo operi in modo così illogico. Le indiscrezioni giunte nelle ultime ore sulla scuola, contenute nella manovra economica di mezza estate, in via di approvazione da parte del Consiglio dei ministri, stanno creando tra i docenti un alone di pessimismo anche sul fronte delle ormai sicure assunzioni su tutti i posti vacanti. Proprio quando sembrava che l’unico punto interrogativo ancora da sciogliere fosse solo quello riguardante la tempistica (tutte le immissioni in ruolo subito oppure “spalmate” nell’arco di tre anni?), è arrivata, diciamo pure un po’ inaspettata, la nuova mannaia da parte del ministro dell’Economia, Giulio Tremonti. La norma che preoccupa non poco i precari della scuola è quella che introduce il blocco del turn over nel pubblico impiego, le sole eccezioni dei comparti che …

"Dalla manovra un colpo pesante alla scuola", di Caterina Pes

La deputata Caterina Pes denuncia i provvedimenti del governo: stop delle retribuzioni fino al 2014, congelamento degli organici, accorpamenti di scuole e ridimensionamento degli insegnanti di sostegno. Ancora tre anni di lacrime e sangue per la scuola italiana. Neppure concluso il piano triennale ed “epocale” di tagli e ridimensionamenti che l’intero sistema formativo è di nuovo sottoposto alla scure falcia-cattedre del governo Berlusconi. I provvedimenti inseriti nella bozza della manovra economica che sarà approvata domani in consiglio dei ministri non recano, infatti, – ma c’era da immaginarselo – buone notizie per la scuola italiana: stop delle retribuzioni per un altro anno fino al 2014, congelamento degli organici dall’anno scolastico 2012/13, accorpamenti di scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado in un unico istituto comprensivo e, dulcis in fundo, ridimensionamento di fatto degli insegnanti di sostegno. Se a questo si aggiunge il blocco del turn over nella pubblica amministrazione, l’aumento dell’età pensionabile per le donne fino ai 65 anni e il rincaro dei ticket, il quadro che emerge è desolante: all’orizzonte si annuncia l’ennesima e …