Tutti gli articoli relativi a: scuola | formazione

"Il ministro: precari assunti in 7 anni. Ma i dati non dicono così", di Franco Bastianini

Gli incarichi a tempo indeterminato nei confronti dei 220 mila docenti inclusi nelle graduatorie provinciali ad esaurimento dovrebbero completarsi entro i prossimi sette anni, secondo quanto ha dichiarato recentemente il ministro dell’istruzione Gelmini. Una dichiarazione che fa a pugni con quanto affermato dallo stesso ministro solo una settimana prima: «Nessun governo mai potrà assumere 220 mila precari». I «nuovi» dati del ministro sono stati confutati anche dalla Cisl scuola in un dossier sul precariato sia con riferimento al numero dei docenti inclusi attualmente nelle graduatorie ad esaurimento, 230 mila anziché 220 mila, sia con riferimento ai tempi necessari per il loro riassorbimento mediante appunto i contratti a tempo indeterminato. L’organizzazione ha stimato che un tempo ragionevole dovrebbe essere di 12 anni. ItaliaOggi è andata a esaminare le proiezioni sui pensionamenti, variabile fondamentale per capire i tempi di attesa perché i precari possano entrare. Manca ovviamente un altro dato essenziale: il contingente che si vorrà di anno in anno assumere e soprattutto come lo si vorrà suddividere tra i vari canali di reclutamento, ovvero tra concorso …

Scuola, Pd: Gelmini vuole Bibbia in classe? La porti in Consiglio dei ministri, governo non conosce carità

“Il ministro Gelmini cominci con portare la bibbia in consiglio dei ministri visto che molti suoi colleghi non conoscono il significato della parola carità”. Così la capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni replica al ministro dell’istruzione, Mariastella Gelmini che, nel giorno in cui Maroni ha detto che è lecito sparare sui clandestini, ha proposto la lettura della Bibbia nelle scuole. “Con la sua lettera sembra che il ministro Gelmini cerchi rifugio nella Bibbia per nascondere il caos valoriale che regna in un governo che giustifica chi spara sui clandestini, che promuove la prostituzione per fare carriera e che pensa che l’uguaglianza davanti alla legge sia da valutarsi caso per caso”. ****** l’On Ghizzoni risponde alle dichiarazioni di Gelmini da Corriere online «Leggiamo la Bibbia nelle scuole» La Gelmini: «E’ un’iniziativa a cui sono favorevole come ministro, come credente e come cittadina» Una proposta che farà discutere. «La lettura della Bibbia nelle scuole è un’iniziativa a cui sono favorevole come ministro, come credente e come cittadina italiana». Lo scrive il ministro dell’Istruzione …

Parte da Bologna la mobilitazione dei Democratici

Al via la campagna del Pd in difesa della scuola pubblica. Esponenti del Partito davanti alle mille scuole della regione per incontrare genitori, alunni, e insegnanti. Una grande mobilitazione in difesa della scuola pubblica per «destare l’attenzione ma anche la rabbia dei genitori che dovranno interrogarsi sul perché i loro figli, ad esempio, non avranno un posto alla materna: la responsabilità è del Governo e noi dobbiamo ribadire che quello non è il nostro modello». Queste le parole del segretario del Pd Raffaele Donini nel presentare l’iniziativa «La scuola che vorrei»: una protesta nazionale fatta di incontri, dibattiti e volantinaggio che parte dall’Emilia-Romagna oggi, primo giorno di scuola, e proseguirà fino ai primi di ottobre. Donini oggi sarà alle scuole De Amicis, quelle dove il segretario ha preso l’impegno con le famiglie affinché venisse risolto il problema delle siringhe lasciate dai tossicodipendenti. «È un’offensiva democratica – spiega Donini – che vuol far crescere la consapevolezza diffusa che la scuola, non si può più sacrificare». Obiettivo del Pd è quello di raggiungere mille scuole, riferisce la …

"Forse per Gelmini la scuola pubblica è di sinistra?", di Fabio Luppino

Poteva fermarsi alla sottovalutazione bonaria dei simboli leghisti nella scuola di Adro, comunque fatto grave per un ministro. Gelmini ha voluto strafare, denotando protervia culturale e voglia di rivincite antiche quando ha detto che il pericolo vero sono i simboli di sinistra nelle scuole. Sono progressista di formazione, di sinistra ma senza illusioni, scarsamente ideologico, socialdemocratico dentro il Pci. Ma mi avrebbe molto seccato, fortemente contrariato trovare nelle scuole dei miei figli «simboli di sinistra », così come le pennellate celtiche di Adro, anche di più. Passo in rivista più e più volte quello che vedo entrando in una scuola (perché non si può essere sempre contro per principio), ma ho grandi difficoltà ad accogliere la preoccupazione del ministro. Il crocefisso? No. La foto del Presidente della Repubblica? No, non poteva parlare di quella. I presidi con la porta aperta, a volte? Certo potrebbero generare sospetti, ma di sinistra è un po’ più forte, direi. Bidelli (personale Ata, sì) senza divisa? Certo, qualche decennio fa le avevano, a volte azzurre, a volte nere, ma adesso …

"La riforma epocale", di Osvaldo Roman

Meno scuola per tutti: il principio “pedagogico” della riforma Tremonti-Berlusconi-Gelmini. Oggi la Gelmini autentica “velina della riforma” la definisce epocale. In realtà di “epocale” oltre ai gravissimi danneggiamenti provocati al nostro sistema di istruzione che chiaramente favoriscono la sua privatizzazione ci sono solo: – il singolare “principio pedagogico”, (privo di precedenti almeno nell’area OCSE) che la guida, si può sintetizzare con: “meno scuola per tutti”. Infatti nessun obiettivo qualitativo è stato posto alla base della riforma. Essa si fonda soltanto su un obiettivo di risparmio della spesa. Il rapporto tra il numero degli studenti e quello degli insegnanti deve passare da quel 8,94 (7.768.506 su 868.542) dell’anno scolastico 2008-09 al 9,94 del 2011-12. Tutto il resto non interessa. Accade cosi che mentre con le misure adottate dal governo Prodi nel biennio precedente l’aumento del numero di alunni per classe, differenziato per tipi di scuole riguardava solo le situazioni dove non si verificava un eccessivo affollamento, il parametro posto da Tremonti incide sull’intero sistema. E’ evidente infatti che porsi come obiettivo un taglio “lineare” significa coinvolgere …

Che bel avvio di anno scolastico! Cronache dai territori

“Al mercato delle maestre”, di Flavia Amabile Al mercato delle maestre si va con una pila di fogli, una cartina di Roma e provincia, e una quantità infinita di pazienza in tasca. Perché sarà stato anche il primo giorno di scuola quello di ieri ma mentre la campanella suona per far entrare gran parte degli alunni italiani nelle aule nei corridoi e negli atri di alcuni istituti si affollano centinaia di precari in attesa di recuperare una supplenza. A Roma l’appuntamento di ieri mattina per i disoccupati della scuola dell’infanzia è a pochi passi dalla stazione Termini, all’istituto Manin. Subito oltre la soglia una folla di persone scorre con ansia alcuni fogli fissati con puntine da disegno ad un pannello. Liste interminabili di nomi e codici, interrotte da alcuni segni in rosso, altri in verde, e numeri scritti, riscritti, semicancellati. L’albo delle promesse per maestre e maestri romani ancora senza lavoro. Sono persone di ogni età, mamme con bambini piccoli, coppie che si tengono per mano, anziane maestre che non sono mai riuscite a diventare …

Scuola, Ghizzoni: il governo italiano va contromano

Gli Stati investono sul sapere, L’Italia rinuncia alla sfida del futuro. A Modena avremo 1500 studenti in più e 200 insegnanti in meno. Lettera aperta dell’on. Manuela Ghizzoni, capogruppo Pd in commissione Cultura, scienze e istruzione della Camera, in occasione dell’apertura dell’anno scolastico. Caro direttore, Centomila allievi modenesi di tutte le età in queste ore si stanno sedendo tra i banchi di scuola per cominciare un anno scolastico che purtroppo sarà carico di problemi. Abbiamo la necessità di aggiornare ulteriormente il nostro sistema educativo per tenerlo più al passo coi tempi, ma avremo meno risorse disponibili. Avremo più studenti dello scorso anno (e questo è un bene), ma meno insegnanti (e questo è un male). Anche l’organico di fatto, gli insegnanti assegnati a fronte della reale esigenza delle scuole, è largamente insufficiente per rispondere alla crescita degli alunni. Purtroppo niente è più oggettivo della freddezza dei numeri: a fronte di 1500 studenti in più avremo 200 insegnanti in meno. La scuola e l’università sono state utilizzate negli ultimi due anni come un bancomat dal Governo …