Tutti gli articoli relativi a: scuola | formazione

"Riforma Gelmini a rischio su aule e classi", di Enza Loddo

Il Consiglio di Stato ha rigettato il ricorso del ministero dell’Istruzione e del ministero dell’Economia contro la sentenza n. 552 del Tar Lazio con la decisione 03512 del 9 giugno 2011. Si tratta della prima class action vinta contro la pubblica amministrazione. La sesta sezione del Consiglio di stato, infatti, ha ordinato ai due ministeri l’emanazione del piano generale di edilizia scolastica previsto dall’articolo 3, comma 2 del Dpr n. 81 del 2009 («Norme per la riorganizzazione della rete scolastica e il razionale ed efficace utilizzo delle risorse umane»). Con questa decisione si mette a rischio la riforma della scuola targata Gelmini che si basa proprio sull’aumento del rapporto alunni/docente all’interno di un quadro nazionale di istituti non a norma in termini di sicurezza, se non addirittura fatiscenti (secondo le associazioni che tutelano i cittadini oltre il 50%). Il ministero adesso dovrà approntare un piano di riqualificazione degli edifici scolastici in tempi da record o si profila il commissariamento. «Se il ministro non ottempera alle disposizioni chiederemo la nomina di un commissario ad acta», ha …

"Una palese discriminazione la Consulta la boccerebbe", di Marina Cavallieri

La proposta della Lega scatena polemiche, divide gli insegnanti, acuisce le contrapposizioni, ma nessuno alla fine sembra veramente credere che si realizzerà. Scettici i sindacati, stanchi i professori. A nord e a sud. «L´emendamento della Lega ha il solo obiettivo di scoraggiare i precari meridionali, inseriti nelle graduatorie ad esaurimento a trasferirsi nelle province del nord, dove ci sono più posti a disposizione», dice Corrado Baracchetti, della Cgil scuola Lombardia. «Il “bonus” di 40 punti dato a coloro che avessero deciso di restare “a casa loro” rappresenta una volgare e travestita discriminazione. Sapendo che oggi, regioni come la Lombardia assorbono oltre il 25% di precariato, la continuità non c´è nei fatti». Il provvedimento però divide. «Le possibilità di lavoro per chi non è abilitato si riducono sempre di più, per questo vedo tra i miei colleghi che anche chi non è favorevole tende a pensare che così sarà più protetto», dice Serenthà Madaleine, insegnante di sostegno, precaria di 37 anni, che lavora a Macherio, provincia di Monza e Brianza. «La stabilizzazione nella scuola però non …

“Sostegno a scuola, ora si cambi”, di Flavia Amabile

Il rapporto «Il sistema attuale è troppo discrezionale e ha reso cronica la mancanza di insegnanti specializzati» La proposta «L’esame dei progetti, e l’assegnazione dei fondi spetterebbe ai Centri Risorse per l’Integrazione» E se facessimo a meno degli insegnanti di sostegno? Non è una provocazione e nemmeno un modo per seminare terrore nel mondo dei disabili a scuola. E’ una proposta serissima, circostanziata e di non immediata realizzazione che la Fondazione Giovanni Agnelli, la Caritas e l’Associazione Treellle presenteranno stamattina a un gruppo di parlamentari insieme con una proposta che vuole rivoluzionare il settore: la creazione dei Cri, Centri Risorse per l’Integrazione, destinati a diventare uno sportello unico per tutte le questioni relative ai giovani e bambini disabili. «L’inclusione italiana è stata una scelta di civiltà che il mondo ha poi imitato – sottolinea Attilio Oliva, presidente dell’Associazione Treellle -. Ora che sono passati trent’anni ci siamo chiesti: la pratica è stata coerente con i principi? E con quale rapporto tra costi e benefici?». La risposta è contenuta in un rapporto, 237 pagine, il bilancio …

Il Pd: Pontida è alle porte, è provocazione

«L’emendamento proposto dalla Lega è una provocazione diretta innanzitutto alla sua stessa maggioranza: Pontida è alle porte e il Carroccio vuole misurare la pazienza del suo alleato in un governo che vacilla». Così Manuela Ghizzoni, capogruppo Pd nella commissione Cultura, commenta l’emendamento della Lega al Dl Sviluppo. «Nel merito, il premio previsto dalla norma leghista- aggiunge la parlamentare Democratica- è palesemente in contrasto con la recente direttiva del ministro Gelmini che ha riaperto le graduatorie consentendo i trasferimenti di provincia e imponendo cinque anni di permanenza nella stessa provincia. Inoltre, come abbiamo avuto modo di spiegare in più occasioni, per il Partito Democratico la proposta va respinta al mittente perchè presenta sicuri profili d’illegittimità: peraltro, una norma di analogo contenuto è già stata bocciata dal Tar di Trento oltre al fatto che sulla materia esiste una giurisprudenza costituzionale consolidata. Si vuole forse un altro anno scolastico con graduatorie incerte, oggetto di ricorsi e controricorsi?». www.unita.it 14.06.11 ****** Prof del sud, vuoi insegnare al Nord?. La Lega: -40 punti in graduatoria Quaranta punti in più in …

"-Precari a chiamata diretta, no grazie", di Pippo Frisone

A pochi giorni dall’aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento che ha rimesso in movimento le speranze di oltre 230mila precari, Governo, Centro-destra e Confindustria si sono trovati subito d’accordo a intonare il de-profundis a un sistema di reclutamento basato su anzianità e titoli culturali. E’ proprio vero. La lingua batte dove il dente duole. E di lingua in questi giorni, Gelmini, Aprea e Marcegaglia ne hanno sbattuta parecchia sul dente del reclutamento degli insegnanti nella scuola statale. A pochi giorni dall’aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento che ha rimesso in movimento le speranze di oltre 230mila precari, Governo, Centro-destra e Confindustria si sono trovati subito d’accordo a intonare il de-profundis a un sistema di reclutamento basato su anzianità e titoli culturali. Basta con le graduatorie! Facciamo come nel privato, docenti a chiamata diretta! Sì, a chiamata diretta, non dagli ammuffiti uffici di collocamento ma dai cosiddetti Albi regionali, veri e propri albi professionali, riservati al personale docente provvisto di abilitazione all’insegnamento, perché il docente non è equiparabile ad un impiegato ma è un professionista. E quindi Albi …

"Emilia Romagna: In regione più studenti e meno docenti", di Laura Cappon

In regione la popolazione scolastica aumenta ma il personale continua a calare. È il quadro che emerge dal Report sul sistema educativo in Emilia Romagna stilato dall’Assessorato alla scuola di Viale Aldo Moro. Negli ultimi 10 anni gli alunni complessivi, tra scuola dell’infanzia e istituti superiori, sono aumentati del 26, 6 % (con una crescita media del 2% annuo). Un dato che porta l’Emilia Romagna al primo posto in Italia con 510.316 studenti. All’aumento della popolazione scolastica non è però corrisposto un incremento di insegnanti e personale Ata che invece conta 1500 posti in menoassegnati dal Ministero. Se, infatti, la nostra regione costituisce il 6,5% del sistema educativo italiano, le risorse erogate dal governo sono invece il 6,3% per i docenti e il 6,2% per personale ATA. A queste percentuali si aggiungono poi i tagli agli organici effettuati dalla Gelmini negli 2009-2012 che hanno ulteriormente decurtato 3.771 insegnanti e 2.241 tecnici amministrativi. Uno scenario sconfortante per il mondo dell’istruzione se si tiene conto anche del numero medio di 22,2 alunni per classe, anche questo il …

"A settembre più di 4 mila scuole con dirigenti a metà tempo", di R.P. da La Tecnica della Scuola

A settembre più di 4 mila scuole con dirigenti a metà tempo Lo segnalano i sindacati dell’area V che chiedono al Ministero di autorizzare il mantenimento in servizio di tutti i dirigenti scolastici con più di 65 anni che hanno chiesto di rimanere ancora al lavoro. Sono più di 400 i dirigenti scolastici con 65 anni di età che hanno chiesto di rimanere in servizio per altri due anni e ai quali il Ministero non ha ancora dato una risposta. Anzi, ad essere precisi, il Miur ha scritto già da tempo alle diverse direzioni regionali per comunicare il numero complessivo dei dirigenti ai quali si potrà rinnovare il contratto; il fatto è che tale numero è di gran lunga inferiore alle richieste e gli stessi USR hanno difficoltà a darsi un criterio per l’accoglimento delle domande. E così pochi giorni fa i sindacati dell’area V (Anp, Flc-Cgil, Cis-Scuola, Uil-Scuola e Snals) hanno scritto al Ministero per segnalare la gravità della situazione. “L’attuale organico di fatto dei dirigenti scolastici – scrivono i sindacati – è largamente …