Tutti gli articoli relativi a: scuola | formazione

Il MIUR annuncia 30.000 posti vacanti, ma per le immissioni in ruolo meglio non illudersi

Il calcolo deriva dalla somma dei prossimi 27.000 pensionamenti agli attuali 23.000 posti vacanti, meno i previsti 19.700 tagli eredità della Legge 133/08. Le riduzioni orarie alle superiori potrebbero però superare le aspettative, soprattutto nelle classi di concorso più tecniche. Ed in ogni caso il Mef non formula le assunzioni sulla base del massimale. Sperare non fa male e non costa nulla, ma meglio non illudersi. È di questi giorni la notizia che il ministero dell’Istruzione avrebbe comunicato ai sindacati la proiezione delle cattedre vacanti in vista del prossimo anno scolastico: il numero è consistente, perché si tratta di 30.000 posti, e deriva principalmente dall’alta richiesta di pensionamenti (oltre 27.000) da parte dei docenti a fine carriera. I restanti 3.000 posti liberi deriveranno dalla sottrazione dagli attuali 23.000 posti vacanti dei 19.700 tagli previsti dalla terza ed ultima tranche della Legge di risparmio 133/08. Su quest’ultimo punto, quello del ‘restringimento’ d’organico, il Miur ha già scoperto le carte: procederà all’innalzamento di un decimo di punto del rapporto alunni-classi, all’adozione del tempo scuola di 27 ore …

"La valutazione si fa una e trina", di Alessandra Ricciardi

La riforma spunta nel decreto milleproroghe. La sfida ora si sposta sul regolamento attuativo. Il modello di valutazione è tutt’altro che definito. E però mentre le due sperimentazioni sulla valutazione dei docenti e delle scuole annaspano, a dispetto di dati ufficiali che parlano addirittura di una corsa degli istituti a farne parte (il modello reputazionale, secondo dati ministeriali, avrebbe raccolto circa 45 richieste, non più di 25 saranno accolte), chi valuterà è deciso: la riforma è spuntata nel Milleproroghe approvato al senato e ora è al vaglio definitivo della camera. Firmata prima dal relatore, Lucio Malan, poi recuperata dal governo nel maxiemendamento su cui c’è stata la fiducia, nel nuovo sistema rispunta l’Indire, con il compito di documentazione e supporto all’autonomia scolastica, si riportano indietro le lancette dell’Invalsi, che si occuperà essenzialmente di fare i test sugli apprendimenti degli studenti, e poi si rinforza il corpo ispettivo, che agirà nell’ambito del ministero e che però sarà dotato di «autonomia e indipendenza». Sulla falsa riga del modello anglosassone, saranno gli ispettori a occuparsi della valutazione «delle …

Il governo promette e non mantiene: senza risorse gli studenti ciechi e sordi

Oggi ricorre la la Giornata nazionale del Braille,ma Unione Ciechi ed Ente Sordi hanno deciso di non partecipare alle manifestazioni ufficiali per protesta contro i ministri dell’Istruzione e dell’Economia Una protesta che grida più di ogni altra: oggi ricorre la “Quarta Giornata Nazionale del Braille”, ma l’Unione Italiana dei Ciechi (Uic) e l’Ente Nazionale Sordi (Ens) non parteciperanno alle manifestazioni ufficiali, in segno di protesta nei confronti dei Ministeri dell’Economia e dell’Istruzione che, ormai da 11 anni, non si decidono ad emanare il regolamento attuativo della legge 69 del 2000. Una legge che stanzia importanti risorse economiche per il sostegno all’integrazione scolastica dei disabili e in particolare dei minorati sensoriali, cioè ciechi e sordi. Le risorse -che non arrivano- sono destinate all’Istituto Statale per i sordi “Tommaso Silvestri” e alla scuola di metodo “Augusto Romagnoli”, entrambi enti pubblici. In una nota l’Uic e l’Ens sottolineano che i due enti “dovranno utilizzare le risorse economiche per effettuare ricerche sulla didattica e la pedagogia speciale, offrire formazione professionale agli insegnanti di sostegno, consulenza ai genitori e interventi …

"Ripartiamo dalla voglia di educare", di Marco Rossi Doria

A 150 anni dall’Unità d’Italia qual è il bilancio riguardo al formare le nuove generazioni? E’ possibile farne oggetto «di riflessione seria e non acritica e di valorizzazione di tutto quel che ci unisce», come ci ha invitato a fare il Presidente Napolitano? E’ bene partire dalla scuola. Che è nata con l’Italia unita. Prima c’erano i precettori presso i ricchi. E le scuole strettamente confessionali. E’ merito del regno sabaudo e della destra storica se la scuola fu subito resa pubblica e obbligatoria. E’ stato il regio decreto legislativo 13 novembre 1859, n. 3725 del Regno di Sardegna – noto come legge Casati – entrato in vigore nel 1860 e successivamente esteso a tutta l’Italia che ha dato il via all’alfabetizzazione del paese. Un’opera titanica: l’analfabetismo maschile era al 74% e quello femminile del 84%, con punte del 95% nell’Italia meridionale. Un’opera che è continuata lungo i decenni nelle scuole la mattina e in quelle serali e poi via radio e con i primi anni della televisione pubblica. Un’opera che è stata compiuta all’inizio …

"Libri di testo: Violati i principi della libera concorrenza?", di R.P.

A porre la questione è la deputata PD Alessandra Siragusa che ha presentato una interrogazione che verrà discussa in Commissione il 24 febbraio. Le case editrici più “forti” si accaparrerebbero le adozioni a suon di “gadget” offerti alle scuole (LIM e notebook). E i costi peR le famiglie non diminuiscono. Il blocco delle adozioni dei libri di testo non sta determinando nessun risparmio per le famiglie mentre sta creando rapporti anomali (ai limiti del lecito) fra case editrici e insegnanti: la denuncia arriva dalla parlamentare del PD Alessandra Siragusa che ha presentato una interrogazione in Commissione Cultura. “Il blocco delle adozioni introdotto dal decreto-legge n. 137 del 2008 – sostiene Siragusa – oltre ad essere in contrasto con l’autonomia scolastica, rischia di favorire l’instaurazione da parte di alcune case editrici, per il tramite dei loro agenti, di pratiche di incentivo nei rapporti con i docenti e con i dirigenti scolastici, che mettono in pericolo il principio di autonomia degli insegnanti nell’adozione dei libri di testo”. Alessandra Siragusa fa riferimento a fatti precisi: “Nelle scuole si …

Scuola, dal 2012 l'Austria abolirà la bocciatura

Il ministro per l’Istruzione pubblica in Austria, Claudia Schmied del partito socialdemocratico del cancelliere Werner Faymann (Spoe), ha annunciato di voler procedere a un cambiamento storico nel sistema scolastico nazionale: l’abolizione della bocciatura dal prossimo anno. Dopo i risultati disastrosi dello Studio Pisa 2009 in Austria, risultata al 31/mo posto su 34 paesi, il governo federale vuole correre ora ai ripari con un nuovo sistema scolastico. “I cambiamenti sono inevitabili”, ha argomentato la Schmied. La sua idea è di introdurre per gli studenti che ne hanno bisogno al ginnasio e nelle scuole superiori un sistema di corsi, in particolare per il tedesco, la matematica e le lingue straniere. “Ha a che fare con la cultura scolastica più che con il profitto degli alunni”, ha detto la Schmied, sottolineando che la bocciatura non aiuta alla competitività. Secondo uno studio commissionato dalla Commissione Ue, circa il 9% dei 15/enni in Austria è stato bocciato almeno una volta, come nella media europea. La Schmied è convinta che oggi ci si debba “concentrare su una nuova cultura dell’apprendimento e …

«Insegnare in trasferta sarà un miraggio per i docenti precari. L’esecutivo mette mano al sistema delle supplenze», di e.r.

Nel decreto Milleproroghe approvato in prima lettura al Senato si elimina la migrazione dei docenti Insegnare in trasferta sarà un miraggio per i docenti precari. L’esecutivo mette mano al sistema delle supplenze. Nel decreto Milleproroghe approvato in prima lettura al Senato si elimina la migrazione dei docenti. A partire dal prossimo anno scolastico «l’inserimento nella prima fascia (supplenze brevi ndr) delle graduatorie di istituto è consentito esclusivamente a coloro che sono inseriti nelle graduatorie ad esaurimento della provincia in cui ha sede l’istituzione scolastica richiesta». In sostanza chi è inserito nella graduatoria di Salerno non può insegnare a Napoli o a Benevento o a Caserta ma non può neanche sperare in un posto a Roma, a Milano o a Venezia o a qualsiasi altra città. La condizione di precario per una manciata di mesi di insegnamento la si può solo esercitare nella regione di residenza. Una vera e propria inaspettata batosta. L’esercito di precari conta nella sola Campania più di 32mila persone. Le supplenze brevi (i dati si riferiscono al luglio scorso) vedono coinvolti poco …