Tutti gli articoli relativi a: scuola | formazione

«I nostri primi 150», di Maurizio Tiriticco

“È segno di maturità che un adulto sappia ripensare la sua giovinezza per meglio comprendere come e perché è giunto a quel punto e come e perché debba procedere oltre. È un atteggiamento che vale per il singolo come per i popoli”. Spunti di riflessione per un’analisi celebrativa dell’Unità d’Italia. Nel lontano 10 gennaio 1859, alla vigilia della Seconda guerra di indipendenza, Vittorio Emanuele II, Re del Regno sardo, nel Discorso della Corona pronunciò la celebre frase: “Nel mentre rispettiamo i trattati, non siamo insensibili al grido di dolore che da tanta parte d’Italia si leva verso di noi. Forti per la concordia, fidenti nel nostro buon diritto, aspettiamo prudenti e decisi i decreti della Divina Provvidenza”. Com’è noto, fu un discorso forte sul quale gli stessi suoi ministri e perfino il Conte di Cavour non erano totalmente d’accordo e avrebbero suggerito una maggiore prudenza. Il fatto è che la storia, vista con l’occhio del poi, sembra scorrere come un fiume nel suo alveo certo, ma, vista con l’occhio del prima, è un fiume che …

Scuola: Puglisi (PD), con Gelmini diluvia sulla scuola pubblica

“Gli insegnanti non sono troppi rispetto al fabbisogno. Il rapporto alunni/insegnati era perfettamente allineato alla media europea, se togliamo dal conto gli insegnanti di religione e gli insegnanti di sostegno, che in altri Paesi europei sono pagati direttamente dai ministeri del welfare e della sanita”: cosi’ Francesca Puglisi, responsabile scuola del Pd, replica alle affermazioni del ministro dell’istruzione, Mariastella Gelmini, ospite oggi della trasmissione televisiva “Che tempo che fa”. “Il ministro, ora – continua Puglisi – forse pensa di blandire gli insegnanti dopo averli sterminati, promettendo stipendi migliori. Ma e’ stata lei a bloccare gli scatti di anzianita’, per poi dire oggi che li restituisce, grazie alle risorse risparmiate licenziando i precari. Riducendo il numero di insegnanti, ha trasformato le aule in carri bestiame dove si vive ammassati in violazione ad ogni norma di sicurezza”. “Il milione di persone per bene che sono scese in piazza ieri per difendere la scuola pubblica e la Costituzione – dice ancora l’esponente democratica – sono stanche di un ministro cinico e baro. Stanche di sentire denigrare insegnanti e …

"Insegnante a chiamata. I viaggi della speranza dei supplenti senza cattedra", di Gioia Salvatori

Decine di insegnanti campani si radunano la mattina alla stazione Tiburtina di Roma in attesa di una chiamata per una supplenza. Arrivano ogni giorno senza sapere se potranno lavorare. Hanno dai venticinque ai quarant’anni. Bene come il loro mestiere conoscono la strada che le porta sul posto di lavoro e la fatica di andarci: sveglia alle tre, quattro ore di treno o bus all’andata, altrettante al ritorno. Hanno tanta tenacia e tanta speranza, vite stanche, famiglie che le attendono, rimorsi, paura di non farcela più e un sogno: poter fare, un giorno, il lavoro di insegnante nella loro regione, laCampania. Intanto per accumulare punteggio fanno le pendolari verso Roma, dove la necessità di supplenti c’è e una giornata di lavoro forse si raccatta «anche coi tagli di quest’anno che hanno fatto crollare le chiamate ». Loro non demordono, di notte saltano su un treno o un bus che le porta nella Capitale da Napoli, Caserta, Salerno e dintorni. «Se vai alla stazione di Caserta alle tre di notte ci trovi quasi solo insegnanti di ogni …

"Dalla scuola il futuro nazionale", di Alberto Asor Rosa

Continuo a frequentare le aule e i luoghi d’incontro e di riunione della scuola italiana (intendo qui soprattutto la scuola media, perché per l’Università mi accade più o meno la stessa cosa, ma nel caso suo il discorso sarebbe più difficile o più complesso), e mi sento di esibire a tal proposito le seguenti testimonianze. La scuola pubblica italiana è un luogo di lavoro, di esperienze e di vita, in cui, in mezzo a difficoltà sempre più gravi, il livello dell’insegnamento e dell’apprendimento è dignitoso, impegnato, civile, rispettoso delle regole e dei principi, ricco di risultati educativi. Se a qualcuno la cosa stesse a cuore, invece di tagli ci sarebbero investimenti, invece di critiche e, sovente, denigrazioni ci sarebbe quel giusto e ponderato apprezzamento che rende più semplice la vita ai buoni e la ostacola ai cattivi. Da questa istituzione dipende, ovviamente, gran parte del futuro nazionale: coloro che ne sono i principali attori, – insegnanti, studenti, personale – andrebbero considerati alla stregua dei protagonisti più importanti della nostra vita nazionale. Invece, a giudicare dalle …

"In piazza anch'io per la Costituzione e la scuola pubblica", di Manuela Ghizzoni

Con la manovra estiva del 2008 – primo atto politico-finanziario del Governo appena insediato – alla scuola sono stati tagliati poco meno di 8 miliardi di euro. Una cifra impressionante, convertita in 130.000 posti di lavoro cancellati, destinati a comprometterne la funzionalità, a danneggiare la formazione dei nostri ragazzi e i loro diritti di cittadinanza. Ma sbaglieremmo se pensassimo che di soli tagli si tratta, poiché dietro ad essi la destra populista “temporaneamente” al governo cela un progetto dalla precisa matrice “culturale”: quello di riconfigurare la società italiana in chiave regressiva, classista, contraria ai principi costituzionali di equità, giustizia sociale, pari opportunità. Da quel taglio dacroniano sono discesi i successivi interventi di politica scolastica del Governo: il “maestro unico”, la riduzione del tempo di permanenza a scuola, l’incremento del numero di alunni per classe, il demagogico ritorno di un presunto rigore attraverso la valutazione espressa in voti, il gerarchico riordino delle scuole superiori con in cima il liceo (molto simile a quello di Gentile), l’assolvimento dell’ultimo anno dell’obbligo di istruzione nell’apprendistato (cioè un contratto di …

"Noi prof, nemici come i magistrati e i giornalisti liberi", di Annamaria Palmieri*

Per «non inculcare…» ci hanno tagliato le ore di lezione hanno costretto i ragazzi a stare in 30 per classe, hanno tolto il sostegno a chi ne aveva bisogno. Facciamo proprio paura!. Di appartenere alla categoria dei “nemici” di Berlusconi, noi, insegnanti della scuola pubblica, ce ne eravamo accorti da tempo: almeno da quando, nel 2005, scoprimmo che la scuola era stata inserita dal premier, ispirato dagli irrinunciabili sondaggi, tra i luoghi del potere occulto organizzato contro di lui. Ci trovammo dalla sera alla mattina in nobile compagnia, insieme alla magistratura, le televisioni, l’università, i giornalisti. Non sembra trascorso tanto tempo: anche senza andare tanto indietro, chiunque abbia osservato, negli ultimi anni, pur con occhio distratto, i provvedimenti adottati dall’attuale compagine governativa, le mosse del magico trio Gelmini- Tremonti-Brunetta, nonpuò che concludere che la scuola pubblica italiana, a Berlusconi e ai suoi fedelissimi, sta decisamente antipatica. Un covo eversivo, abitato da una manica di fannulloni e disfattisti, privi di autorevolezza e preoccupati solo di difendere se stessi; contro questa scuola è stata imbastita una “riforma …

"Scuola pubblica e Costituzione. Due valori sacri", di Marco Rossi Doria

Andiamo nelle piazze per difendere la Costituzione e la scuola pubblica. Perché pensiamo che l’Italia, che noi tutti, non ne possiamo fare proprio a meno. E non ne possiamo fare a meno perché sono due cose che hanno la rara qualità di essere, ad un tempo, vitali e sacre. Vitali perché consentono a un organismo complessissimo – quale è la società – di regolarsi e di continuare a vivere nel tempo, generazione dopo generazione. Sacre perché contengono le qualità simboliche che permettono di tenere insieme una comunità fatta di milioni di persone diverse secondo un diritto che è uguale. La nostra Carta sa mettere insieme, in modo chiaro, non solo i diritti e i doveri ma «quegli organi attraverso i quali la politica si trasforma in diritto, le vitali e sane lotte della politica si trasformano in leggi» – come scriveva Piero Calamandrei. In questi anni abbiamo vissuto e stiamo vivendo un tempo grave non perché si è pensato o si pensi di cambiare questa o quella parte della Costituzione, cosa del tutto prevista dalla …