Tutti gli articoli relativi a: scuola | formazione

Voti. "Generano paura e vergogna non servono all´educazione"

Le idee di Daniel Pennac, tra i promotori dell´iniziativa Il bambino Daniel Pennac, quanti brutti voti. «Io sono stato un alunno con enormi problemi. E molte inibizioni me le porto dietro ancora oggi. Ma ho incontrato dei professori che mi hanno salvato. Sono stati quelli che mi volevano conoscere e volevano che mi appassionassi alla loro materia. Non quelli che volevano valutarmi, mettermi un voto». Lo ha raccontato in Diario di scuola, un libro che è stato messo in scena anche in Italia dal Teatro dell´Archivolto. «È un testo sulla paura. La paura che prende l´alunno che entra in una scuola. La paura di non saper rispondere bene alle domande che gli farà un adulto. Questa paura si ripete, e genera la vergogna nell´allievo: il ragazzo si fa prendere dalla rabbia. Un furore insopportabile che meccanicamente tira fuori: contro il professore, contro sé stesso, contro i genitori». Come un effetto domino. «I genitori fanno loro questa paura. E la proiettano, aggravando quella presente. Oggi è così, ma domani sarà peggio: questo si dicono. Nonostante il …

Ddl Stabilità, Pd: con questa finanziaria addio a libri di testo gratuiti

Coscia e Ghizzoni: governo fa gioco delle tre carte e imbroglia famiglie. “Sulla gratuità dei libri di testo scolastici, il governo fa il gioco delle tre carte e imbroglia centinaia di migliaia di famiglie che il prossimo anno non avranno il contributo dello stato per sostenere le spese per i libri di testo (solo a Roma sono più di 100 mila!). Il fondo che finanzia queste spese è Stato infatti più che dimezzato, da 603 milioni a 250 milioni di euro, ed è evidente che non sarà più possibile accontentare tutti gli aventi diritto che finora hanno ricevuto i contributi. E’ un imbroglio, il governo alimenta così una guerra tra poveri e fa ricadere la sua incapacità di fare scelte eque sulle tasche dei più deboli”.Così le deputate democratiche componenti della commissione Cultura della Camera, Maria Coscia e Manuela Ghizzoni.

Manuela Ghizzoni commenta lo sciopero del 17 novembre e le proteste degli studenti

“Non ci possiamo rassegnare al declino a cui ci costringe questo Governo: dobbiamo ridare speranza e futuro al mondo della conoscenza e della scuola” Ieri si è svolto lo sciopero generale per tutti i settori della conoscenza proclamato dalla FLC-CGIL e centinaia di studenti sono scesi in Piazza per protestare contro la Gelmini. Le proteste sono legittime e del tutto condivisibili. Non possiamo rassegnarci al declino a cui ci costringe questo Governo. Il mondo della conoscenza, della cultura e del sapere è stato utilizzato per fare cassa dal Governo, che ha impoverito il sistema educativo e della conoscenza. Dietro al bisogno di innovazione e di riforme del nostro sistema della conoscenza, è stata nascosta e giustificata una mera operazione di riduzione di risorse, che non fa fare al nostro Paese un passo in avanti nella competizione globale e toglie fiducia e speranza nel futuro ai nostri giovani. C’è una domanda di fondo alla quale il Governo non ha mai voluto rispondere: i capitoli di spesa che riguardano la scuola, il sapere, la ricerca, la formazione …

"La generazione 2.0 vive anche in piazza", di Fabrizia Bagozzi

Non era il davvero troppo facile Bunga Bunga (presente ma tutto sommato in modica quantità), ma futuro il termine più citato ieri dai 200mila studenti medi e universitari che hanno manifestato ieri in tutta Italia. E che il ministro dell’istruzione Gelmini ha liquidato come mantenitori dello status quo che «ripropongono vecchi slogan». Il variegato plotone in età scolare che ha popolato per un giorno le piazze italiane (e, al netto degli estremismi dei soliti quattro gatti che cercano di monopolizzare l’attenzione, in modo pacifico) chiedeva non già investimento nella scuola pubblica – parolaccia – ma almeno non disinvestimento, un minimo di garanzie di formazione, opportunità e merito. Tromboni immobilisti. E per di più (il copyright è del ministro della gioventù Meloni) manipolati da «sindacati, baroni e partiti». Se tutto questo è un déjà vu – mai comunque più del grembiulino e del cinque in condotta – forse è solo perché roba che risale al paleozoico è ancora lì, irrisolta. A dispetto delle famose “tre i” berlusconiane (ricordate? Quella sì sembra un’altra era geologica), inglese internet, …

"Un´identità da ristudiare", di Francesco Merlo

E se dovessimo ancora farlo, il Risorgimento? Contro Bossi, che lavora per dividere l´Italia imputando al Sud lo Stato che dal Nord è nato. Contro i “neoterroni”, che gli forniscono alimento immaginando un´altra Cassa del Mezzogiorno, un partito del Sud. Contro la riforma della Gelmini, che concentra nella scuola a cui si deve l´unità d´Italia i più vieti e rancorosi luoghi comuni antiunitari. A partire da Gramsci, tutti gli storici hanno raccontato il Risorgimento come il piccolo movimento militare di un grande gioco internazionale, alla fine del quale i contadini del sud diventarono briganti, periferia senza storia e senza patria e dunque illegale e mafiosa; la Lombardia, che era europea, fu annessa al Piemonte; le altre realtà statali furono unificate con un artifizio da un gruppo di notabili che parlavano francese. L´Italia che ne nacque fu, per tre quarti di secolo, malata: a Nord infestata da pellagrosi e cretinici per via della dieta a base di mais, al sud da contadini devastati da quella malaria che uccise anche Cavour. Nel 1882 il senatore Luigi Torelli …

Il Pd con gli studenti in piazza in 100 città italiane. Firma la nostra proposta

Giornata di mobilitazione contro i tagli della manovra economica, per una scuola pubblica libera, partecipata e di qualità. In piazza anche Fausto Raciti, segretario dei giovani democratici. Agli studenti italiani la riforma Gelmini non piace, così hanno manifestato in 100 piazze del Paese, uniti dal pacifico grido: “Il futuro è adesso, riconquistiamolo!”, sull’onda di un movimento mondiale per il diritto allo studio. Un movimento che si sta diffondendo a macchia d’olio in varie capitali europee. Fra le principali piazze italiane: Venezia, Padova, Torino, Milano, Bologna, Firenze, Roma, Ancona, Napoli, Lecce, Palermo, Catania, Bari, Reggio Calabria, colmedi giovani studenti, circa 200000, con l’obiettivo di collaborare tutti insieme per formulare proposte atte a riformare l’istruzione pubblica e rilanciare la ricerca, ottenere fondi per l’Università e la Scuola pubblica da investire nell’edilizia scolastica e sulle borse di studio. Le manifestazioni di oggi sono scaturite da mesi di proteste, assemblee, sit-in, cortei ma soprattutto occupazioni e autogestioni di scuole ed università, contro i tagli del ministro Gelmini, contenuti nella Manovra economica di Tremonti. L’esasperazione ha raggiunto il culmine dopo …

Studenti, corteo e sciopero tutto il giorno

Torna la protesta degli studenti con un corteo per lo sciopero studentesco organizzato dal C.A.S. (Collettivo Autonomo Studentesco), che partirà stamattina alle 9 da largo Sant’Agostino. La manifestazione proseguirà in via Emilia, via Farini e via Belle Arti, per poi tornare in S.Agostino. La spinta più forte della protesta è la cosiddetta ‘riforma Gelmini’, già in vigore nelle superiori soltanto per le prime e le seconde classi, e che entrerà a pieno regime su tutte le classi dal 2013. Gli studenti contestano il risparmio vantato dal governo a spese del settore dell’istruzione perchè misurano a proprie spese il peggioramento delle condizioni d’insegnamento. «Un altro obbiettivo – dichiarano gli organizzatori – sarà quello di portare la solidarietà allo spazio antagonista Guernica, al centro in questi ultimi mesi di numerose proteste e che ancora si trova senza una sede dove potersi stabilire definitivamente». «Noi del C.A.S facciamo parte del Guernica – dice uno dei membri del C.A.S che stamattina sarà in testa al corteo – lo abbiamo voluto e costruito, e per questo vogliamo che resti in …