Tutti gli articoli relativi a: scuola | formazione

Adro: Sos Gelmini

Nessuna ammissione di responsabilità, né grandi sforzi per risolvere il problema della scuola di Adro tappezzata da simboli leghisti. Il ministro dell’Istruzione delude anche durante il question time presentato dal Pd. La politica resti fuori dalla scuola. Nessuna strumentalizzazione dei bambini. Questa è stata la risposta alquanto vaga del ministro Gelmini durante il question time presentato dal deputato del Pd Paolo Corsini in merito alla vicenda della scuola elementare di Adro riempita di simboli del sole delle Alpi, ovvero il simbolo della Lega. Ma come era ovvio, il ministro meno amato del fallimentare governo Berlusconi non ha avuto il coraggio di stigmatizzare l’ipocrisia della scelta del sindaco leghista di tappezzare di simboli politici la scuola di Adro, bensì il ruolo dell’opposizione colpevole di aver strumentalizzato l’accaduto. Che faccia tosta! “Ricordo infatti moltissime manifestazioni nelle quali bambini di 6-7-8 anni esponevano cartelli contro ministro e contro il governo. Oggi come allora, ritengo che la politica di destra e di sinistra debba sempre rimanere fuori dalla scuola” ha dichiarato il ministro. Nella sua replica, Corsini non ha …

"Perché dovremmo essere contenti?", di Giuseppe Caliceti

Cara Gelmini, lei continua a parlare di riforma epocale. In realtà si tratta di un grande pasticcio. I suoi tagli sconsiderati a fondi e personale mettono in ginocchio la scuola pubblica e depotenziano ai minimi storici l’offerta formativa a studenti e alunni. E in più di un punto contraddice alcuni articoli della nostra Costituzione e alcune leggi dello Stato che dovrebbe conoscere. Bisognerebbe che si informasse di più. Bisognerebbe che sapesse come i tagli alle elementari, cancellando la compresenza, di fatto cancellano il tempo pieno, fatto di tempi distesi e lavoro a piccoli gruppi di livello, laboratori e uscite didattiche, trasformandolo in una sorta di doposcuola che penalizza fortemente la qualità dell’apprendimento e dello star bene a scuola degli alunni. Bisognerebbe che tenesse sempre presente come i Paesi Ocse spendono in media il 5,7% del Pil per il loro sistema scolastico, mentre l’Italia spende solo un vergognoso 4,5%. E rileggesse la nostra Costituzione quando parla di scuola laica e gratuita. Mentre oggi i genitori degli alunni devono sborsare contributi. In alcuni casi anche di 150/200 …

Scuola Adro: Ghizzoni (Pd), Gelmini viene meno al suo ruolo istituzionale

“Ancora una volta abbiamo avuto la prova che il ministro Gelmini viene meno al suo ruolo istituzionale: se un genitore vuole portare suo figlio a una manifestazione pubblica è libero di farlo, ma un sindaco non può occupare uno spazio pubblico come è la scuola con simboli di partito, spinto solo dalla sua ideologia, come sta avvenendo ad Adro. Il ministro della Pubblica istruzione deve essere il garante della funzione educativa della scuola che non può essere appannaggio di nessun partito. Mariastella Gelmini ha mostrato solo i suoi tentennamenti, negando per l’ennesima volta una netta condanna contro le scelte del sindaco di Adro, senza dare un’indicazione concreata per ripristinare la legalità”. Lo afferma Manuela Ghizzoni, capogruppo del Pd nella commissione Cultura di Montecitorio. ****** Scuola Adro: Corsini (Pd), Gelmini non competente, Maroni si sottrae “Sul caso della scuola di Adro, in provincia di Brescia, la risposta del ministro Gelmini al question time, è stata contraddittoria ed evasiva e il suo comportamento inerte ed inefficace, tanto che non ha fornito nessuna indicazione concreta affinchè sia ripristinata …

"Regolamento formazione iniziale degli insegnanti, un'occasione perduta", di Fabrizio Dacrema

Il nuovo regolamento sulla formazione iniziale degli insegnanti fornisce un’ulteriore conferma della vacuità politica del Ministro Gelmini. Questa è una della poche materie in cui il Ministro ha deciso senza essere sotto il comando dei tagli ordinati da Tremonti. Avrebbe quindi potuto fornire qualche prova dei sui proclamati intenti di modernizzazione della scuola. Invece tutti i nodi che si è trovata di fronte o li ha lasciati irrisolti o li ha sciolti in senso conservatore. Parliamo di una di quelle vicende – la formazione iniziale degli insegnanti – in cui la politica scolastica italiana ha accumulato enormi ritardi. Solo i decreti delegati del 1974 (conquistati con la minaccia di sciopero generale dei sindacati confederali) stabiliscono finalmente che per insegnare è necessaria una formazione specialistica e universitaria. Passano però altri 16 anni prima che il Ministro dell’Università Ruberti predisponga i percorsi e si deve aspettare il 1998 per trovare un Ministro dell’Istruzione – Berlinguer naturalmente – che metta in atto questa riforma. Prendono così avvio i corsi di laurea in scienze della formazione primaria e le …

Napolitano: «Occorre ridurre il debito, ma non si risparmia sull’Istruzione», di Marcella Ciarnelli

«Ho conosciuto molte persone che si sono pentite di non avere studiato abbastanza, nessuno che si sia pentito di avere studiato troppo. Non perdete l’opportunità che avete e, mi raccomando, quest’anno, proprio quest’anno mettetecela tutta ». Questo l’invito affettuoso rivolto dal presidente della Repubblica al termine del discorso con cui ha dato ufficialmente il via all’anno scolastico. Migliaia di ragazzini e docenti nel cortile del Quirinale, tanti altri in collegamento dalla Reggia di Venaria nei pressi di Torino e dal Palazzo Reale di Napoli. Un filo ideale di unità tra tre luoghi simbolo nell’anno in cui sono in pieno svolgimento le celebrazione del compleanno numero centocinquanta «dell’Italia unita in cui crediamo ». Certo il Paese è molto diverso da allora. Nel secolo e mezzo trascorso ci sono stati «enormi progressi».Ma se il «complicato sistema dell’istruzione italiana» non si trova certo più a misurarsi con l’analfabetismo «restano forti disparità territoriali» e «le differenze» tra Nord e Sud «non si sono annullate». Si starà «anche correndo più in fretta di altri ma non abbiamo raggiunto i paesi …

"Alla scuola militare", di Francesco Anfossi

Con un accordo Gelmini-La Russa via a un corso che prevede la divisione degli studenti in “pattuglie”, lezioni di tiro con la pistola ad aria compressa e percorsi “ginnico-militari”. Si chiama “allenati per la vita”. E’ il corso teorico e pratico, valido come credito formativo scolastico, rivolto agli studenti delle scuole superiori, frutto di un protocollo tra ministero dell’Istruzione e della Difesa. E che cosa serve a un ragazzo per allenarsi per la vita? Esperienze di condivisione sociale, culturale e sportive , informa la circolare del comando militare lombardo rivolta ai professori della regione. Dopo le lezioni teoriche “che possono essere inserite nell’attività scolastica di “Diritto e Costituzione” seguiranno corsi di primo soccorso, arrampicata, nuoto e salvataggio e “orienteering”, vale a dire sopravvivenza e senso di orientamento, (ma l’autore della circolare scrive orientiring, coniando un neologismo). Non solo, ma agli studenti si insegnerà a tirare con l’arco e a sparare con la pistola (ad aria compressa). E in più “percorsi ginnico-militari”. Il perché bisogna insegnare la vita e la Costituzione a uno studente liceale facendolo …

Scuola, Pd: governo ascolti monito Napolitano, abbandoni politica tagli

Ghizzoni: riforma universitaria è banco di prova, servono almeno 1.350 milioni €. “Il governo ascolti il monito del capo dello Stato e abbandoni definitivamente la politica dei tagli perché ogni euro in più nella ricerca e nel sapere non è un costo per lo Stato ma un investimento”. Così la capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni commenta le parole del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano che oggi ha ribadito che nella ‘ripartizione delle risorse pubbliche disponibili bisogna riconoscere la priorità alla ricerca e all’istruzione’. “Augurandomi – prosegue Ghizzoni – che questo appello non cada nel vuoto chiedo alla maggioranza e al governo di dimostrare la propria volontà già nel corso dell’esame della riforma dell’università in discussione alla Camera. E’ quello il banco di prova per ripristinare quel miliardo e trecento cinquanta milioni di euro che mancano all’appello per l’università solo per il prossimo anno. Si tratta di una cifra imponente che non può essere recuperata grattando i ‘barili di Tremonti’ e che necessita di una precisa volontà politica di reinvestire nel …