Tutti gli articoli relativi a: scuola | formazione

«C’è la crisi, paga la scuola», Bersani abolisce la Gelmini, di Rudy Francesco Calvo

Sul palco della Festa con Podesta e Gonzalez: quale ricetta per la ripresa? «Quando ci chiedono qual è la collocazione internazionale del Pd, eccola, è questa qua precisa». Pier Luigi Bersani seduto sul palco della Festa torinese (davanti alla folla delle grandi occasioni) tra uno dei massimi pensatori dei democratici americani, John Podesta, e l’ex premier socialista spagnolo Felipe Gonzalez “vede” già nei fatti una casa comune del progressismo mondiale. E individua già anche le sfide che essa ha di fronte: «Lavoro e reddito, clima e politiche ambientali, pace e diritti. Se riusciamo a dare l’esempio, unificando i nostri programmi su questi temi, potremo dare una mano al pianeta». Nell’immediato, la domanda a cui dare una risposta è la via d’uscita dalla crisi finanziaria. Con essa si sta scontrando Obama, che «ha avuto successo nello stabilire le basi di una nuova economia – ricorda Podesta – a partire dalla sanità, realizzando il sogno di generazioni di democratici americani. Adesso invece la gente vuole che torni a concentrarsi sull’oggi, sul lavoro, la scuola, la produzione. Obama …

"Dal ministero altre 80 cattedre. Caos nomine nelle province", di Alice Loreti

Il buco resta, ed è una voragine. Ma per le scuole emiliano-romagnole una bella notizia c’è. Lunedì il ministero ha concesso altre 80 cattedre ai nostri istituti. Posti che verranno coperti dai precari e che saranno utilizzati per gli sdoppiamenti delle classi troppo numerose e per le materne. Soprattutto quelle bolognesi. Sempre lunedì, infatti, il dirigente dell’Ufficio scolastico regionale (Usr), Marcello Limina, ha avuto un breve colloquio telefonico con il commissario, Anna Maria Cancellieri. E, secondo indiscrezioni, Limina avrebbe indicato al commissario l’obiettivo primario di “rimpolpare” il personale delle materne bolognesi. Il conto adesso arriva a 171 cattedre concesse in più da Roma. Anche se il fabbisogno si aggira intorno ai 350 posti per elementari, medie e superiori, più 218 solo per le materne.«Apprendiamo questa notizia dalla stampa – afferma Raffaella Morsia, segretario regionale Cgil scuola -. Di certo 80 posti sono insufficienti. Ma è la dimostrazione che le battaglie, se vere e condivise, alla fine pagano». I sindacati sono in attesa della convocazione di un incontro urgente con il direttore dell’Usr, per condividere, insieme …

“Rete Ricerca Pubblica” e “Rete29Aprile” insieme per la Ricerca e la Scuola Pubblica

La “Rete Ricerca Pubblica” (libera aggregazione di lavoratori della ricerca pubblica per la salvaguardia della libertà e dell’indipendenza della ricerca in Italia – http://retericercapubblica.blogspot.com/) e la “Rete29Aprile” (rete dei ricercatori universitari http://www.rete29aprile.it/), nella volontà di unire le proprie forze per una battaglia in difesa dell’autonomia e dell’indipendenza della Ricerca in Italia che sia di tutti i Ricercatori Italiani (Enti di Ricerca Pubblici e Università Pubbliche), dichiarano totale solidarietà e appoggio a tutti i lavoratori precari della scuola pubblica che da mesi protestano contro la legge 133 e da giorni sono in sciopero della fame a Montecitorio per difendere la scuola pubblica in vista dell’avvio del nuovo anno scolastico per il quale sono previsti ingenti tagli di risorse e di personale che faranno piombare circa 20.000 precari della scuola nella disoccupazione. Ricercatori e insegnanti della scuola pubblica sono accomunati dall’essere parte del sistema di produzione e diffusione della conoscenza e della cultura del nostro Paese, sistema che in questi mesi sta vivendo un attacco frontale inedito e pericoloso, un attacco fatto di tagli pesantissimi ed ingiustamente …

"Falsi Handicappati o medici compiacenti", di Federico Niccoli

Prima dell’inizio di ogni anno scolastico, si fanno le pulci ai vari dislivelli nell’ “approvvigionamento” delle risorse umane tra Nord e Sud. Ultimo, in ordine di tempo, è Gian Antonio Stella che, in un’inchiesta molto documentata sul Corriere della Sera, si occupa della crescita esponenziale, soprattutto negli ultimi anni, degli alunni disabili, che diventano un formidabile propellente per la costruzione di cattedre di “sostegno” nei vari gradi e ordini di scuole. Tutto ciò avviene nel dopo Cristo di Gelmini e Brunetta, i quali, a fronte di roboanti proclami sulla serietà e sul rigore, incassano clamorosi insuccessi nella pubblica amministrazione e nella scuola reali. L’analisi di Stella è, come sempre, puntuale. Sulle cause del fenomeno indagato serve un supplemento di attenzione. È sicuramente esatto che, come per tante altre situazioni della pubblica amministrazione, il numero degli handicappati certificati nelle regioni meridionali è molto più alto (sia in termini assoluti che in termini percentuali) rispetto alla stessa categoria presente nelle scuole del Nord: dove la disoccupazione morde con più asprezza, i malcapitati insegnanti e l’apparato istituzionale circostante …

"Se si uccide la scuola pubblica", di Sofia Toselli*

Si riapre un nuovo anno scolastico all’insegna dell’incertezza e del disorientamento. La scuola superiore in particolare è nel caos più totale. Tagli di organico, di materie, di ore di lezione. Persino nelle classi già avviate si cambia in corsa. Mentre l’assenza di un organico funzionale, classi più numerose, la mancanza di risorse, il ritorno ad un lavoro individualista e autoritario, l’introduzione di indicazioni nazionali povere culturalmente con obiettivi di apprendimento impraticabili, disegnano uno scenario particolarmente pesante: aumenteranno disagio, demotivazione, dispersione; si allontaneranno gli obiettivi di Lisbona; non miglioreranno gli esiti delle prove Ocse-Pisa. Oggi ci troviamo di fronte a un processo di ridefinizione del ruolo della scuola pubblica, espropriata della sua funzione costituzionale: quella di creare inclusione, di rimuovere i condizionamenti sociali, gli ostacoli all’uguaglianza. Anzi, le disuguaglianze di partenza sono diventate il criterio con cui viene ripensato il nuovo modello scolastico. Sembrerebbe che, attraverso la scuola, si stiano creando le condizioni perché i più deboli siano messi ai margini della società in modo definitivo e irreversibile. Altro che scuola del merito e della qualità. …

Nessuna alternativa all'ora di religione: scuola padovana condannata dal tribunale

L’istituto Vivaldi dovrà risarcire i genitori, dichiaratisi atei, di una bimba che aveva scelto di non seguire l’insegnamento. Il Tribunale Civile di Padova ha condannato a un risarcimento danni di 1.500 euro l’Istituto Comprensivo Vivaldi di Padova e il Ministero dell’Istruzione, per «comportamento discriminatorio indiretto» connesso alla religione a scuola. A promuovere la causa due genitori padovani, dichiaratisi atei, che lo scorso anno scolastico hanno scelto di non far partecipare la loro bambina all’ora di religione. Ma all’elementare cui era stata iscritta la figlia non era previsto l’insegnamento alternativo alla religione. I due genitori hanno così presentato ricorso in Tribunale contro la scuola vedendosi riconosciuto il risarcimento. I giudici del Collegio hanno stabilito nella sentenza che gli insegnamenti alternativi sono «facoltativi ma devono essere offerti obbligatoriamente per rendere effettiva la scelta compiuta dallo studente». il gazzettino.it 31.08.10

Scuola. Pd, Gelmini rompa l’altezzoso silenzio sui precari e dia i dati sul tempo pieno

Il ministro ha annunciato una conferenza stampa, speriamo non per dare nuove picconate alla scuola pubblica. “Attendiamo fiduciosi la conferenza stampa del ministro Gelmini sull’apertura del nuovo anno scolastico perché vorremmo sentire le sue parole su almeno due questioni: la prima, dopo l’incomprensibile quanto altezzoso silenzio del ministro, sul dramma dei precari, l’altra sui dati del tempo pieno, in termini assoluti e in percentuale rispetto agli anni precedenti, tenuti nascosti nei cassetti del ministero e negati anche a fronte di una mia interrogazione parlamentare”. Lo afferma Manuela Ghizzoni, capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera, la quale ricorda che “saranno almeno 20 mila i docenti precari che non lavoreranno nel prossimo anno scolastico a causa delle politiche draconiane di Berlusconi, Tremonti e Bossi. Si tratta di professionisti ai quali abbiamo affidato fino ad oggi l’educazione e l’istruzione dei nostri ragazzi e che ora si vedono letteralmente scaricati, con tutto ciò che questo significa anche sul piano del diritto degli studenti alla continuità didattica. Inoltre, non capiamo perché i dati sul tempo pieno siano segreti: …