Tutti gli articoli relativi a: scuola | formazione

"I nuovi tecnici? Da rifare", di Carlo Forte

Una bocciatura e un rinvio. È il bilancio dell’attività di valutazione effettuata dal Consiglio nazionale della pubblica istruzione, rispettivamente, sui decreti che tagliano le ore negli istituti tecnici e professionali e sull’analogo provvedimento che rielabora le classi di concorso delle secondarie. Il procedimento dei emanazione dei regolamenti ministeriali prevede, infatti, che prima dell’emanazione il ministero debba acquisire il parere del parlamentino dell’istruzione. E sebbene non vincolante, tale parere va tenuto nel debito conto. Perché in sede di contenzioso può costituire un’arma molto efficace per demolire i provvedimenti, quando essi contengono vizi di legittimità già evidenziati in sede consultiva e non successivamente sanati. Taglio delle ore La bocciatura senza appello riguarda i decreti emanati dal ministero del ridurre le ore di lezione nelle classi intermedie dei tecnici e dei professionali, che partono già da quest’anno. Secondo il consiglio nazionale della pubblica istruzione si tratta di interventi attenti al solo contenimento della spesa e non indirizzati a tenere fermo il raccordo dei modelli organizzativi della didattica con i risultati di apprendimento. I decreti interministeriali andrebbero anche oltre …

"Un passo alla volta per resistere e provare a cambiare", di Mila Spicola

Basta un piccolo passo alla volta per cambiare», diceva qualcuno che di cambiamenti se ne intendeva, Gandhi. Lo ripeto ai miei ragazzi quando mi dicono, pigramente, «non sono capace» e bloccano a mezz’aria matite e colori. Basta un piccolo passo alla volta per fargli buttare giù con forza matite e colori per disegnare il loro presente e il loro futuro. Sono tempi lunghi quelli di un professore. Sono i tempi del silenzio, delle parole, della pazienza, dello sforzo. Domani torno a scuola per il collegio dei docenti di inizio anno. Saranno abbracci e sorrisi e fatti e decisioni di «ordinaria amministrazione » in un mondo che è sempre meno ordinario. È come se a ciascuno di noi, nelle scuole, avessero tolto il sangue poco alla volta: non te ne accorgi ma sei sempre più debole per sforzi sempre più grandi. Più alunni, meno ore, meno tempo, meno soldi,meno aule, meno bidelli. Meno colleghi. I precari che non sono precari: sono colleghi con i quali dividere i primi consigli di classe, con i quali programmare decisioni …

"Riapre la scuola del ministro Gelmini senza insegnanti", di Maristella Iervasi

«I have a dream» dice all’Unità on line la maestra Linda Ciullara. «Sogno il cedolino…. Sogno di svegliarmi presto e fare le corse per andare scuola. Sogno di posare gli occhiali, e i compiti corretti sul comodino e non dovermi svegliarmi e scoprire che sul comodino ci sono solo troppe bollette da pagare». Zaini in spalla, la scuola sta per cominciare. La campanella per l’inizio delle lezioni suonerà per tutti lunedì 13 settembre, salvo anticipi sull’anno scolastico. Ma l’istruzione pubblica che riapre i battenti è sempre più «ristretta»: meno classi e più studenti tra i banchi, meno docenti, meno bidelli, meno igiene e sicurezza degli edifici. E meno fondi in cassa e zero carta igenica nei bagni. Il count-down della protesta questa volta è scattato in anticipo: supplenti e personale precario Ata hanno manifestato fin da Ferragosto con sit-in a Montecitorio e sotto il Miur. AVVIO TRA LE PROTESTE Sono oltre 22mila i precari a rischio licenziamento quest’anno, alcuni sono in sciopero della fame. Altri hanno già occupato gli Usp. Altri ancora, come Retescuola di …

"La Fiat non fa scuola", di Fabrizio Dacrema

La vicenda Fiat parla anche al mondo della scuola. Lo dimostra l’alto livello della discussione che si è aperta su Scuolaoggi e, in qualche modo, anche l’intervento del Ministro dell’Istruzione. Quest’ultimo non ha perso l’occasione per insultare la Cgil (vuole mettere al rogo tutti gli imprenditori), prendere la posizione più estrema (ha ragione la Fiat a non eseguire il reintegro degli operai licenziati), bypassare le esigenze della logica (le sentenza della magistratura vanno comunque rispettate). Secondo Gelmini gli interessi delle aziende vengono prima dei diritti dei lavoratori e delle istituzioni della Repubblica perché “le aziende sono luogo di creazione e distribuzione della ricchezza”. Il Ministro sposa integralmente la tesi del top manager Fiat: l’interesse dell’impresa è l’unico valore in campo, tutto il resto deve essere ad esso subordinato. Il lavoro, in questa logica, è solo una variabile dipendente, totalmente assimilata nel capitale, “subordinata fino al centesimo di secondo”, come scrive Franco De Anna, al processo produttivo, senza identità e autonomia. Se il piano Fiat per l’Italia facesse scuola, allora tutto quanto detto e scritto fino …

Premio di satira: Gelmini sarta subito! Più si taglia più si raglia

Con piacere pubblichiamo il bando del premio di satira “Gelmini sarta subito! Più si taglia più si raglia”, promosso da un gruppo di insegnanti che cercano di dare voce ad una scuola agonizzante ma ancora capace di stupire. Per aderire, estendere l’invito ai vostri contatti e dare visibilità all’iniziativa, vai a http://www.facebook.com/group.php?gid=131383966892803&ref=mf Art. 1) Fateci ridere, liberateci dalle ragnatele mentali, stupiteci. Ogni cosa ha sempre un’altra faccia, come la luna. E’ questo il lato delle cose che genera meraviglia. Art. 2) La partecipazione al concorso è assolutamente gratuita e aperta a tutti coloro i quali non hanno Ketchup nelle vene. Art. 3) L’obiettivo di fondo di questa sfida all’ultimo neurone è quello di utilizzare la forza comunicativa della satira per coinvolgere il personale docente e non docente, le famiglie, gli studenti, tutti coloro i quali non hanno il quoziente intellettivo di una nespola, in una discussione critica sui rischi e le opportunità legate ai rilevanti cambiamenti che investiranno l’universo formativo, il luogo dove i sogni imparano a camminare. Pertanto, il contenuto dell’opera deve essere inscindibilmente …

I precari in sciopero della fame chiedono un incontro alla Gelmini

Gentile Ministro, non una parola è stata da lei rivolta alle nostre persone da quando abbiamo iniziato lo sciopero della fame. Inoltre come una doccia fredda sono arrivate le affermazioni del deputato Stracquadanio che ci ha accusato di essere millantatori politicizzati.Noi lottiamo per una idea di scuola; la sua può essere diversa, ma vorremmo comunque che ce la esplicitasse, che ci raccontasse, che su di essa potessimo confrontarci. Vorremmo che ci spiegasse, e che ci convincesse, che togliendo otto miliardi alla scuola se ne può costruire una migliore.Che ci argomentasse come una “riforma” tutta fondata su tagli di risorse e posti di lavoro, possa avere una valenza pedagogica.Le chiediamo solo questo Ministro: un confronto pubblico, perché ognuno possa esporre le proprie argomentazioni, senza paura delle ragioni dell’altro.Noi non temiamo un contraddittorio, e non amiamo i comunicati dove nessuno può obiettare.Se accetterà il confronto noi interromperemo immediatamente lo sciopero della fame. Approfitti di questa occasione per dimostrare agli italiani che la sua non è solo la riforma degli slogan e dei tagli, ma che è stata …

Il Pdl avverte i presidi: «Azioni giudiziare contro chi non riapre»

Il Pdl è pronto a «iniziative giudiziarie» contro i tre presidi degli istituti comprensivi di Vasto, Monterenzio e Crespellano pronti a non aprire le loro scuole a settembre se non ci saranno le risorse e il personale. Il coordinatore bolognese dei berlusconiani scende in campo in difesa del ministro Gelmini, bocciando come «proteste dissennate» le accuse arrivate dai sindacati e dal centrosinistra. «Dimostrano non solo la strumentalità di certi atteggiamenti — attacca Fabio Garagnani — ma soprattutto la volontà di non contribuire come altri settori alla difficile situazione del Paese». Secondo l’azzurro in particolare «non si capisce la natura dei ricorsi al Tar, dal momento che le risorse sono attribuite dalla Finanziaria e le autorità scolastiche applicano quanto è stabilito per legge». Ai presidi che meditano di non riaprire le scuole senza le risorse necessarie, il coordinatore del Pdl ricorda che «l’interruzione di pubblico servizio è un reato e che soprattutto i dirigenti scolastici hanno il dovere di applicare la legge, non prestandosi alle strumentalizzazioni degli enti locali o dei sindacati più politicizzati». Se quelle …