Tutti gli articoli relativi a: scuola | formazione

"E nessuno pensa alla famiglia", di Daniela Del Boca

Il primo rapporto Ocse sul benessere familiare mette in evidenza tutti i ritardi italiani in fatto di occupazione femminile, tasso di fertilità e tasso di povertà infantile. Non stupisce, vista la cronica assenza di servizi per le famiglie in cui entrambi i genitori lavorano e la rigidità degli orari di lavoro. Ma i rilievi dell’Ocse non sono certo una novità. Il problema è che mentre nel Nord Europa da trent’anni si investe in serie politiche della famiglia, in Italia nessuno sembra preoccuparsi di questi gravi problemi. È stato diffuso il 27 aprile il primo rapporto Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) sul benessere familiare, Doing Better for Families dedicato alle politiche per la famiglia. Il rapporto mostra come l’Italia sia ben al di sotto della media Ocse rispetto a tre aspetti cruciali: occupazione femminile, tasso di fertilità e tasso di povertà infantile. DONNE E LAVORO Mentre l’occupazione femminile nell’area Ocse è aumentata di oltre 10 punti percentuali negli ultimi quindici anni, arrivando a quasi il 60 per cento nel 2009, in Italia …

"Rifare gli italiani" investendo sulla scuola pubblica, di Sofia Toselli – Presidente CIDI

Quest’anno in Italia si stanno celebrando i 150 anni di Unità. Va allora ricordata l’importanza del ruolo svolto dalla scuola pubblica, nel processo unitario, nello sviluppo e nel progresso del Paese. Nel 1859 Casati affidava ai Comuni l’istituzione obbligatoria e la gestione dei primi due anni di scuola elementare. Da allora e fino ad oggi, pur tra enormi ostacoli e contraddizioni, l’istruzione diventava un settore di responsabilità pubblica. Anche se passeranno molti decenni prima che venga affidato allo Stato l’istituzione e la gestione di tutti gli ordini di scuola e molti altri prima che l’istruzione venga garantita dalla Costituzione come un diritto fondamentale. Di questo secolo e mezzo traiamo certamente un bilancio positivo, tanto più se si tiene conto delle condizioni di generale grave arretratezza culturale e sociale in cui versava la popolazione. Il 78%degli italiani era analfabeta, con punte di oltre il novanta per cento al Sud. Nel processo di unità e di comune identità linguistica e culturale la scuola ha dunque avuto una funzione decisiva, garantendo progressivamente agli italiani le competenze alfabetiche necessarie …

"Il lavoro manuale fa rima con istruzione qualificata", di Michele Dau

La presa in giro dei giovani prosegue alla grande. Se non trovate lavoro è perché praticate gli studi più sofisticati e scansate ogni lavoro faticoso. È questo il nuovo mantra pasquale di certi ministri berluscones ex socialisti (che quindi si sentono più furbi di tutti). Togliete il lavoro manuale a un senegalese o a un marocchino e sarete a posto. Il messaggio dovrebbe anche rassicurare taluni elettori benpensanti e un po’ razzisti. Questa propaganda “intelligente” deve essere contrastata con determinazione. Non è vero che i giovani rifiutano il lavoro manuale e operaio perché faticoso e “sporco”: più di un terzo dei lavoratori dipendenti sono operai, e quasi un terzo degli operai sono giovani con meno di 35 anni. Chi lo afferma nega la realtà e offende la dignità dei loro nonni e dei loro padri, spesso operai anche loro. Le sfide dell’economia moderna suggeriscono invece percorsi più concreti e credibili di quelli evocati dai nostri ministri: manifattura e conoscenza si intrecciano sempre di più, tecnologie e abilità manuali sono interconnesse, esperienze pratiche e nuovi saperi …

La spregiudicatezza della Lega sui precari della Scuola

La risposta di Manuela Ghizzoni – capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera – alla richiesta del sen. Pittoni (Ln) di un appoggio per bloccare le nuove graduatorie. “Stupisce e rammarica che il sen. Pittoni faccia finta di non comprendere che “la guerra tra precari”, per usare una sua espressione, dipende unicamente dai tagli agli organici voluti dal Governo, con il pieno avallo della Lega. E che, ora, Pittoni si erga vessillifero delle istanze dei precari – dopo averne mortificato da Nord a Sud le attese di immissione in ruolo come previsto dal Piano del Governo Prodi – è sintomo di una spregiudicatezza e di una disinvoltura politica degna del Premier. Il Pd conosce un solo modo per salvaguardare i posti di lavoro: mantenendoli negli organici e occupandoli con personale adeguato”. “Che la Lega chieda l’appoggio del Pd è di per sé una notizia, e lo è ancor di più se lo fa sulla scuola, un ambito sul quale si è sempre registrata una granitica coesione tra maggioranza e governo. Ma forse la vera …

"Istituti al gran caos dell'Invalsi. La Gelmini: i test si devono fare. Ma le scuole non lo prevedono", di Alessandra Ricciardi

Problemi anche per la struttura: dimessosi Cipollone, in arrivo un commissario straordinario. Giorni difficili, per l’Invalsi, l’istituto di valutazione è al centro di un duro braccio di ferro tra il ministero e le scuole sull’obbligatorietà delle prove da somministrare da quest’anno anche alle superiori. Ma non solo. Ci sono problemi anche interni, legati alle dimissioni del suo presidente, Piero Cipollone, e all’esiguità del personale. Una protesta dei dipendenti si è chiusa con la convocazione di un tavolo al ministero. L’ipotesi è quella di un commissariamento dell’ente, anche in vista di un suo ridisegno nell’ambito del nuovo sistema di valutazione. Intanto il ministro dell’istruzione, Mariastella Gelmini, è intervenuta nei giorni scorsi (circolare prot. 2792) per dire che non sono ammesse diserzioni. Gli insegnanti devono somministrare le prove alle superiori e devono correggerle. In calendario dal 10 al 13 maggio prossimi, le prove «concorrono alle rilevazioni periodiche e di sistema». Una rilevazione a cui le scuole non possono istituzionalmente sottrarsi, dice il ministero. Tanto che il piano annuale delle attività, predisposto dal dirigente scolastico e deliberato dal …

"Un futuro di tagli, ecco le cifre", di Corrado Zunino

Giovedì si inizia a votare il documento di Economia e Finanza 2011: lì dentro c’è lo “spianamento” della scuola italiana. Si arriva a 22 miliardi di “risparmi” nei 5 anni di questo governo. Mentre l’Occidente ha affrontato la crisi senza toccare tre voci: scuola, università, ricerca. Quattro miliardi e 561 milioni di tagli previsti ogni anno dal 2012 al 2014 (tabellone a pagina 37 del documento del Programma nazionale di riforme già approvato in Consiglio dei ministri). Tredici miliardi e 683 milioni succhiati via a un organismo in grave crisi di ossigeno a cui dal 2009 al 2011 ne sono stati portati via già otto miliardi e 13 milioni (con 87 mila cattedre annesse e 42 mila posti di personale amministrativo, tecnico, ausiliario). Tredici miliardi e 683 milioni più otto miliardi e 13: sono ventidue miliardi succhiati alla scuola pubblica italiana in una stagione di governo di centro-destra. Con numeri di questa entità si renderà così fragile e dissestata la nostra scuola pubblica da trasformarla in un istituto sostituibile. Con che cosa? Con la scuola …

"Precari, stop ai ricorsi per decreto", di Alessandra Ricciardi

In arrivo un dl per negare i risarcimenti disposti dai giudici. Ma che apre alle assunzioni. Un decreto legge sull’emergenza precariato. Per affermare che i precari della scuola non hanno diritto a nessun risarcimento per le mancate assunzioni, contrariamente a quanto affermato in questi mesi dai tribunali del lavoro. Ma al tempo stesso per predisporre un piano di assunzioni che immetta in ruolo, su tutti i posti vacanti e disponibili negli organici di diritto, i docenti e gli Ata con contratto a tempo determinato. Così da poter chiudere le pendenze con l’Unione europea che bacchetta l’Italia per l’abuso di precariato nella scuola, dando il destro alle sentenze di condanna del ministero. Il decreto legge sarà varato dal governo nei prossimi giorni. E si accompagnerà all’emanazione di un decreto ministeriale sull’aggiornamento delle graduatorie. I due atti si intrecciano nel delineare la complessa vicenda dei precari della scuola, su cui è in corso una trattativa tra il ministro dell’istruzione, Mariastella Gelmini, e il responsabile dell’economia, Giulio Tremonti. I provvedimenti dovrebbero essere ufficializzati nei prossimi giorni, certamente nel …