«La “rivoluzione” della scuola alla prova delle 3i», di Flava Amabile
La riforma promette di cambiare le classi, ma è ancora a metà Nel programma presentato da Berlusconi nel 2008, scuola e università erano nascoste sotto la voce «sostenere la famiglia, dare ai giovani un futuro» ed in quello dedicato ai servizi ai cittadini. Il Pdl prometteva «un’effettiva libertà di scelta educativa tra scuola pubblica e scuola privata; assegnazione di libri di scuola gratuiti per le famiglie meno agiate, estesa fino al 18° anno di età per garantire il diritto/dovere all’istruzione». Quella che poi si è rivelata una vera e propria rivoluzione che ha scatenato un terremoto dalle elementari ai licei e messo alla porta decine di migliaia di precari e insegnanti, due anni e mezzo fa era una formulazione ancora vaga per la necessità di sintesi chiesta dallo stesso Berlusconi. Il primo obiettivo del Pdl era «Ripresa nella scuola, per gli alunni e per gli insegnanti, delle 3i: inglese, impresa, informatica». Cosa è stato fatto in questi primi due anni e mezzo di attività di governo per l’inglese nelle scuole? «Tanto», risponde Valentina Aprea, del …
