Tutti gli articoli relativi a: scuola | formazione

"Cala il sipario sul diritto allo studio", di Federica Laudisa

Il fondo che finanzia le borse di studio per gli studenti universitari scenderà nel 2011 a 70 milioni di euro dagli attuali 96 milioni, tornando più o meno sui livelli del 1998. In Francia e in Germania la spesa annua per il sostegno agli studenti è di 1 miliardo e 400 milioni. E mentre in altri paesi il pacchetto di aiuti è uniforme su tutto il territorio nazionale, per gli universitari giovani i criteri di ammissione alle borse variano di Regione in Regione e talvolta anche all’interno di una stessa Regione. Perché nessuna voce si leva in difesa del diritto allo studio? Il diritto allo studio universitario sembra destinato a scomparire nell’imminente futuro nel quasi assoluto silenzio generale. Non c’è nessuna associazione pronta a tentare di salvarlo dall’estinzione. Nemmeno la voce degli studenti – che pure si unisce al coro di protesta di ricercatori e docenti sulla riforma Gelmini e sui tagli al Fondo di finanziamento ordinario – appare forte e compatta su questo punto. L’ala destra della rappresentanza studentesca si smarca perché anche in …

Apprendistato a 15 anni, un coro di critiche

Per Flc-Cgil e Rete degli Studenti il provvedimento contiene forti rischi di negazione di diritti, se non di vero e proprio sfruttamento, senza alcun contenuto formativo. Per Flc-Cgil e Rete degli Studenti il provvedimento contiene forti rischi di negazione di diritti, se non di vero e proprio sfruttamento, senza alcun contenuto formativo. Il Pd parla di “pagina nera della scuola italiana” e poi promette: se torneremo al Governo la norma non durerà molto L’apprendistato a 15 anni non va proprio giù ad alcuni sindacati, associazioni degli studenti e buona parte dei partiti di opposizione. All’indomani della sofferta approvazione da parte della Camera del ddl lavoro, che introduce la possibilità di svolgere formazione in azienda in luogo dell’ultimo anno di scuola dell’obbligo, Cgil e associazioni studenti confermano tutte le loro perplessità: secondo Mimmo Pantaleo, segretario generale dei lavoratori della conoscenza della Cgil, si tratta di “un ulteriore passo verso la demolizione dell’obbligo scolastico a 16 anni” perché “si consente di andare a lavorare a 15 anni, senza completare un percorso formativo di base all’altezza dei cambiamenti …

Scuola: Pd, "Pagina nera, Governo abbassa obbligo scolastico a 15 anni"

Dichiarazione di Giovanni Bachelet Responsabile Pd Forum Scuola L’approvazione definitiva del collegato sul lavoro rappresenta una pagina nera per la scuola italiana. La maggioranza di destra, con un colpo di mano (un mini-emendamento ad una legge omnibus senza alcun nesso con i nuovi regolamenti della secondaria discussi negli stessi mesi), riporta per la seconda volta a 15 anni l’obbligo scolastico che il centrosinistra, in linea con la maggioranza dei paesi europei, aveva faticosamente innalzato a 16 anni. Questo becero bipolarismo scolastico promuove un apprendistato selvaggio che mina alla base la possibilità del recupero della dispersione. Un simile apprendistato non ha nulla a che fare con le esperienze positive di apprendistato del nord Europa e anche del nostro Alto Adige, che sono invece guidate e accompagnate dalla scuola e dagli enti locali. L’apprendistato fai-da-te dell’emendamento pirata del centrodestra serve solo a mascherare nelle statistiche europee la Waterloo sul fronte scuola- lavoro-dispersione di questo governo e a tagliare ancora le spese del Ministero, riducendo la popolazione scolastica del secondo anno delle superiori a suon di bocciature dei …

"La giustizia amministrativa non ci capisce più niente?", di Osvaldo Roman

Ancora una volta la giustizia amministrativa, di fronte a precise contestazioni di irregolarità negli atti compiuti dal governo, nell’ attuazione della cosiddetta riforma Gelmini si dichiara non in grado di decidere e chiede ulteriori chiarimenti da fornire con un’ apposita Relazione del MIUR. Il termine per la presentazione dei chiarimenti ministeriali è stato fissato al 25 novembre e la nuova sessione del Consiglio di Stato si terrà il 3 dicembre. Era già capitato più volte, con il TAR del Lazio, che di fronte a Circolari prive dei Decreti sugli organici dei docenti o addirittura in assenza dei Regolamenti chiedeva al Ministro dove potessero essere rinvenuti tali atti invece di annullare come era un suo compito documenti amministrativi privi di una reale forza normativa di modifica delle disposizioni vigenti. Intanto sulla base di queste Circolari ministeriali decine di migliaia di docenti perdevano il posto e le scuole venivano sconvolte nel loro funzionamento. Anche la sparizione del Piano programmatico fu oggetto di circostanziate richieste di ricerca da parte del TAR. Ci volle un decreto legge per stabilire …

Il Pd: "Ecco il decalogo sulla scuola mentre il governo abbassa l'obbligo", di Salvo Intravaia

Il decalogo stilato dal Partito democratico arriva nel giorno in cui viene approvato il ddl che porta l’età per la scuola obbligatoria a 15 anni. Bersani: “Questo governo uccide il futuro, toglie opportunità ai giovani e li rende meno liberi”. Proprio nel giorno in cui il governo “con un colpo di mano” abbassa a 15 anni l’obbligo scolastico, il Pd attacca la Gelmini e lancia la proposta per “la scuola del futuro”. “La nostra è una proposta concreta – spiega Pierluigi Bersani – da fare già domani, possibile e lungimirante perché sappiamo che solo una scuola di qualità può garantire crescita al nostro Paese”. Questo, continua il segretario del Pd, “è un governo che non solo smantella il presente, ma uccide il futuro, toglie opportunità ai giovani e li rende meno liberi”. L’approvazione definitiva da parte del Senato del collegato sul Lavoro viene bollato dal Pd come “pagina nera”, in contrasto con uno dei principali obiettivi del decalogo stilato dal Partito democratico nei giorni scorsi a Varese, che è quello di combattere la dispersione scolastica, …

"Alunni diversi", di Mila Spicola

Riassumiamo. Prove nazionali sulle competenze scolastiche dei nostri ragazzi (quelle INVALSI per intenderci): gli studenti italiani sono tra gli ultimi in Europa in Matematica e in Italiano. Europa che vorrebbe da noi il triplo dei laureati e la metà di mortalità scolastica (la cosidetta “dispersione”, preferisco chiamarla mortalità). Recente studio della Fondazione Agnelli: emerge una scuola a due velocità in un paese a due velocità. Gli studenti siciliani sono molto più indietro rispetto ai coetanei del nord. Il che fece dire alla Gelmini due anni fa: gli insegnanti del Sud sono degli incapaci (e chi se la dimentica questa frase), dunque trascinano la media italiana verso il basso in maniera vertiginosa. Sarebbe colpa nostra, mia, scarsissima docente del sud, cari connazionali, se i ragazzi italiani vengono guardati così male dall’esterno. I ragazzi siciliani arrancano negli studi come arranca economicamente l’isola. E i due dati infatti sono da mettere in rapporto. Leggendo quello studio si evince che, quasi sempre, per un buon esito dell’istruzione è fondamentale appartenere ad un ceto sociale medio-alto (ma va là..) “le …

La sinistra insorge sul buono scuola: "Punisce i deboli", di Maria Teresa Martinengo

Cota ha annunciato la decisione di aumentare il buono scuola. I cinque milioni in più (da 11 a 16) per il buono scuola e l’allargamento dei parametri per facilitarne l’accesso, annunciati sabato dal presidente della Regione Cota al Festival della scuola paritaria cattolica, suscitano perplessità e proteste nella scuola statale e nel centrosinistra. «Nella scuola statale – dice Tommaso De Luca, presidente dell’Asapi, Associazione scuole autonome del Piemonte – purtroppo non ce n’è abbastanza per tutti. Esempi sono il contributo di laboratorio e soprattutto i libri di testo. Le condizioni cambiano all’improvviso per licenziamenti e cassa integrazione e le famiglie non hanno alcun “soccorso”. Le scuole stanno finendo gli avanzi di fondi del diritto allo studio con cui riuscivano ad acquistare un certo numero di testi per darli in prestito d’uso. Ci sono esigenze non prevedibili che non hanno più soluzione». Quindi, una considerazione amara: «Se i docenti si asterranno davvero dai viaggi d’istruzione, quest’anno non avremo imbarazzi: i soldi per mandare in gita i meritevoli poveri non li abbiamo. Senza gite i ragazzi ridiventeranno …