Tutti gli articoli relativi a: scuola | formazione

"Lottare per il futuro. Noi studenti vogliamo la scuola pubblica", di Sofia Sabatino

Questo governo sta letteralmente distruggendo la scuola pubblica. L’attacco che si sta mettendo in campo non ha precedenti nella storia del nostro paese. Stanno, senza troppi convenevoli, smantellando ogni tassellino che con sforzi disumani, era stato messo in piedi da docenti, studenti e genitori che amano e difendono la scuola pubblica. La cosa peggiore che questo sfacelo viene attutito e celato da una fortissima campagna mediatica che la Gelmini, e questo governo in generale, hanno messo in campo. Il taglio di 8 miliardi di euro in 3 anni approvato dalla scorsa finanziaria, dovrebbe terribilmente stonare con l’idea di scuola che dice di portare avanti il nostro ministro: una scuola “meritocratica”, dove finalmente si sono abbandonati i buonismi del ‘68 e che predilige prima di tutto la qualità. Invece ci troviamo davanti ad una gigantesca psicosi fra la realtà che il nostro ministro descrive, e quello che ogni giorno si palesa davanti ai nostri occhi: una scuola pubblica che non è più pubblica, privata di tutto, che non ha neanche la possibilità di svolgere le sue …

"L´insostenibile declino di chi deve educare il Paese", di Domenico Starnone

Non è mai esistita un´età dell´oro dei docenti presso l´opinione pubblica. I luoghi comuni sono di antica data e duri a morire, ma nascono dai problemi reali irrisolti. È rimasto insoluto per oltre un secolo il problema della convivenza tra la concezione elitaria della cultura e la necessità della scolarizzazione di massa. Le polemiche sui tagli alla scuola e le proteste dei professori precari riportano d´attualità la questione della qualità dell´istruzione in Italia. C´è un libro che si chiama Il manuale del perfetto professore di Dino Provenzal. Si rivolge agli insegnanti di scuola media di inizio secolo (quelli che Papini partendo da “scuola media” aveva battezzato mezzani). La scuola è rappresentata come luogo di conflitto con gli alunni («il primo e più arduo problema è mantenere la disciplina», ci sono «professori che non oserebbero salire in cattedra una sola volta, senza quel fido compagno che è il registro») ; i docenti si interrogano per capire se sono miserabili impiegati (allora c´era anche chi li chiamava impiagati) o qualcosa in più; si ammette che «non tutti …

«Se la scuola cade a pezzi», di Tito Boeri e Fausto Panunzi

Il Ministro Gelmini è stata molto presente nel dibattito pubblico estivo, intervenendo ad esempio sui contrasti tra il Premier Berlusconi e il Presidente della Camera Fini, sui licenziamenti della Fiat o semplicemente parlando della sua vita privata. Non ha neanche trascurato i suoi doveri di Ministro dell’Istruzione, rassicurando le scuole paritarie che i fondi a loro destinati non sarebbero stati toccati. Ma nulla ha detto e, soprattutto, fatto per l’edilizia scolastica. Nessun piano per migliorare gli edifici scolastici in cui le famiglie italiane manderanno tra pochi giorni i loro figli. Secondo i dati disponibili, due edifici su tre hanno più di 30 anni. Di questi solo il 22% è stato ristrutturato. Certo, c’è la crisi. Certo, è importante che i conti pubblici restino in equilibrio. Ma gli investimenti nella scuola e nell’università sono irrinunciabili per un Paese che non voglia perdere terreno nella competizione internazionale. C’è sempre chi dice che i problemi della scuola sono ben altri, ma crediamo che tutti siano disposti a riconoscere che è difficile lavorare bene in scuole con aule a …

"La sinistra non c’entra, i precari sono aumentati con Craxi e la Dc", di Fabio Luppino

Gelmini contando sulla scarsa memoria di politici e commentatori lancia slogan che non hanno alcun fondamento storico e anche politico. L’ultimo è il seguente: l’abnorme numero di precari è colpa della sinistra. Proviamo a spiegare quanto questa affermazione faccia a botte con la realtà delle cose. I precari della scuola hanno seguito lo stesso percorso del debito pubblico. Il rigonfiamento senza ritorno si ebbe nel decennio 1980-1990 che mai vide alla guida del governo un uomo di sinistra. Erano gli anni del pentapartito di Craxi, degli sfondamenti, dell’onda lunga, della magnifica epoca in cui si dilapidava il patrimonio pubblico e si fece raddoppiare il debito con pratiche che l’inchiesta Tangentopoli svelò nelle più trite degenerazioni. E a fare i ministri della Pubblica Istruzione si succedettero nell’ordine Valitutti (Pli), Bodrato-Falcucci- Galloni-Mattarella-Bianco-Misasi (tutti Dc). Erano anche gli anni in cui si bandivano concorsi (quello alle Poste divenne leggendario) per cinquemila posti che, per motivi elettorali, vista la breve durata di alcuni esecutivi, venivano artatamente elevati a quindici-ventimila, anche se non servivano. Nella scuola, che ancora viveva della …

"Istruzione, la linea suicida della Gelmini", di Vittorio Emiliani

Da anni l’Italia spende poco e male per l’istruzione. Ma con questo governo spende sempre meno e sprofonda al penultimo gradino fra i 33 Paesi dell’Ocse, lontanissima da Scandinavia, Usa, Regno Unito, o Francia, lontana da Austria e Portogallo. Dal 5%circa di PIL del governo Prodi al 4,7 % indicato dall’Ocse prima dell’ultima sciagurata manovra. Il ministro Gelmini prende lo spunto per gloriarsi dei suoi tagli sulla pelle dei precari sostenendo che il rapporto “spinge ad andare avanti con le riforme”. Quali, se per ora l’intero comparto – dalle materne all’Università – viene sottoposto ad una dieta delle più debilitanti? Avremmo capito se avesse mantenuto inalterata la spesa e destinato una quota maggiore ad investimenti in strutture, edifici, laboratori, servizi di supporto, e ad incentivi al merito. No, siamo di fronte ad un governo che sa solo calare la scure su istruzione, cultura e ricerca, cioè sul futuro del Paese. Una linea suicida. Tanto più che l’Italia detiene già la “maglia nera” dei laureati. Stiamo infatti andando (ma con le discusse lauree brevi) verso il …

"Scuola e famiglia, il patto saltato. La vera riforma è ripartire da qui", di Marco Rossi-Doria

Il tema della scuola è il tema decisivo per chi vuole costruire un’alternativa in questo Paese. Perché ci interroga – tutti – su cosa vogliamo per le future generazioni. Riguarda certamente cosa e soprattutto come si apprende oggi. Che è cosa diversa da ieri e diversa da quel che c’è. Dobbiamo e possiamo proporre una riflessione su questo. Ma ancor prima c’è un altro tema. Che chiama al dibattito. Sono cambiati per sempre i fondamenti sui quali si è a lungo basata la scuola. Infatti è saltato il patto implicito tra scuola e famiglia. Manca, più in generale, il patto tra adulti. Che sta alla base del rivolgersi alle nuove generazioni con vero rispetto e autorevolezza. I docenti di oggi non possono più dare per scontato l’accordo con i genitori dei propri alunni com’è stato per decenni. Né possono farlo gli allenatori sportivi, i capi scout, gli animatori delle parrocchie, ecc. Questa rottura del patto tra adulti ha molte cause. Che riguardano il nostro comune paesaggio antropologico e vanno ben oltre l’essere di destra e …

Scuola, Pd: da Ocse netta bocciatura tagli Gelmini

Ghizzoni: per colpa Governo siamo il fanalino di coda in Europa. “I dati presentati oggi dall’Ocse sulla spesa media scolastica sono la conferma che la politica dei tagli del ministro Gelmini è stata dettata unicamente da una matrice ideologica e che non era, e non è confortata, da alcun elemento di realtà”. Così la capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni commenta i dati del Rapporto Ocse 2010 sull’Educazione sottolineando come “il ministro sia ormai isolato a livello internazionale perché si ostina a considerare la spesa per la scuola come un costo e non come un investimento. I dati parlano chiaro – sottolinea Ghizzoni –mentre negli altri paesi la spesa pubblica per istruzione aumenta da noi si riduce: siamo ormai il fanalino di coda in Europa e dopo i tagli delle due ultime finanziarie la situazione è destinata anche a peggiorare. Insomma – prosegue Ghizzoni – il ministro Gelmini ha completamente sbagliato rotta e dovrebbe prendere atto di questa netta bocciatura internazionale. Nella prima seduta della commissione Cultura – conclude la democratica …