Tutti gli articoli relativi a: scuola | formazione

"Quando la scuola non aiuta a vincere", di Gian Antonio Stella

La laurea in lettere conquistata a Palermo dalla dottoressa Giusi Spagnolo, affetta da sindrome di Down, raccontata ieri da Laura Anello sulla Stampa, è una sconfitta per tutta la scuola italiana. La straordinaria vittoria di questa ragazza di 26 anni, piccolina e sorridente, che ha discusso la tesi in Beni demoetnoantropologici, non è dovuta infatti a uno sforzo della pubblica istruzione, che pure spende una enormità (spesso in modo discutibile) per gli insegnanti di sostegno. È dovuta a una certa disponibilità economica, indispensabile, della famiglia. All’amore e alla preziosa cocciutaggine di un padre docente di fisica già presidente dell’associazione famiglie persone Down e di una madre assistente sociale alle prese quotidianamente con le adolescenze difficili nel carcere minorile. All’appoggio quotidiano di una insegnante privata, Maria Pia Caputo, che ha accompagnato Giusi dalle materne fino all’università. Per dirla chiaramente: se avesse potuto contare soltanto sull’assistenza pubblica, che in linea con la carta costituzionale dovrebbe garantire a tutti (tutti!) le pari opportunità, la nostra dottoressa Spagnolo sarebbe stata condannata a restare una disabile semianalfabeta emarginata. O peggio, …

«La Gioventù non è per i disabili. Giochi negati ai bambini», di Chiara Paolin

Nel Vicentino gli alunni con disabilità non hanno potuto partecipare ai Giochi della Gioventù: mancavano i soldi per l’assistenza durante le gare. Il ministro dell’Istruzione Gelmini si difende: “L’organizzazione era affidata al Coni”. “La squadra integrata con due studenti diversamente abili e altrettanti normodotati ha gareggiato nella campestre interregionale a Treviso, su un percorso di 400 e 800 metri. Buoni risultati globali per tutti gli studenti-atleti provinciali: in particolare, i ragazzi della media di San Vito al Tagliamento hanno conquistato la qualificazione per le finali a Nove. Ma il Comitato italiano paralimpico (Cip) non ha sufficienti fondi per partecipare alla fase nazionale della campestre”. In Friuli la gente è abituata a dosare le parole, anche quando i sentimenti fanno venir voglia di urlare. Per questo Gianfranco Chessa, titolare dello sport all’Ufficio scolastico di Pordenone, ha commentato così gli eventi dello scorso weekend: a Nove, vicino Vicenza, si disputavano le finali della corsa campestre per i Giochi della Gioventù edizione 2010-11, ma i ragazzi con disabilità sono rimasti a casa. Mancavano i moduli per iscriverli alla …

"Allarme precari, 34 mila a rischio", di Alessandra Ricciardi

Fortuna che ci saranno circa 30 mila pensionamenti. Fortuna, ché così bilanciano i 19 mila tagli e anzi lasciano sul mercato circa 11 mila posti da far coprire con nuove assunzioni, a tempo indeterminato o determinato lo si vedrà nelle prossime settimane. E così il numero dei precari aspiranti a un’assunzione prioritaria dovrebbero calare a 13-14 mila, rispetto ai 25 mila dello scorso anno. Ma il problema vero è che per il prossimo anno non ci sarà nessuna misura speciale per la tutela dei precari che hanno perso il posto a seguito del piano di razionalizzazione del governo avviato con il decreto legge 112/2008. Il cosiddetto salvaprecari, infatti, non è stato rinnovato dal Milleproroghe. Lo scorso anno ci sono state 25 mila domande di accesso dei prof al salvaprecari, la lista regionale per le assunzioni prioritarie, quest’anno è probabile che il numero scenda di 11 mila unità,visti i pensionamenti che hanno sueprato i tagli (il discorso ovviamente non tiene conto delle corrispondenze tra cattedre): si arriverebbe cosi a circa 14 mila docenti. Diverso il discorso …

"Tempo pieno e la "no-fly zone" di Petralia", di Pippo Frisone

A Milano l’organizzazione delle classi funzionanti a tempo pieno potrà essere realizzata nei limiti della dotazione complessiva provinciale dell’organico di diritto 2008/09. Il neo-provveditore dell’UST di Milano, dr.Petralia l’ha detto, scritto e ribadito in tutte le salse: l’organizzazione delle classi funzionanti a tempo pieno potrà essere realizzata nei limiti della dotazione complessiva provinciale dell’organico di diritto 2008/09 (Circ.del 11.3.11): Le classi successive alle prime funzioneranno secondo l’organizzazione oraria autorizzata sia nel caso della scelta operata dalle famiglie sia nel caso di classi richieste a T.P. ma autorizzate dall’UST a Tempo normale per l’a.s.2010/11. Ecco delineata da Petralia “la no-fly zone” sul Tempo pieno. Due sono le gravi conseguenze di tale decisione: -le 3.000 famiglie che avevano chiesto nel 2010/11 l’iscrizione alle prime a tempo pieno e non l’avevano ottenuto, non potranno più richiedere alcuna trasformazione a tempo pieno. -le nuove iscrizioni alle classi prime a tempo pieno del 2011/12 dovranno fare i conti coi limiti invalicabili dell’organico provinciale, determinato nel 2008/09! Ciò significa che le attuali 7.065 classi funzionanti a tempo pieno dovranno rientrare nel …

"Inno di Mameli e gembiule, alla Camera la “nuova” scuola", di A. Mig

No all’insegnamento obbligatorio dell’inno di Mameli nelle scuole del primo ciclo di istruzione. La Lega spacca la maggioranza in commissione Cultura alla Camera e dice “no” alla proposta di legge della pidiellina Paola Frassinetti. Dopo essersi messi di traverso sui festeggiamenti dei 150 anni dell’Unità d’Italia i parlamentari del Carroccio ora se la prendono con la “colonna sonora” di questa ricorrenza. Mercoledì la commissione dovrà dire sì o no a una legge che prevede l’insegnamento obbligatorio (con relativa spiegazione storica) dell’inno fra i banchi delle ex elementari e medie. La Lega ha già annunciato il suo voto contrario. Udc, Pdl, Idv, Pd voteranno a favore. Il Carroccio boicotterà l’iniziativa perché, come ha spiegato la capogruppo in commissione, Paola Goisis, «l’inno di Mameli non è ancora stato adottato ufficialmente quale inno nazionale». Meglio occuparsi dei dialetti: la Lega ha presentato una proposta di legge per riconoscere il piemontese come lingua. Ma la prima firmataria della legge sull’inno, Paola Frassinetti, dorme sonni tranquilli: «Gli altri gruppi – afferma – l’hanno sottoscritta, quindi passerà. E’ anche uno strumento …

«Allarme occupazione ora la società reagisca con noi. Pochi vessati come i docenti», Intervista a Patrizio Bianchi* di Adriana Comaschi

Usa toni che non ti aspetteresti da un assessore, Patrizio Bianchi, per raccontare l’allarme della Regione e la sua indignazione per la cancellazione di quei seimila posti di lavoro. «Li hanno lasciati a casa senza nessuna garanzia, trattati peggio dei cani, non dobbiamo essere solo noi a contestare questo spreco», attacca l’ex rettore di Ferrara, docente di Economia e ora titolare delle deleghe a Scuola e lavoro in viale Aldo Moro. Assessore,il presidente Errani ha scritto al ministro Gelmini. Per chiedere cosa? «Un incontro urgente. Qui non si tratta più di discutere di un docente in più o in meno, questi tagli mettono in discussione il nostro modello di scuola, la sua sopravvivenza. Vogliamo ricordare al ministro che con la Lombardia siamo la regione con il più alto aumento di alunni: più 25 mila negli ultimi tre anni, si stima che a settembre ne entreranno altri 7.500. E già oggi abbiamo un indice di affollamento delle classi superiore a quello della media nazionale». È questo il dato trascurato? «Del tutto. Quindi chiediamo al governo che …

Il giallo delle prove Invalsi scricchiola il "sistema Gelmini", di Salvo Intravaia

Le prove per testare il livello di preparazione degli alunni italiani in programma a maggio, ma restano i dubbi sulla loro obbligatorietà e i cobas hanno lanciato una campagna che le contesta. I dubbi dell’avvocato dello Stato. Giallo sulle prove Invalsi, in calendario dal 10 al 13 maggio prossimi, le prove che testano il livello di preparazione degli alunni italiani. Sono obbligatorie o le scuole possono decidere di non farle? Egli insegnanti sono obbligati a somministrare i test? Dopo la lettera dell’avvocato dello Stato, Laura Paolucci, e la presa di posizione dei Cobas, la questione è tutt’altro che chiara. E le prove Invalsi, che per la prima volta diventano obbligatorie anche al superiore, rischiano di naufragare. I presidi delle scuole superiori si riuniscono, si chiamano e si interrogano sul da farsi. Alcuni chiedono al collegio di esprimersi in merito, altri inviano circolari perentorie: sono obbligatorie e occorre svolgerle. Ma come stanno in effetti le cose? Le scuole hanno l’obbligo fare svolgere agli alunni delle scuole elementari (seconda e quinta), medie (prime) e superiori (seconda) le …