Tutti gli articoli relativi a: scuola | formazione

"Il paese dei libri vietati", di Carlo Luccarelli

La vicenda è più complessa di come appare, e lo è almeno in tre punti. Come appare: l’assessore provinciale alla cultura di Venezia prima e l’assessore regionale veneto poi hanno invitato biblioteche e scuole a mettere al bando in quanto “cattivi esempi” gli autori firmatari di un appello a favore di Cesare Battisti circolato nel 2004. Un’iniziativa che è stata stigmatizzata da molti come la solita provocazione di certi amministratori del nord est. I punti da approfondire. Primo: l’appello del 2004 non era così genericamente “a favore” di Cesare Battisti. Era più complesso e passava attraverso quel caso per discutere di terrorismo, anni di piombo, legislazione passata e attuale. Ed era un appello legittimo, qualunque sia il giudizio che ognuno di noi può avere sul “caso Battisti”. Secondo: questa storia non riguarda solo gli autori che hanno firmato l’appello. Io non l’ho fatto e non lo farei, ma mi sento ugualmente coinvolto quando qualcuno stabilisce arbitrariamente liste di proscrizione mettendo al bando libri definiti “diseducativi”, non per quello che contengono – e anche in quel …

"L'edilizia scolastica é ignorata nei decreti sul Federalismo fiscale!", di Osvaldo Roman

Nell’ annuale relazione della Commissione parlamentare d’inchiesta su infortuni sul lavoro e morti bianche che è stata illustrata in Senato il 12 gennaio si conferma l’ipotesi della creazione di “Scuola Spa”, l’ente a cui trasferire la proprietà degli edifici scolastici e la competenza su manutenzione e messa in sicurezza. Si tratta di un’ipotesi «effettivamente allo studio dei ministeri dell’Economia, dell’Istruzione e delle Infrastrutture», scrive la relazione, riportando il contenuto di un’audizione del 3 novembre scorso del ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli. E’ evidente come con tale progetto si vogliano scippare agli enti locali la proprietà degli edifici scolastici e le conseguenti competenze di edificazione e manutenzione! Il motivo di questa scelta è altrettanto evidente se si ha presente che nei decreti legislativi delegati finora approvati dal Consiglio dei ministri sul federalismo fiscale di Calderoli, all’esame della Conferenza Unificata e delle Camere, l’edilizia scolastica, che per la legge delega é una funzione fondamentale dei Comuni e delle Province, risulta di fatto completamente assente! Il problema dell’edilizia scolastica in Italia data la sua storica gravità e stanti …

"Disabili, il 30% delle scuole ha barriere architettoniche", di Paolo Ferrario

Migliora l’integrazione degli alunni disabili nelle scuole pubbliche italiane (statali e non statali), ma resta ancora tanto lavoro da fare, soprattutto sul versante dell’abbattimento delle barriere architettoniche. È questo il quadro che emerge dall’indagine presentata ieri dall’Istat, che ha preso in esame la situazione delle scuole elementari e medie inferiori nel biennio 2008/2009 e 2009/2010. In Italia, la scuola pubblica raccoglie circa il 97% degli alunni con disabilità che, in termini assoluti, alle elementari e medie inferiori sono poco più di 130mila: 73mila circa nella scuola primaria e 59mila circa in quella secondaria di primo grado. Nella scuola elementare la popolazione scolastica con disabilità ha un’età media intorno ai 9,7 anni e ben il 33% degli alunni frequentanti ha un’età superiore ai 10 anni. Nella scuola secondaria di primo grado l’età media della popolazione con disabilità è pari a 13,5 anni, con una percentuale di alunni con età superiore ai 15 anni pari al 20%. «Questi dati – osservano i ricercatori dell’Istat – evidenziano un elevato livello di ripetenza nella popolazione con disabilità, fenomeno negativo …

"Il “metodo” Gelmini e la meritocrazia", di Luca Canali

Nel campo lessicale, e quindi anche nel più vasto territorio della lingua, è in atto una pericolosa svolta: dall’opacità di quello che i latini chiamavano sermo quotidianus (il linguaggio della vita quotidiana dello strato medio-basso della borghesia, superficialmente o per nulla acculturata), e dalla forte espressività del sermo vulgaris (sfociante nel dialetto e nel gergo dell’antica plebe o del moderno sottoproletariato), alla attuale omologante e bastarda lingua dei media (soprattutto quella della TV, apparentemente corretta, in realtà infarcita di vocaboli stranieri connessi alla tecnologia elettronica e a “modi di dire” – veri tòpoi linguistici – serializzati a tutti i livelli della società, e spesso devianti dal loro significato originario. Sezione importante di questa deriva linguistica, è quella del linguaggio, politico, scolastico e accademico, beffardamente definito “politichese”. È così che in anni recenti – e soprattutto in questi ultimi, coincidenti con la gestione Gelmini del Ministero dell’Istruzione –, è entrato nell’uso inflazionato il vocabolo “meritocrazia”, il quale correttamente inteso significherebbe “dominio del merito” e che artatamente viene inteso come “merito che deve essere premiato”. Poiché si …

"Le parole e i fatti" di Marina Boscaino

Nell’anno scolastico 2008/9 – ultimi dati Miur rilevati – gli studenti che frequentavano la scuola dell’infanzia con cittadinanza non italiana erano 125.092; la primaria 234.206; l’istruzione secondaria di I grado 140.050; le superiori 13.012: più di mezzo milione di bambini e ragazzi che entrano nella nostra scuola, seguendo un percorso certamente difficoltoso, considerando le diverse provenienze, la difficoltà della nostra lingua, la loro origine sociale, quasi sempre svantaggiata. Un recente studio del Gruppo Abele in proposito ha evidenziato le difficoltà incontrate soprattutto da quei ragazzi che entrano nella scuola dopo aver frequentato nel proprio Paese: oltre a dover affrontare il trauma del cambiamento e le problematiche di cui si dicevano, hanno anche l’onere di inserirsi in una socialità già formata, non sempre disposta ad accoglierli adeguatamente. è questo di uno degli ambiti in cui gli insegnanti hanno dovuto fare da sé, bricoleurs dell’integrazione, senza specifiche competenze, basandosi su istinto, buon senso, buona volontà. infatti, non esistono – o sono pochissimo diffuse – nella scuola italiana “figure professionali di sistema” che, grazie a profili professionali specializzati, …

"Scuole, arriva la lista dei libri proibiti", di Carlo Brambilla

Il Veneto ai presidi: “Diseducativi” La Regione: no agli autori pro-Battisti. Censure a Saviano nelle biblioteche. «Non chiediamo nessun rogo di libri, intendiamoci. Semplicemente inviteremo tutte le scuole del Veneto a non adottare, far leggere o conservare nelle biblioteche i testi diseducativi degli autori che hanno firmato l´appello a favore di Cesare Battisti», dice l´assessore regionale all´istruzione Elena Donazzan, 39 anni di Bassano del Grappa, pidiellina fervente cattolica, con alle spalle una militanza nel Fronte della Gioventù e un passaggio in An. «Un boicottaggio civile è il minimo che si possa chiedere davanti ad intellettuali che vorrebbero l´impunità di un condannato per crimini aberranti», sbotta annunciando una lettera a tutti i presidi. La sua crociata arriva dopo la “sparata” dell´assessore alla cultura della Provincia di Venezia, Raffaele Speranzon, che aveva detto: «Via quegli autori dalle biblioteche pubbliche». Ora a chiederne ufficialmente la censura nelle scuole è l´assessore regionale. Al suo fianco il presidente della Regione Luca Zaia, che definisce la vicenda Battisti «abominevole». E tuona: «I delinquenti vanno messi in galera, non lasciati liberi». Intanto …

Scuola, Istat: "Italia fanalino di coda per risorse, in pole position per abbandoni"

La responsabile Scuola del PD Francesca Puglisi commenta i dati dell’indagine “Noi Italia” che confermano il declino del sistema di istruzione italiano, smantellato dai tagli di Tremonti e mortificato da politiche umilianti per insegnanti e studenti. Il nostro Paese investe meno della media europea in Istruzione e ha un tasso di abbandono scolastico abnorme: la conferma non arriva dall’opposizione ma dai dati ISTAT. Quindi, se davvero vogliamo raggiungere gli obiettivi di Europa 2020, che chiedono al nostro Paese di dimezzare il tasso di dispersione scolastica e triplicare il numero di laureati, dobbiamo capovolgere ciò che sta facendo il Governo. E allora la ricetta non va cercata nei tagli lineari ma negli investimenti per l’estensione del tempo pieno con le compresenze nella primaria in tutto il Paese (nelle regioni dove il tempo pieno è diffuso i livelli di apprendimento sono più alti); investimenti nella didattica laboratoriale (i dati denunciano che i nostri ragazzi continuano ad andare male in scienze rispetto ai coetanei europei); investimenti nella formazione continua degli insegnanti per aggiornare la didattica e nella dotazione …