Tutti gli articoli relativi a: scuola | formazione

"La scuola pubblica ora si paga", di Emanuela Micucci

Per l’educazione dei figli presso le scuole pubbliche i genitori italiani pagano di tasca propria. L’82,7% delle famiglie aderisce alla richiesta della scuola di un contributo finanziario volontario e il 13,8% collabora gratuitamente alla manutenzione e al mantenimento degli spazi dell’istituto. Questi i primi risultati di un’apposita indagine del Censis, forniti nel «Rapporto sulla situazione sociale del Paese» presentato venerdì scorso (www.censis.it). Di fronte ai bilanci scolastici in rosso, il 56.5% dei 1.099 presidi intervistati ha chiesto per l’attuale anno scolastico un contributo ai genitori degli alunni, aggiuntivo alle tasse scolastiche e al costo della mensa, e 1/4 ne ha aumentato l’importo. «Una tassazione occulta», per Giuseppe Roma, direttore del Censis. Con cifre medie di 80 euro e punte di 100 euro nella primaria e 260 euro nei licei. Solo il 20,6% dei dirigenti scolastici ritiene di non avere bisogno di questo tipo di finanziamento nel prossimo anno. Del resto, il Miur dichiara che nel 2008 oltre il 90% dei contributi privati nel bilancio complessivo delle scuole provengono dalle somme erogate a vario titolo dalle …

"L'Italia, la scuola, la politica e il futuro. Lo sguardo obliquo di un 18enne per caso", di Mila Spicola

E’ l’estate dei morti, il due novembre, mi ritrovo su un terrazzino di Mondello a chiacchierare con Roberta Torre, palermitana d’adozione, della Sicilia, di Palermo, del suo film, delle morte stagioni, del periodo della speranza, della presente e viva e del suo rumore ormai insopportabile, del futuro: già, quale futuro? A chi tocca ridefinirlo? Forse a noi? Le difficoltà: cosa vuol dire tornare,vivere, andare via da questa città. Si parla di rifiuti soprattutto, ma ci rifugiamo tra gli angeli. Angeli, sì: sul terrazzino c’è anche Tommaso, neo18enne figlio della regista e del mitico Franco Maresco/cinico tv, che traffica con la madre e con del fil di ferro, ovatta e vinavil. “Dai mamma, le ali”, cerco di rimanere seria e non mi accorgo che loro lo sono, serissimi. Tommaso sta preparando i costumi per un cortometraggio. Non si scherza, niente dilettantismi. Tra l’altro Tommaso Maresco è l’autore delle musiche dell’ultimo film di Roberta, I baci mai dati, presentato a Venezia e in uscita tra qualche settimana, dopo Natale. Eppure tra il filo, di ferro, e la …

"Il Pil futuro dipenderà dalla scuola di oggi", di Giovanni Bardi

Il Pil di oggi lo produce la scuola degli anni ’70 e ’80. Quella di oggi, quale Pil produrrà fra venti o trentanni? Riformare i sistemi scolastici per affrontare veramente le sfide del terzo millennio è la priorità. Se n’è parlato a Parigi nel corso del meeting dei ministri dell’educazione organizzato dall’Ocse. Bisogna che la scuola, insieme agli altri sistemi, concorra alla formazione del capitale umano. Il che significa che dalla scuola di base e da quella superiore escano persone formate non solo alle conoscenze ma anche alle competenze e soprattutto alle competenze chiave per l’apprendimento permanente. L’Ocse fa propria la raccomandazione dell’Europa, ma le raccomandazioni non bastano. Adesso bisogna che la scuola cammini verso gli obiettivi fissati dalla raccomandazione 18 dicembre 2006 di parlamento e consiglio europei. Mentre in altri paesi, soprattutto in Inghilterra, iniziano a chiedersi se veramente il Pil riesca a misurare il benessere delle nazioni, è un dato che l’educazione e l’istruzione influiscano sul Pil di una nazione. Diversi studi in questo senso, condotti anche per conto delle Nazioni Unite, dimostrano …

"Per una barchetta tre giorni di sospensione", di Carlo Forte

Nel far west del nuovo codice disciplinare dopo la riforma brunetta Fare una barchetta di carta in sala professori può costare 3 giorni di sospensione. Una scansione con lo scanner che non funziona bene, un giorno di sospensione. Un esame urgente in ospedale, comunicato in mattinata, un rimprovero scritto. E se ci si prende un giorno di permesso per fare dei lavori in casa, è bene farsi dare le generalità degli operai. Perché se il preside le chiede e non lo sai, non ti paga e ti chiede pure i danni. Sembrano casi di fantasia, ma sono fatti realmente accaduti. Che sono l’effetto dell’inasprimento della disciplina delle sanzioni, introdotta dal decreto Brunetta (decreto legislativo 150/2009). Che ha cancellato i rimedi amministrativi per impugnare le sanzioni. E ha introdotto sanzioni draconiane per i dirigenti scolastici che, in presenza di illeciti, decidano di chiudere un occhio. Resta il fatto che, a fronte delle punizioni previste per chi chiude un occhio, ce ne sono anche altre per quelli che gli occhi li tengono aperti. Ma prendono fischi per …

"Valutazione docenti: Un progetto pensato male" di Antonio Valentino

Il senso del progetto sperimentale per la valutazione dei docenti è detto a chiare lettere fin dalle prime battute del documento ministeriale: individuare e premiare gli insegnanti che si distinguono in base a definiti elementi di giudizio. Ma vediamone sinteticamente i termini e i problemi che pone. Gli elementi di giudizio individuati sono tre: 1. Curriculum vitae 2. Documento di autovalutazione 3. Risultati di indagini presso studenti e famiglie che utilizzeranno indicatori di apprezzamento. Gli interrogativi senza risposta Quali possano essere le voci del primo elemento è intuibile con un buon livello di approssimazione (voto di laurea, altre lauree, voto abilitazioni, master, incarichi scolastici formali ricoperti, corsi di aggiornamento frequentati nell’ultimo periodo, pubblicazioni…). Come apprezzare / quale peso dare alle singole voci è domanda a cui dovrebbe essere data risposta a livello nazionale. Cosa possa essere il “Documento di autovalutazione”, a oggi non è dato sapere. Può essere una sorta di portfolio delle competenze nel quale il docente riporta, descrive e valuta le sue esperienze professionali? E, in ogni caso, in che senso è “elemento …

"Questa povera scuola", di Ilvo Diamanti

Un disagio profondo e generalizzato. Che va ben oltre i contenuti della riforma Gelmini. Un disagio che riguarda lo stato del sistema scolastico, che appare in profondo e continuo degrado, da molto tempo. Ecco cosa c´è al fondo della protesta degli studenti. Il rinvio del voto al Senato, in attesa della fiducia (o della sfiducia) al governo, il prossimo 14 dicembre, non ha fermato la protesta contro la riforma dell´Università, firmata dal ministro Gelmini. In molte città, le occupazioni continuano. Nelle sedi universitarie ma anche nei licei e negli istituti superiori. Non intendiamo entrare nel merito della riforma, ma valutare il sentimento verso le politiche del governo, sull´università e sulla scuola. Parallelamente, ci interessa l´atteggiamento della popolazione nei confronti delle manifestazioni e delle polemiche che, da settimane, agitano il mondo studentesco. A questi argomenti è dedicato il sondaggio dell´Osservatorio sul Capitale Sociale di Demos-Coop, condotto nei giorni scorsi. I dati suggeriscono che, al fondo della protesta, vi sia un disagio profondo e generalizzato. Che va oltre, ben oltre i contenuti e i provvedimenti previsti dalla …

I sindacati: Scuole come caserme, arrivano le prime sanzioni ai prof", di Salvo Intravaia

Con i nuovi regolamenti di Brunetta qualsiasi atto venga considerato dai presidi una “insubordinazione” può essere direttamente sanzionato. “Persino in epoca fascista c’era un organismo di tutela”. Tra i primi casi anche la punizione di un disabile. Tempi duri per gli insegnanti “riottosi”. Da qualche mese, per prendere una sanzione disciplinare da parte del capo d’istituto basta davvero poco. L’ultimo caso, denunciato dalla Gilda degli insegnanti sembra assurdo. “Nelle scuole – dichiara il coordinatore nazionale, Rino Di Meglio – si respira un clima da caserma. Qualsiasi opposizione al dirigente scolastico può essere considerata come mancanza di rispetto e venire quindi sanzionata. Secondo la riforma Brunetta – continua – i docenti dovrebbero ubbidire e basta, anche perché contro le sanzioni disciplinari occorre rivolgersi al giudice del lavoro”. Fino a pochi mesi fa erano i Consigli di disciplina provinciali o nazionali a stabilire le sanzioni nei confronti degli insegnanti. “Perfino la riforma Gentile, in piena epoca fascista, prevedeva un organismo disciplinare collegiale per tutelare la libertà di insegnamento”, aggiunge il sindacalista. Secondo la Gilda, una insegnante in …