Tutti gli articoli relativi a: scuola | formazione

"Tangenti, truffe, poco lavoro. La formazione è una fabbrica di precari e disoccupati cronici", di Davide Carlucci e Antonio Fraschilla

La recessione. Le clientele. Scarsi risultati. Inchiesta italiana Ci sono 2,3 milioni di persone in cerca di un posto un mercato enorme per i professionisti dei corsi. Gli unici a godere dei fondi stanziati sono gli organizzatori e negli ultimi anni i casi di raggiro si sono quintuplicati Centinaia di iniziative ma senza reali sbocchi possibilità minime per chi ha già superato i 40 anni Una torta da 20 miliardi in mano a partiti e sindacati Ogni uomo che perde il lavoro per loro è una straordinaria opportunità. Ogni donna che non riesce a trovarlo per loro è una risorsa. I precari sono il loro target, gli operai in esubero il loro pane quotidiano. Sono i professionisti della disoccupazione. Organizzano corsi di formazione, a volte finti, spesso inutili. E mai come ora fanno affari: con la crisi, secondo le ultime rilevazioni Istat, il numero degli italiani in cerca di lavoro è salito alla cifra record di 2,3 milioni, e altri 230mila posti si bruceranno, secondo Confindustria, entro il 2010: per loro è una manna dal …

"Organici: adesso protestano anche i dirigenti degli USP", di R.P.

In questi ultimi mesi alle proteste di sindacati, associazioni e comitati contro questo o quel provvedimento ministeriale abbiamo ormai fatto l’abitudine e quindi le stesse proteste rischiano di non essere neppure più notizie giornalistiche. Ne sanno qualcosa i precari che, per far sentire la propria voce, sono ormai costretti a fare lo sciopero della fame o a minacciare il blocco dello stretto di Messina. Ma la notizia che arriva da Firenze è quanto meno strana. Questa volta a protestare, e anche vivacemente, è Claudio Bacaloni, dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale che, con una nota di tre pagine indirizzata al Ministro dell’Istruzione, ai dirigenti scolastici della provincia, alla prefettura, all’amministrazione provinciale e al direttore dell’Ufficio scolastico regionale, spiega senza troppi giri di parole che a settembre le scuole fiorentine si troveranno in grave difficoltà. I problemi segnalati da Bacaloni, però, non riguardano solo gli organici delle scuole: c’è anche una questione, irrisolta da tempo e divenuta ormai insostenibile, relativa alla carenza di personale dell’ufficio provinciale. Personale – scrive il dirigente nella sua lettera – sempre più scarso …

"Tra i banchi ormai è un far west. La Cgil fa il conto dei prof tagliati”, di Sara Scheggia

Bologna: “Spariti” 40 docenti di inglese, 628 bimbi in lista d´attesa La Soster: lo Stato provveda, se gli insegnanti non arrivano andremo in Procura Più di 60 classi alle elementari senza tempo pieno e almeno 40 docenti di inglese che mancano all´appello. Solo 11 insegnanti in più alle medie per circa 60 classi da sdoppiare. Superiori nel caos per via dei professori di ruolo che, con il taglio delle ore, si ritroveranno a fare lezione in più istituti alla volta. Un triste elenco, quello sulla scuola bolognese, a cui vanno aggiunte anche le 628 famiglie, concentrate soprattutto in pianura, che non trovano posto per i loro bambini alla materna. «E´ un far west – denuncia la segretaria provinciale Flc-Cgil, Sandra Soster – lo Stato deve dare ciò che le leggi prevedono: se gli insegnanti non arrivano, andremo in Procura». Si avvicina il ritorno sui banchi e il mondo della scuola fa i conti con assegnazioni di docenti dal Ministero giudicate inadeguate non solo dai sindacati, ma anche da Regione e Provincia. Il problema più urgente …

"Precari, parte la lotta per accaparrarsi il posto", di Alessandro Giuliani

“I tagli indiscriminati stanno conducendo ad una vera e propria competizione e lotta tra poveri per accaparrarsi un posto”: così commenta, amaramente, il Comitato insegnanti precari di Taranto l’avvio delle operazioni di nomina dei docenti disposte dall’Ufficio scolastico provinciale in vista del nuovo anno scolastico. Lo storico comitato che difende i diritti dei precari ha constatato, in particolare dagli elenchi dei posti rimasti disponibili sul sostegno, che troppe disponibilità erano svanite nel nulla. E cercando di comprenderne i motivi ha scoperto che per il prossimo anno scolastico una bella fetta sono stati assegnati ai docenti di ruolo rimasti senza cattedra. In molti casi nemmeno specializzati.Ledendo, in questo modo, “i diritti e le aspettative degli alunni e dei docenti precari”, in particolare quelli specializzati, inseriti nelle graduatorie ad esaurimento e d’istituto. A scatenare le proteste c’è poi un particolare non di poco conto: l’Usp non avrebbe decretato autonomamente le nomine, ma assecondato le richieste di assegnazione provvisoria e di utilizzazione formulate dagli stessi insegnanti di ruolo collocati in Dop.Così per gli specializzati, in lista d’attesa, rimarrebbero …

I trasporti scolastici in crisi per la durata delle lezioni da 50 a 60 minuti?

Per qualcuno, tra le novità del nuovo anno scolastico, dovrebbe esserci quella della durata delle ore di lezione negli istituti superiori che dovrebbe passare dai 50 minuti attuali ai 60. Se il cambiamento dovesse essere davvero reale, gli effetti ricadrebbero anche sull’organizzazione dei servizi di trasporto per consentire agli studenti la frequenza delle lezioni in alcuni pomeriggi. È quello che pensa l’Amministrazione provinciale di Reggio Emilia (ma potrebbe non essere la sola) che in questi giorni sta studiando il modo di trovare soluzione al problema, convinta che il passaggio della durata delle lezioni da cinquanta a sessanta minuti costringe le aziende di servizi di trasporto a fare salti mortali per evitare disagi agli studenti. Col rischio di non starci dentro con le spese, come ha precisato con una nota l’assessore della provincia emiliana. Tutto per miseri dieci minuti! “La “riformata” ora scolastica di sessanta minuti va a cambiare i momenti di ingresso e di uscita da scuola a scuola. Ciascun istituto decide infatti per conto proprio. “Sono stati esaminati i singoli orari ed il flusso …

"Materne. Duemila bimbi fuori. Bianchi: «Pronti a cercare soluzioni»", di Alice Loreti

Alice Loreti Dopo gli allarmi lanciati nelle scorse settimane, da ieri c’è una piccola luce in fondo al tunnel della scuola. Per elementari, medie e superiori la situazione resta da bollino rosso, con una ripresa ormai alle porte che sarà tutt’altro che facile e i sindacati pronti ad andare in tribunale. Carenza di organici, precariato (l’80% delle cattedre vacanti resteranno in mano ai supplenti) e classi numerose saranno infatti le parole d’ordine al suono della prossima campanella. Ma per garantire la qualità delle scuole dell’infanzia emiliano-romagnole, quelle su cui il ministro non è voluto intervenire perché non rientrano nel percorso scolastico obbligatorio, la Regione ha deciso di rimboccarsi le maniche. Un impegno che Cgil, Cisl e Snals, hanno accolto positivamente al termine di un incontro con Patrizio Bianchi, assessore regionale alla Scuola e con la collega alle Politiche sociali, Teresa Marzocchi. Viale Aldo Moro ha dunque deciso di intervenire su uno dei fiori all’occhiello del sistema scolastico, «finanziando progetti in grado di mantenere il livello qualitativo che caratterizza le nostre materne» spiega Raffaella Morsia, segretario …

"In Italia 908mila giovani invisibili", di Sergio Rizzo

Invisibili per la scuola o l’università, l’Inps, il fisco, gli uffici di collocamento. Sono i 641 mila giovani italiani fra i 15 e i 24 anni che non studiano, non lavorano ma nemmeno lo cercano, il lavoro. E la cifra arriva fino a quota 908 mila, se si estende la fascia di età fino a 29 anni. E’ quanto emerge da uno studio di Confartigianato. Pure loro sono tecnicamente «invisibili». Ancora più degli esponenti di quelle tante categorie di lavoratori autonomi che non hanno protezione sociale. Invisibili per la scuola o l’università, l’Inps, il fisco. Perfino per gli uffici di collocamento. Sono i 641 mila giovani italiani fra i 15 e i 24 anni che non studiano, non lavorano ma nemmeno lo cercano, il lavoro. Un numero impressionante, considerando che si tratta del 10,5 per cento di tutte le persone di quell’età. E il bello è che di questi «invisibili» i due terzi circa sono al Sud: 415 mila, ovvero il 16,2 per cento di tutti i giovani meridionali. Quasi tre volte rispetto al Nord. …