Tutti gli articoli relativi a: scuola | formazione

"Ridare speranza e fiducia al Paese" Al via gli Stati Generali della Conoscenza, di Viola Giannoli

Dopo i tagli università e ricerca, giovani, insegnanti, ricercatori, genitori, organizzazioni sindacali, associazioni laiche e cattoliche si sono date appuntamento per confrontarsi ed elaborare proposte. “Il disinvestimento nei sistemi di formazione pubblica ha acuito le disuguaglianze e mette a rischio valori fondamentali sanciti dalla nostra Costituzione”. “Ridare futuro, speranza e fiducia al Paese è la priorità. La conoscenza è lo strumento per farlo”. Con questo slogan si sono aperti questa mattina a Roma, nel centro congressi di via dei Frentani, gli Stati Generali della Conoscenza, un appuntamento preparato per mesi da un cartello di associazioni, sindacati e movimenti, che va dalla Cgil all’Adi (associazione dottorandi italiani), dall’Arci a Libera, dalle Rete 29 Aprile dei ricercatori alla studentesca Rete della conoscenza.Dopo lo tsunami dei tagli che negli anni ma soprattutto nell’ultima lunga stagione si sono abbattuti su scuola, università e ricerca, giovani, insegnanti, ricercatori, genitori, organizzazioni sindacali, associazioni laiche e cattoliche hanno deciso di dar vita a un primo grande appuntamento unitario di confronto e proposta. “Nel Paese c’è oggi una vera e propria emergenza culturale …

Liceo musicale, Baruffi: «Facciamo fronte comune»

“Fare fronte comune”. È l’auspicio di Davide Baruffi, segretario del Pd, che interviene sulla vicenda del liceo musicale negato a Modena e concesso invece a Forlì. Baruffi con una lettera risponde all’appello lanciato dal direttore della Gazzetta di Modena sull’edizione di domenica scorsa e chiede l’impegno anche di tutto il centrodestra. Di seguito, la lettera scritta dal segretario provinciale Davide Baruffi. Caro direttore, il suo appello a favore di un liceo musicale nella nostra città è assolutamente condivisibile. Va fatto ogni sforzo per ottenere dal governo un ripensamento e venire così incontro alle attese di tanti giovani modenesi. Modena, per cultura e tradizione, non può non avere un liceo musicale. Per questo, in tutte le assemblee elettive – Comune, Provincia, Regione, Parlamento – il Partito Democratico ha manifestato il proprio dissenso ed esercitato pressione nei confronti del governo con gli strumenti a sua disposizione, dalle interrogazioni agli ordini del giorno, dalle mozioni alle lettere aperte. I parlamentari modenesi del Pd, ai quali lei si rivolge direttamente, hanno presentato un’interrogazione al ministro Gelmini chiedendo, tra l’altro, …

"Il Paese cresce se studiano tutti", di Tullio De Mauro

Negli ultimi anni c’è stato un succedersi di libri dedicati alla nostra scuola intitolati allo «sfascio» , al «fallimento» . E qualcuno non ha resistito alla tentazione di sferrare un attacco agli insegnanti, accusati d’essere fannulloni oppure agitprop. Degli attacchi hanno fatto le spese anche ragazze e ragazzi, autorevolmente dipinti come svogliati e peggio. È giusto un quadro del genere? Con la sua scrittura piacevole Paola Mastrocola ha il merito di spingerci a riflettere sulle possibili risposte a questa domanda. Lei sembra non avere dubbi sulla risposta. La scuola merita di funzionare per le ragazze e i ragazzi che troviamo disponibili ad accogliere il nostro insegnamento: uno su venticinque nella sua classe. Gli altri si arrangino in canali scolastici per gli svogliati e, insomma, «tolgano il disturbo» a se stessi e a noi che vorremmo accrescere il loro sapere. Questa risposta trova consensi. E se i consensi fossero seri e dovessero persistere darebbero una mano a chi di taglio in taglio delle risorse prefigura una scuola ridotta ai minimi termini. Torniamo così a porre una …

"Una TAC desolante sulla scuola italiana", di Mario Pirani

I colpi maggiori al nostro ordinamento vengono dai tagli massicci del bilancio, imposti da Tremonti per fronteggiare deficit e debito pubblici, un obbligo cui non si poteva deflettere, ma che si sarebbe dovuto suddividere su altre voci (di spesa e di entrata) così da salvaguardare l´istruzione e l´avvenire delle nuove generazioni, come è avvenuto negli altri Paesi europei. Ogniqualvolta m´imbatto in qualche analisi seria sullo stato della nostra scuola, un senso di desolazione mi pervade e non mi consola unirmi al coro anti-Gelmini, non perché anche quest´ultima non abbia commesso i suoi errori, ma in quanto i colpi maggiori al nostro ordinamento vengono dai tagli massicci del bilancio, imposti da Tremonti per fronteggiare deficit e debito pubblici, un obbligo cui non si poteva deflettere, ma che si sarebbe dovuto suddividere su altre voci (di spesa e di entrata) così da salvaguardare l´istruzione e l´avvenire delle nuove generazioni, come è avvenuto negli altri Paesi europei che dimostrano ben altra sensibilità di fronte a questo snodo centrale del loro futuro. Del resto, i tagli sono cominciati nel …

De Mauro, contro Mastrocola: «Smettiamo di attaccare la scuola pubblica», di Dino Messina

«Sbaglia Paola Mastrocola, nel suo pamphlet Togliamo il disturbo, a criticare pesantemente la scuola pubblica, che per la verità viene attaccata anche da autorevoli ministri della Repubblica e dal presidente del Consiglio» . All’incontro dedicato «Alle origini dell’identità italiana» che ieri mattina ha aperto la terza giornata di questo ventiquattresimo Salone del libro, Tullio De Mauro, storico della lingua e ministro della Pubblica istruzione nel governo Amato, non ha esitato a definire la scuola pubblica «primo baluardo» del nostro Paese. Un baluardo da difendere nonostante i limiti, perché il panorama generale è davvero desolante: «Il 5 per cento degli italiani adulti — ha detto De Mauro — ha difficoltà a riconoscere alcune lettere dell’alfabeto, un 33%le sa mettere assieme ma capisce a stento il senso delle parole, un altro 33%ha un livello di comprensione molto basso. Arriviamo a un 71%, secondo le stime più ottimistiche, di persone che hanno difficoltà a leggere e scrivere. «Non è un caso che noi siamo il Paese con la maggiore diffusione di telefonini pro capite, perché c’è un evidente …

Scuola, il Pd: “Per il governo ci sono figli e figliastri”

L’on. Ghizzoni: “Il prossimo anno ci saranno in Emilia-Romagna 881 docenti in meno mentre un apposito provvedimento assegna ben 400 docenti in più alla Lombardia”. Mentre in Emilia-Romagna si tagliano 881 docenti, alla Lombardia ne vengono assegnati 400 in più. La denuncia arriva dall’on. Manuela Ghizzoni, capogruppo Pd in commissione Istruzione e Cultura della Camera, che annuncia un’interrogazione al ministro dell’Istruzione Gelmini. Ecco, in proposito, la sua dichiarazione. «Il prossimo anno ci saranno in Emilia Romagna 881 docenti in meno a fronte di un aumento di 7500 studenti. Invece per la Regione Lombardia è stato disposto un apposito provvedimento che ha assegnato 400 docenti in più. Purtroppo a Roma ci sono figli e figliastri e la Regione Emilia Romagna, che ha sempre avuto una scuola di qualità, è fortemente penalizzata dalle politiche del Governo. Chiederò con un’interrogazione di trovare una soluzione anche per i pesanti tagli della Regione Emilia Romagna, ma so già che anche questa volta non avremo al nostro fianco i deputati del centrodestra che a Bologna parlano tanto di federalismo e territorio, …

"Discorso sul merito, un tentativo", di Antonio Valentino

Eppur si muove. Merito è una parola che a sinistra, almeno fino a qualche tempo fa, non ha mai goduto grande fortuna. È stata soprattutto la sinistra europea – e soprattutto del Nord Europa, nel Regno Unito in particolare – che da più di un decennio ha saputo coniugare il termine con altri della sua cultura politica. Oggi, anche da noi, non è più un tabù associare l’idea di merito a quello di equità. D’altra parte, nel sentire comune – al di là di certi ideologismi (in questi giorni, a proposito delle prove INVALSI, i COBAS parlano di “valutazione e gerarchizzazione retributiva dei docenti”: nientemeno!) – non gode della stessa considerazione chi, nell’assolvimento dei propri compiti e delle proprie funzioni, non fa la sua parte – o la fa male o appena appena –, rispetto a chi la sua parte la fa bene e tende a farla al meglio. E sono sempre meno quelli che pensano che i primi debbano avere gli stessi riconoscimenti (economici o di carriera) dei secondi. Finalmente, anzi, si tende a …