Tutti gli articoli relativi a: scuola | formazione

"Forchette rotte", di Mila Spicola

Saretta vorrebbe fare il liceo artistico. Farà un corso d’estetista. “Professoressa, il liceo? E come faccio? E poi che faccio?” Luigi vorrebbe andare al liceo musicale. Farà il professionale breve per l’elettotecnico. “Il musicista, professoressa, il musicista classico mi piacerebbe fare. Ma poi di che campo?” Manuela è brava, ma brava davvero. Ti prego fai il classico. “No prof, vado all’alberghiero, farò la cuoca, subito. Tanto la laurea a che serve qua?” Onore ai cuochi, ma perdiamo un talento. Andrea è un genio matematico, sarebbe un ingegnere, un fisico da nobel. “Prof, prendo il professionale informatico, lavoricchio subito”. Magari mi inventa un nuovo facebook… Ma no, che mi consolo? Mentre sono china sui loro compiti? Mentre metto a posto le loro carte per gli esami? Non li vedrò più: tra un po’, andranno per la loro strada. Una strada sempre più distante da quella che potrebbero percorrere se solo fosse diverso. Se Palermo fosse diversa, se l’Italia fosse diversa. Giorni fa ho rivisto Giuseppe, è uscito dalla scuola media tre anni fa, lo vedo spesso …

"Dal social network all’inferno. A 13 anni", di Fabio Lupino

Li guardiamo, li scrutiamo, cerchiamo segnali per sentirci noi sicuri di loro. Ma non ci ricordiamo se veramente ci parliamo, se comunichiamo, se il nostro affetto arriva. Se siamo dalla loro parte, sempre e comunque. Noi, genitori, loro, i figli. I malfermi, gli insicuri siamo noi. Ed è così che quando irrompe l’imprevisto non sappiamo quasi mai reagire, se non autocommiserandoci. Nel mondo invisibile degli adolescenti entrano ed escono universi troppo grandi per loro. La cybervelocità crea crepe, fratture, miti e falsi miti ogni giorno. Marida Lombardo Pijola, giornalista, inviato del Messaggero, negli ultimi anni ha indagato questo territorio sconosciuto. Da qualche settimana è uscito Facciamolo a skuola, Storie di quasi bimbi, Bompiani, 14 euro. Si può dire idealmente il terzo capitolo di una trilogia iniziata con Ho12 anni, faccio la cubista, mi chiamano principessa, seguito da L’età indecente, di un anno e mezzo fa. Né romanzi né saggi, ma l’uno e l’altro insieme. Lo sforzo grande che l’autrice fa anche in questo libro è l’esatta rappresentazione del linguaggio degli adolescenti, quasi adolescenti. Coatto, ostentato …

"La Gelmini ritiri il test sulla seconda lingua", di Salvo Intravaia

Rivolta dei presidi delle medie. “No a un´altra prova scritta obbligatoria, esame a rischio”. Bufera sugli esami di terza media. A meno di tre settimane dal loro avvio, il ministero dell´Istruzione emana una circolare che, contrariamente agli anni precedenti, impone alle scuole di organizzare una prova scritta autonoma per la seconda lingua comunitaria. E i presidi insorgono. Al ministro Mariastella Gelmini fanno sapere forte e chiaro che non ci stanno. Sostengono che le scuole potrebbero andare incontro a difficoltà per una prova alla quale non sono stati preparati per tempo. A scendere in campo contro la circolare del 26 maggio è la più importante associazione di dirigenti scolastici italiana: l´Anp. Con una lettera inviata al ministero di viale Trastevere lo scorso primo giugno, l´Associazione nazionale presidi chiede il ritiro del documento. «Si chiede – si legge nella lettera firmata dal presidente, Giorgio Rembado – di valutare l´opportunità di diramare una nota integrativa che consenta agli istituti scolastici di gestire l´esame di Stato 2010/11 secondo le deliberazioni già assunte dai rispettivi collegi docenti». Il perché è …

"Un paese che studia poco", di Luigi Berlinguer

La recente indagine Istat non va superficialmente archiviata. Sono d’accordo con coloro che definiscono quei numeri «una lezione per la politica» perché rivelano moti e patologie profonde della nostra società. Quel rapporto è un grido d’allarme sullo spreco di risorse e uan sfida sociale. Tra gli altri aspetti, quello che personalmente mi preoccupa di più riguarda la “questione sociale” dell’istruzione che va insieme alla “questione economica”. Liberiamo il campo dalla passione per l’ovvio, ribadendo che la cultura è un bene in sé, che non si studia per produrre ma per sapere e, infine, che una società senza cultura non ha civiltà. La cultura realizza la persona, attraverso lo studio dell’interessato. Sì, l’intero campo di scienze e cultura sono prima di tutto no profit. Tale architrave, però, non è scalfito se si aggiunge la certezza che, se in un paese si studia di più, crescono redditi e Pil. Non significa infatti che lo studio debba essere schiacciato sul Pil. Ma, allo stesso tempo, non si può non essere profondamente soddisfatti se l’aumento delle risorse per studio …

"Scuola, stop alle richieste di soldi alle famiglie", di Salvo Intravaia

È illegittimo chiedere soldi alle famiglie per mandare avanti gli istituti scolastici. Lo afferma un recente documento pubblicato nel sito del ministero dell´Economia. A darne notizia è la Uil scuola attraverso il suo segretario generale, Massimo Di Menna, che cita il Massimario dei rilievi ispettivi della Ragioneria generale dello stato. Il documento elenca «i rilievi più significativi formulati dai servizi ispettivi di finanza pubblica nel corso dell´esercizio 2010»: un elenco delle irregolarità più ricorrenti commesse da dirigenti scolastici, segretari (ora direttori dei servizi amministrativi) e organi collegiali nella gestione delle risorse scolastiche. La notizia non mancherà di avere strascichi polemici, specialmente dopo le ultime prese di posizione di tanti dirigenti scolastici che si sono rivolti alle famiglie per tirare avanti la carretta e sanare i bilanci in rosso. Ultimi in ordine di tempo i 376 presidi dell´Asal – l´Associazione delle scuole autonome del Lazio – che hanno inviato una lettera a migliaia di genitori, denunciando il «più imponente taglio nella scuola della storia italiana del dopoguerra». «Abbiamo sempre auspicato – continuano – che le scuole …

"Decreto sviluppo, il no ai deputati da parte di precari e studenti", da La Tecnica della Scuola

Decreto sviluppo, il no ai deputati da parte di precari e studenti Le critiche al Dl n.70/2011 espresse durante le audizioni del 31 maggio. Forti critiche dei Cip alle norme che bloccano i neo-assunti per 5 anni e sulla nuova cadenza triennale delle graduatorie: basta livore verso chi opera nella scuola statale. Le associazioni studentesche puntano il dito contro la Fondazione per il merito. Ora i deputati della Camera non potranno certo dire che le decisioni prese dal Governo sul fronte dell’istruzione sono chieste in primis dalla “base” del mondo scolastico: il 31 maggio alcune delegazioni dei precari e degli studenti hanno infatti esposto a chiare lettere tutte le loro perplessità su un impianto riformatore, ribadito con il recente Decreto Legge n.70 del 13/05/2011, più noto come “decreto sviluppo”, contenente un lungo articolo, il 9, interamente dedicato alla scuola, troppo incentrato sul risparmio delle spese e praticamente assente sul lato didattico-pedagogico. I Cip, in particolare, hanno consegnato un documento, attraverso cui esprimono “una serie di circostanziate riserve, osservazioni e proposte”. Per quanto riguarda la parte …

"La mina di Brunetta sulle scuole", di Alessandra Ricciardi

La guerra nelle scuole tra presidi e sindacalisti sta per riesplodere. A riaccendere la miccia, il decreto del ministro Brunetta che interpreta e rafforza la sua riforma, sottraendola alle spallate di sindacati e magistrati. A partire, per esempio, dall’utilizzo delle risorse del fondo di istituto: non sarà più materia di contrattazione ma di semplice informativa da parte del preside ai sindacalisti. La guerra nelle scuole tra presidi e sindacalisti sta per riesplodere. A riaccendere la miccia, il decreto del ministro Brunetta che interpreta e rafforza la sua riforma, sottraendola alle spallate di sindacati e magistrati. A partire, per esempio, dall’utilizzo delle risorse del fondo di istituto: non sarà più materia di contrattazione ma di semplice informativa da parte del preside ai sindacalisti. Il decreto in questione, interpretativo del dlgs n. 150/2009, è approdato nei giorni scorsi al senato, per il prescritto parere delle commissioni parlamentari competenti. I sindacati, in testa Cisl e Uil, contavano di averlo stoppato con l’intesa di Palazzo Chigi del 4 febbraio scorso. Intesa che demandava l’applicazione della riforma Brunetta a un …