Tutti gli articoli relativi a: scuola | formazione

"La scuola si regge sui soldi delle famiglie E il ministero? Manda lavagne multimediali", di Rosaria Amato

Oltre la metà dei genitori versa un ‘contributo volontario’ ancora maggiore dell’anno scorso che va in media dai 16,4 euro della scuola d’infanzia agli 80 euro delle scuole medie superiori, ma si può arrivare fino ai 260 euro. La metà delle scuole italiane non riesce a fare a meno dei contributi ‘volontari’ dei genitori, e nel 13,6% degli istituti gli stessi genitori si sono rassegnati a fare di tutto, dalla ritinteggiatura delle pareti alle riparazioni di mobiletti e materiale didattico. E il ministero si affanna a mandare lavagne multimediali. E’ lo sconfortante panorama delle strutture dell’istruzione che traccia il Rapporto sulla situazione sociale del Paese 2010 del Censis. Tra le oltre 1000 scuole interpellate l’84,9% ha risposto di avere a disposizione le lavagne interattive quasi sempre finanziate dal ministero (91,4%), che solo nello 0,2% dei casi si preoccupa di verificare che ci sia una connessione a Internet. Ma, appunto, il ministero non appare di manica altrettanto larga quando si tratta di sopperire alle richieste delle scuole in materia di “adeguamento della strumentazione e degli ambienti …

"Fare passato", di Maurizio Ferraris

Commentando le manifestazioni contro la riforma dell’ università, il premier ha detto che i veri studenti se ne stanno a casa e studiano, a ssumendo non a torto che in Italia, per mancanza di fondi, è difficile trovare delle biblioteche e dei laboratori. Non sappiamo quali libri leggano quelli che sono stati a casa, di sicuro sappiamo quali libri leggono quelli che a casa non ci sono stati, e che (sempre secondo l’ interpretazione del premier) farebbero parte dei centri sociali. Potrebbero essere un elenco di Vieni via con me. Il catalogo è questo, ovviamente senza alcuna pretesa di completezza: il Decamerone di Boccaccio, Pasolini, la Costituzione italiana, il Satyricon di Petronio, il Piccolo principe di Saint-Exupéry, L’ isola di Arturo di Elsa Morante, Una donna spezzata della De Beauvoir, Tropico del cancro di Miller, Don Chisciotte di Cervantes, Cent’ anni di solitudine di Márquez, La Repubblica di Platone, Moby Dick di Melville e Gomorra di Saviano. Il canone può forse sorprendere: molti classici, alcuni libri d’ affezione tipicamente giovanile, come Il Piccolo principe, e, …

Scuola di Adro, il giudice decide:«Via i simboli. Mettete il tricolore», di Toni Jop

La sentenza del giudice del lavoro: siano issati il tricolore e la bandiera E adesso che si fa? Accuseranno il tribunale di Brescia di essere filoitaliano? Perché la sentenza ordina: via i simboli leghisti dalla scuola di Adro, siano issate il tricolore e la bandiera dell’Unione europea. E paghi il responsabile di quei cocci. Era solo questione di tempo: nessuno stato democratico della vecchia Europa avrebbe mai tollerato che una scuola pubblica fosse decorata, invasa, marcata con il simbolo di un partito politico. E benché quel volpino del sindaco della cittadina, Oscar Lancini, promotore di quell’invasione pataccara, abbia a più riprese cercato di attribuire interamente il senso della foglia verde alla simbologia celtica, il “sole delle alpi” è il segno più noto della sua parte politica. Ma questi sono problemi della Lega, a partire dal fatto che dovrà spiegare alla collettività di Adro come finanziare la cancellazione di un clamoroso spot di partito giocato dal sindaco sui muri di un bene pubblico. Il signor Lancini ha annunciato ricorso. Lo descrivono su tutte le furie e …

"Elenco del peggio e del meglio della scuola", di Domenico Starnone

1. La scuola peggiore è quella che si limita a individuare capacità e meriti evidenti. La scuola migliore è quella che scopre capacità e meriti lì dove sembrava che non ce ne fossero. 2. La scuola peggiore è quella che esclama: meno male, ne abbiamo bocciati sette, finalmente abbiamo una bella classetta. La scuola migliore è quella che dice: che bella classe, non ne abbiamo perso nemmeno uno. 3. La scuola peggiore è quella che dice: qui si parla solo se interrogati. La scuola migliore è quella che dice: qui si impara a fare domande. 4. La scuola peggiore è quella che dice: c’è chi è nato per zappare e c’è chi è nato per studiare. La scuola migliore è quella che dimostra: questo è un concetto veramente stupido. 5. La scuola peggiore è quella che preferisce il facile al difficile. La scuola migliore è quella che alla noia del facile oppone la passione del difficile. 6. La scuola peggiore è quella che dice: ho insegnato matematica io? Sì. La sai la matematica tu? No. …

Sorpresa, al cinema la scuola funziona", di Marco Rossi-Doria

Finalmente la scuola irrompe sulla scena. E smentisce i troppi soloni che la denigrano. Così, ieri al Tff si è visto il bel documentario di Marco Saltarelli: Scuola media . Il mare all’orizzonte e la potenza dell’Ilva che sprigiona fumi fanno da cornice ai ragazzini della media «Pirandello» di Taranto che si chiedono quali sono vantaggi e svantaggi di un’eventuale chiusura dell’impianto siderurgico. Il grande tema della salvaguardia dell’ambiente e del come conciliarla con l’occupazione si combina con i visi dei ragazzini che si domandano della loro futura salute. E dei padri che perderebbero il lavoro. Cambia scena. Una monaca di clausura, da dietro le sbarre, parla ai ragazzini che sono andati in gita d’istruzione a trovarla. Loro le raccontano che hanno studiato I promessi sposi e la monaca di Monza… E lei, con voce ferma, dice loro che devono vivere in modo pieno, come ognuno può fare. E che devono farlo per scelta. E le ragazzine ascoltano. Attente. Poi, quando si allontanano, parlottano tra loro in dialetto. Fitto fitto si dicono le loro cose, …

"Istruzione tecnica per rilanciare il sistema Italia", di Claudio Cereda

L’Italia ha bisogno della Istruzione Tecnica. Ed aggiungo, anche di quella scientifica. Abbiamo in Italia un gap tra offerta formativa e domanda di tecnici e laureati che blocca lo sviluppo del manifatturiero. L’offerta di diplomati tecnici che era di 140 mila nel 2008 è di 126 mila nel 2010; ma la domanda che aveva avuto una leggera flessione nel 2009 (per effetto della crisi) è già risalita ed è oggi di 236 mila; detto in breve ci mancano 110 mila diplomati. L’amministrativo commerciale sfiora la metà dell’offerta ma è in leggero calo nella domanda. E’ in crescita la domanda del settore tecnologico ed in particolare in quello meccanico ed elettrico che sono i settori trainanti del nostro manifatturiero. Nelle riunioni con le famiglie uso sempre la metafora delle mani e della testa. Bisogna saperle usare entrambe ma, quando scegliamo la scuola, facciamo una scelta: da dove partire? Dalla mano o dalla testa? La distinzione tra ITI e Liceo è tutta qui. Da dove si parte: da un rapporto di curiosità con l’oggetto o dal gusto …

"Scuola, a che serve protestare ancora?" di Mila Spicola

Al telefono con mia madre, maestra in pensione ormai da anni. “Te la sei presa con gli intellettuali perché non riesci a convincere i tuoi colleghi. Facile così. Dove sono i tuoi colleghi? Noi avremmo bloccato tutto: ai tempi di Luigi Berlinguer lo abbiamo fatto “. Glab, accenno la difesa. “Mamma, sono altri tempi, le persone sono ripiegate, disilluse, scettiche, non è facile, non trovano sponde o referenti reali e convincenti. Il 30 ottobre del 2008 abbiamo sì bloccato tutto con quale risultato? Eravamo tutti in piazza, a Palermo non si era mai vista tanta gente per strada, nemmeno dopo il ’92 al tempo della rivolta civica dopo le stragi. L’onda ha visto 500.000 persone in piazza. Da brivido”. “E che sarà mai uno sciopero? Dovevate perseverare. Siete quasi tutte donne nella scuola: davvero non riuscite a fargli venire il nervoso a questi cialtroni? Siete così rassegnate, morte? Pronte a puntare l’indice contro qualcun altro?”. “Che vuoi che ti dica: forse è il tempo della non lotta, o forse è il caso di immaginarne altre, …