Tutti gli articoli relativi a: scuola | formazione

Il Paese degli Smemorati: "Abbiamo perso l'idea di quale sia il valore della scuola", di Giovanni Belfiori

Angela Nava è presidente nazionale del Coordinamento Genitori Democratici , associazione fondata nel 1976 da Marisa Musu e Gianni Rodari. Questo anno, elezioni o non elezioni, sarà quello in cui il Paese dovrà fare i conti con i danni gravi, strutturali, che il governo di centro destra ha arrecato al sistema della pubblica istruzione. Danni che ben difficilmente saranno sanabili solo con qualche soldo in più; incrostazioni che per essere tolte avranno bisogno di soluzioni forti. La situazione è drammatica, culturalmente drammatica, oltre che economicamente, perché in un Paese che è quello della ‘smemoratezza’, sono bastati due anni di Gelmini, preceduti da quelli morattiani, per far quasi perdere la consapevolezza di ciò che la scuola dovrebbe essere e anche di quel che la scuola era stata. Il movimento dei genitori è positivo per tutto quel che riguarda la partecipazione, ma è stato tarato tutto sulle necessità, sulle urgenze di coprire le spese quotidiane, sulle emergenze d’ogni giorno, insomma su ciò che la scuola non dava economicamente piuttosto che su ciò che la scuola avrebbe potuto …

"Alle elementari arriva la pratica musicale", di Lorenzo Salvia

Un decreto del ministro dell’Istruzione prevede per la prima volta la sperimentazione della musica ma il problema è che l’iniziativa dovrà essere a costo zero. Terza elementare, ore 11, lezione di violino. In altri Paesi europei è da tempo una realtà, noi siamo ancora ai primi passi. Ma qualcosa si muove per introdurre a scuola lo studio di uno strumento musicale, con regolare voto a fine anno. Un decreto firmato pochi giorni fa dal ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini prevede, dal prossimo anno, la sperimentazione della «pratica musicale» nelle elementari dove al momento la musica semplicemente non esiste. I NUOVI CORSI – Alcune scuole offrono corsi di vario tipo ma sono volontari, fuori dall’orario normale e senza un voto che fa media. Lo studio del pianoforte, della chitarra — ma anche dello strumento più antico, la voce — diventerebbe invece una materia come tutte le altre a partire dalla terza elementare. Possibile in un’epoca di tagli agli organici? Proprio visto il momento, la sperimentazione dovrebbe essere a costo zero. «Le istituzioni scolastiche — si legge nel …

"La scienza riscopre poesie e tabelline", di Andrea Tarquini

Uno studio americano rivaluta un metodo didattico passato di moda e spiega perché è più efficace. Ricordare un testo, dei versi o una sequenza di numeri non è nozionismo ma aiuta a elaborare i concetti. Annotare a mano quel che si studia fa usare la logica molto più che la tastiera di un pc. “Nel mezzo del cammin di nostra vita…”, oppure “Sempre caro mi fu quest´ermo colle…”: chi ricorda ancora a memoria passi della Divina Commedia di Dante o L´Infinito di Leopardi? Negli ultimi decenni imparare a memoria, assimilare passivamente, ripetere e annotare, era andato fuori moda come metodo didattico: nozionismo sorpassato. Invece no: imparare a memoria, leggere e rileggere, ripetere, è spessissimo il metodo migliore per apprendere, fino ai massimi livelli accademici e non solo alle elementari o alle medie. A questa conclusione, rilanciata dai media tedeschi, sono arrivati Jeffrey Karpicke e Janell Blunt, psicologi alla Purdue University di West Lafayette, Indiana, Usa. Al loro studio la rivista “Science” ha dedicato un ampio resoconto. Il sogno degli studenti universitari, si dice qui scherzando, …

"Lo sport a scuola, questo sconosciuto", di Pasquale Coccia

L’Italia è il primo paese in Europa per abbandono dell’attività sportiva in età adolescenziale. Colpa di una politica miope che finge di investire nella sperimentazione motoria grazie a uno scambio di ruoli tra il Ministero dell’Istruzione e il Coni. Un dato di fronte al quale il sistema sportivo italiano rimane inerte, e al termine di questo primo decennio del nuovo secolo ci dice che la pratica dello sport sta rapidamente uscendo dagli orizzonti giovanili. L’anno scorso tra scuole medie e superiori ben 2.344 istituti non hanno realizzato alcun progetto sportivo, rinunciando a 13 milioni 467 mila euro stanziati dal Ministero dell’Istruzione mentre 5.226 scuole hanno speso meno delle risorse assegnate per lo sport, determinando un avanzo nelle casse del Miur pari a 9 milioni 984 mila euro. Si aggiunge al triste primato, un dato preoccupante: nella scuola primaria italiana vi è il più alto numero di bambini obesi d’Europa, segno di alimentazione errata e di scarso movimento, al quale fa seguito il fatto che i bambini italiani sono quelli che giocano meno all’aperto, nonostante il …

"Scuola, il Tar boccia le aule-pollaio", di Salvo Intravaia

“Sì alla class action, basta accorpamenti”. La Gelmini: ricorso infondato. Interessati 50mila alunni. Il Codacons: “Si può chiedere un risarcimento fino a 2.500 euro” Mai più “classi pollaio” nelle scuole. Il Tar del Lazio accoglie la prima class action italiana contro la pubblica amministrazione e condanna il ministero dell´Istruzione. L´azione collettiva, corredata da un lungo elenco di classi sovraffollate, è stata avviata dal Codacons lo scorso anno. In base al provvedimento del Tar, dal prossimo anno scolastico classi con 30 o più alunni sistemati in spazi ridotti dovrebbero essere un brutto ricordo per insegnanti e alunni. Ma il ministro Mariastella Gelmini non ci sta: «Il ricorso presentato al Tar del Lazio – replica – è destituito di qualsiasi fondamento perché le classi con un numero di alunni pari o superiore a 30 sono appena lo 0,4 per cento del totale. Il sovraffollamento riguarda prevalentemente la scuola secondaria di secondo grado e si lega soprattutto alle scelte e alle preferenze delle famiglie per alcuni istituti e sezioni». «Grazie a questa sentenza – rintuzza il presidente del …

Pulizia nelle scuole, scongiurati (per ora) i licenziamenti

Soddisfazione degli on. Ghizzoni e Santagata del Pd: “Gli appalti sono stati prorogati. fino al 30 giugno 2011. Sospiro di sollievo per una settantina di potenziali esuberi” “Gli addetti di ditte appaltatrici di pulizia nelle scuole di Modena, Carpi e Sassuolo possono, per ora, tirare un sospiro di sollievo. Gli appalti sono stati prorogati fino al 30 giugno 2011. Per una settantina di potenziali esuberi nella provincia di Modena, l’ipotesi di licenziamento è scongiurata anche se solo per qualche mese”. Questo il commento degli on. Manuela Ghizzoni e Giulio Santagata del Pd che nei giorni scorsi hanno lavorato assieme alle parti sociali per approdare ad una soluzione positiva della vicenda, che nel modenese coinvolge 160 lavoratori nelle scuole materne, primarie e superiori. Gli addetti alle pulizie sono stati protagonisti, nel dicembre scorso, di scioperi, presidi davanti alla Prefettura e di una simbolica “pulizia” della Preda ringadora. I due parlamentari modenesi giudicano positivamente il risultato raggiunto ieri presso il Ministero dell’Istruzione “poiché – dicono – si è evitato il licenziamento immediato di ben 13 mila lavoratori …

"Classi pollaio: ci vada il ministro!", di Giovanni Belfiori

Il Tar del Lazio accoglie la class action del Codacons e boccia le classi di 35-40 alunni. Ordina a Gelmini e Tremonti di approvare entro 120 giorni il Piano dell’edilizia scolastica. Possibilità per le famiglie di chiedere un risarcimento di 2.500 euro per alunno. La notizia è stata diffusa dalle agenzia di stampa poco fa: il Tar del Lazio ha accolto la class action proposta dal Codacons contro le ‘classi-pollaio’, quelle aule scolastiche dove il numero di alunni arriva fino a 35-40, superando in pieno i limiti fissati dalla legge e con grave danno per la sicurezza di studenti e insegnanti. Ora il ministero dell’Istruzione e il ministero dell’Economia dovranno emanare il Piano generale di edilizia scolastica entro 120 giorni; anzi la III sezione bis del Tar, presieduta dal giudice Evasio Speranza, ha sottolineato come il “Piano generale di riqualificazione dell’edilizia scolastica” (previsto dall’art. 3del Decreto 81/09) non è stato ancora adottato, mentre avrebbe dovuto esserlo prima dell’anno scolastico 2009-2010. Insomma, per i giudici, “è evidente che l’inerzia si sia già protratta ampiamente oltre il …