Tutti gli articoli relativi a: scuola | formazione

«La “rivoluzione” della scuola alla prova delle 3i», di Flava Amabile

La riforma promette di cambiare le classi, ma è ancora a metà Nel programma presentato da Berlusconi nel 2008, scuola e università erano nascoste sotto la voce «sostenere la famiglia, dare ai giovani un futuro» ed in quello dedicato ai servizi ai cittadini. Il Pdl prometteva «un’effettiva libertà di scelta educativa tra scuola pubblica e scuola privata; assegnazione di libri di scuola gratuiti per le famiglie meno agiate, estesa fino al 18° anno di età per garantire il diritto/dovere all’istruzione». Quella che poi si è rivelata una vera e propria rivoluzione che ha scatenato un terremoto dalle elementari ai licei e messo alla porta decine di migliaia di precari e insegnanti, due anni e mezzo fa era una formulazione ancora vaga per la necessità di sintesi chiesta dallo stesso Berlusconi. Il primo obiettivo del Pdl era «Ripresa nella scuola, per gli alunni e per gli insegnanti, delle 3i: inglese, impresa, informatica». Cosa è stato fatto in questi primi due anni e mezzo di attività di governo per l’inglese nelle scuole? «Tanto», risponde Valentina Aprea, del …

La Corte d'appello dispone il pagamento dei mesi estivi

Non un semplice giudice del lavoro, bensì una Corte d’appello, quella di Brescia, ha riconosciuto a un’insegnante il diritto al pagamento degli stipendi estivi per gli ultimi 5 anni (il pregresso non è stato recuperato per avvenuta prescrizione). L’insegnante aveva richiesto che il suo contratto di lavoro a tempo determinato fino al termine delle attività didattiche (30 giugno) fosse riconosciuto e convertito in contratto a tempo indeterminato. La Corte d’appello non ha riconosciuto il diritto di convertire il contratto a tempo indeterminato, ma ha però dato ragione alla ricorrente sulla questione del risarcimento del danno, che è stato quantificato in 13mila euro complessivi. Nel dispositivo della sentenza emessa nel luglio scorso viene affermato, tra l’altro che “ andrà individuato calcolando la differenza tra quanto effettivamente percepito dai lavoratori e quanto gli stessi avrebbero percepito qualora fossero stati subito inquadrati quali lavoratori a tempo indeterminato, ossia tenendo conto della retribuzione per i mesi estivi che non è stata corrisposta, con gli interessi di legge ”. La sentenza spiega che qualora si trattasse di una “sopravvenienza imprevista” …

Scuola SpA. Franceschini: scelta assurda, Governo smentisca

Dichiarazione on. Dario Franceschini, presidente deputati Pd “La notizia di costituire una Spa cui affidare la proprietà degli edifici scolastici e la competenza per la loro costruzione, manutenzione e messa in sicurezza è talmente assurda e inqualificabile che non posso nemmeno credere che sia vera e il governo farebbe bene a smentire subito questa intenzione. Quella della società è una proposta molto pericolosa che ricorda tanto il tentativo di costituire una Protezione civile Spa per sottrarla da tutte le regole e garanzie. Sarebbe una scelta grave, è l’opposto di una concezione federalista dello Stato. A soli tre messi dall’approvazione del federalismo demaniale il governo propone una pericolosa inversione a U e ipotizza di sottrarre ai comuni e alle province le proprietà degli edifici scolastici. Peraltro in modo centralista e verticistico e senza nessun coinvolgimento di questi soggetti. La strada per risolvere il problema dello stato fatiscente di molti edifici scolastici è di escludere dal patto di stabilità di comuni e province le spese per gli investimenti sull’edilizia scolastica.” ****** dal Sole 24 Ore di domenica …

"Al vaglio del governo una S.p.A. per migliorare la gestione delle scuole", di A.G.

La soluzione ai problemi di gestione della scuola italiana? Potrebbe risiedere in una ‘Società per azioni’, finalizzata specificatamente a migliorare l’assistenza strutturale e l’organizzazione generale dei circa 42.000 edifici scolastici italiani e delle oltre 10.000 dirigenze. A sostenerlo, domenica 10 ottobre, è un servizio di un quotidiano economico nazionale, che avrebbe a sua volta pubblicato delle indiscrezioni su un innovativo studio del Governo. Secondo quanto riportato, la S.p.A. non si limiterà alla gestione delle infrastrutture (di competenza per legge dei Comuni, per quanto riguarda gli istituti che ospitano corsi dalla scuola d’infanzia fino alle medie, e delle province per tutte le scuole superiori), ma si occuperà anche di servizi aggiuntivi come il sostegno agli studenti e la qualificazione del personale.Alla ‘Società per azioni’ sarebbe quindi conferita la proprietà degli immobili ed il rendimento sarebbe garantito dal canone di locazione, sostenuto da Comuni e Province. Teoricamente anche gli enti previdenziali potrebbero entrare nel capitale della Spa, cui potrebbe essere assegnata una parte dei finanziamenti destinati dal Cipe all’edilizia scolastica per la messa in sicurezza degli edifici …

Guardiamo al futuro. Dieci proposte per la scuola di domani

Gli obiettivi di Europa 2020 chiedono a tutti gli Stati membri di promuovere una crescita intelligente, inclusiva e sostenibile. Per il futuro dell’Italia, per tornare ad avere alti tassi di occupazione, produttività e coesione sociale, dobbiamo raggiungere un risultato molto concreto: dimezzare il nostro tasso di dispersione scolastica e triplicare il numero di laureati. Solo se sapremo investire sui saperi, scommettendo sulla qualità del capitale umano del nostro Paese e su una società della conoscenza diffusa, potremo tornare a crescere. Il rapporto annuale 2009 dell’ISTAT, fa emergere un vero e proprio allarme educativo. L’Italia ha un primato negativo in Europa: 2 milioni di giovani tra i 15 e i 24 anni non sono né a scuola, né al lavoro; vivono una condizione di vuoto a grandissimo rischio. Il tasso di abbandono scolastico è del 22%: il 12,2% degli iscritti al primo anno della scuola superiore abbandona definitivamente la scuola, il 14% al Sud. I livelli di istruzione della popolazione italiana sono troppo bassi: soltanto il 12,8% della popolazione è in possesso di una laurea, il …

"La scuola usata per la guerra", di Giuseppe Caliceti

Venerdì 300mila studenti e docenti hanno chiesto le dimissioni del Ministro delll’Istruzione. Ad essi, ieri pomeriggio, in una manifestazione regionale a Reggio Emilia, si aggiungono tanti genitori degli studenti del gruppo trasversale «Riprendiamoci la scuola». Ma Gelmini, che non ha incontrato i precari «perchè sono militanti politici», non riceve neppure gli studenti perchè «dà fastidio che la scuola non sia più proprietà privata della sinistra ». Intanto ad Adro, dopo un mese dall’inizio delle lezioni, restano in una scuola pubblica i simboli leghisti e lo Stato è latitante. E a Chieri l’assessore all’Istruzione dichiara: «A scuola i disabili disturbano. Meglio mandarli via dalla scuola per essere seguiti da personale specializzato ». È ormai la guerra di tutti contro tutti. Mentre in Piemonte si parla di far uscire da scuola gli studenti disabili, in Lombardia entrano i militari. Titolo del corso: «Allenati per la vita». Tra le materie: armi e tiro, con gare pratiche finali tra pattuglie di studenti. Il corso, organizzato dall’ufficio scolastico lombardo e dall’esercito, ha l’investitura dei ministri Gelmini e La Russa. Obiettivo? …

"Giornata dei diritti delle persone down. Le associazioni: «Gelmini ci penalizza»", di Luciana Cimino

L’Italia è ancora un paese che tutela i bambini deboli? Nel Lazio, come l’inchieste de l’Unità hanno dimostrato nei giorni scorsi, i tagli alla sanità della giunta Polverini hanno penalizzato i centri di riabilitazione e quindi le famiglie con ragazzi disabili che si sono visti negare le cure essenziali. Nel resto del Paese è la contestata riforma Gelmini a creare difficoltà ai genitori dei bambini con handicap. «Il percorso formativo delle persone disabili è penalizzato», denunciano dal CoorDown, il coordinamento nazionale che riunisce oltre 80 associazioni che si occupano di sindrome di down e che quest’anno ha scelto come tema per la Giornata Nazionale delle persone con sindrome di Down, in corso oggi sotto l’Alto patronato del Presidente della Repubblica, proprio la scuola. «La composizione di classi di 30 alunni, i ritardi nelle nomine degli insegnanti di sostegno, la mancanza di un tetto massimo di alunni con disabilità nella stessa classe, la consuetudine di accorpare gli alunni con disabilità con un unico insegnante di sostegno fuori della classe, l’utilizzo dell’insegnante di sostegno per supplenze: questa …