Tutti gli articoli relativi a: scuola | formazione

"Le palestre della vita" di Marco Rossi Doria

Il presidente del Consiglio ha affermato che «la scuola pubblica insegna principi contrari a quelli delle famiglie». Il presidente del Consiglio ha affermato che «la scuola pubblica insegna principi contrari a quelli delle famiglie». Poiché egli è tenuto, nella sua qualità di capo del governo, a favorire l’unità degli italiani, questa affermazione (seguita dalla rituale smentita) dovrebbe fondarsi sui problemi educativi comuni a tutti gli adulti responsabili. E non lo fa. Inoltre essa appare molto distante dalle questioni educative che sono oggi sul campo. Infatti, nell’Italia di ogni giorno, genitori di famiglie unite o separate, docenti delle scuole pubbliche o private, educatori del privato sociale laico o cattolico, allenatori sportivi, capi-scout, genitori volontari degli oratori, stanno tutti affrontando, da diversi punti di vista, la crescente, comune difficoltà di una crisi di valori e di modelli. Vi è stato, infatti – negli ultimi decenni – un mutamento radicale del paesaggio antropologico entro il quale si educa. I modelli adulti – nei media, nella politica, nel mercato, nel costume – stanno mettendo a dura prova, anche di …

Sit-in del PD per la scuola pubblica

Bersani:”da Berlusconi schiaffo inaccettabile alla scuola. Gelmini dimettiti” In difesa della scuola pubblica, attaccata ieri dal premier – in una delle sue ormai consuete uscite che hanno il solo scopo di distrarre l’opinione pubblica dai suoi guai giudiziari – il PD ha promosso MARTEDI’ 1° MARZO ALLE 17 E 30 un sit-in sotto Palazzo Chigi (Via del Corso – lato Galleria Colonna) per una scuola pubblica, garanzia della libertà di pensiero. Oggi sono arrivate le parole di Pier Luigi Bersani, a giudizio del quale “la scuola pubblica è nel cuore degli italiani, da Berlusconi arriva uno schiaffo inaccettabile. Con richiami di sapore antico – ha sottolineato il segretario del Partito Democratico – il premier se la prende con comunisti e gay, insultando così l’intelligenza e la coscienza civile del Paese. All’elenco, Berlusconi stavolta ha aggiunto gli insegnanti della scuola pubblica. Uno schiaffo inaccettabile a chi lavora con dedizione in condizioni rese sempre più difficili dal governo. La scuola pubblica – ha concluso Bersani – è nel cuore degli italiani, è il luogo in cui l’Italia …

Scuola: Franceschini, in piazza per difenderla dagli insulti del premier

Dario Franceschini ha lanciato la proposta di una grande mobilitazione in difesa della scuola pubblica, dopo le critiche del premier Silvio Berlusconi. “Tutti di nuovo in piazza, come le donne il 13 febbraio senza simboli e bandiere, a difendere la scuola pubblica dagli insulti di Berlusconi”, e’ l’appello diffuso da presidente dei deputati del Pd su Twitter e Facebook. ****** BERLUSCONI, BERSANI: SCHIAFFO INACCETTABILE A SCUOLA PUBBLICA Sull’onda delle polemiche sollevate, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, attraverso una nota, ritorna sulla questione sottolineando: “Come al solito anche le parole che ho pronunciato sulla scuola pubblica sono state travisate e rovesciate da una sinistra alla ricerca, pressoché ogni giorno e su ogni questione possibile, di polemiche infondate, strumentali e pretestuose”. “Desidero perciò chiarire nuovamente, senza possibilità di essere frainteso, la mia posizione sulla scuola – continua il premier -. Il mio governo ha avviato una profonda e storica riforma della scuola e dell’Università, proprio per restituire valore alla scuola pubblica e dignità a tutti gli insegnanti che svolgono un ruolo fondamentale nell’educazione dei nostri figli …

"Istituti statali e paritari, tagli per tutti,ma non allo stesso modo", di Alessandra Migliozzi

A subire i colpi più duri è stata la scuola di Stato, che ha dovuto incassare un taglio importante di fondi, classi e insegnanti. Un trend che va avanti fin dall’insediamento dell’esecutivo. Più tagli per tutti, ma soprattutto per la scuola pubblica. Il governo Berlusconi nell’ultimo anno ha portato meno soldi sia nelle casse dell’istruzione statale che di quella privata. Ma a subire i colpi più duri è stata la scuola di Stato, che ha dovuto incassare un taglio importante di fondi, classi e insegnanti. Un trend che va avanti fin dall’insediamento dell’esecutivo. Chiusi 295 istituti. Tanto per fare due conti, fra il 2009 e il 2010 sono state chiuse 295 scuole statali per “razionalizzare” il sistema e contenere la spesa. Le classi tagliate sono state quasi 5mila. Cura da cavallo, poi, per gli organici: tra il 2009 e il 2011 il governo ha messo in conto 87mila cattedre e 45mila Ata (Ausiliari, tecnici e amministrativi) in meno. Le cattedre relative al 2009 e al 2010 sono già volate via: 42mila nel 2009 e più …

"Se l'imputato dà lezioni su scuola e famiglia", di Fabio Lupino

Ma cosa ne sa Berlusconi della scuola e della famiglia italiana? Il premier imputato per concussione e prostituzione minorile si è ieri permesso un giudizio, a suo dire esemplare: gli insegnanti di Stato inculcano cose diverse dai valori familiari. Lo disse nel ‘94 per svilire la scuola pubblica in nome della libera scelta; lo ripete ora, quando, grazie a lui e Gelmini, lo sfascio dell’istruzione è quasi compiuto. Nessun paese occidentale ha così drasticamente disinvestito nel settore come ha fatto, invece, l’Italia in questi ultimi due anni e mezzo. Anzi, i bilanci degli altri hanno visto crescite consistenti sul Pil, malgrado la crisi. Gli insegnanti italiani hanno cercato di mantenere un livello di dignità, con un lavoro invisibile e appunto vilipeso. Cosa ne sanno Berlusconi e Gelmini a quante e a quali problematiche deve provvedere un docente quotidianamente? La scuola pubblica implica un dovere etico, il rispetto di determinati principi, vincoli, la Costituzione per esempio. Quando il premier contrappone la pubblica alla privata (molto ben finanziata dalla Destra) non sa di cosa parla, perché in …

"Stati Generali della Conoscenza", di Fabrizio Dacrema

Una grande e buona notizia per la scuola, l’università e la ricerca del nostro paese: ventiquattro organizzazioni si sono unite per dare vita agli Stati Generali della Conoscenza. Iniziano un percorso comune al quale chiedono di aderire a tutte quelle realtà della società civile che sono convinte sia necessaria una decisa discontinuità nelle politiche della conoscenza. Dopo anni di predicazione sulla centralità della conoscenza per il futuro del paese è indispensabile ottenere risultati concreti, il paese sembra ormai avviato su un piano inclinato fatto di declino economico, impoverimento, deterioramento delle istituzioni democratiche, assenza di futuro per i giovani. Su questa consapevolezza della situazione di emergenza in cui si trova il paese, si basa una nuova volontà unitaria e nasce un’aggregazione ampia e articolata, comprendente forze sociali e del lavoro, associazioni professionali della scuola e dei ricercatori, organizzazioni studentesche e dei precari della conoscenza: ispirazioni ideali e politiche anche molto diverse, ma ferma volontà di convergere per ottenere effettivi miglioramenti dei sistemi della conoscenza. Di qui la decisione di concordare un primo documento politico sulla base …

Scuola, cade la norma che congela le graduatorie dei precari

Dal maxiemendamento al Milleproroghe, che ha ottenuto la fiducia alla Camera, è stata infatti stralciata la norma congela graduatorie. I precari della scuola possono tirare un sospiro di sollievo. Dal maxiemendamento al Milleproroghe, che oggi ha ottenuto la fiducia alla Camera, è stata infatti stralciata la norma congela graduatorie, che bloccava fino al 31 agosto 2012 le graduatorie degli insegnanti precari. La misura presentata dal senatore leghista Mario Pittoni, e oggi stralciata, avrebbe anche impedito ai docenti in graduatoria in una certa provincia di spostarsi in un’altra usufruendo del proprio punteggio, penalizzando in particolar modo i precari del Sud Italia. Esulta l’Anief, che con il presidente Marcello Pacifico parla di trionfo della giustizia e del buon senso, «perché il prossimo anno tutti i precari potranno aggiornare il punteggio e inserirsi nella provincia che sceglieranno, mentre i ricorrenti otterranno il ruolo, soldi e punti per gli anni pregressi». Tra le prossime battaglie l’Anief annuncia poi quella per la stabilizzazione dei precari e per la parità di diritti con i colleghi a tempo indeterminato. Ma se da …