Tutti gli articoli relativi a: scuola | formazione

"Perchè gli insegnanti tornano a fare paura", di Stefano Bartezzaghi e Mariapia Veladiano

L´ultimo caso è quello sui libri di testo “troppo partigiani”. Ma gli attacchi all´insegnamento tolgono autonomia e centralità al sistema educativo. La campagna di primavera contro la scuola italiana ha un bersaglio principale: l’insegnamento e i professori. Dall’attacco all’educazione pubblica accusata di “inculcare nei ragazzi dei principi che sono il contrario di quelli che i genitori vogliono inculcare ai propri figli” fino all’ultima proposta dei deputati Pdl che invocano una Commissione parlamentare che valuti l’imparzialità dei testi scolastici adottati perché molti, oggi, “plagiano i giovani” è evidente che sono gli insegnanti a fare paura. E che in questo modo si cerca di spezzare quella preziosa alleanza tra docenti, famiglie e ragazzi che spesso ha fatto delle aule scolastiche una sorta di laboratorio delle differenze culturali. Così colpire la figura dell’insegnante vuol dire, paradossalmente, enfatizzare il suo ruolo di solitario artefice della cultura, dall’altro, implicitamente, isolarlo sotto la lente di un’osservazione sociale e politica minuta, moltiplicata, asfissiante. Uno sguardo che non è complice e collaborativo, ma indagatore e giudice. Ma quella era appunto tv, e non …

"Vita senza frontiere dei figli dell´Europa", di Anais Ginori e Benedetta Tobagi

«Sono francese, spagnolo, inglese, danese, sono uno ma sono anche tanti altri. Sono come l´Europa, un vero casino». La battuta di Xavier, lo studente protagonista del film L´appartamento spagnolo, è ormai la condizione mentale di milioni di giovani europei, cresciuti con la prima paghetta in euro. È una camera d´incubazione che aiuta a crescere e costringe a guardare un po´ meglio dentro se stessi: non a caso il protagonista dell´Appartamento spagnolo riesce a sfuggire a una vita preprogrammata, scoprendo la vocazione di scrittore. Maturazione sospinta dalla naturale onda d´entusiasmo che sprigiona dai primi assaggi di libertà. Impossibile sopravvalutare il peso della mobilità transnazionale degli studenti nella costruzione della cosiddetta “identità europea”. Chi vive le bizzarre mescolanze delle student house non si sente “multiculturale”, o qualunque altra etichetta vogliano usare le ricerche sociologiche. Semplicemente accade: non avverti alcuna reale distanza tra te e gli studenti francesi, austriaci, spagnoli, polacchi. È un gioco continuo: scoprirsi uguali eppure potersi regalare un mondo intero di cose sconosciute – a cominciare da musica, cibi, libri – raccontare sé e il …

"Polemiche per i mancati licei musicali in Emilia Romagna", di Aluisi Tosolini da La Tecnica della Scuola

Era nell’aria ma l’ufficialità si è avuta solo venerdì 8 aprile: dei tre Licei Musicali inseriti dalla Regione Emilia Romagna nel piano di dimensionamento scolastico 2011/12 l’Ufficio Scolastico Regionale ha approvato l’apertura del solo Liceo di Forlì. Lo ha reso noto con uno stringato comunicato il vicedirettore generale dell’USR. Immediate le reazioni a Modena ed a Bologna, sedi identificate dalla regione per l’apertura degli altri due licei Musicali. L’11 aprile, una delegazione di genitori, studenti e docenti del liceo Carlo Sigonio, guidata dalla preside, è stata ricevuta in municipio dal sindaco di Modena e dall’assessore comunale all’Istruzione. La rappresentanza della scuola ha fatto il punto sulle iniziative che intende intraprendere affinché il Ministero riveda la ‘bocciatura’ dell’istituzione di un corso di liceo musicale nell’istituto superiore modenese e ha chiesto l’aiuto dell’amministrazione. I motivi della scelta di Forlì non sono stati resi noti dall’Ufficio Scolastico Regionale, così come non sono noti i motivi della mancata istituzione dei licei di Modena e Bologna. Occorre tuttavia ricordare che l’istituzione dei licei Musicali, una delle assolute novità della riforma …

"Le mani sulla storia. Ma chi accusa non sa di cosa parla", di Bruno Gravagnuolo

Le mani sulla storia, atto terzo. E dopo le sortite di Storace nel 2001 e di Adornato nel 2002, sulla «storia di sinistra» a scuola da ricalibrare e filtrare, torna la guerra civile culturale della destra sulla manualistica. Con la proposta di legge Carlucci, intesa come Gabriella, di istituire una commissione di inchiesta sull’imparzialità dei libri di testi scolastici, depositata il 18 febbraio scorso, e sottoscritta da 18 deputati Pdl. Le prime due puntate, come è noto, naufragarono in un mare di ridicolo. Con Storace che rimase completamente isolato, e Adornato, a quel tempo forzista, a sua volta costretto a rimangiarsi l’idea da lui lanciata in Commissione cultura alla Camera (con i buoni uffici dell’indimenticabile sottosegretario Valentina Aprea). E cioè: occorreva vigilare istituzionalmente sull’«oggettività della storia». Minata dalla faziosità imperante della cultura egemo nica di sinistra. Aquel tempo ad Adornato e Storace diede torto persino Giovanardi: «Discorso irricevibile», dixit Giovanardi medesimo, benché il problema «esistesse», di là «del modo ». E oggi però tornano sia il modo che la sostanza di allora. Segno che questa …

Sigonio, la vicenda arriva anche in Senato

I sen. Bastico e Barbolini interrogano il ministro Gelmini. “A Modena già raccolte le iscrizioni e svolte le selezioni”. La vicenda del liceo Sigonio di Modena arriva in Senato. I sen. Mariangela Bastico e Giuliano Barbolini interrogano il ministro Gelmini per sapere “con quali motivazioni e sulla base di quali criteri” il ministero non abbia accolto la richiesta di istituire un liceo musicale anche a Modena. I due parlamentari modenesi chiedono inoltre se il ministero “non intenda intervenire tempestivamente anche per superare le evidenti disparità nell’offerta formativa musicale tra Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto”. Analoga interrogazione è stata presentata alla Camera dai parlamentari modenesi del Pd Manuela Ghizzoni, Ricardo Franco Levi, Ivano Miglioli e Giulio Santagata. Attualmente in Emilia-Romagna è attiva un’unica sezione di liceo musicale a Parma, a cui se ne aggiungerebbe, sulla base dell’indicazione ministeriale, un seconda a Forlì, a differenza di altre Regioni, quali il Veneto e la Lombardia, in ognuna delle quali sono attivi 8 istituti musicali. “La decisione del ministero – sottolineano Bastico e Barbolini – ha determinato un forte allarme …

"I precari: Non siamo fenomeni da baraccone, no al reality di Canale 5", di A.G. da Tecnica della Scuola

Mentre Gelmini dice che verranno in estate assunte 20-30.000 persone, sono diverse le critiche a Mediaset per aver avviato la selezione di supplenti disoccupati, cui assegnargli l’ingrato ruolo in tv di insegnanti ad ex concorrenti televisivi poco acculturati. E ai prof più bravi andranno 10 anni di stipendio. Per le associazioni di categoria si vuole sacrificare la categoria sull’altare del peggiore dei format televisivi. Mentre il ministro Gelmini annuncia “l’immissione in ruolo di circa 20-30 mila persone”, i precari della scuola tornano a farsi sentire per l’ennesima iniziativa che, a loro dire, li penalizza: si tratta della selezione che i responsabili delle reti Mediaset hanno avviato da qualche giorno per organizzare un reality show, da trasmettere su Canale 5 e con protagonisti degli ex concorrenti televisivi, poco acculturati, a cui i supplenti (disoccupati) della scuola avrebbero il compito di insegnare delle nozioni per non sfigurare in una futura gara di quiz: i diretti interessati, attraverso i forum di categoria, hanno già bollato l’iniziativa come ‘scandalosa’, dietro la quale vi sarebbe solo la squallida volontà di …

La scuola e i 100 mila precari che vengono ancora sfruttati", di Giovanni Bachelet*

Assorbire i precari e non farne più: bel programma, non c’è che dire. Era il programma di Fioroni: un piano di emergenza per sistemare i precari ereditati dalla Moratti (ultimo concorso: Berlinguer, 1999) in vista di un nuovo e più razionale reclutamento per il futuro. Purtroppo il centrosinistra è caduto e la Gelmini, appena arrivata, se l’è rimangiato: ha bloccato sul nascere le 150 mila assunzioni previste in tre anni e la scuola continua anche oggi a sfruttare più di 100 mila precari (parliamo solo dei docenti) non solo per supplenze, ma, soprattutto, per posti vacanti che meriterebbero, per il bene degli alunni, insegnanti stabili. La Gelmini ha cancellato più di 80 mila insegnanti dall’organico attraverso riduzioni dell’orario scolastico ammantate del nome di riforme. Ma non ha bandito vecchi concorsi, non ha definito nuove classi di concorso né ha varato nuove modalità di reclutamento; la formazione iniziale non è partita e non si sa quando partirà. Nel frattempo, con buona pace del ministro la cui riforma fornirebbe le figure richieste dalle imprese, sono crollate le …